There's no point to any of this. It's all just a... a random lottery of meaningless tragedy and a series of near escapes. So I take pleasure in the details. You know... a Quarter-Pounder with cheese, those are good, the sky about ten minutes before it starts to rain, the moment where your laughter become a cackle... and I, I sit back and I smoke my Camel Straights and I ride my own melt.
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mercoledì 11 dicembre 2013

SAG Awards 2014: le nomination per la tv




Ed eccoci anche con le nomination dei 20th Screen Actors Guild Awards (SAG) che si terranno il prossimo 18 gennaio allo Shrine Auditorium di Los Angeles.

Di seguito le serie tv in gara nelle categorie dedicate alla tv:

Drama Ensemble
Boardwalk Empire
Breaking Bad
Downton Abbey
Game of Thrones
Homeland

Drama Actress
Claire Danes, Homeland
Anna Gunn, Breaking Bad
Jessica Lange, American Horror Story: Coven
Maggie Smith, Downton Abbey
Kerry Washington, Scandal

Drama Actor
Steve Buscemi, Boardwalk Empire
Bryan Cranston, Breaking Bad
Jeff Daniels, The Newsroom
Peter Dinklage, Game of Thrones
Kevin Spacey, House of Cards

Comedy Ensemble
30 Rock
Arrested Development
The Big Bang Theory
Modern Family
Veep

Comedy Actress
Mayim Bialik, The Big Bang Theory
Julie Bowen, Modern Family
Edie Falco, Nurse Jackie
Tina Fey, 30 Rock
Julia Louis Dreyfuss, Veep

Comedy Actor
Alec Baldwin, 30 Rock
Jason Bateman, Arrested Development
Ty Burrell, Modern Family
Don Cheadle House of Lies
Jim Parsons, The Big Bang Theory

Stunt Team
Boardwalk Empire
Breaking Bad
Game of Thrones
Homeland
The Walking Dead

martedì 9 ottobre 2012

Partners: a volte il cast non basta

Difficilmente si può giudicare una serie solo dal pilot, nella maggior parte dei casi, occorrono almeno 4 o 5 episodi per tirare le somme, questo è certo.
E se già l’impresa è complicata per i drama, per le comedy diventa ancor più ardua, sia per la breve durata della puntata, sia perché riuscire a commuovere, spaventare o emozionare lo spettatore è molto più semplice che non riuscire a farlo ridere.
Spinta da queste premesse e dalla presenza di Sophia Bush (Brooke in One Tree Hill) nel cast, ho deciso a monte di andarci giù leggera con Partners, ma dopo aver visto i primi due episodi, mi trovo a dovermi tristemente ricredere.
Ideata da David Kohan e Max Mutchnick, creatori di Will&Grace e in onda sulla CBS, la sitcom si avvale di un cast molto noto sul piccolo schermo seppur, alla fine dei conti, per nulla convincente.
La Bush interpreta Ali, fidanzato dell’architetto Joe, cui presta il volto David Krumholtz, protagonista di Numb3rs e recentemente apparso in The Newsroom.
Nei panni di Louis, il migliore amico di Joe sin dai tempi dell’asilo, Michael Urie (celebre per il ruolo del civettuolo Mark nell’indimenticabile Ugly Betty), anche lui architetto e fidanzato con Wyatt, Brandon Routh che interpretò il cattivo Daniel Shaw in Chuck.
Il cast almeno all’inizio promette davvero bene, su questo non ci piove, ma il primo limite, la comedy lo riscontra laddove non riesce minimamente a discostarsi da Will&Grace in alcun passaggio.
Partners
infatti, sin dai primi minuti, ricorda inevitabilmente la serie con Debra Messing, dal punto di vista dei personaggi, dei dialoghi, dello humour e delle situazioni nelle quali i protagonisti si ritrovano.
Non fa ridere, non comunica nulla, non convince e se proprio dobbiamo dirla tutta, alla lunga (e su 20 minuti di durata è alquanto grave) annoia anche. Routh è inespressivo e piatto come suo solito (Dylan Dog ancora ringrazia) la Bush e Urie troppo, troppo simili ai personaggi interpretati nelle serie che li han resi famosi.
L’unico che vediamo rapportarsi con una situazione “nuova” a tutti gli effetti, è Krumholtz, ma da solo di certo non basta a dar spessore a una sitcom della quale il palinsesto televisivo avrebbe potuto tranquillamente fare a meno.



sabato 28 luglio 2012

The Newsroom by Aaron Sorkin VS Alphas


Stracult e Stracotti …ovvero la serie che questa settimana va su e quella che inevitabilmente va giù. Parola di Stargirl su TelefilmCult!


Aaron Sorkin e Sports Night. Aaron Sorkin e West Wing. Aaron Sorkin e Studio 60 On The Sunset Strip. E ancora: Aaron Sorkin e la sceneggiatura di The Social Network, film capolavoro sulla storia del magante di Facebook; Aaron Sorkin e Moneyball, con Brad Pitt.
Potrei continuare elencando una valanga di opere eccezionali che portano la sua firma pur non essendogli mai state accreditate. O potrei proseguire con l’elenco smisurato dei Golden Globe, dei BAFTA e degli Academy Awards che ha vinto. O potrei invece soffermarmi sulla sua nuova, incredibile opera: The Newsroom, serie rivelazione di questa calda estate, in onda dal 24 giugno sulla HBO. Lo show segue le vicende affettive e professionali, presso una fittizia tv via cavo, dell’anchorman Will McAvoy, personaggio emblematico e magnetico, interpretato da uno strepitoso Jeff Daniels. Intorno a lui gravitano attori del calibro di Emily Mortimer e Sam Waterston.
Inutile, per certi versi, dilungarsi sulla trama di The Newsroom, perché l’unico consiglio, spassionato come poche altre volte, che posso darvi oggi, è di cominciare a vederlo quanto prima. Lo show è caratterizzato da un ritmo frenetico e coinvolgente, dialoghi fulminei e diretti, una colonna sonora ad hoc e un cast che fa invidia alle migliori produzioni hollywoodiane degli ultimi anni. The Newsroom non è solo lo Stracult della settimana, è un vero e proprio gioiello di questa rovente estate.



Quando Michael Karnow e Zak Penn approdarono con il loro Alphas sul network Syfy, avevano probabilmente aspettative ben diverse da quelle che il destino avrebbe effettivamente riservato al loro show. I due creatori, paradossalmente ignari dei problemi che sarebbe scaturiti dal loro budget “limitato”, non hanno saputo fare i conti con la “cruda realtà” relegando così, Alphas, in quel limbo di “vorrei ma non posso” dove giacciono parecchie serie tv. Nonostante le buone potenzialità della season finale della prima stagione, lo show non è riuscito assolutamente a ripartire in sordina con la premiere della seconda, affondando le unghie nelle solite, fin troppo evidenti, pecche strutturali e registiche. Alphas si riconferma ancora una volta “floscia” e poco incisiva, scandita da un ritmo lento e a tratti noioso, privo anche solo di un pizzico di hype per risollevare le sorti di un plot prevedibile e scontato. I personaggi senz’anima si muovono sullo sfondo, portando inevitabilmente con la memoria alla saga degli X-Men, risultando così una copia  sbiadita di tematiche sci-fi (e non solo) già trite e ritrite, stracotte, come lo show in sé.