There's no point to any of this. It's all just a... a random lottery of meaningless tragedy and a series of near escapes. So I take pleasure in the details. You know... a Quarter-Pounder with cheese, those are good, the sky about ten minutes before it starts to rain, the moment where your laughter become a cackle... and I, I sit back and I smoke my Camel Straights and I ride my own melt.
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venerdì 28 dicembre 2012

Focus on 'Gossip Girl': c'era una volta, nel 2007...


Il 19 settembre 2007, negli States andò in onda il primo episodio di un teen drama che nel corso del tempo, avrebbe fatto parlare di sé: Gossip Girl.
Trasmesso sulla CW, il network dedicato al pubblico giovane e più "sbarazzino", e tratto dai romanzi di Cecily von Ziegesar, la serie vanta un cast fresco e alle prime armi, composto da attori esordienti. Oggi le cose sono decisamente cambiate, gli attori di Gossip Girl sono tra i più ambiti del piccolo schermo e il teen drama firmato da Josh Schwartz, dopo sei lunghi anni, ha chiuso i battenti la scorsa settimana.
Blair (Leighton Meester), Serena (Blake Lively), Chuck (Ed Westwick), Nate (Chace Crawford), Dan (Penn Badgley), sono il fulcro della serie: giovani, ricchi, sexy e impertinenti, si destreggiano nei viali alberati dell'Upper East Side, tra la 48esima e le scalinate del MET, aprendoci le porte delle loro macchine lussuose, degli eleganti attici di Manhattan e degli esclusivi locali che frequentano, palcoscenico perfetto di serate inondate da fiumi di champagne. In un'atmosfera ovattata e patinata, nel 2007 prendono così il via le avventure di un gruppo di adolescenti che, con passare degli anni, sarebbe riuscito a far mangiare la polvere anche a Marissa e ai ragazzi di The O.C. per spregiudicatezza e comportamenti politically uncorrect. Sempre con look griffati e all'ultima moda e carte di credito illimitate, i protagonisti di Gossip Girl sul piccolo schermo non temono rivali, tanto che, Serena e Blair non hanno nulla da invidiare a Carrie&Co e lo charme di Chuck Bass è di gran lunga superiore rispetto a qualsiasi altro personaggio maschile della TV.

Dopo l'incredibile successo iniziale, la serie di Schwartz comincia a dare segni di cedimento a partire dalla terza stagione, quando è iniziata una discesa repentina a livello di storyline e sceneggiatura.
Pur mantenendo una regia frizzante e briosa e una colonna sonora senza dubbio azzeccatissima, soprattutto in relazione al target di riferimento, Gossip Girl ha cominciato a risentire fortemente degli ascolti, soprattutto nel corso del quarto e quinto anno, spingendo i produttori e il cast a firmare sì una sesta stagione per regalare una degna conclusione alle avventure dei ragazzi dell'Upper East Side, ma contraddistinta da appena dieci episodi. Con un percorso parecchio simile a quello di un altro teen drama "coetaneo" prodotto dallo stesso network, One Tree Hill, Gossip Girl è incappato nella crisi del terzo anno senza però riuscire a rialzarsi.
Il calo graduale dello share è andato di pari passo con la qualità della serie, via via sempre più scadente, e l'errore degli autori è stato quello di lasciare che si trascinasse per troppo tempo in balìa della ripetitività e di vicende fin troppo surreali ed effimere da poter risultare coinvolgenti o interessanti.


Tra alti e bassi, pochi giorni fa la serie è giunta al termine, svelando la misteriosa identità della blogger che dà il titolo allo show, che per anni ha pubblicato online segreti, pettegolezzi e vicissitudini del gruppo di ragazzi al centro della storia.
La grande attesa riservata alla series finale è servita a poco, e le aspettative del pubblico non sono state affatto ripagate: affibbiare a un personaggio maschile e piuttosto emblematico come Dan Humphrey il ruolo di Gossip Girl, non ha convinto per nulla i fan più affezionati. Unica ciliegina sulla torta, per molti di loro, l'attesissimo matrimonio tra Chuck e Blair, i due protagonisti, destinati a stare insieme sin dal primo episodio.
Meno calore per lo sposalizio tra Serena e Dan, avvenuto 5 anni dopo la fine della storia e raccontato nei minuti finali dell'episodio nel corso di un flash forward anch'esso molto poco convincente. Dei pochi misteri realmente risolti, gli unici ad aver trovato una conclusione, lo hanno fatto in maniera frivola e per nulla esaustiva.

Difetti a parte, sarà difficile se non impossibile dimenticare Gossip Girl, non solo per averci fatto sorridere e divertire nonostante il calo negli ultimi anni, ma anche per aver avuto il merito di aver segnato una vera e propria epoca per il teen drama: quella degli smartphone, dei social network di un nuovo modello di comunicazione, che oggi come sei anni fa, non smette di evolversi e sorprenderci.
Nel corso degli anni, a trarre vantaggio dal successo dello show, sono state soprattutto le protagoniste femminili: la Lively è ormai la nuova musa di Anna Wintour ed è costantemente sulla copertina di Vogue, rincorsa da stilisti e grandi registi; la Meester è una delle attrici più gettonate dai tabloid, esempio di stile ed eleganza per moltissime teenager in tutto il mondo.
Ultima, ma non meno importante, Taylor Momsen, che nel telefilm ha interpretato per quattro anni il ruolo di Jenny Humphrey, stilista in erba, irrefrenabile e ribelle, la più giovane del gruppo, oggi non solo è la leader della rock band The Pretty Reckless, ma è anche una modella quotatissima in tutto il mondo.
Sicuramente non ricorderemo Gossip Girl per la qualità stilistica nella struttura narrativa o nella regia, questo è certo, ma ci ricorderemo sempre con affetto dei ragazzi dell'Upper East Side, perché ognuno di noi, almeno una volta, ha desiderato essere come loro anche solo per un giorno.

