There's no point to any of this. It's all just a... a random lottery of meaningless tragedy and a series of near escapes. So I take pleasure in the details. You know... a Quarter-Pounder with cheese, those are good, the sky about ten minutes before it starts to rain, the moment where your laughter become a cackle... and I, I sit back and I smoke my Camel Straights and I ride my own melt.
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lunedì 8 luglio 2013

Chef Rubio: unto e bisunto, ma con stile



Il food ha invaso la tv: ovunque guardi, trovi un programma di cucina ad aspettarti. 
Tra un’ossessione insolita, un matrimonio da organizzare, un look da rifare o un bambino pestifero da tenere a bada, la televisione è diventata la vetrina ideale per mostrare piatti della tradizione culinaria di tutto il mondo.
Tutto iniziò qualche anno fa con l’inimitabile Gordon Ramsay che con il suo Hell’s Kitchen prima e Masterchef poi, ha dato il via a un vera e propria moda, sfociata in Cucine da Incubo, e il successivo spinoff dedicato agli Hotel.
In Italia c’è voluto tempo perché la moda del food invadesse la tv: agli albori c’erano Cortesie per gli ospiti e L’Ost, Cuochi e fiamme e altri programmi meno conosciuti, fino ad arrivare a La prova del cuoco della Clerici e alle rubriche di Benedetta Parodi, l’idolo delle casalinghe nostrane.
Negli ultimi due anni, il proliferare di programmi dedicati al food è cresciuto a vista d’occhio, non solo Masterchef in tutte le sue varianti (Australia, inghilterra, India), ma una quantità inestimabile di show più o meno divertenti e interessanti dedicati al cibo, da Eat Street a Man vs. Food, da I ristoranti più pazzi del mondo fino a Orrori da gustare con il mitico Andrew Zimmern.
L’incredibile successo di Mastechef Italia poi, non ha fatto che alimentare la “febbre da food”, spostando però l’attenzione dalla cucina più “popolare” a quella più modaiola, complici i giudici coinvolti, cuochi rinomati di ristoranti per lo più inaccessibili.
È giunta però l’ora di dire basta agli chef stellati, ai loro piatti scarni e scenografici al dubbio gusto e dal nome altezzoso.
È arrivato il momento di smetterla di riempirsi la bocca con pietanze quasi impossibili da realizzare o che costano un occhio della testa, come la cipolla glassata di Oldani, l’uovo di Cracco o le tagliatelle al gratin di Barbieri.
Bisogna iniziare a mangiare seriamente.
Se già un piccolo passo avanti è stato fatto con la versione nostrana di Cucine da Incubo e lo chef Antonino Cannavacciuolo (il suo “addios” è ormai un tormentone), più concreto e senza dubbio meno snob dei suoi colleghi più famosi, il vero passo avanti può compierlo solo il nuovo programma di Dmax, Unti e Bisunti.

Dimenticate il fare altezzoso di Oldani, lo sguardo di ghiaccio di Cracco o il cinismo di Joe Bastianich e preparatevi a conoscere Gabriele Rubini alias Chef Rubio, che vi trascinerà tra lo street food più calorico e ricco di grassi che ci sai. Unto e bisunto, per l'appunto.
Baffi alla Salvador Dalì, look hipster che più hipster non si può, tatuaggi (splendidi) che gli ricoprono braccia, collo e dita, accento romanesco e sguardo beffardo: questo è Rubio
Un cuoco anomalo, diverso da tutti gli altri, senza dubbio eccentrico (quale chef non lo è?), simpatico come pochi, e perché no, anche parecchio affascinante.
È l’altra faccia del food, quella più verace, sfiziosa, corposa. Rubio è l’anti “finger food” anche se lui con le dita ci mangia nel vero senso della parola.
Al diavolo ostriche e ingredienti esotici, lui sfida la tradizione: il fritto alla romana, il panino con la milza palermitano, il cacciucco livornese, le rane in umido che cucinano a Bologna.
Rubio i cuochi li sfida per e strade italiane, da Nord a Sud, tra pentole incrostate, e friggitrici belle unte e taglieri sporchi di grasso.
Mangia con le mani e se ne frega se gli resta incastrato un pezzetto di cibo tra i denti, al massimo ci beve su un goccio di birra per digerire meglio, o spruzza sulle pietanze un po’ di limone perché “sgrassa”.
Masticazione accentuata, fare provocatorio, sguardo furbetto: lo Chef Rubio non è solo “chiacchiere e distintivo”, lui le mani, a differenza di molti suoi colleghi, se le sporca davvero, ma lo fa con stile. 
Uno stile davvero unico se vogliamo.
Nulla è casuale in Unti e Bisunti, e nonostante la parvenza “popolana”, Rubio ha fascino da vendere.


