There's no point to any of this. It's all just a... a random lottery of meaningless tragedy and a series of near escapes. So I take pleasure in the details. You know... a Quarter-Pounder with cheese, those are good, the sky about ten minutes before it starts to rain, the moment where your laughter become a cackle... and I, I sit back and I smoke my Camel Straights and I ride my own melt.
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sabato 12 maggio 2012

Game of Thrones VS Visitors: novità e remake a confronto


Stracult e Stracotti …ovvero la serie che questa settimana va su e quella che inevitabilmente va giù. Parola di Stargirl su Telefilm Cult!




La HBO non delude, quasi mai. E con Game of Thrones, ha messo a segno l’ennesimo colpo vincente. Rinnovata già per una terza stagione, la serie basata sui best seller Cronache del Ghiaccio e del Fuoco di George R.R. Martin è stata senza dubbio la rivelazione dello scorso anno, e la morte di Eddar Stark (Sean Bean) nel finale di stagione, aveva lasciato tutti a bocca aperta.
La seconda stagione, in onda da ieri anche in Italia su Sky Cinema, mischia le carte in tavola, ribaltando gli equilibri ora che le meccaniche e le strategie si fanno sempre più complicate, visto soprattutto il numero di personaggi  coinvolti. Riuscirà lo show prodotto da Mark Huffam, Frank Doelger a riassumere nei consueti 10 episodi previsti, tutti gli avvenimenti raccontati nei volume della saga Il regno dei lupi e La regina dei draghi? La guerra è in atto ora che cinque Re si contendono l’ambito Trono di Spade per governare i Sette Regni.
Vendette, tradimenti, loschi intrighi e infimi sotterfugi: i protagonisti de Il trono di Spade sono disposti a tutti pur di assicurarsi ricchezza potere, e la serie, il titolo di Stracult, se lo merita di gran lunga!


Nel 2009, tutti gli appassionati di alieni, cose dell’altro mondo e incontri ravvicinati, potevano dirsi assai felici all’annuncio di un remake della celebre serie del 1983 di Kenneth Jonhson V- Visitors.
Questo nuovo show dal titolo V, in onda negli States sulla Abc fino al 2011 e trasmesso in Italia da Joy su Mediaset Premium, poteva vantare un cast di tutto rispetto: da Morena Baccarin (tra gli ospiti più acclamati al Telefilm Festival 2010) a Elizabeth Mitchell, da Morris Chestnut a Joel Gretsch.
Nonostante una prima stagione ricca del potenziale giusto e di un’ottima dose di colpi di scena da sfornare, per tutto l’arco della seconda, l’impressione generale era che la serie fosse tuttavia priva della verve giusta, capace di incutere ansia e timore nello spettatore come solo quella originale sapeva fare. Impossibile legarsi ai personaggi, difficile nutrire una qualsivoglia empatia con loro: tutti troppo freddi, distaccati, distanti, troppo, anche per dei Visitors. Sotto moltissimi aspetti, decisamente Stracotti.
Per tutti gli aficionados della splendida Baccarin, protagonista quest’anno di Homeland, dal 25 maggio Italia1 riproporrà gli episodi di V, e per i nostalgici della serie originale degli anni Ottanta invece, l'appuntamento è dal 22 maggio su Italia2.

giovedì 2 febbraio 2012

Chuck: addio al nerd più simpatico della tv


Il 24 settembre del 2007 con l’episodio Chuck versus the Intersector, Josh Schwartz e Chris Fedak. diedero inizio a una delle serie tv più divertenti e originali degli ultimi tempi, capace di unire il giusto mix di ironia, azione e romanticismo. Chuck, questo il titolo dello show, in onda sulla Nbc, tra alti e bassi, per ben 5 anni, ha chiuso i battenti lo scorso 27 gennaio, con la puntata intitolata Chuck versus the Goodbye.
Protagonista assoluto, l’istrionico e inarrestabile,
Zachary Levi, attore nato sul piccolo schermo con il ruolo di Kipp Steadman nella sitcom Perfetti ma non tropppo. 
Nerd atipico, impacciato ma fisicato, goffo ma irresistibile, Levi conquistò l’Italia due anni fa al
Telefilm Festival 2010 nel corso di una giornata a lui dedicata in cui riuscì a dimostrare di essere il perfetto one man-show, padrone del palcoscenico, calamita col pubblico, comico dalle mille sfaccettature.
Dopo cinque stagioni, un altalenante calo di ascolti col passare degli anni, mille ripensamenti da parte del network sulla messa in onda, petizioni da parte dei fan per salvare lo show, il nostro Chuck è arrivato stavolta al capolinea.
Vicino alla fine in più di un’occasione e salvato in corner ancor più spesso, con una splendida series finale che ricorderemo per molto, molto tempo ancora, Levi e il resto del cast,
Yvonne Strahovski, Joshua Gomez, Sarah Lancaster e Adam Baldwin ci lasciano, tra lacrime e sorrisi, lì, tra i corridoi del mitico Buymore, dove tutto ebbe inizio, e tutto finì.


