There's no point to any of this. It's all just a... a random lottery of meaningless tragedy and a series of near escapes. So I take pleasure in the details. You know... a Quarter-Pounder with cheese, those are good, the sky about ten minutes before it starts to rain, the moment where your laughter become a cackle... and I, I sit back and I smoke my Camel Straights and I ride my own melt.
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martedì 22 novembre 2011

Breaking Dawn: tragicomico flop

Bella e Edward si sposano e dopo anni di lunga ed estenuante attesa, regalano ai fan, adolescenti dagli ormoni impazziti, un paio di minuti di effusioni hot, in una pseudo scena di sesso alquanto insulsa e decisamente ridicola. Bella resta incinta di un ibrido dal nome improbabile “Renesme”, e dopo averlo dato alla luce viene finalmente trasformata, in un vampiro.
Quattro righe, quattro misere righe, per spiegare quello che si sviluppa in quasi 120 interminabili minuti di film.
Il penultimo capitolo della Twilight Saga (diviso in due parti in seguito alla brillante idea di marketing già sperimentata da quel furbetto di Harry Potter), Breaking Dawn – Part 1, è uscito nelle sale di tutto il mondo lo scorso mercoledì, incassando, solo in Italia, 6.240.599 euro nel weekend e 8.993.267 euro in cinque giorni di programmazione, 139 milioni e mezzo di dollari nel fine settimana statunitense e 283 milioni e mezzo
al botteghino internazionale.
Chi mi segue lo sa, non parlo quasi mai di numeri, mi interessano poco. Io guardo la storia, la regia, il cast, la fotografia, tante altre cose decisamente più significative. Ma stavolta non posso non fermarmi a rifletterci su, a cercare una motivazione plausibile a uno scempio simile. Non posso credere che il potere di due bellocci come Robert Pattinson e Taylor Lautner, possa raggiungere vette così alte.
Il film è una vergogna: un susseguirsi di situazioni banali, sequenze noiose e piatte, effetti speciali scadenti e una sceneggiatura a dir poco elementare, che nonostante tutto, riesce a superare di gran lunga la qualità del libro in sé, e questo è tutto dire. Le oltre 700 pagine di quello che mi costa veramente fatica definire “un romanzo”, sono riportate sul grande schermo in maniera fedele e ugualmente soporifera: il triangolo tra Bella, Edward e Jacob non sta più in piedi, la “recitazione” dei tre è un insulto alla decenza, la mimica facciale della Stewart e di Lautner e la loro interpretazione sincopata e meccanica di fronte alla macchina da presa hanno raggiunto i minimi livelli. La matrice teen lascia spazio a tinte vagamente horror, evidenti nella scena cruenta del concepimento del “mostro” nato dall’unione tra la Bella e la “bestia” (che più bella non si può però): la protagonista, ai limiti dell’anoressia, distesa su un letto bagnato di sangue, mette alla luce la nuova erede della stirpe Cullen, e inizia la sua trasformazione in vampiro, mentre Jacob in giardino si lecca le ferite, e Edward prosciuga la pazienza dello spettatore con i suoi sensi di colpa e i suoi discorsi lasciati a metà. Ma neanche il tono macabro e crudo riesce a risollevare il film, che scorre lento sullo schermo lasciando presagire che il capitolo conclusivo sarà forse addirittura peggiore di questo.
Quello che mi domando non è come mai un film del genere possa riscuotere successo, il pubblico giovanile in questo è insuperabile, si sa, e basta poco affinché frotte di teenager invadano i multisala di tutto il mondo: un cast accattivante, una lovestory ingarbugliata e dagli esiti prevedibili, e una colonna sonora ad hoc. Mi chiedo più che altro come Bill Condon, vincitore di due premi Oscar per il suo adattamento di Dreamgirls, brillante sceneggiatore di pellicole come Kinsey e Chicago, presidente della Film Independent e del comitato degli scrittori della Writers Guild of America, possa lasciarsi travisare da un blockbuster del genere. Perché vendere l’anima al diavolo per quattro soldi al botteghino? Perché lasciare che una discreta carriera venga alla fine associata a un indecente filmetto di serie b?
In sala le ragazzine urlano, scalpitano, battono le mani, e il loro comportamento non fa che ribadire ancora una volta l’ascesa di questi nuovi pseudo-divi, e sancire il completo e ormai definito declino del filone vampiresco sul grande schermo. Fortuna che, per gli appassionati del genere, restano ancora True Blood e The Vampire Diaries.



