There's no point to any of this. It's all just a... a random lottery of meaningless tragedy and a series of near escapes. So I take pleasure in the details. You know... a Quarter-Pounder with cheese, those are good, the sky about ten minutes before it starts to rain, the moment where your laughter become a cackle... and I, I sit back and I smoke my Camel Straights and I ride my own melt.
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venerdì 20 settembre 2013

Breaking Bad: a volte una fine non basta


Tutto è pronto, anche in Italia, per gli ultimi 8 episodi di Breaking Bad, la serie che sta letteralmente sconvolgendo la tv.

A partire da domani, sabato 21 settembre, AXN (canale 120 di Sky) trasmetterà l’ultima parte della quinta stagione che negli Usa, si concluderà invece lunedì 30 settembre.
Candidata a ben 13 premi ai prossimi Emmy Awards (che si terranno domenica 22 settembre al Nokia Theatre di Los Angeles), Breaking Bad continua a collezionare record su record sia per ciò che riguarda gli ascolti, sia per il seguito di pubblico on e off line.
Su Facebook, per i fan è stata creata una pagina canvass ricca di contenuti speciali ed esclusivi; oltreoceano alcuni locali organizzano ogni domenica sera gruppi d’ascolto per seguire insieme il nuovo episodio in onda sulla AMC,  cui segue lo show Talking Bad, presentato da Chris Hardwick, nel corso del quale, ogni settimana si discute dell’episodio appena andato in onda con ospiti speciali (lo stesso avviene per Walking Dead con il programma Talking Dead).
Breaking Bad entrerà addirittura nel Guinness dei Primati 2014 come “serie più premiata di sempre” e l’ultima puntata trasmessa negli Stati Uniti, Ozymandias, ha battuto qualsiasi record di ascolti tra gli episodi delle stagioni precedenti affermandosi come quella più seguita.
Elencare i motivi che rendono la serie creata da Vince Gilligan una vera e propria cult series non è certo facile: nulla in Breaking Bad è lasciato al caso, tutto è studiato a tavolino, ogni elemento funziona se collegato ad altri. 
Il rapporto causa-effetto non viene mai meno, il ritmo non cessa mai di tenere lo spettatore sulle spine. Il merito di tutto ciò è senza dubbio uno script eccezionale sotto tutti gli aspetti, brillante, originale, magistrale. 
Alla sceneggiatura si sposa una regia favolosa, strutturata in maniera esemplare, impossibile da trovare in altre serie di ieri o di oggi. 
Un cast incedibile regala il valore aggiunto a uno show già di per sé perfetto: Bryan Cranston non ha bisogno di aggettivi per essere descritto, così come Aaron Paul, sua spalla, suo partner, suo alter ego. Da Anna Gunn (Skylerl) a Dean Norris (Hank), da Betsy Brandt (Marie) a RY Mitte (Wlat JR), senza dimenticare Giancarlo Esposito (Gus) o Jonathan Banks (Mike) ogni personaggio ha contribuito a rendere lo show un capolavoro del piccolo schermo capace di mettere d’accordo pubblico e critica come nessuna serie fino a oggi era riuscita a fare.
I due episodi finali dureranno un’ora e un quarto ciascuno e gli showrunner hanno promesso colpi di scena e momenti mozzafiato.
Il payoff per l’ultima parte della stagione, scelto da AXN, è A volte una fine non basta un’affermazione vera come poche in questo momento: chi è in pari con gli States con la visione della serie, sa che tutto può ancora succedere, come se tutto fosse ancora da scrivere.
Certo è che, quando Breaking Bad sarà finito, nulla sarà più come prima.
Una serie cult, unica, inimitabile. 
Una serie che ha saputo riscrivere la storia della tv. 


mercoledì 5 settembre 2012

You Got Me: Breaking Bad, mid-season finale



43 minuti scivolati via lisci come l’olio, con gli ultimi 30 secondi da cardiopalma.
Così si è conclusa la “mid-season” della quinta stagione di Breaking Bad, se di una vera mid-season si può parlare, considerando che gli 8 episodi conclusivi andranno in onda fra 11 mesi esatti.
Un’attesa a dir poco estenuante, più faticosa di un parto, lenta e massacrante come poche altre.
Ancora una volta, gli autori sono riusciti a lasciarci a bocca aperta, ancora una volta l’AMC ha dimostrato di poter contare su una crew di showrunner, registi e attori che a Hollywood in molti si sognano. 

ATTENZIONE: NON CONTINUARE A LEGGERE SE NON HAI VISTO LA 5x08, QUESTO POST CONTIENE SPOILER

Gliding Over All
è il titolo dell’episodio, ed è il titolo di una poesia di Walt Whitman, e se ce ne fossimo resi conto subito, forse avremmo fregato noi per una volta Vince Gilligan.
Invece no.
Ci siamo lasciati trascinare dagli eventi, ci siam fatti fregare anche stavolta, siamo rimasti come degli allocchi a fissare lo schermo al termine della puntata, restando stupiti ancora una volta dalla potenza narrativa della serie.
A cosa è servita tutta la fatica, Walt?
Le lacrime versate, i fiumi di sangue, i tuoi principi morali frantumati in mille pezzi, a cosa sono serviti se tutto è andato a puttane per una poesia di Walt Whitman?
Hai messo in gioco la tua vita, hai perso tutto, hai lasciato che il vile denaro prendesse il sopravvento, e adesso? Cosa farai adesso Walt?
Ora che stai per perdere tutto, cosa farai? Chi calpesterai, chi tradirai, dove proverai a fuggire?
Gale Boetticher tutto sommato ha avuto la sua rivincita. 
Gale Boetticher è morto in silenzio, ma da lassù, in qualche modo, ha ritrovato la voce.
Da lassù, caro Walt, Gale Boetticher ti ha fottuto
Pensavi lo avrebbe fatto Mike, e gli hai sparato a sangue freddo.
Hai fatto uccidere i suoi uomini a tradimento, come il più efferato boss criminale.
Hai giustificato l’omicidio di un bambino, hai ignorato l’odio di tua moglie, il disprezzo di Jesse, e tutto questo per cosa, Walt?
Per un mucchio infinito di banconote che non sai come spendere e per riempirti l’ego di potere e autostima?
Per sentirti invincibile, inarrivabile, imbattibile?
E invece, guarda cos’è successo, guarda quanto è figlio di puttana il destino se vuole...
Hank ti ha scoperto, senza investigare, senza sporcarsi le mani, senza neanche volerlo.
Ti ha beccato, seduto sulla tazza del cesso Walt, per colpa di un libro, di una dedica innocente, per colpa della voce di Gale Boetticher, che da lontano, è tornata prepotentemente a farsi sentire.
You got me”, scherzavi qualche puntata fa.
Yes, he got you, now”. E ora, cosa farai ora?
Che farai adesso, Heisenberg?
Non vediamo l'ora di scoprirlo. Conteremo minuti, i secondi addirittura.
Inventati qualcosa, mi raccomando.
E comunque vada, “It was an honour working with you”.