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lunedì 24 dicembre 2012

Goodbye Gossip Girl



Sei anni vissuti nell’Upper East Side al fianco di Serena, Blair, Chuck, Dan e Nate, non saranno semplici da dimenticare.
Su e giù dalle limousine, tra eventi glam e party di beneficienza, con un martini cocktail in una mano e un flûte di champagne nell’altra, i ragazzi griffati e “pettinati” più chiacchierati di sempre, ci hanno detto addio.
Stracult per certi versi, stracotti per altri, anche se adesso non ce rendiamo conto, in futuro ci mancheranno. 
Gossip Girl teneva in piedi l’ultimo baluardo teen drama, un genere in piena crisi mistica, che con la chiusura lo scorso anno di One Tree Hill, riusciva a sopravvivere solo grazie alla compagnia di Serena Van Der Woodsen e della sua allegra combriccola.
Soundtrack direttamente dai primi posti delle classifiche pop di tutto il mondo, una regia frizzante e divertente e un cast dall’inestimabile fascino: queste le caratteristiche forti dello show, peculiarità che ahimè, nel corso degli anni, non sono state sufficienti però a tenere alto il livello della serie.
Penalizzato da una sceneggiatura piuttosto frivola e da una visibile inconsistenza nel plot, il telefilm creato da Josh Schwartz e tratto dalla serie di romanzi di Cecily von Ziegesar, non ha saputo superare la crisi del terzo anno.
Trascinandosi faticosamente nel tortuoso sentiero della CW, network che di recente non fa che collezionare un flop dopo l’altro, Gossip Girl ha registrato un repentino calo negli ascolti a partire dalla fine del terzo anno, riuscendo però a sopravvivere, molti di noi non si spiegano come, fino a oggi.
Un finale molto atteso quello trasmesso la scorsa settimana, per nulla all’altezza delle aspettative però: bizzarra l’identità, finalmente svelata, di Gossip Girl, la blogger dalla lingua tagliente che altri non è che Dan “lonely boy” Humphrey, e piuttosto “telefonati”, i matrimoni portati in scena nella series finale, quello di Chuck e Blair prima, e quello di Serena e Dan poi.
Difetti a parte, non mi sento però di sparare a zero su questi sei lunghissimi anni, certa che lo spartiacque segnato dallo show dopo The O.C., resterà comunque negli annali: Serena è una versione di Marissa 2.0, con un profilo Facebook e uno smartphone dal quale non si separa mai, più spregiudicata e ribelle, ma senza dubbio, almeno all’inizio, molto affascinante. E come tutti gli altri protagonisti che in questi anni ci hanno tenuto compagnia, ci hanno fatto sorridere e ogni tanto, sono anche riusciti a farci emozionare.

domenica 10 giugno 2012

Stracult&Stracotti: i 3 flop telefilmici della stagione


Stracult e Stracotti - …ovvero la serie che questa settimana va su e quella che inevitabilmente va giù. Parola di Stargirl!

Come abbiamo già detto la scorsa settimana, in questi mesi molte serie sono giunte al termine, alcune salutandoci definitivamente, altre prendendosi un break per lasciar spazio agli show “estivi”.
Stracult&Stracotti indossa una veste speciale, per decretare oggi la “top 3”, o meglio la “flop 3” dei telefilm più deludenti di quest’anno.


La medaglia d’oro in questa classifica al negativo va appesa al collo di Steven Spielberg, produttore e ideatore di Terra Nova, il nuovo show sci fi targato Fox che nelle menti dei piani alti del network avrebbe dovuto colmare il vuoto lasciato da Lost. Attorno a questo prodotto c’erano fortissime aspettative, un budget da capogiro e una campagna marketing massiccia, certi di un forte successo in molti paesi, fra cui il nostro, la Fox aveva deciso di trasmetterlo in contemporanea con gli USA. Ma è bastata una manciata di episodi per vedere gli ascolti dello show precipitare nel baratro. Lo spunto iniziale della trama non risulta abbastanza forte, i personaggi sono artefatti e stucchevoli: dialoghi che girano a vuoto e un senso generale di noia e fastidio. Del sense of wonder che i dinosauri avrebbero dovuto suscitare, non c’è la minima traccia… e questo la dice molto lunga sulla qualità finale dello show. Bocciato da pubblico e critica, a noi non resta che dire “provaci ancora, Steven”.


Secondo posto al teen drama di Josh Schwartz Gossip Girl, in onda il prossimo autunno con la sesta,  estenuante stagione. Trama sconclusionata, surreale, inverosimile a livelli inauditi, lo show sui ragazzi dell’Upper East Side ha toccato davvero l’apice in quanto ad assurdità quest’anno, rasentando in più di un’occasione il fondo del barile. Le innumerevoli situazioni ripetitive e paradossali della quinta stagione hanno trascinato la serie in fondo a un baratro, senza lasciare speranze di salvezza. Eppure, quei “masochisti” della CW hanno deciso di concedergli un’altra chance, vuoi per condizioni contrattuali troppo complicate, vuoi per scelte di marketing a noi sconosciute. Ritroveremo quindi Blair e Serena fra qualche mese, per fortuna per uno spicciolo di episodi appena: a loro infatti, toccherà lo stesso destino di One Tree Hill, concluso quest’anno dopo 9 stagioni nel corso di una midseason di 13 episodi.


Terzo posto per Ringer, lo show che ha segnato l’attesissimo ritorno si Sarah Michelle “Buffy” Gellar sul piccolo schermo. Un ritorno col “botto” ma non nel comune senso che tutti diamo a questo termine, anzi: flop clamoroso e senza precedenti per l’ex cacciatrice di vampiri, caduta vittima di uno pseudo crime per nulla convincente né coinvolgente. Caratterizzato da una regia a dir poco debole, una sceneggiatura contorta e nella maggior parte dei casi dai risvolti fin troppo superficiali, Ringer si è trascinato con fatica, nel corso di 22 interminabili episodi, verso una season finale ancor più confusa e inverosimile di tutta l’intera stagione. Stracotta come poche, per fortuna non rinnovata.