Stay in the car, Chuck!






lunedì 10 maggio 2010

Telecollege: tutto può accadere

Si è tenuto al Telefilm Festival 2010 un dibattito dedicato al giovane pubblico presente, incentrato sulla scuola come ambientazione narrativa e come genere cine-televisivo, basato su alcuni telefilm in onda su MTV e Comedy Central. Ospiti d'eccezione, Fabrizio Biggio e Francesco Mandelli.

Lucia Nicolai, capo dei programmi di Mtv, e Alessandro Grieco, direttore di Comedy Central, sono stati i protagonisti dell'incontro pomeridiano della terza giornata del Telefilm Festival, "Tele College: tutto può succedere", dedicato ai teenager e agli under 20, chiamati a riflettere sul grande successo ottenuto dalle serie tv di ambientazione scolastica.
Durante il dibattito sono stati presi in esame alcuni tra i programmi più originali trasmessi da Mtv Italia, network composto da Mtv appunto, Comedy Central, il canale satellitare dedicato alla comedy e all'entertainment pungente e da Nickelodeon, canale leader nell'intrattenimento per ragazzi.
Con un video promo sono stati presentati al pubblico Blue Mountain State, Community, e 10 cose che odio di te, che hanno dato successivamente il via alla discussione su differenze, similitudini e caratteristiche principali delle serie tv ambientate nei licei e nei college.

Ispirato a pietre miliari del panorama collegiale, comePorky's e American Pie,Blue Mountain Statecreata da Eric Falconer eChris Romano, è un prodotto che rientra nel filone dei programmi che Mtv dedica al pubblico maschile, legato al mondo dello sport, il football in questo caso, del sesso, delle feste e delle donne, con un "alto tasso di testosterone", come la stessa Lucia Nicolai afferma.
Ambientato nel goliardico mondo dei college americani, la serie racconta le (dis)avventure dei ragazzi di oggi, citando con battute esplicite il mondo di Animal House, ammiccando al sesso e alla trasgressione, senza tagli né censure da parte di Mtv, ma solo con qualche "bip" sparso qua e là per alleggerire i toni.
Le trovate ironiche e provocatorie con cui viene descritta la vita nel college hanno fatto sì che la serie, prima di conquistare gli spettatori italiani, conquistasse soprattutto quelli d'oltreoceano, coinvolgendo con divertimento e partecipazione anche buona parte del pubblico femminile.

Diverso il caso diCommunity, la rivelazione della NBC della stagione 2009-2010, e tra le dieci serie più interessanti dell'anno secondo Variety, in onda dallo scorso aprile su Comedy Central.
Sitcom di nuova generazione, sulla scia diModern Family e The Middle, Community narra le vicende di un gruppo di adulti tornati al college e membri di un team di studio di spagnolo, che a tutto serve tranne che a fornire un qualsivoglia supporto didattico. In un clima di totale divertimento, privo di regole o limiti predefiniti, personaggi eccessivi e spesso surreali, danno vita a una sorta di "teatro dell'assurdo", con storie personali che sfiorano la follia e hanno origine in un passato grottesco, trasformando il gruppo di studio in un circolo psico-terapeutico. Arricchito da citazioni di film e telefilm degli anni Ottanta, la serie vanta tra i protagonisti il Chevy Chase di Saturday Night Live, e mostra evidenti "riferimenti post-moderni a Animal House e Breakfast Club, con un pizzico di Porky's", come afferma Alessandro Grieco.

A completare il trio, 10 cose che odio di te, una sorta di "La Bisbetica Domata" dei giorni nostri, tratta dall'omonimo film del 1999 con Heath Ledgere Julia Stiles.
Le sorelle Bianca (Meaghan Jette Martin) e Kat (Lindsay Shaw) Stratford sono le protagoniste di un telefilm completamente al femminile, e non potrebbero essere più diverse l'una dall'altra: la prima è bionda, vanitosa e superficiale; la seconda è bruna, attivista e radical-femminista, ma sono costrette a convivere nello stesso liceo, tra popolarità ed emarginazione.
Il telefilm, meno estremo rispetto agli altri due, alterna momenti divertenti e ironici ad altri di chiara derivazione disneyana, con un moralismo velato e leggero che accompagna le vicissitudini delle due teenager protagoniste.
I personaggi sono ben scritti e ben narrati, il loro percorso di crescita è illustrato nella maniera tipica dei classici teendrama, e insiste in più di un'occasione anche sul rapporto col mondo degli adulti.
"10 cose che odio di te ha un piglio ironico e tratta la donna in un modo diverso da quello tradizionale, sottolineando le diverse sfaccettature della figura femminile", conclude Lucia Nicolai.