domenica 27 giugno 2010

Lady Gaga su Rolling Stone, lo stile di Kristen Stewart, il nuovo libro di Tori Spelling



Lady Gaga spara contro i mali del mondo

Indossati i panni di una moderna Giovanna D’Arco, Lady Gaga spara contro la società moderna nel nuovo video Alejandro, e Rolling Stone la piazza subito in copertina

Definita ormai da tutti come l’erede di madonna, Lady Gaga continua a far parlare di sé, come se non bastasse la blasfemia portata in scena nel video Alejandro per suscitare scalpore in ogni dove. Miss Germanotta stavolta, torna a provocare impugnando due kalashnikov con una mise aggressiva come poche altre: caschetto biondo, perizoma, reggiseno nero e aria minacciosa. Sempre più politicamente scorretta, l’icona pop omaggia così la celebre rivista musicale, rilasciando un’intervista a cuore aperto in cui rivela qualcosa di più personale su sé stessa.Schierandosi fermamente contro la compagnia petrolifera responsabile del recente disastro ambientale, Gaga spara contro i mali del mondo, e lo fa ancora una volta ribaltando ogni convenzione e lasciandosi terra bruciata intorno, mostrando un’insolita vena ambientalista che nessuno si sarebbe aspettato. Continua su SheMoviplayer!


Kristen Stewart Bella in glam

Ne ha fatta di strada la giovane Kristen: da ragazza timida e un po’ impacciata, sta lentamente diventando, oltre che un’ottima attrice, anche una vera e propria icona di stile.

Nel corso del tour promozionale di Eclipse, che l’ha portata in giro per l’Europa con il collega Taylor Lautner, Kristen ha sfoggiato dei look eleganti e trendy, sempre molto originali e perfetti per la sua giovane età. Dopo aver brillato a Roma, in J.Mendel prima e in Marchesa poi, a Berlino ha stregato fan e fotografi con un mini-dress firmato Versace, dalla collezione Autunno 2010, estremamente alla moda sui toni del nero e del grigio con inserti blu elettrico e turchese. Kristen ha abbinato il tubino a un paio di meravigliosi boots open toe in pelle nera e tacco a spillo di Camila Skovgaard e per il make-up ha scelto smalto nero, un eyeliner leggero, un gloss beige e i capelli raccolti, un trucco che le ha conferito un’aria sbarazzina e ironica che le calza a pennello. Continua su SheMovieplayer!


Tori Spelling presenta il suo nuovo libro e lancia accuse ai colleghi di Beverly Hills 90210

Sfruttando il lancio del suo nuovo libro, Uncharted terriTORI, la Spelling prova a farsi un po’di pubblicità, tirando in ballo celebrità passate a miglior vita ed ex colleghi

Figlia del celebre produttore Aaron Spelling, il creatore di Beverly Hills 90210, Tori ha messo da parte ormai il ruolo di Donna Martin, personaggio che la rese celebre nella serie tv degli anni Novanta, e ha intrapreso costruito un impero finanziario sulla sua vita da star hollywoodiana. Da attrice a scrittrice, il passo è stato breve, e dall’opera di esordio sTori Telling, incentrata sugli anni dorati della sua adolescenza agiata in California, lo step successivo è arrivato con Mommywood, libro dedicato al periodo della maternità (Tori ha due figli con Dean McDermott), seguito a sua volta da Presenting Tallulah, un racconto per bambini. Oggi Tori, dopo gli ultimi scandali che l’hanno vista coinvolta, dalla presunta anoressia che l’aveva colpita, fino alle diatribe televisive con la madre Candy, torna con un nuovo libro, Uncharted terriTORI, per svelare nuovi altarini, pettegolezzi e rivelazioni scottanti sul mondo patinato in cui vive. Continua su SheMovieplayer!