There's no point to any of this. It's all just a... a random lottery of meaningless tragedy and a series of near escapes. So I take pleasure in the details. You know... a Quarter-Pounder with cheese, those are good, the sky about ten minutes before it starts to rain, the moment where your laughter become a cackle... and I, I sit back and I smoke my Camel Straights and I ride my own melt.
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lunedì 4 maggio 2009

Io, lui.... e l'altro (1)

1
Cominciamo dall’inizio, per non fare troppa confusione…
Oddio, messa così sembra anche fin troppo seria di quella che è… voglio dire, non sarò mica la prima ad aver avuto un amante?
Avete capito bene, ho scritto “avuto”, perché dal giorno del mio compleanno ad ora, ne è trascorso di tempo... E da quel dì, un sacco di cose ormai sono cambiate… ma a volte si sa, quando meno te lo aspetti, i ricordi riaffiorano improvvisamente…
Il primo dei cinque sensi che torna alla mia memoria, è l’olfatto, l’odore forte del cloro nell’aria; poi la vista, e quell’azzurro intenso che ci circondava il giorno che ci conoscemmo. Al tatto associo la sua mano imponente e un po’ ruvida che strinse la mia quando si presentò. E alla vista… il suo sorriso. Spontaneo e sincero, coinvolgente e genuino, che non dimenticherò mai. Come la nostra storia del resto…

“La mamma di Martina?”
“Si, sono Vanessa, piacere!”
“Piacere. Iniziavo a pensare non esistessi davvero. Voglio dire, Martina parla continuamente di te, ma la vedo sempre e solo con suo padre e…”
“In effetti è vero! è che col lavoro sai com’è… suo padre è un po’ più libero di me con gli orari.. Solo che fra pochi giorni partirà per un po’ per lavoro e, per rendere meno traumatico il distacco a Martina, ho pensato di iniziare ad accompagnarla io qui in piscina..”
“Capisco.. Sono Andrea comunque”
“Si, l’istruttore, lo so.. me lo stava dicendo la mamma di Camilla.”
“SI, ho visto. Solo per curiosità: a che punto della conversazione mi ha dato dello
stronzo-egocentrico-gay?”
Imbarazzo
“Lo so che lo pensa, non preoccuparti.“
“Bene. Allora se vuoi saperlo, il “gay” te lo ha risparmiato”
“Strano, pensavo insistesse su quel punto… è che mi ha chiesto di uscire tempo fa, e ho rifiutato. Non perché non sia una bella donna, oltretutto divorziata, ma perché non mi piace mischiare lavoro e vita privata.. ma l’ha presa male, e mi lancia occhiatacce in continuazione..”
“Beh, come si dice.. –se il lupo non arriva all’uva-“
“Già…” ecco il primo sorriso..
“E dove va tuo marito?”
“Mio marito dici? Ah, si, a Dubai, per lavoro. È un architetto, e deve seguire un progetto lì, quindi starà via per un po’ “
“Sarà dura per Martina.. li vedo molto uniti”
“Si, sono incredibili… lui ha la fortuna di avere lo studio di fianco a casa nostra, e loro due sono sempre insieme. La coinvolge nei progetti, trova sempre il tempo per accompagnarla ovunque, dipendono l’una dall’altra. Non potrei aspirare a un padre migliore. Sarà dura i mesi in cui non ci sarà, ma ho mio suocero che ci dà una mano, e i miei, e si sa: l’unione fa la forza”
“Puoi scommetterci. Beh, devo scappare. Il riscaldamento dei bambini è quasi finito e devo metterli sotto con una bel po’ d vasche a stile libero oggi. Resti a guardare la “squaletta”? “
“No, oggi no purtroppo.. faccio un salto in ufficio che ho dimenticato di firmare dei documenti e torno a prenderla all’uscita”
“D’accordo. A Giovedì allora”
“Cosa?”
“L’altra lezione! Lunedì e giovedì dalle 17:30 alle 18:30”
“Giusto! Ecco vedi? Ora capisci perché l’accompagna mio marito???”
Sorride, stavolta più di prima. E il sorriso è accecante.
“Vedrai, ci farai l’abitudine.. la mamma di Camilla non se ne perde una!”
“Stavolta sono io a ridere.
“Ciao allora, a giovedì”
“A proposito.. non mi hai detto che lavoro fai!”
“è vero! Sono un’assistente sociale, provo ad aiutare gli altri a stare meglio..”
“Wow! Beh, secondo me ci riesci alla grande. Col sorriso che hai…! ci vediamo allora!”