L'incontro TeleCollege è proseguito con la proiezione dei migliori sketch de I Soliti Idioti, il programma che ha inaugurato il nuovo genere comico su Mtv, interpretato da Fabrizio Biggio e Francesco Mandelli, e che trae ispirazione dal film "I Soliti Ignoti" di Monicelli del '58.
Presenti in sala, i due interpreti hanno animato il pomeriggio del Telefilm Festival, firmando autografi, posando con i fan e scatenando un fiume di risate nel presentare lo show.
I Soliti Idioti, in onda su Mtv e Comedy Central, propone, con gag veloci e caricature satiriche, uno spaccato dell'Italia di oggi, tra nevrosi, tic, usi, costumi e luoghi comuni degli italiani, con un'ironia a tratti velata, a tratti esplicita.
La riflessione sul nostro Paese avviene attraverso stacchi comici veloci e diretti, valorizzati da un'estrema cura nella regia, nella fotografia e nell'immagine in generale, attingendo allo humour inglese di Little Britain e Monty Paython, o a quello nostrano de I Mostri.
Una satira sociale che si tiene ben lontana dal voler giudicare, caratterizzata da un umorismo molto vicino, secondo Antonio Visca, direttore operativo del Telefilm Festival, "a quello del Saturday Night Live americano".
"Con I Soliti Idioti raccontiamo la realtà così com'è, quella per cui ridi, e pensi: questa scena l'ho vissuta proprio ieri mentre ero in coda alla posta", dichiara Francesco Mandelli.
E alla domanda su un'eventuale trasposizione cinematografica del programma, Biggio risponde senza pensarci due volte: "Ci piacerebbe moltissimo!".
Per info e foto, vi invito a visitare Movieplayer.it !

Telefilm Festival 2010: spazio ai più giovani, da Isa TVB a Champs 12


Le iniziative per il pubblico più giovane hanno aperto il festival ed hanno avuto molto spazio anche nella seconda giornata, fino alla grande anteprima di Champs 12, la serie cult che sta spopolando in Argentina e che a giugno arriverà in Italia.

Molto spazio per il pubblico giovane nell'edizione 2010 del Telefilm Festival: la prima giornata del è iniziata con tre ore di proiezioni dedicate al pubblico dei Kids, e si è proseguito nella seconda con lo spazio riservato ai Teen e le serie da loro più amate. E sempre durante il secondo giorno della manifestazione, una grandissima anteprima per tutti i fortunati presenti: i primi due episodi della nuova soap argentina Champs 12.
Teen Angels, telefilm sudamericano giunto alla terza stagione in patria e in onda in Italia su Cartoon Network, di cui è stato presentato per l'occasione un episodio in anteprima assoluta per il pubblico italiano, è stato il più seguito dai piccoli fan. MentreMissione Cuccioli (di DeA Kids), Sonny tra le stelle (in programma su Italia1) e Fanboy e Chum Chum (di scena su Nickelodeon), telefilm animato che racconta le avventure di due aspiranti eroi, sono le altre serie che hanno animato la mattinata riservata ai kidsdel Telefilm Festival.
Il pubblico Teen, invece, ha iniziato la giornata conJonas (Italia1), una delle serie più amate in assoluto che ha per protagonisti i Jonas Brothers, per proseguire con Isa T.V.B.(Nickelodeon), la serie che racconta della quindicenne venezuelana Isa e del suo gruppo di amici, e Flor(Boing), la chica latina lanciata da Cartoon Network lo scorso anno e giunta ormai alla seconda stagione.
La mattinata, dopo H2O e Blue Water High, è terminata con Il Mondo di Patty, uno degli show più seguiti nel mondo latino e nel nostro paese, che ha lanciato la serie inedita presentata quest'anno al Telefilm Festival: Champs 12.

Scritta da Patricia Maldonado e diretta da Gustavo Lippi, Champs 12 è una teen-soap argentina prodotta dalla Dori Media Contenidos, che ha già superato i 120 episodi trasmessi e che dal 7 giugno vedremo anche da noi su Italia1 alle ore 15.00. Definita dalla critica e dal pubblico "l'erede de Il Mondo di Patty", la serie ha occupato un posto d'onore nella seconda giornata del Telefilm Festival, vista anche la presenza al festival dei due protagonisti principali, Charlotte e Gonzalo, interpretati rispettivamente da Liz Solari eTomas De Las Heras.
Presentata allo scorso RomaFictionFest e già distribuita in Spagna, Portogallo, Grecia e Turchia, la soap è stata definita dagli stessi protagonisti, "più romantica di Dawson's Creek e più glamour di The O.C.", e visto il recente e incredibile successo ottenuto dalle serie sudamericane in Italia, siamo sicuri che anche Champs 12 sarà seguita da un ottimo seguito di pubblico.
Campione di ascolti in patria, la soap mette in scena un realistico e veritiero spaccato di teen life, alternando sapientemente gli elementi narrativi alla musica, la danza e lo sport, affrontando temi scottanti come la droga e l'alcol o altri più attuali come i social network e internet.
Leggi altri dettagli su Champs12, su Movieplayer.it!

domenica 9 maggio 2010

Telefilm Festival 2010, giorno 3: cross-over, college e vampiri



Dopo alieni e spie è il turno dei vampiri: la terza giornata del Telefilm Festival è dedicata alle creature della notte, ma c'è spazio anche per i grandi classici del mondo dei telefilm e il filone collegiale.

