
Nostalgia, nostalgia canaglia.
Di un momento particolare della propria vita. Di un amico. Di un amore finito. Di uno stato d’animo.
Degli anni Ottanta.
Oggi, nel mio caso, decisamente degli anni Ottanta, e in particolare, delle serie tv di quel periodo. Forse proprio all’epoca nacque la mia passione per i telefilm, nonostante per anni, io abbia attribuito il merito a Beverly Hills 90210.
Ricordo ancora con quanta emozione, all’età di 5 anni appena, seguivo, senza capirci poi molto, gli episodi di Happy Days (1974-1984) poco prima di cena su Italia1,appollaita sul divano tra mia nonna e mio fratello. Il mio preferito,uno dei personaggi minori, Chachi, il nipotino di Fonzie, interpretato dal mitico Scott Baio, che anni dopo ritrovai in una serie che forse conoscono in pochi, ma che io adoravo, Baby Sitter (1984-1990). Delle family-comedy di allora, non me ne perdevo neanche una: dai Jefferson (1975-1985) ai Robinson (1984-1992), dai Bradford (1977-1981) ai Keaton 81982-1989), passando per la famiglia di Arnold (1978-1986). E poi ancora Alf (1986-1990, Mork & Mindy (1978-1982), Strega per amore (1965-1970, lo so molto più vecchio, ma adoravo Jeannie) e Supercar (1982-1986).
Non me ne perdevo sul serio neanche una: al ritorno da scuola durante la merenda, il sabato o la domenica mattina, la sera prima o dopo cena, in tutte quelle pause dal gioco, i compiti o lo sport, già allora le serie tv mi tenevano compagnia. Erano oltretutto il pretesto ideale per riunire la famiglia, mangiare la pizza sul divano per vedere un nuovo episodio, trascorre del tempo i miei genitori o mio fratello, guardare una puntata in compagnia di qualche amichetto. Ieri come oggi, evitavo di gran lunga i telefilm a carattere fantascientifico, come Star Trek e simili, o i crime che tuttora, inspiegabilmente, vanno in onda sulla Rai e riscuotono un discreto successo, come La Signora in Giallo o gli onnipresenti Kojak e Colombo.
La mia serie preferita in assoluto, almeno all’inizio, fu senza dubbio Super Vicky (1985-1989), la bambina-robot più famosa della storia della tv, con la sua allegra famiglia e la vicina di casa irriverente e lentigginosa. Il posto di “preferito” nel mio cuore, a Vicky, sul finire degli anni Ottanta, riuscì a rubarlo solo Genitori in Blue Jeans (1985-1992), grazie all’entusiasmo della famiglia Seaver, e al mio amore fanciullesco nei confronti di Kirk Cameron, che interpretava il figlio maggiore Mike.Per anni i poster che lo ritraevano, scovati nelle pagine centrali di Cioè, hanno fatto da tappezzeria alla mia stanza.
Sul fronte italiano, College (1990) con Federica Moro, Professione Vacanze (1987) con Jerry Calà e I Ragazzi della 3° C (1987-1989), per me non avevano rivali.
“She’s a small wonder, lovely and bright with soft curls.
She’s a small wonder,a child unlike other girls.
She’s a miracle, and I grant you, she’ll enchant you at your sight,
She’s a small wonder and she’ll make your heart beat twice.
She’s fantastic, made of plastic,microchips here and there.
She’s a small wonder, brings love and laughter everywhere”