venerdì 3 febbraio 2012

Gossip Girl: 100 episodi (o quasi) da dimenticare



E poi ci sono quelle serie che, nonostante le ottime premesse, il grande potenziale, un paio di stagioni brillanti e tutto il resto, malgrado l’inesorabile crollo qualitativo nel corso degli anni, riescono a tenerti incollato all’appuntamento settimanale con la messa in onda, per scoprire anche solo dove riusciranno ad arrivare gli autori con lo sviluppo degli eventi. In alcuni casi continuare a seguire un telefilm premia la nostra costanza, poiché una serie nasce, cresce, e anche se arriva a esaurirsi riesce a chiudere in bellezza, come nel caso di Ugly Betty, Chuck e molti altri. 
Altre volte invece, rimaniamo inevitabilmente delusi, perché nonostante si raschi il fondo del barile, non viene anteposto un limite al peggio, come accade per esempio oggi ad alcuni teen drama, One Tree Hill su tutti (giunto finalmente alla nona midseason conclusiva), portati avanti per stagioni noiose e interminabili.
In mezzo, tra il primo e il secondo gruppo, un limbo in cui regna il disastro, dove è 
Gossip Girl, ormai alla frutta e con un altro paio di season all’orizzonte purtroppo, a regnare sovrana.
Il 100esimo episodio, dal titolo
G.G. ha tradito, ovviamente, le aspettative di pubblico e critica, sottolineando ancora una volta e semmai ce ne fosse ancora bisogno, la discesa in caduta libera intrapresa dallo show di Josh Schwartz da qualche anno a questa parte.
Ne avevo già parlato recentemente, in una recensione sulla quinta stagione in corso, sbarcata in Italia pochi giorni fa, e mi ero ripromessa, salvo esigenze professionali, di non spendere più parole sulle ceneri di questa serie.
Eppure eccomi qui, a interrogarmi nuovamente su come si possa trascinare un prodotto di successo così a fondo, senza prevenire danni collaterali come il crollo inesorabile di dialoghi e sceneggiatura, forti cadute di stile nel plot e inevitabili ripercussioni sula qualità della serie in toto.
E oggi mi ritrovo, mio malgrado, costretta a domandarmi come si possa raggiungere un livello così basso, tradendo un folto gruppo di fan (da cui mi tiro fuori) che per anni ha atteso con ansia il momento di scoprire la vera identità della blogger dell’Upper East Side, per ritrovarsi poi faccia a faccia con un flop vero e proprio, che in questo caso ha il nome di Georgina Sparks.
Un concatenarsi senza senso di eventi casuali, storyline aperte senza fondamenta e trovate paradossali nella trama ha raggiunto il massimo apice in una puntata che anziché celebrare i fasti del passato come avrebbe dovuto invece, ha invece fallito miseramente.
Cinque anni spesi ad aspettare di scoprire chi fosse Gossip Girl, bruciati nei cinque secondi finali dell’episodio, secondi che avranno sicuramente un seguito dal quale preferisco, sinceramente, restare all’oscuro, tirandomi fuori dal circolo vizioso di dubbi e interrogativi che ora verranno innescati.
Ad aggravare la situazione, l’estenuante tira e molla tra Blair e Chuck, giunto mille volte al capolinea e incapace di trovare un finale, e come se non bastasse un matrimonio (quello con il “principe” Louis) che sin dall’inizio tutti immaginavano fosse un bluff, e una sposa in Vera Wang che fugge disperata dal ricevimento, neanche fosse Carrie Bradshaw,
Una messinscena farsesca, una debacle senza scusanti, soprattutto perché di Carrie, ce n’è una.
è in queste circostanze che il dubbio sorge spontaneo: perché cancellare show di tutto rispetto, validi e ben strutturati, mi vengono in mente Life Unexpected e October Road per esempio, per dar seguito a telefilm scarsi e e carenti sotto tutti i punti di vista come questo?

sabato 17 dicembre 2011

Stracult&Stracotti: Homeland e Gossip Girl

Stracult e Stracotti - …ovvero la serie che questa settimana va su e quella che inevitabilmente va giù. Parola di Stargirl!

Stracult della settimana? Homeland, il nuovodrama-thriller targato Showtime, che si fa carico di raccogliere l’eredità (e i fan) di 24. E non è un caso che lo show, ispirato alla seri e israeliana Hatufim, vanti alla produzione Howard Gordon e Alex Gansa, sceneggiatori e produttori proprio della serie con Kiefer Sutherland. Stavolta però, non c’è nessun Jack Bauer a salvare il mondo, ma un personaggio che è quasi il suo opposto: Carrie Mathison (Claire Danes), una donna profondamente insicura ed emotivamente instabile. La sua storia inizia in Iraq, in seguito a un’operazione non autorizzata che la porta a scoprire che un soldato americano milita fra le fila di Al-Qaeda: qualche mese dopo, durante un raid della Delta Force, viene ritrovato in un bunker Nicholas Brody (Damian Lewis), sergente dei marines, prigioniero dei terroristi dal 2003. Possibile che sia lui la talpa di cui era venuta a conoscenza Carrie? Insieme al suo mentore, Saul Berenson (Mandy Patinkin), la donna comincerà una lunga battaglia per scoprire quali e quanti segreti nasconda il sergente Brody e sventare un presunto attacco terroristico sul suolo americano. Grazie a una regia adrenalinica quanto basta, una caratterizzazione dei personaggi azzeccata e una sceneggiatura senza sbavature, la tv sembra finalmente aver trovato un “nuovo” 24: slegato dai vincoli temporali di Jack Bauer e soci, Homeland può permettersi infatti di giocare con gli spettatori regalando colpi di scena e cambi di prospettiva tanto avvincenti quanto credibili.

Stracotto definitivamente, senza riserve né speranze, e soprattutto senza ombra di dubbio, Gossip Girl: lo show della CW, giunto a metà della quinta stagione, dimostra col passare del tempo, di essere arrivato definitivamente al capolinea. Non c’è capo né coda nella serie: ogni storyline risulta ormai slegata dalle altre, senza un filo logico che crei continuità e con unplot spesso assurdo.Situazioni paradossali e surreali, ai limiti del ridicolo, riempiono puntate noiose e interminabili, totalmente prive senso e ragion d’essere. Le storie d’amore frivole e superficiali di Serena (Blake Lively) esasperano lo spettatore, le sue moine irritanti da gatta morta danno il colpo di grazia; i capricci di Blair (Leighton Meester) e la sua infinita e tediosa relazione con Chuck (Ed Westwick) non divertono né emozionano più, e anche i pettegolezzi della blogger che dà il nome alla serie, sono privi di ogni logica. Non c’è più nulla da raccontare, niente con cui sorprendere o coinvolgere il pubblico: Gossip Girl segue il triste esempio di altri teen-drama, su tutti One Tree Hill, che all’ennesima stagione priva di contenuti, farebbero meglio a chiudere i battenti anziché trascinarsi avanti miseramente cancellando ciò che di buono avevano costruito nel corso degli anni.

lunedì 23 maggio 2011

Gossip Girl: la quarta stagione vince ma non convince

La CW ha deciso di concedere un’altra chance alla serie rinnovandola per la quinta stagione, nonostante gli ascolti sempre più bassi.
Ma il pubblico non si dimostra per nulla soddisfatto, stanco delle storie ripetitive e prive di spessore raccontate da Schwartz.