La terza e ultima giornata del Telefilm Festival 2010 ha preso il via con tre ore dedicate ai nostalgici e a Fox Retro, il canale satellitare di Sky che trasmette il meglio delle serie degli anni '70, '80 e '90, con un "The Best Of..." proiettato nella sala Urania. Una divertente e ricca carrellata degli episodi delle serie più seguite del passato: da Chips a Magnum P.I., dalle inossidabili Charlie's Angels agli intramontabiliStarsky & Hutch.
Contemporaneamente, per gli appassionati di procedural, nella sala Fedra è andato in onda il settimo episodio della decima stagione diCSI: Crime Scene Investigation, un cross-over tra i tre CSI, in cui il dottor Raymond Langston (Laurence Fishburne) durante una complicata indagine, incrocia il suo cammino con quello dei due protagonisti degli spin-off, CSI Miami e CSI New York, in una puntata mozzafiato.

La mattinata del festival è proseguita con un excursus sulle web series, una realtà sempre più interessante e in espansione, nella quale trovano spazio prodotti poco più che amatoriali dal punto di vista della regia, ma non per questo meno godibili, come anche lavori ben più sofisticati e maturi. Alla prima categoria appartiene Chad Vader: il riferimento al virtuoso del lato oscuro della Forza non è certo casuale, visto che Chad, gestore del personale del turno diurno di un supermarket, oltre a vestirsi come il proprio idolo, sembra anche possederne i poteri. E, come Darth Vader, ha anche un nemico giurato (che sia suo figlio?), determinato a minare la sua autorevolezza nella gestione della forza lavoro. Ben più smaliziato dal punto di vista meramente tecnico è Cutting Ties, disilluso affresco dell'esistenza di un impiegato medio, come anche Getting Away with Murder, in cui il protagonista fa sfoggio di una lunga e collaudata serie di tecniche omicide, dimostrando di poter far fronte anche alle situazioni più improbabili con la massima nonchalance. All for Nots si presenta invece come un documentario sulla scalcinata band indie omonima, riproponendo il format reso celebre da MTV ma in chiave decisamente meno glamour. In Foreign Body è invece il tema della morte a fare da perno ai brevissimi episodi, che fanno riflettere sul recente fenomeno del turismo medico grazie ad un gruppo di giovani infermiere indiane.

L'invasione aliena iniziata venerdì con Morena Baccarin e i suoi V, è continuata oggi con l'incontro del fan club di X-Files, la serie fantascientifica per eccellenza ideata da Chris Carter, nella convention"Beyond the Sea", a cui erano presenti molti appassionati della serie cult degli anni Novanta.
Una piccola pausa è stata l'occasione per un breve aperitivo servito nel contesto allegro e frizzante della piazzetta Liberty, fuori dal cinema, dove organizzatori, giornalisti, volontari dello staff e fan hanno potuto godere di un frugale pasto prima che il cielo milanese si coprisse di nuvole gonfie di pioggia.
Il primo pomeriggio ha aperto le porte ai teenager e agli under 20 con due dibattiti sulle principali tendenze in voga quest'anno nel panorama telefilmico e cinematografico giovanile. TeleCollege, ravvivato dalla simpatica presenza di Fabrizio Biggio e Francesco Mandelli, in arte il Nongiovane, ha focalizzato l'attenzione sulle serie di matrice scolastica, prendendo in esame la scuola come ambientazione narrativa e come genere cine-televisivo, nei telefilm di punta dei network dedicati ai giovani per eccellenza, Mtv e Comedy Central, come Blue Mountain State, Community e 10 Cose che Odio di Te. Le due guest star del giorno, applaudite dal pubblico in sala per la spiccata simpatia e lo humour innato, hanno colto l'occasione per promuovere il divertentissimo I Soliti Idioti, programma di satira sociale estremamente originale che li vede protagonisti, giunto alla seconda stagione, riproponendo agli spettatori le gag più comiche ed esplosive della prima serie. (Leggi il resoconto dell'incontro)

"E tu di che Vamp sei?" è stato il secondo incontro pomeridiano dedicato alle nuove tendenze, per tutti gli appassionati del genere vampiresco che sta ormai dilagando sulla scia dellaTwilight Saga e del successo della CW, The Vampire Diaries. Moderato da Luca Dondoni, il dibattito ha analizzato il boom dei vampiri tra piccolo e grande schermo, e la passione smisurata che molti dimostrano di avere verso l'universo dei succhiasangue.
Per rimanere in tema, la serata è proseguita con la messa in onda diSplit, Trinity e Forever Knight, tre serie di origini rispettivamente israeliane, inglesi e canadesi, che sapranno soddisfare la voglia di tutti gli appassionati del genere.
L'atmosfera misteriosa e a tratti macabra, ha trovato largo spazio anche nella retrospettiva dedicata a I segreti di Twin Peaks presso la sala Fedra, dove Stefania Carlini, giornalista e collaboratrice della Ce.R.T.A., ha condotto un approfondimento sui vent'anni della serie, seguito dalla proiezione dei promo del 1991 di Canale5 e di quelli del 2010 di Sci-Fi (brand fantascientifico di Steel), e una puntata de L'uomo da sei milioni di dollari, scritta da Mark Frost, autore insieme a David Lynch, di Twin Peaks.
A conclusione della terza giornata del festival, The Protectors, una serie action danese creata da Mai Brostom e Peter Thorsbroe, vincitrice dell'International Emmy Awards, che ci conduce attraverso la Copenaghen dei giorni nostri, nella vita di un gruppo di guardie del corpo che lotta ogni giorno per proteggere personaggi in vista come politici, giornalisti, e altri prestigiosi membri dell'élite nazionale.