Il mio di sorriso!? Il mio dici?!
E il tuo allora!!!
Ma soprattutto: l’istruttore di nuoto di mia figlia ci stava già provando con me secondo voi?!
Io lì per lì non me ne resi conto..
Ma sin dall’inizio la cosa mi fece davvero piacere…
Non ci credete?
Vi dico solo che il giovedì successivo, oltre ad arrivare con dieci minuti d’anticipo, restai a guardare l’intera lezione di Martina…
Io poi, che il nuoto l’ho sempre detestato…

martedì 7 aprile 2009

Io, lui.... e l'altro (intro)

Arrivare a 30 anni con tutto ciò che hai sempre desiderato è davvero incredibile, e capita a pochi. Oggi è il mio compleanno e sono qui che fisso le 30 candeline rosa sulla torta con fragole e panna preparata dalla pasticceria preferita di mia madre, incredula di cotanta fortuna. Mi guardo intorno e vedo solo persone felici e orgogliose di me, fiere di come sono e di ciò che faccio. I miei genitori gioiosi, con la stessa espressione raggiante stampata sul volto, come nel giorno della mia laurea, e successivamente in quello del mio matrimonio; mia sorella che mi ama in maniera spropositata e con la quale condivido un rapporto magnifico sin da quando eravamo bambine; mio marito, che conosco da 15 anni, e che è al mio fianco da 8, fedele e innamorato più che mai, e che tiene tra le braccia Martina, la mia bimba di 6 anni, la più grande gioia della mia vita. La felicità è a portata di mano, l’allegria aleggia intorno a me, e tutti i miei amici mi guardano con gli occhi che brillano.

Ma allora, “cosa c’è che non va?”, vi starete chiedendo…

In realtà nulla: sono serena, soddisfatta e appagata. Se non fosse che sono geneticamente predisposta a combinare casini anche nelle situazioni a “rischio 0”.

Prendete questo momento, ad esempio: sono qui in mezzo a tutti coloro che mi amano e darebbero o farebbero qualsiasi cosa per me, e io ho la mente altrove. Completamente.

Dove?

Nel mio mondo parallelo e segreto, quello dove, settimana dopo settimana, sto lentamente perdendo il lavoro (un ottimo impiego tra l’altro, gratificante e ben remunerato), e dove la mia mente è completamente annebbiata dalla marijuana.

Ebbene sì, a trent’anni ho iniziato a farmi le canne, in perfetta tarda-adolescenza, visto che non l’ho mai fatto prima d’ora. Perché ho iniziato, vi chiederete… per provare e sperimentare, e condividere l’ennesima “prima volta” col mio amante. Ah già, dimenticavo: ho un amante. Da due mesi. D’accordo, tre. Quasi quattro, ma cosa importa? Giorno in più, giorno in meno. Il punto è che sono circondata da persone che mi credono in un modo, quando in realtà, non so neanche io come sono, e per di più, sto letteralmente perdendo la testa.

E la cosa peggiore, è che per ora non mi sento neanche in colpa, ma solo inebriata dall’euforia, ubriaca di passione, rapita totalmente dal gusto della trasgressione.
E intanto mia figlia mi guarda coi suoi occhioni da cerbiatto spalancati, e mio marito mi sorride con un’espressione fin troppo dolce per non provare un po’ di rimorso.

Ah, donna di poca fede. Fedifraga e traditrice.

Parliamoci chiaramente: ho tutto quello che ho sempre desiderato, sono fortunata sotto tutti i punti di vista e pienamente soddisfatta della mia vita, felice di essere come sono e per niente frustrata. Non sono la classica trentenne sull’orlo di una crisi di nervi, né tantomeno una casalinga disperata. Sono realizzata, innamorata e sorrido alla vita. Ma evidentemente, se sono andata a incasinarmi la vita da sola, è perché qualcosa manca.

So che tutto questo può apparire come uno schiaffo dritto dritto in faccia a chi, alla mia età, è ancora alla ricerca del vero amore, che io invece ho incontrato anni e anni fa. E so anche che ci sono trentenni che pagherebbero oro per avere un figlio, e la mia bimba ha già sei anni, per cui il periodo più impegnativo e duro è già stato superato da tempo. E lavorativamente parlando, non posso certo lamentarmi, soprattutto con il precariato che mi circonda e la miriade di laureati che finiscono a fare i cassieri da McDonald.

Ma se manca qualcosa in più, voi me lo insegnate, non c’è nulla da fare: l’essere umano, per sua natura non riesce a essere felice. Siamo sempre e continuamente alla ricerca di una felicità che a volte, pur essendo sotto il nostro naso, non vediamo, oppure fingiamo di non vederla perché vogliamo sempre di più. Ad alcuni, per essere felici, manca solo la felicità.

È una storia già sentita e risentita quindi, questa che mi appresto a raccontarvi. Una storia che a molti sembrerà “ordinaria”, e in fondo in fondo avete ragione. Ma a me ha lasciato qualcosa di speciale, e come tutte le cose davvero speciali, vale la pena di essere raccontata.