Poco meno di un milione di spettatori ha seguito la season finale di Gossip Girl, confermando il triste e allarmante calo di ascolti riscosso dalla serie nel corso di quest’anno. La quarta stagione che si è appena conclusa, ha deluso pubblico e critica, e anche chi fino a oggi aveva tentato di salvare il salvabile, stavolta è rimasto a bocca asciutta.
La sceneggiatura inconsistente e povera di intrecci originali e divertenti, i personaggi privi ormai di un qualsivoglia spessore e l’impressione generale che non ci sia più nulla da raccontare, hanno contribuito a trasformare una serie spassosa e frizzante in un’accozzaglia di avvenimenti monotoni e spesso senza senso.
Il cammino di Gossip Girl sembra lo stesso di The O.C., partito in sordina con le prime due stagioni, peggiorato nel corso della terza e crollato definitivamente al termine della quarta. Anche in quel caso infatti, Josh Schwartz non riuscì a superare quella che, col senno di poi, possiamo definire “la crisi del terzo anno”, il momento decisivo in cui tutte le sue serie avvertono un netto calo a livello narrativo e strutturale e imboccano la ripida discesa verso la fine, particolarità riscontrabile anche in un'altra serie tv, Chuck, in onda sulla Nbc.
Se allo show che ha per protagonista Zachary Levi però, quest’anno è andata bene e dopo la crisi della terza stagione la quarta si è rivelata un gran successo meritando una nuova tornata di 13 episodi per il prossimo anno, lo stesso non si può dire per Gossip Girl, che si ritrova invece sulla stessa barca di The O.C., senza più nulla da raccontare, e con l’unica differenza di essere stata graziata per il quinto anno.
Situazioni ai limiti del possibile e fuori da ogni logica, anche nelle peggiori favole contemporanee, hanno caratterizzato l’ultima parte della stagione, degenerando, se possibile, soprattutto negli episodi finali, a partire da
The Princesses and The Frog, in cui Blair (Leighton Meester) tenta l’ascesa al trono di Monaco al fianco del fantomatico principe Louis Grimaldi (Hugo Becker), giunto a New York per chiederla in moglie.
Entrata con fatica nelle grazie della Regina madre, Blair accetta incredula la proposta di matrimonio e si prepara a vestire i panni di una moderna principessa, sulla scia di Kate Middleton versione Upper East Side.
Neanche la straziante dichiarazione d’amore di Chuck (Ed Westwick), che ferito e ancora innamorato le chiede di tornare insieme, riesce a far cambiare idea alla giovane Waldorf, in quest’occasione davvero decisa a proseguire in solitaria sulla sua strada.
Per Chuck, come d’abitudine, i guai non vengono mai soli e in
Shattered Bass, a movimentare le sue giornate, oltre ai tormenti amorosi ci pensano le diatribe finanziarie e familiari, nell’eterna lotta con Russel Thorpe (Michael Boatman) e la figlia Raina (Tika Sumpter).
Il ritorno sulla scena di Jack Bass (Desmond Harrington), stavolta si rivela piuttosto utile per Chuck, poiché anziché mettergli i bastoni tra le ruote, lo zio contribuisce a spianargli la strada contro il magnate Thorpe, svelandone l’autentica e crudele natura agli occhi di Raina.
Reo di aver assassinato sua moglie, Russel getta la spugna, consegna a Chuck il suo impero finanziario e implora invano il perdono di Raina. Un intrigo patriarcale degno del peggior Beautiful, che ha come epilogo l’addio di Raina a New York e a Nate (Chace Crawford), o a quel che resta del suo personaggio, pressoché invisibile nel contesto generale.
In ombra dall’inizio della stagione, Nate ha perso il suo ruolo da latin lover affascinante e ammaliante, lasciandosi surclassare da un ormai irriconoscibile Dan Humphrey (Penn Badgley) che, archiviata la fugace e inconsistente liason con Blair, ripiega ora sull’ennesimo personaggio improbabile, quello di Charlie (Kaylee DeFer), cugina di Serena (Blake Lively).
The Wrong Goodbye, la season finale, scorre per 40 minuti sullo schermo dando la costante impressione di essere in procinto di chiudere i battenti al termine di ogni scena, per poi continuare invece a sfornare sequenze di avvenimenti scontati e banali, ai limiti quasi della sopportazione. Il ritorno insensato e improvviso di Georgina Sparks (Michelle Tracthenberg) che, comme d’habitude, fa capolino in ogni finale di stagione, inutile ai fini narrativi, annoia e non diverte, così come non sconvolge il colpo di scena finale, in cui ci viene rivelato che Charlie altri non è che un’attrice ingaggiata dalla zia di Serena per sottrarre denaro alla famiglia Van Der Woodsen.
E anche l’unico intreccio che fino a oggi ci aveva tenuti legati alla serie, il destino di Chuck e Blair e la speranza che potessero tornare insieme, alla fine ci ha lasciati di sasso, poiché ad averla vinta, alla fine è Louis.
Senza lottare più di tanto per averla, Chuck la lascia andare, augurandole gioia e felicità e giurandole al contempo amore eterno, mettendo da parte, per il suo bene, il costume da cavaliere oscuro per arrendersi una volta per tutte al Principe Azzurro. E sul fatto che Blair non batta ciglio, la dice lunga quel test di gravidanza con esito positivo che la telecamera lascia intravedere nella sua stanza nel corso dell’ultima scena, promettendo un futuro turbolento per la prossima, improbabile, principessa di Monaco.
Con la speranza che gli autori rinsaviscano da qui al prossimo settembre, salutiamo i ragazzi dell’Upper East Side anche per quest’anno, fiduciosi che il nostro Chuck Bass, nella season 5, ritorni a combinarne delle belle e a movimentare un po’ la scena. Continua con news, foto e molto altro, su Movieplayer.it!

sabato 7 maggio 2011

Gossip Girl: la quarta stagione solo noie e delusioni per i fan della serie


A due episodi dalla season finale, la quarta stagione di Gossip Girl continua a non convincere affatto i fans, stufi di una trama inconsistente e ripetitiva, priva di colpi di scena e avvenimenti interessanti.