Durante la conferenza stampa di chiusura tenutasi durante la mattinata, Leopoldo Damerini, Fabrizio Margaria e Antonio Visca, hanno tirato le somme del Telefilm Festival 2010, tra crisi vera e presunta delle serie tv, snocciolando qualche numero sulle giornate della kermesse.
Continua a leggere della conferenza stampa su Movieplayer.it!

Zachary Levi incontra i fan: Nerd all'arrembaggio!



Zachary Levi infiamma il pubblico del Telefilm Festival 2010: i fan lo accolgono a braccia aperte con striscioni, cori e magliette dedicate a Chuck. La platea impazza e lui partecipa calorosamente ringraziando più volte il pubblico


Sapete che non sono Brad Pitt, vero?!
La star di Chuck esordisce così di fronte ai numerosi fan accorsi in suo onore al Telefilm Festival 2010: una folla incredibile ha animato il pomeriggio del Cinema Apollo in questa seconda giornata, e l'afflusso di gente ha superato di gran lunga le aspettative degli organizzatori, che hanno deciso, seduta stante, di raddoppiare l'incontro tra Zac e i suoi fan, per accontentare tutti coloro presenti all'evento.
In sala, ad attendere l'arrivo dell'attore, striscioni e magliette con frasi celebri del telefilm, cori e applausi a non finire. Zac si è lasciato travolgere dall'entusiasmo e ha stregato a sua volta il pubblico, con il suo umorismo innato e la sua vivacità.
Ha spalancato gli occhi di fronte alla calorosa accoglienza italiana, e nel vedere le sorprese organizzate per lui dai vari fan club presenti, ha ringraziato con un inchino, ha battuto più volte le mani sul cuore, e con gli occhi lucidi per l'emozione ha dato il via all'intervista.
In un susseguirsi di battute e imitazioni, ha intrapreso una chiacchierata divertentissima col pubblico, rispondendo a tutte le domande in maniera giocosa ma esaustiva, canticchiando su richiesta e imitando i suoi colleghi.
Un one-man-show nel vero senso della parola, concluso con un inno ai Nerd che ha spinto la platea ad alzarsi in piedi e a scatenare un lunghissimo applauso.

Prima di congedarsi per spostarsi in un'altra sala per un secondo appuntamento coi fan, improvvisato all'ultimo minuto, ha trovato il tempo di firmare autografi, stringere mani, regalare baci e qualche scatto ai fan accorsi sotto il palco.
Dispiaciuto quanto il pubblico di doverlo lasciare, ha promesso di tornare presto in Italia, perché un'esperienza come quella di oggi la porterà sempre nel cuore.
Tra una domanda e l'altra, ha parlato della sua vita personale e della terza stagione di Chuck, in onda negli States e prossima ormai alla season finale, e presto da noi sul canale Steel di Mediaset Premium.
Diventato famoso in tutto il mondo per il ruolo del nerd Chuck Bartoswy, alias Charles Carlmichael, Zachary ha accennato a qualche novità della serie, e dai primi episodi inediti proiettati dopo l'incontro, anche noi abbiamo potuto gustarne qualche assaggio.
Trasformatosi in una spia a tutti gli effetti grazie al nuovo intersect caricato nel suo cervello, nella nuova stagione Chuck dovrà affrontare, oltre alla travagliata storia d'amore con Sarah (Yvonne Strahovski) giunta a un momento decisivo, nuovi pericolosissimi nemici, tenendo segreta la sua identità all'amico Morgan (Joshua Gomez), e alla sorella Ellie (Sarah Lancaster). Con l'aiuto del terzo membro del team, John Casey (Adam Baldwin), Chuck e Sarah metteranno più volte in pericolo la loro vita per combattere i criminali e servire con onore la CIA.

Se tu Zachary fossi un fan, che domanda faresti a Chuck Bartowsky?
Zachary Levi: Com'è stato fare l'amore con Sarah! (strizza l'occhio e ride)

Vedremo mai Chuck sul grande schermo? E com'è stato fare l'amore con Sarah?
Zachary Levi: Chuck al cinema? Non lo so, ma sarebbe divertente creare un seguito alla serie, come è successo perFirefly con Serenity. Magari un domani potrebbe succedere! Fare l'amore con Sarah? Dovete chiedere a Chuck! (ride)

Il nono episodio della terza stagione, Chuck Vs. The Beard, è stato diretto da te: era la tua prima esperienza dietro la macchina da presa?
Zachary Levi: Ho chiesto alla produzione che mi venisse offerta questa opportunità, perché ero convinto di possedere le conoscenze necessarie per farlo dopo tre anni nella serie. L'esperienza è stata difficile, ma bellissima, e lo rifarei subito. Il cast, i produttori e la troupe mi hanno aiutato moltissimo! Era un desiderio che coltivavo da moltissimo tempo: sono cresciuto facendo teatro e ho diretto opere teatrali, era uno dei miei sogni dirigere una puntata dello show. Tra l'altro, si tratta di un episodio molto delicato, che svelerà un importantissimo segreto di Chuck.

