There's no point to any of this. It's all just a... a random lottery of meaningless tragedy and a series of near escapes. So I take pleasure in the details. You know... a Quarter-Pounder with cheese, those are good, the sky about ten minutes before it starts to rain, the moment where your laughter become a cackle... and I, I sit back and I smoke my Camel Straights and I ride my own melt.
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giovedì 25 ottobre 2012

Il Gioco dei Telefilm: il must have per tutti gli appassionati di serie tv


Siete pronti per un viaggio a 360° nel mondo delle serie tv?
Con il Gioco dei Telefilm, presto sarà possibile!
Oltre 700 domande di diverse categorie e difficoltà, per testare le vostre conoscenze telefilmiche e mettere alla prova la vostra astuzia e perché no, anche la vostra fortuna grazie agli imprevisti e le difficoltà previste da un regolamento ben strutturato e articolato  che non lascia nulla al caso.
Con la possibilità di scegliere una ben precisa epoca di riferimento, le domande del gioco riguarderanno serie tv di ieri e di oggi e interrogheranno il giocatore su curiosità, indiscrezioni su cast e trame, location, numeri e primati, nomi e cognomi dei personaggi più celebri del piccolo schermo.
L’obiettivo?
Puntare i riflettori sulle serie dimenticate del passato, su quelle meno conosciute e su quelle più fortunate, per dare risalto al mondo dei telefilm, che riunisce moltissimi appassionati di tutte le età.
Da Happy Days a Beverly Hills 90210 e Gossip Girl, da Lost a Doctor Who a The O.C. e CSI, nel Gioco dei Telefilm ce n’è davvero per tutti i gusti!
Per tutti gli appassionati, gli esperti o i semplici curiosi, la presentazione ufficiale del gioco è sabato 3 novembre al Lucca Comics con Leo Damerini e Fabrizio Margaria, autori del “Dizionario dei Telefilm”, fondatori dell’Accademia dei Telefilm e direttori del Telefilm Festival, presso lo stand della Ghenos Games (B602), la casa produttrice dell’attesissimo gioco.
Per l’occasione, il gioco sarà venduto al prezzo scontato di 25 euro e sarà autografato da Silver, autore dei disegni originali.
Il sabato pomeriggio sarà organizzata una partita dimostrativa che verrà replicata il giorno successivo: in palio per il vincitore, ovviamente il gioco!
Un gioco versatile, divertente e originale, adatto a ogni età, come spiegano proprio Damerini e Margaria: “Nel nostro immaginario "IL GIOCO DEI TELEFILM" nasce con l'intento di riunire più generazioni, formando squadre equilibrate composte da genitori, figli e nipoti, ciascuno preparato (chi più, chi meno) sulla propria epoca seriale. E' solo una suggestione, per carità. Nulla vieta di mettere da parte il tabellone e giocare solo con le carte a domanda-risposta seduti in circolo, sotto l'Albero di Natale come sotto l'ombrellone”.
Un gioco destinato a diventare il Trivial Game più divertente dell'anno!", come afferma il comunicato stampa del Lucca Comics, una novità imperdibile dedicata a tutti gli appassionati del mondo delle serie tv, la “settima arte bis” troppo spesso trascurata.

DA OGGI IN VENDITA ONLINE qui : http://bit.ly/TGMwsr

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giovedì 27 ottobre 2011

Anni '80 che passione!

Nostalgia, nostalgia canaglia.
Di un momento particolare della propria vita. Di un amico. Di un amore finito. Di uno stato d’animo.
Degli
anni Ottanta.
Oggi, nel mio caso, decisamente degli anni Ottanta, e in particolare, delle serie tv di quel periodo. Forse proprio all’epoca nacque la mia passione per i telefilm, nonostante per anni, io abbia attribuito il merito a
Beverly Hills 90210.
Ricordo ancora con quanta emozione, all’età di 5 anni appena, seguivo, senza capirci poi molto, gli episodi di
Happy Days (1974-1984) poco prima di cena su Italia1,appollaita sul divano tra mia nonna e mio fratello. Il mio preferito,uno dei personaggi minori, Chachi, il nipotino di Fonzie, interpretato dal mitico Scott Baio, che anni dopo ritrovai in una serie che forse conoscono in pochi, ma che io adoravo, Baby Sitter (1984-1990). Delle family-comedy di allora, non me ne perdevo neanche una: dai Jefferson (1975-1985) ai Robinson (1984-1992), dai Bradford (1977-1981) ai Keaton 81982-1989), passando per la famiglia di Arnold (1978-1986). E poi ancora Alf (1986-1990, Mork & Mindy (1978-1982), Strega per amore (1965-1970, lo so molto più vecchio, ma adoravo Jeannie) e Supercar (1982-1986).
Non me ne perdevo
sul serio neanche una: al ritorno da scuola durante la merenda, il sabato o la domenica mattina, la sera prima o dopo cena, in tutte quelle pause dal gioco, i compiti o lo sport, già allora le serie tv mi tenevano compagnia. Erano oltretutto il pretesto ideale per riunire la famiglia, mangiare la pizza sul divano per vedere un nuovo episodio, trascorre del tempo i miei genitori o mio fratello, guardare una puntata in compagnia di qualche amichetto. Ieri come oggi, evitavo di gran lunga i telefilm a carattere fantascientifico, come Star Trek e simili, o i crime che tuttora, inspiegabilmente, vanno in onda sulla Rai e riscuotono un discreto successo, come La Signora in Giallo o gli onnipresenti Kojak e Colombo.

La mia serie preferita in assoluto, almeno all’inizio, fu senza dubbio Super Vicky (1985-1989), la bambina-robot più famosa della storia della tv, con la sua allegra famiglia e la vicina di casa irriverente e lentigginosa. Il posto di “preferito” nel mio cuore, a Vicky, sul finire degli anni Ottanta, riuscì a rubarlo solo Genitori in Blue Jeans (1985-1992), grazie all’entusiasmo della famiglia Seaver, e al mio amore fanciullesco nei confronti di Kirk Cameron, che interpretava il figlio maggiore Mike.Per anni i poster che lo ritraevano, scovati nelle pagine centrali di Cioè, hanno fatto da tappezzeria alla mia stanza.
Sul fronte italiano,
College (1990) con Federica Moro, Professione Vacanze (1987) con Jerry Calà e I Ragazzi della 3° C (1987-1989), per me non avevano rivali.

“She’s a small wonder, lovely and bright with soft curls.
She’s a small wonder,a child unlike other girls.
She’s a miracle, and I grant you, she’ll enchant you at your sight,
She’s a small wonder and she’ll make your heart beat twice.
She’s fantastic, made of plastic,microchips here and there.
She’s a small wonder, brings love and laughter everywhere”