Considerando la pessima annata di Gossip Girl, la cui quarta stagione si è rivelata sin dall’inizio debole sia a livello strutturale che contenutistico, la decisione della CW di rinnovare la serie per un altro anno, ha lasciato tutti piuttosto interdetti.
A che pro portare avanti uno show che mostra carenze sotto tutti i punti di vista e che non riesce più a stupire né sorprendere gli spettatori?
Perché proseguire se gli argomenti da sviluppare e le storie da raccontare sembrano ormai arrivati al capolinea?
La quarta stagione sta avendo un effetto soporifero episodio dopo episodio, e anche la coppia su cui tutti avevano puntato, quella composta da Dan e Blair, pare essersi spenta come un fuoco di paglia senza aver neanche raggiunto l’apice.
L’esile seguito di spettatori, che raggiunge a stento il milione e mezzo ormai, la dice lunga sul futuro del telefilm, che il prossimo anno conterà probabilmente i fan con il contagocce, poiché in pochi saranno davvero disposti a seguire una serie che ha davvero poco da dire ormai.
Il crollo subito dallo show di Schwartz sembra realmente irreversibile, come dimostrano le ultime puntate andate in onda, spesso caratterizzate da eventi surreali e poco credibili, da dialoghi sconclusionati e intrecci al limite del farsesco.
La noia assorbita fino a oggi non potrà certo venir cancellata da un finale di stagione epico, come promesso dagli autori, e un’ora di season finale non basterà a cancellare una stagione deludente al cento per cento.
Se Schwartz spera di riconquistare il proprio pubblico con un’ultima puntata caratterizzata da fuochi d’artificio e cliffhanger creati ad arte, si sbaglia di grosso: per svegliare un pubblico ormai assopito, a questo punto servirebbe ben altro.
Neanche il ritorno in scena di Damien Dalgaard (Kevin Zegers), il cattivo per antonomasia nella serie, in “Damien Darko” e “Panic Roomate”, è servito a movimentare la scena quel tanto che basta per rendere gli avvenimenti emozionanti: giunto a Manhattan per distruggere Ben (David Call), Damien intraprende una liason controversa e ambigua col giovane Eric (Connor Paolo), spingendolo sulla strada della droga, e tentando in tutti i modi di ostacolare il cammino di Serena (Blake Lively).
Il “destino infausto” scatena contro Damien nientemeno che Dan (Penn Badgley) e Nate (Chace Crawford), ancora alla ricerca di una funzione nell’ingranaggio generale della storia, e il giovane spacciatore viene così allontanato velocemente dalla città senza lasciare il benché minimo segno del suo passaggio, e spingendo ancor di più Serena tra le braccia di Ben.
Due nuove coppie animano (si fa per dire) gli episodi 15 e 16, It-Girl Happened One Night e While You Weren’t Sleeping, illudendo i fan che una nuova storia d’amore possa rallegrare la serie: Chuck e Raina Thorpe (Tika Sumpter), rivali negli affari, e Blair (Leighton Meester) e Dan, nemici giurati sin dagli albori della serie.
Se per i primi le ostilità tra le rispettive famiglie sembrano aver la meglio sul vero amore, per i secondi le possibilità di un happy ending sembrano più alte, ma a dispetto dei pronostici, per entrambe le coppie il futuro non promette nulla di buono.
Chuck dal canto suo cerca infatti di avvicinarsi a Raina per mettere le mani sul suo patrimonio e disintegrare l’impero economico del magnate Russsel Thorpe (Michael Boatman), ma resta invece scottato perché si invaghisce realmente di lei senza essere contraccambiato; al contrario Blair si allontana subito da Dan dopo un bacio fugace, perché convinta di non provare nulla nei suoi confronti e di essere ancora attratta da Chuck.
In casa Bass ci mette invece lo zampino Nate che in “Empire Of The Son” cerca di rubare Raina a Chuck: intanto in casa Humphrey Vanessa torna in città, senza un motivo apparente, e accende l’ennesimo litigio tra Blair e Serena che, scoperta la fulminea tresca tra la sua migliore amica e il suo ex, trova un nuovo motivo per mettere giù il broncio e tediarci ancora una volta con i suoi capricci.
Abbandonata su due piedi e senza una spiegazione da Ben, l’avvenente bionda è di nuovo single, ma esauriti stavolta tutti i personaggi maschili da mettere al suo fianco, l’unico colpo di scena ora, potrebbe essere quello di spingerla a chiudersi in un convento.
Noiosa, capricciosa e immatura, Serena non ha più nulla da comunicare o raccontare, e ci risulta davvero difficile immaginare quale futuro abbiano in mente per lei gli sceneggiatori.
L’inevitabile comparsa di una papabile antagonista sembra comunque aver già segnato il cammino del personaggio interpretato dalla Lively: in “The Kids Stay In The Picture”, l’arrivo della cugina Charlie (Kaylee DeFer), ingenua ragazzotta di campagna giunta in città in cerca di una rivalsa su una vita fino ad ora deludente, comprometterà sicuramente la reputazione di Serena e tra le due nascerà immediatamente una qualsivoglia forma di competizione, che le porterà l’una contro l’altra nonostante il grande affetto reciproco dimostrato inizialmente. Non sfuggiremo quindi, nostro malgrado, alla classica storia delle nemiche-amiche, e una volta di più saremo costretti a osservare il viso imbronciato di Serena, perennemente insoddisfatta e lamentosa.
E se fino a poco tempo fa, almeno Blair con la sua ironia e la sua simpatia riusciva a strapparci un sorriso, spezzando la monotonia della serie, anche per lei sembra essere giunta l’ora di chiudere i battenti e di omologarsi agli altri personaggi, verso un futuro caratterizzato da avvenimenti surreali e sconclusionati.
In “Pretty in Pink”, infatti, Blair si trasforma in una moderna e assai poco credibile Cenerentola, con il ritorno di quel fantomatico principe Louis Grimaldi (Hugo Becker) conosciuto pochi mesi prima a Parigi, ora a New York per chiederla in moglie, in una storyline a dir poco bizzarra e inverosimile che certo non aiuta la serie a risollevarsi dall’infausta strada intrapresa.
E poco importa se nella season finale resteremo a bocca aperta per qualche colpo di scena inaspettato (diversi rumors parlano di incendi, morti e inimmaginabili ritorni) la noia subita fino a oggi, difficilmente verrà spazzata via così.

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domenica 30 gennaio 2011

Gossip Girl: una quarta stagione in caduta libera


La serie di Josh Schwartz riparte dopo il lungo break natalizio, visibilmente sotto tono e apparentemente priva di spunti interessanti che possano risollevarla da qui alla fine dell’anno. I rumors secondo cui proseguirà per altri due anni, contribuiscono ad allertare i fan, sempre meno coinvolti dalla trama e dai personaggi.