Quante scene d'azione giri realmente?
Zachary Levi: La maggior parte. Alcune, le più pericolose, sono girate con l'aiuto si stuntman e controfigure, perché sarebbero troppo difficili da interpretare.

Come possiamo sostenere la serie in questo momento critico?
Zachary Levi: Scrivendo alla NBC e alla Warner, ma ciò che conta realmente è che venga vista negli USA. Ciò che interessa al network sono gli spettatori live che seguono la serie al momento della messa in onda, chi investe in pubblicità vuole che lo show venga seguito in quel momento, non successivamente sul web o sulla pay tv. I fan americani sono fantastici e ci stanno supportando tantissimo, ma anche il vostro aiuto conta molto per noi.

Zachary si interrompe, per esibirsi in Surfin' Bird dei Ramones, per scimmiottare l'accento australiano della sua collega Yvonne, e per esortare alcuni fan presenti in sala a mostrargli le magliette stampate in suo onore. Scatena un ulteriore applauso, ringrazia i nerd, si esibisce nell'ennesimo inchino, e nella risata generale, riprende l'intervista per le ultime battute.

Su Facebook parli spesso della tua barba, e di quanto ti piaccia portarla lunga: perché oggi l'hai tagliata?
Zachary Levi: Devo radermi perChuck ogni giorno, ora che sono alla fine delle riprese mi piace lasciarla lunga, ma in Italia, per girare il promo di Steel, ho dovuto tagliarla di nuovo.

Vorresti che Chuck andasse avanti per altre stagioni o avresti paura di restare incastrato nel personaggio?
Zachary Levi: Hollywood è un mondo strano, per molte ragioni, quindi non so se la serie continuerà, lo scopriremo a breve. Accetterei qualsiasi decisione: so che sarebbe triste se non proseguisse, ma qualsiasi cosa succeda basta avere fede! Se dovesse essere confermata, magari gli ascolti aumenteranno e la serie proseguirà per altre stagioni. Ma io ho già trent'anni, tra un po' rischierò di recitare nel ruolo di un Chuck anziano, zoppo e col bastone! (ride) Comunque andrà, vorrei imbottigliare quest'esperienza per aprirla in futuro, nei momenti tristi e tirarmi su: siete fantastici. Spero di continuare a fare l'attore, perché voglio tornare qua in Italia e vivere ancora le emozioni che mi avete dato oggi!

Per leggere anche l'intervista rilasciata ai giornalisti durante la conferenza stampa, andate su Movieplayer.it !

sabato 8 maggio 2010

Parenthood: la famiglia di oggi, tra gioie e dolori

Arriva il nuovo family drama targato NBC presentato durante la prima giornata del telefilm Festival 2010. Qualche anticipazione in anteprima, in attesa del debutto italiano, previsto per il prossimo autunno su Joi


Nonostante il calo degli ascolti nelle serie "formato famiglia" come Desperate Housewives e Brothers & Sisters, il family drama sopravvive e continua a riservarci grandi sorprese. Ne è un esempio lampante il nuovo show della NBC,Parenthood, in onda negli States già dal 2 marzo, e pronto a sbarcare anche in Italia fra pochi mesi, sul canale Joi di Mediaset Premium.
Prodotta da Image Television, NBC Universal, Network TV e Universal Media Studios, la serie di Jason Katims, produttore e regista di Friday Night Lights, è stata presentata durante la prima giornata del Telefilm Festival 2010 con la proiezione dei primi due episodi, il pilot e Man Versus Possum, diretti rispettivamente daThomas Schlamme (Studio 60 on the Sunset Strip, Sports Night) eLawrence Trilling (Felicity, Scrubs e Pushing Daisies).

Caratterizzato da una sceneggiatura impeccabile, un cast eccezionale e tematiche sempre attuali, lo show si ispira al film del 1989 di Ron Howard, Parenti, amici e tanti guai, proponendone una rilettura contemporanea, ricca di spunti interessanti. La storia, corale e coinvolgente, racconta le vicissitudini dei Braverman, analizzando gioie e dolori della moderna famiglia americana, attraverso le storie di quattro fratelli, Adam, Crosby, Sarah e Julia, e dei loro rispettivi nuclei familiari.
Nel ruolo del fratello maggiore Adam, troviamo il bravissimo Peter Krause, il Nate Fisher di Six Feet Under, che dopo averci conquistato col personaggio di Nick George inDirty Sexy Money, torna a stregarci dando ulteriore prova, semmai ce ne fosse bisogno, della sua innata capacità di calarsi in ruoli sempre diversi. Felicemente sposato da molti anni con Kristina (Monica Potter, già vista in Boston Legal), Adam ha due figli: la dolce Haddie (Sarah Ramos), un'adolescente educata e diligente, e il fragile Max (Max Burkholder), affetto dalla sindrome di Asperger, una rara forma di autismo. L'unione forte e indistruttibile tra i due coniugi, li porta ad affrontare la malattia del loro secondogenito con maturità e forza d'animo, seppur con qualche iniziale difficoltà.
A sostenere la coppia, la più piccola di casa Braverman, Julia, interpretata da Erika Christensen (la Mae di Six Degrees), avvocato di successo, mamma e moglie in crisi. Oberata dal lavoro, Julia trascura visibilmente il marito Joel (Sam Jaeger, Eli Stone), "casalingo disperato", e la piccola Sydney, con la quale non riesce ad avere un normale rapporto madre-figlia a causa del troppo lavoro che la tiene spesso lontana dal focolare domestico. Cresciuta per lo più in compagnia di suo padre, Sydney preferisce lui a Julia e tende spesso a respingerla, gettandola in pasto ai sensi di colpa. Caparbia e tenace, la giovane mamma prova comunque a ritagliarsi uno spazio da deicare alla sua famiglia, per evitare una frattura incolmabile e recuperare il tempo perduto, fermandosi di sovente a riflettere sugli errori commessi in passato.

