There's no point to any of this. It's all just a... a random lottery of meaningless tragedy and a series of near escapes. So I take pleasure in the details. You know... a Quarter-Pounder with cheese, those are good, the sky about ten minutes before it starts to rain, the moment where your laughter become a cackle... and I, I sit back and I smoke my Camel Straights and I ride my own melt.
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giovedì 13 dicembre 2012

Awake: da stasera, alle 21 su Fox Crime




In seguito a un tragico incidente automobilistico, il detective Michael Britten (Jason Isaacs, il Lucius Malfoy della saga di Harry Potter) perde la moglie Hannah (Laura Allen) e il figlio Rex (Dylan Minnette), e si ritrova imprigionato nel dolore e in un’intricata spirale in cui il sogno non si riesce a distinguere dalla realtà.
Se in un mondo infatti Michael è vedovo e padre di un adolescente, nell’altro è ancora al fianco della sua splendida moglie ma in lutto per la morte del figlio avvenuta in seguito all’impatto.
La sua vita cambia una mattina dopo l’altra, e il risultato irreversibile è che lui si sveglia un giorno in un mondo e il giorno dopo in un altro.
Cosa gli resta per non perdere il filo del destino? Semplice, due braccialetti di colori differenti, uno rosso uno verde, da indossare secondo la realtà in cui il protagonista viene catapultato.
In entrambi i mondi si ritrova a risolvere delitti e crimini con due partner diversi, Isaiah Freeman
(Steve Harris) e Efrem Vega (Wilmer Valderrama), e contemporaneamente a cercare una via d’uscita da questo labirinto, con l’aiuto del terapista John Lee (B.D. Wong) nella realtà rossa e con quello della dottoressa Evans (Cherry Jones) nella verde.
Questo in poche parole il plot di Awake, la nuova serie della Nbc firmata Kyle Killen (Lone Star), a metà strada tra il fantasy e il crime.
Alla base c’è il paradosso del Gatto di Schrödinger e
l'idea dell’esistenza di un mondo parallelo, di una possibile realtà alternativa, tutte teorie affascinanti e misteriose da sempre così care a registi e scrittori.

Pronto a subentrare al posto di The Firm visti i disastrosi ascolti registrati sino a oggi (l’ultimo episodio ha ottenuto un misero e debole 0.8 di rating nel target demografico 18-49), il telefilm, il cui preair è già disponibile sul web, debutterà sulla Nbc giovedì 1° marzo e per vederlo in Italia dovremmo aspettare ancora qualche mese.
Risale a pochi giorni fa la notizia di un accordo con Kevin Weisman, l’indimenticabile Marshall Flinkman di Alias, per un ruolo ricorrente nella serie già dopo una manciata di episodi, in cui interpreterà l’emblematico Mr. Blonde, personaggio chiave per la risoluzione del mistero che vede protagonista Michael.
Lo spunto è interessante, la sceneggiatura discreta, ma in quanto a ritmo e hype non ci siamo affatto: nonostante Awake sia una delle serie più attese dell’anno sin dal Comic-Con 2011, l’impressione iniziale è che manchi totalmente di azione e velocità, e visto il genere, direi che si tratta di un deficit piuttosto elevato.
Qui trovate il primo episodio!

sabato 28 gennaio 2012

Stracult&Stracotti: The Firm vs. 90210


Stracult e Stracotti - …ovvero la serie che questa settimana va su e quella che inevitabilmente va giù. Parola di Stargirl su Telefilm Cult !


Le novità, a parer mio, meritano sempre una chance, soprattutto quando si tratta di serie con un ottimo potenziale, come nel caso dello stracult di questa settimana, The FirmIl Socio, il sequel televisivo dell’omonimo successo cinematografico del 1993, tratto dal best seller di John Grisham, diretto da un maestro come Sidney Pollack. Creata da Lukas Reiter (The Practice, Boston Legal), la serie riparte dieci anni dopo gli avvenimenti narrati nella pellicola cinematografica e vede Mitch McDeere (Josh Lucas) che, dopo essere uscito finalmente dal programma protezione testimoni, si ritrova ad affrontare nuovi ostacoli e nuove sfide per proteggere la sua famiglia e i suoi clienti, facendo inevitabilmente i conti con il passato e con la mafia in cerca di vendetta nei suoi confronti. The Firm si sviluppa su due diversi piani temporali sin dal pilot che vede prima Mitch in fuga dai malviventi che gli danno la caccia, e dopo lo stesso ma sei settimane prima che tutto cominciasse. La trama si snoda con una storyline orizzontale piuttosto intrigante, inframmezzata dai casi settimanali con cui l’avvocato e i suoi dovranno confrontarsi di volta in volta. Strizzando l’occhio a The Good Wife e Damages, la serie di Reiter parte svantaggiata su un network, come la Nbc, che già nella precedente midseson esordì con i pessimi ascolti di The Cape, e che anche stavolta sembra trovare purtroppo conferma nel deludente riscontro di pubblico nel corso della doppia season première, che ha registrato solo 6,3 milioni di spettatori con un rating del 1,4 nella fascia 18-49 (ancora peggio il terzo episodio, 4,3 milioni, rating 1,0). A dispetto degli ascolti però, il giudizio per questo legal drama per ora è positivo, nonostante sia partito in sordina: l’idea c’è, la sostanza anche e il cast è di tutto di rispetto.




E anche stavolta, pollice in giù per un altro teen drama sul viale del tramonto, 90210 che proprio come gli altri due show in onda sulla CW Gossip Girl e One Tree Hill, già fortemente criticati nei giorni scorsi, sembra aver imboccato ormai una strada senza ritorno. Carente sotto tutti i punti di vista, il sequel della serie madre di Aaron Spelling, Beverly Hills 90210, caposaldo del genere sin dagli anni Novanta, in realtà non mi aveva mai convinta del tutto. Sin dagli albori la serie si era rivelata piuttosto banale e prevedibile, ma la speranza che azzeccasse il binario giusto col passare del tempo era stata alimentata da piccole avvisaglie qua e là, quando nel corso di alcuni episodi, le scelte autoriali erano sembrate convincenti. Niente da fare invece, la bella AnnaLynne McCord e tutta la sua compagnia, alla fine dei conti, sembrano aver davvero poco da raccontare e da trasmettere al pubblico, e aldilà di fisici scolpiti, outfit all’ultima moda e un’incantevole spiaggia dorata a far da cornice, resta ben poco. Un teen drama davvero scarso, la cui debolezza è corroborata da uno script fiacco e ripetitivo, un cast bello ma senz’anima e una pochezza di contenuti senza precedenti.