La CW sta attraversando senza ombra di dubbio un anno particolare, caratterizzato dall’ottimo successo riscosso dalle due novità principali della stagione 2010-2011, Hellcats e Nikita, dal trionfo di ascolti di The Vampire Diaries e dal cospicuo seguito di pubblico di serie storiche e consolidate come Smallville e Supernatural. Tutto ciò ha contribuito a relegare in un angolo i teendrama che per anni hanno rappresentato il il capo saldo del network, provocando un forte calo di ascolti tra i fan di One Tree Hill, giunto pressoché al capolinea, di 90210 e Gossip Girl, e nel caso di Life Unexpected, addirittura alla cancellazione. E mentre quest’ultimo avrebbe meritato, con il beneficio del dubbio, una terza stagione, la serie che ha per protagoniste Blake Lively e Leighton Meester, avrebbe fatto meglio invece a chiudere le avventure dei ragazzi dell’Upper East Side lo scorso anno, onde evitare di incappare nello scoglio della ripetitività e del nonsense in cui si è andato a scontrare di recente.
Debole negli ascolti (sfiora faticosamente i due milioni e scende spesso sotto l’1,5) e nella trama, la quarta stagione di Gossip Girl, nonostante le buone premesse iniziali svanite a partire dal sesto episodio, ha intrapreso la caduta libera in un vortice di storyline approssimative e superficiali, prive di basi solide su cui appoggiarsi e il più delle volte risolte in maniera sbrigativa e poco convincente.
Dopo un paio di episodi transitori, War at the Roses e Juliet Doesn’t Live Here Anymore, incentrati principalmente su Serena e i suoi capricci sentimentali, e sul continuo tira e molla tra Chuck e Blair, la nona puntata, The Witches of Bushwick, avrebbe potuto segnare un buon giro di boa per la serie, se solo avesse preso una direzione diversa da quella scelta dagli autori.
La tanto attesa riappacificazione tra la coppia formata dalla Meester e Ed Westwick, che i fan sognavano da mesi, si è invece rivelata un effimero fuoco di paglia, e si è estinta nel giro di un paio di inquadrature appena, dopo mesi di sesso bollente e frasi dette a metà, che avevano fatto sperare in una conclusione felice, bruciata invece sul nascere. La storia d’amore su cui tutti puntavano è stata quindi messa da parte velocemente e senza spiegazione alcuna, per lasciare spazio ad altri intrecci e ad altri improbabili colpi di scena.
Neanche il ritorno fulmineo di Taylor Momsen nei panni di little J, è riuscito a ridonare brio alla serie, e il suo inverosimile sodalizio con Juliet Sharp (Katie Cassidy) e Vanessa ai danni di Serena, ha solo contribuito ad aggiungere maggiore confusione a una storyline già di per sé confusa e poco credibile. In Gaslit, infatti, Serena viene spedita in rehab, in seguito a una foto fittizia in cui è ritratta in procinto di assumere sostanze stupefacenti, opera di Juliet, che le fa scatenare contro famiglia e amici, facendo accorrere paparazzi e giornalisti fuori dalla clinica in cui è stata rinchiusa, neanche fosse una celebrità da prima pagina.
L’evolvere sconclusionato e inconsistente degli eventi, getta le basi per l’undicesimo episodio, The Townie, l’ultimo del 2010, quello “risolutivo”, se così può essere definito, in cui finalmente viene fatta luce sul personaggio di Juliet e del fratello Ben (David Call) e sul passato di Serena, ancora una volta tornato prepotentemente a incidere sul suo presente.
Personaggio chiave della puntata, inaspettatamente, Lily Van Der Woodsen, unica responsabile dell’arresto di Ben, accusato di aver approfittato di Serena anni prima, quando era uno dei suoi professori al liceo. La relazione platonica nata tra i due, spinse infatti Lily a falsificare la firma di Serena sulla denuncia ai danni di Ben, per tutelare la figlia, ancora minorenne, e per frenare sul nascere una relazione pericolosa.
Trova quindi finalmente una spiegazione l’estenuante voglia di vendetta di Juliet nei confronti dell’antagonista Serena, completamente all’oscuro di tutto, e ora intenzionata a far scagionare Ben, ingiustamente in carcere da anni e accusato di un crimine mai commesso.
La guerra interna scoppiata in casa Van Der Woodsen, si aggrava ulteriormente quando salta fuori, grazie a Rufus, la decisione di Lily, presa alle spalle di Chuck, di vendere le industrie Bass senza chiedere il suo consenso, scatenando l’ira del ragazzo e un aspro litigio tra tutti i membri della famiglia.
Dopo oltre un mese di stop, la serie è tornata in onda con la seconda metà della stagione, ma l’episodio The Kids Are Not All Right, non lascia presagire nulla di buono: le scelte degli autori continuano a non convincere affatto, e l’introduzione di nuovi personaggi poco convincenti, non aiuta di certo.
L’addio di Juliet e Jenny (che si vocifera potrebbe comunque tornare di tanto in tanto), lascia spazio a due nuovi cattivi, l’imprenditore Russel Thorpe e la figlia Raina (Michael Boatman e Tika Sumpter), intenzionati a mettere le mani sul patrimonio Bass, per distruggere Chuck e l’eredità del suo defunto padre.
Pronto a tornare a New York City anche Billy Baldwin (Parenthood), il padre di Serena, che contribuirà a far risollevare l’umore e l’autostima dell’ex moglie Lily dopo il brutto periodo attraversato di recente. È confermato nel cast David Call nei panni di Ben, uscito finalmente di prigione e in procinto di riconciliarsi con Serena, pronta a dare una seconda chance alla loro storia d’amore, anche se, come la stessa produttrice Stephanie Savage dichiara “…
il più grande ostacolo per una loro possibile frequentazione è quello di superare gli occhi diffidenti della famiglia di Serena”.
Ancora una volta, quindi, la possibilità che Dan e la Van Der Woodsen possano tornare insieme, viene messa da parte, forse definitivamente, anche se con il continuo “ripescaggio” di coppie a cui abbiamo assistito in questi anni, nulla sembra impossibile in Gossip Girl, come dimostra anche l’ultima insensata decisione degli sceneggiatori, quella di far nascere l’amore tra gli unici due personaggi rimasti, Dan e Blair: “
Il loro rapporto con Serena rappresenta tutto ciò che uno odia dell’altro, ci saranno dinamiche davvero cariche” ha assicurato la Savage, “Allo stesso tempo, sono due personaggi che hanno molto in comune,e potrebbero desiderarsi e non più odiarsi. Ci
siamo ispirati molto alle commedie degli anni ‘30 e ‘40, come Scandalo a Philadelphia con Cary Grant, Katherine Hepburn e Jimmy Stewart, dove ci sono due persone che praticamente si odiano, ma sono intelligenti a tal punto da divertirsi per le punzecchiate altrui”. E in merito ai grossi dubbi nutriti in merito a questa nuova improbabile liason, dichiara: “Sarà una storia molto divertente da scrivere. Mi aspetto una grossa partecipazione dei fedelissimi dello show. Gossip Girl ha il pregio di avere un seguito enorme di fan e siamo pronti a correggere il tiro se il loro legame non dovesse piacere al pubblico”.
Tirando le somme, a stagione inoltrata, il tiro andrebbe corretto su più fronti però, anche se forse il tempo a disposizione non è abbastanza: la sensazione è quella che si stia raschiando il fondo del barile per tirare fuori a tutti i costi un colpo di scena che sia in grado di dare una svolta alla serie, che probabilmente sarebbe stato meglio chiudere quando era al top, per evitare di arrivare a questo punto di non ritorno. Photogallery, news e altro ancora su Movieplayer.it!

sabato 6 novembre 2010

Gossip Girl: Chuck e Blair protagonisti indiscussi della quarta stagione

La serie, in evidente ripresa dallo scorso anno, torna a essere frizzante ed entusiasmante, ricca di colpi di scena e nuovi intriganti personaggi. A farla da padrona, ancora una volta, la controversa storia d’amore tra Blair e Chuck.