Come lei, anche Sarah sta attraversando un momento delicato: madre single di due teenager, Amber (Mae Whitman) e Drew (Miles Heizer), la trentaquattrenne è costretta a tornare a vivere con i genitori dopo il divorzio con un marito musicista e inaffidabile, sommersa dai debiti e incapace di riemergere da un periodo faticoso e devastante. A dare il volto a Sarah, uno dei personaggi più interessanti e coinvolgenti della serie, nientemeno che Lauren Graham, la Lorelai Gilmore di Una mamma per amica, che torna sul piccolo schermo dopo una lunga assenza, in un ruolo che le è profondamente familiare. Le somiglianze con Lorelai sono evidenti sin dai primi minuti: impacciata, ironica, insicura e carismatica, Sarah conquista subito col suo carattere ingenuo e frizzante, catturando lo spettatore, inerme di fronte a un simile ritorno di fiamma. Ci ritroviamo così di fronte a una nuova Lorelai, senza Rory magari, ma con gli stessi pregi e difetti a cui siamo abituati, e risulta impossibile non affezionarsi subito a Sarah e alle sue disavventure...
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La leader dei V incontra il pubblico del Telefilm Festival


Nell'incontro con il pubblico del Telefilm Festival 2010, tra una domanda e l'altra, Morena Baccarin scopre un lato di sé che ancora non conoscevamo: quello comico.

Morena viene in pace, ma anche in ritardo: a causa dell'intenso traffico milanese del venerdì sera, l'attrice brasiliana è arrivata all'incontro col pubblico del cinema Apollo ben 45 minuti dopo l'orario previsto. Inutile dire che, sfoderato il suo sorriso solare e contagioso, gli ospiti l'hanno perdonata subito e si sono lasciati ammaliare dalla sua bellezza e dalla sua simpatia.
Fisico longilineo, look impeccabile e capelli sbarazzini, la Baccarin si è presentata in tutta la sua sfolgorante bellezza, lasciando a bocca aperta il giovane pubblico del Telefilm Festival e anche gli over presenti in sala.
La platea, intimidita da cotanto fascino, ha accolto la regina deiVisitors a braccia aperte, alternando domande strettamente legate alle serie di cui è protagonista, a curiosità sulle sue passioni, i suoi hobby e la vita privata in generale.
Morena si è lasciata andare a battute e risatine, sorvolando su questioni "politiche" e strizzando l'occhio al fidanzato presente in sala: nulla a che vedere con il personaggio algido e spietato che abbiamo imparato a conoscere sul piccolo schermo quindi, ma una donna frizzante ed estroversa, spiritosa e dai modi estremamente dolci.

Ha riscontrato qualche difficoltà a immedesimarsi nel ruolo della spietata Anna? Com'è stato recitare in un remake?
Morena Baccarin: Nessuna. Ho trovato il ruolo molto divertente e per nulla difficile. Sarà positivo tutto ciò? (ride) Ricordo poco della serie originale, ero molto giovane, ma so per certo che, nonostante le premesse siano le stesse, V rivisita in chiave moderna lo show: abbiamo cercato di distinguerci, per adattarci anche alla società contemporanea.

Che messaggio esprime la serie? E' prevista una seconda stagione?
Morena Baccarin: Riflette sulla società odierna, affrontando molti temi dell'attualità: l'assistenza sanitaria e le minacce terroristiche e ci tiene a sottolineare la forza di reagire degli esseri umani. Quanto alla seconda stagione, la prima sta andando molto bene, ma non sappiamo ancora se proseguirà.

Credi nell'esistenza degli alieni?
Morena Baccarin: No, ma credo che esistano altre forme di vita da qualche parte nell'universo: non siamo soli.

Anna e Erika sono due personaggi diversissimi tra loro e sono due madri: ci sarà un faccia a faccia diretto fra le donne? E soprattutto: Anna ha qualcosa di buono dentro di sé?
Morena Baccarin: Sì, ci sarà un confronto molto intenso tra le due, soprattutto perché Anna è coinvolta nel legame tra Erika e suo figlio Tyler: sarà un momento di forte tensione e suspense. Tutti i personaggi presentano lati positivi e negativi, anche Anna vive per qualcosa in cui crede e in cui combatte: alla fine vedrete un aspetto di lei che non vi sareste mai aspettati.