Gli ascolti di Gossip Girl, in media sui due milioni di spettatori a episodio, non rendono pienamente giustizia alla serie di Josh Schwartz, decisamente in risalita rispetto al momento di crisi vissuto lo scorso anno e, oggi più che mai, divertente e stuzzicante come una volta.
Rispolverate alcune armi vincenti fondamentali (accantonate chissà dove nel corso della terza stagione), su tutte il prepotente e invadente ritorno della blogger Gossip Girl che getta veleni e indiscrezioni sull’Upper East Side, la serie ha recuperato la verve che l’aveva portata al successo nel 2007, riacquistando quel tono scanzonato e irriverente che da sempre la contraddistingue.
Dopo la parentesi parigina di inizio stagione, il secondo episodio, Double Identity, porta in scena da subito l’incontro-scontro tra Chuck e Blair nella capitale francese, ancora amareggiati e feriti per come si era conclusa la loro relazione in seguito “all’uragano Jenny”, e ancora indecisi sul da farsi.
Un’indecisione latente, che ancora oggi, dopo la sesta puntata, continua ad aleggiare nell’aria, a confermare la volontà degli autori di tenere i fan col fiato sospeso fino all’ultimo e non rivelare quale finale il destino riserverà alla coppia.
Un gioco di tradimenti e dispetti anima la loro liason, e neppure la forte presenza di Eva (Clemencé Poésy) nella vita di Chuck, riesce a mettere i bastoni tra le ruote a un’agguerrita Blair, disposta a tutto pur di infliggere al suo ex le peggiori sofferenze. Quest’ultimo, sulla via della redenzione dopo la brutta avventura di Praga e deciso a ricominciare daccapo senza inciampare negli errori già commessi in passato, torna a New York con le migliori intenzioni, nonostante tutti si dimostrino ostili nei suoi confronti.
Ancora una volta, come in passato, l’unica disposta a chiudere un occhio sul comportamento discutibile del ragazzo, è Lily, che anche in quest’occasione gli offre il conforto necessario per superare il difficile rientro in società, alimentato dalla rabbia di Rufus e Eric, ancora sconvolti dall’atteggiamento irresponsabile tenuto da Chuck nei confronti di Jenny. Il legame tra il giovane Bass e la sua ex matrigna, supera anche stavolta ostacoli e pregiudizi e si conferma il miglior salvagente per Chuck, tenuto a galla, altrimenti, solo dall’amore di Eva, ingenua e altruista quanto basta per offrirgli una seconda possibilità.
Capricciosa e volubile come non mai, Blair non accetta però di buon grado la situazione, e confermandosi per l’ennesima volta senza remore o freni quando si tratta di ottenere ciò che desidera, riesce a mettere in cattiva luce la dolce francesina e in Touch of Eva, ne sentenzia la condanna, guidandola verso un inevitabile scontro con Chuck che la porta a lasciare New York con armi e bagagli.
Scoppia così una guerra senza eguali, che convince Chuck a iscriversi alla Columbia, nuovo regno di Blair, per ostacolarla nel suo cammino verso la popolarità, e che sfocia, episodio dopo episodio, in una batti e ribatti di situazioni equivoche e divertenti, che riportano alla memoria le prime due stagioni della serie, quelle che segnarono l’inizio tanto burrascoso quanto affascinante della loro storia d’amore. Una storia d’amore su cui gli autori puntano tutto, e che per ora riesce ancora, nei momenti di tregua e in quel gioco di sguardi che tiene i due protagonisti incollati l’uno all’altra, ad emozionare lo spettatore. Un amore a tratti disperato, a tratti irresistibile: indubbiamente coinvolgente e, fino ad ora, mai noioso.
Agli antipodi, le vicissitudini di Serena, sempre più confusa sul suo destino amoroso: in balia dell’infinito tira e molla con Dan e Nate, la ragazza è rimasta alla fine a bocca asciutta, poiché i due ragazzi hanno preferito focalizzare le loro attenzioni altrove, per sottrarsi alla sua estenuante e incessante indecisione. Sin dai primi giorni alla Columbia, per la bionda protagonista, i problemi non sono tardati ad arrivare, ma neanche incomprensioni e diatribe con insegnanti e preside, sono servite alla giovane Van Der Woodsen per farle mettere la testa a posto.
Il suo nuovo “hobby”, ha il nome di Colin (Sam Paige), giovane scapolo newyorkese che vive nel suo stesso stabile, nonché suo professore all’università. In Goodbye, Columbia, nonostante Lily provi a metterla in guardia, non sente ragioni, e ancora una volta, si getta a capofitto in una storia senza fondamenta e quasi sicuramente senza futuro, come dimostrano gli ultimi minuti dell’episodio, in cui Colin incontra Juliet (Katie Cassidy), nemica dichiarata di Serena in questa stagione, per discutere del piano messo a segno, a quanto pare, per distruggerla una volta per tutte.
Un alone di mistero pervade ancora la vera identità del personaggio interpretato dalla Cassidy, controverso e emblematico quanto basta per aggiungere suspense alla storia. Di lei sappiamo poco, a dispetto delle piccole rivelazioni carpite qua e là già a partire dal secondo episodio, The Undergraduates, in cui il rendez-vous dietro le sbarre con Ben (David Call), lascia intuire che il destino riserverà a Serena delle brutte sorprese. L’ostilità di Juliet nei suoi confronti, serve al personaggio della Lively per rinforzare il rapporto con Blair, ormai stabile e resistente dopo le piccole incomprensioni dello scorso anno, e coronato da una convivenza sotto lo stesso tetto, in compagnia dell’immancabile Dorotah.
E mentre Nate, soggiogato dal fascino e dalla sensualità di Juliet, è oramai cieco di fronte a ogni eclatante azione che riveli la reale identità della sua ragazza, l’amico Dan, si trascina come sempre da una parte all’altra dell’Upper Easy Side, senza prendere posizione o mettere a segno qualche azione degna di nota. Risolta (a nostro avviso troppo frettolosamente) la situazione con Georgina, tornata in Russia da Sergei, il vero padre del piccolo Milo, Dan è incappato nei soliti noiosi e ripetitivi litigi con Vanessa, barcamenandosi tra crisi d’identità e indecisioni, che a questo punto lo renderebbero senza alcun dubbio l’uomo ideale per Serena.
A portare un pizzico, o meglio una vagonata, di sale in più in casa Humphrey, nell’ultimo episodio andato in onda, Easy J, ci pensa little J, di ritorno, anche se solo per qualche ora, a Manhattan dopo il triste addio.
La piccola Jenny ricompare così dopo una “lunga” assenza e riesce subito a imporsi in tutta la sua irriverenza: si sente fin troppo nostalgia del suo personaggio, ribelle e volubile, che ha cavalcato la scena dall’inizio della serie a oggi, con le sue incoerenze e i suoi capricci, i colpi di testa e i comportamenti border line che hanno animato casa Humphrey in tutti questi anni.
Il suo ritorno a New York è sinonimo, ancora una volta, dell’eterna lotta con Blair, una guerra tra api regine iniziata per caso, quasi per gioco se vogliamo, ma sempre viva, e a quanto pare destinata a non terminare così facilmente.
Se Taylor Momsen tornerà o meno in Gossip Girl come personaggio ricorrente o semplice guest star, per ora rimane un mistero, e a noi non resta che tenere le dita incrociate e tifare per lei, e nell’attesa di scoprire qualcosa in più, aspettare i camei della popstar svedese Robyn, della designer Cynthia Rowley e di Joe Zee, direttrice creativa di Elle, scritturate per l’episodio dedicato al ventesimo compleanno di Blair. [anche su movieplayer.it con foto gallery e molto di più!]

lunedì 20 settembre 2010

Gossip Girl: la quarta stagione inizia sotto il cielo di Parigi


Gossip Girl fa tappa nella capitale francese per una sana dose di pettegolezzi estivi e per svelare in anteprima le novità dell’estate, mentre a Manhattan tra addii, ritorni e new entry, l’atmosfera si scalda sempre di più.

La terza stagione si era conclusa con Serena e Blair in procinto di partire per Parigi, alla ricerca di un diversivo che le aiutasse a dimenticare le loro storie d’amore finite male, divisa tra Nate e Dan la prima, e sconvolta dal tradimento di Chuck, con little J, la seconda.
Nel corso del cliffhanger conclusivo, due eventi inaspettati, avevano lasciato di stucco i fan: il ritorno di Georgina Sparks, con il figlio di Dan in grembo, e l’aggressione in quel di Praga ai danni di Chuck, conclusa con una brutale sparatoria.
Belles de Jour, season première della quarta stagione, con un esiguo numero di spettatori, 1,87 milioni, conferma gli ascolti altalenanti dello scorso anno, perennemente in bilico sui livelli medio-bassi, nonostante lo sprint finale, ricco di eventi inaspettati, intrapreso dalla serie nel corso degli ultimi episodi.

Diretta da Mark Piznarski, la puntata si apre sotto il cielo di Parigi, sul finire dell’estate, e attraverso una serie di inquadrature veloci e scattanti, sulle note di Teenage Dream di Katy Perry, ci mostra le due protagoniste tra boutique d’alta moda, atelier rinomati, piccoli bistrot e monumenti celebri, alla conquista della capitale francese.
Mentre Blair ha trascorso i mesi estivi seduta a un caffè a leggere i grandi classici della letteratura e ad ammirare i quadri dei pittori impressionisti nei musei parigini, Serena ha preferito dedicarsi alla “cultura locale”, collezionando un buon numero di appuntamenti, e facendo strage di cuori all’ombra della Tour Eiffel.
Punto cardine della puntata, l’eterna competizione tra le due amiche-nemiche, che aumenterà notevolmente nel corso della storia, soprattutto in vista del nuovo anno scolastico che sta per iniziare e che le vedrà entrambe tra le aule della Columbia. Un rapporto ingarbugliato e in continua evoluzione, quello tra Blair e Serena, contraddistinto da colpi bassi e tradimenti, ma allo stesso tempo da grandi dimostrazioni d’amicizia
e da un profondo affetto. Un legame instabile e fragile che quest’anno verrà messo a dura prova in più di un’occasione, e che rischierà di essere seriamente compromesso.
La ville lumière, teatro delle avventure di queste due giovani donne, dà il benvenuto, al termine della puntata, a Henry Prince, ovvero Chuck Bass, giunto in città in compagnia di una ragazza misteriosa, interpretata da Clémence Poésy, che in un veloce flashback, scopriamo essersi presa cura di Chuck nei giorni subito dopo la sparatoria di Praga.
L’incontro tra il giovane rampollo delle industrie Bass e il suo grande amore Blair, non tarderà ad arrivare, e già nella seconda puntata, Double Identity, i due si ritroveranno accidentalmente faccia a faccia tra le strade del Quartiere Latino. Sul loro futuro nessuno si è pronunciato, e gli autori non hanno lasciato trapelare alcun rumor, consapevoli che nella loro storia sono riposte tutte le speranze degli spettatori, da sempre affezionati alla coppia.

Nell’Upper East Side, intanto, ancora a pezzi in seguito alla rottura con Serena, Nate mostra le cicatrici i segni di un’estate folle e trasgressiva, trascorsa in compagnia delle donne conosciute grazie al famoso “libro nero” di Chuck, che gli hanno tenuto compagnia nelle notti folli di Manhattan tra fiumi di champagne. L’affascinante Archibald ci guida verso un nuovo promettente personaggio che apparirà come guest star in alcuni episodi della stagione, la bella Juliet Sharp, interpretata da Katie Cassidy, l’inarrestabile Ella del compianto Melrose Place.
L’alchimia scatta subito tra i due, e per Nate il suo arrivo potrebbe finalmente rappresentare quella svolta necessaria per mettere da parte, una volta per tutte, Serena.
Enigmatica e scaltra, Juliet ci fa capire subito di non essere sinceramente interessata a Nate, quanto piuttosto al suo passato alla sua cerchia di amici, come dimostrano gli articoli di giornale, le fotografie e le informazione su di lui, che custodisce appese al muro nel suo appartamento.
Stalker, detective, o addirittura Gossip Girl?
Chi sia davvero Juliet è un dubbio che ci incuriosisce parecchio, ma che verrà svelato più in là, probabilmente dopo il tanto atteso incontro tra lei e Serena, che come promesso dagli autori, sarà a dir poco scoppiettante.
L’addio di Jenny Humphrey, intanto, è bilanciato dal ritorno di [...] continua su Movieplayer.it