A quale ruolo sei più legata: quello marginale in Firefly o questo in V? E la scelta di recitare in serie sci-fi deriva da una reale passione per la fantascienza?
Morena Baccarin: Mi diverto con lo sci-fi ma non sono mai stata appassionata di fantascienza. Il ruolo in Firefly l'ho amato profondamente e non lo dimenticherò mai. Sarei andata avanti a girare per anni con Joss Whedon, ma purtroppo non è stato possibile. Devo dire che comunque al momento, anche Anna mi sta regalando delle grandi emozioni.

Com'è stato girare scene principalmente senza uno sfondo reale, considerando che la nave madre dei V è interamente ricreata in computer grafica?
Morena Baccarin: È stata una grossa sfida recitare in quel modo: 15 ore in una stanza con pareti verdi guardando cose che non esistono è difficile, rischi di perdere il contatto con la realtà. Si lavora il doppio, è estremamente complicato e devi sempre rimanere concentrato.

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È già finita la Golden Age del telefilm sulle reti italiane?

La prima giornata del Telefilm Festival 2010 ha ospitato un imperdibile workshop, dedicato a tutti gli appassionati di serie tv, siano essi studenti, addetti ai lavori o semplici curiosi, per analizzare gli ascolti registrati dai telefilm americani sulle reti italiane.

L'incontro, tenutosi nel corso della prima giornata del Telefilm Festival 2010 e moderato da Aldo Grasso, ospita i direttori e i responsabili della programmazione delle principali reti italiane, chiamati a fare il punto della situazione sugli ascolti riscontrati dai telefilm nelle ultime tre stagioni televisive in Italia. Partendo da una ricerca condotta dalla Ce.R.T.A. (Centro di Ricerca sulla Televisione e gli Audiovisivi) dell'Università Cattolica di Milano e curata da Massimo Scaglioni e Luca Barra, il dibattito ha analizzato l'attuale situazione delle serie tv in Italia, nelle reti generaliste e in quelle a pagamento, per cercare di capire le reali proporzioni del calo riscontrato negli ascolti dal 2007 a oggi, e se si possa definire tale fenomeno "la fine dell'età dell'oro del telefilm nel nostro paese".
Per individuare i motivi più concreti che hanno portato il prodotto in questione verso questo progressivo decremento dello share, Scaglioni ha illustrato le tre tipologie di dati su cui si sono basati gli studi del Ce.R.T.A., e cioè quella dell'offerta, del consumo e delle tendenze, dando il via a un confronto acceso e variegato che Aldo Grasso ha diretto con maestria, intervistando uno per uno gli ospiti presenti in sala che hanno avuto così modo di esprimere ampiamente la propria opinione in materia.

Lo studio del Ce.R.T.A. dimostra quindi come, dal 2007 a oggi, si sia incappati in una sorta di "inceppamento e riflusso dei telefilm seriale americano nel panorama nazionale italiano", dovuto probabilmente a tre diversi fattori: l'indebolimento del prodotto USA, il poco coraggio dimostrato dalla TV italiana nel proporre prodotti nuovi a dispetto dei classici e la precarietà della programmazione delle reti generaliste, che spesso e volentieri si ritrovano a stravolgere i palinsesti senza prestare la dovuta attenzione al pubblico a casa.
La persistenza dei grandi classici del telefilm, come Dr House: Medical Division, Grey's Anatomy, Bones, i CSIed NCIS - Unità anticrimine, che avvertono un lieve calo sui canali in chiaro e mantengono invece una stabilità sulle reti Pay, è il chiaro sintomo di un'offerta limitata dentro un cerchio ristretto, a cui il pubblico risponde preferendo l'uno o l'altro genere.
Uno dei dati fondamentali illustrati da Scaglioni, dimostra come, nell'ampia gamma dei telefilm proposti, il genereprocedural, il poliziesco, continui a trionfare su tutti gli altri, passando dal 66% registrato nella stagione 2007-2008, all'80% di quest'anno, e superando ampiamente il medical ed il family drama, sempre molto seguiti, e sferrando un duro colpo al teen drama, in continua discesa.
Il consumo dei telefilm offerti presenta una diminuzione pari all'1,3% di share dal 2007 a oggi, calo dovuto principalmente a due fattori importantissimi: il "download illegale" e la frammentazione continua dell'offerta, causata da un numero altissimo dei canali che trasmettono serie tv e la relativa impossibilità di stare dietro a tutti.
Questa mancanza di fidelizzazione causata dalla multi-programmazione dei network italiani, è proprio ciò che, secondoGiorgio Buscaglia, responsabile della programmazione cinema e fiction di Rai2, ha spinto gli spettatori a preferire serie procedural ad altre, grazie alla loro struttura auto-conclusiva, spingendo così la rete a proporre una serata interamente dedicata al genere, sull'esempio della CBS.
Un altro motivo a cui ricondurre la crisi avvertita nel panorama telefilmico sulle reti generaliste è da attribuire, secondo il parere di Carlo Freccero, direttore di Rai4, ai nuovi telefilm, composti da pochi episodi e privi di un prototipo, fattori che determinano la mancanza di fidelizzazione, eccezion fatta, a suo parere, per FlashForward e Fringe, telefilm ricchi di potenzialità e sottovalutati in Italia, "paese che preferisce dare visibilità a reality show e gossip, piuttosto che a telefilm di buona qualità".
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