giovedì 4 ottobre 2012

Reality: il nuovo film di Matteo Garrone è lo specchio dell'Italia di oggi



Quattro anni dopo Gomorra, Matteo Garrone torna in grande stile con una pellicola dai toni onirici, felliniani, a tratti teatrali, uno dei migliori prodotti italiani degli ultimi anni, prodotto dalla Fandango di Domenico Procacci.
Reality, questo il titolo del film che si è aggiudicato il Gran Prix 2012 allo scorso Festival di Cannes, racconta l’amara e surreale storia di un pescivendolo napoletano, padre di tre figli, marito fedele contornato da una famiglia invadente e numerosa, interpretato dall’ex ergastolano, improvvisatosi attore, Aniello Arena.
La vita di Pietro, questo il nome del bizzarro protagonista, cambia quando i parenti "caciaroni" lo convincono a partecipare a un provino per il Grande Fratello, un pomeriggio d’estate in un centro commerciale.
Per lui inizia così un lungo e “difficile” cammino verso il proprio fallimento personale (non entrerà mai, realmente, nella casa) che si trasformerà in pura follia.
Pietro rappresenta perfettamente l’italiano medio di oggi, Dio me ne voglia, non è mia intenzione generalizzare, così come non era negli intenti del regista far di tutta l’erba un fascio. Ma la verità è esattamente quella raccontata nel film, quella di un’Italia senza più valori dove la mercificazione del proprio io, vale più di qualsiasi altra cosa.
Un paese dove, quando eravamo fortunati, le ragazzine andavano a ballare il sabato pomeriggio con i pantaloncini attillati, il trucco pesante e gli orecchini a cerchio, mentre oggi vendono la propria immagine senza prezzo dietro a uno schermo, senza controllo, senza pudore. Viviamo in un’epoca dove tutto deve necessariamente essere raccontato al mondo esterno senza filtri, se non quelli appositamente studiati per sorprendere. Tutto è sventolato sul web, urlato ai quattro venti: cosa mangiamo, dove ci troviamo e con chi. Dove non è più possibile aver un animale domestico, un figlio e un nuovo paio di scarpe senza prima averlo scritto sul nostro profilo social preferito.
Viviamo in un’epoca dove la massima aspirazione di una ragazza è far la velina, e quella di un ragazzo diventare tronista da Maria De Filippi o la  star del Grande Fratello.
Garrone descrive le aspirazioni dei giovani (e non) di oggi con estrema e accurata attenzione, soffermandosi su ogni piccolo dettaglio per render ancor più autentica la realtà raccontata nel film.
In alcuni passaggi si lascia andare alle commedie di Eduardo De Filippo, in altri si avvicina sempre più al cinema di Federico Fellini e al mondo onirico da lui magistralmente portato in scena.
Tutto nel film funziona perfettamente: la regia, la sceneggiatura (scritta insieme a
Maurizio Braucci, Ugo Chiti e Massimo Gaudioso) le musiche di Desplat e le scenografie, fino alla superba fotografia del compianto Marco Onorato.
Le sequenze in piazza ricordano, inquadratura dopo inquadratura, le migliori opere del teatro italiano, i dettagli, a volte ossessivi, come la madre di Pietro che in ogni scena è intenta a impastare o friggere qualcosa, donano al film un aspetto ancor più vero, ancor più genuino e casereccio.
I “non luoghi” contemporanei portati in scena, dal centro commerciale agli studi televisivi, ispessiscono ancor più l’autenticità della pellicola, e la rendono vera, credibile, palpabile.
L’irrazionalità di Pietro diventa irrazionalità dello spettatore stesso, i minuti finali del film trasmetto ansia e angoscia, Pietro che osserva se stesso nel riflesso di un vetro appannato è il simbolo di un paese che si guarda allo specchio e non si riconosce più.

mercoledì 19 settembre 2012

The Apprentice ovvero la generazione dei "wannabe"


Vi avviso subito: oggi non parliamo di tv di qualità.

La tv italiana, e non solo la tv, è arrivata alla frutta ormai.
E questa non è una novità.
Personaggi da quattro soldi la fan da padrone sul piccolo schermo in prime time, e programmi di dubbio gusto spopolano sulla tv generalista e su quella a pagamento.
Notizie indecenti impazzano sul web, da Fabio Volo che va al Festival della Filosofia, ad Alessia Marcuzzi madrina del Roma Fiction Fest.
Dalle varie Miss Italia che provano a mettere in croce due verbi, alle veline che s’improvvisano attrici-cantanti-ballerine, quando probabilmente non sono neanche capaci di cuocere un uovo al tegamino, pensavo di aver visto il peggio del peggio. Dopo i vari reality di seconda scelta, i talent show dal dubbio gusto, pensavo non si potesse scendere ancora più in basso. Pensavo.
Finché, durante lo zapping, non sono incappata in The Apprentice, il nuovo “talent” di Cielo che ha per protagonista lui, il boss. No, non Bruce, ma l’iniziale è quella, la B che in questo caso sta per Briatore.
Partiamo dal presupposto che questo “programma”, fotografia trasparente e cristallina della generazione dei “wannabe”, meglio conosciuti come i “vorrei ma non posso” serve quasi esclusivamente a lasciare che il “boss” Flavio si autocelebri, ancora una volta, davanti a migliaia di telespettatori.
Dispensando consigli e frasi retoriche, l’imprenditore insegna a un team (cominciamo a usare queste parole ridondanti che tanto piacciono ai wannabe) di giovani imprenditori/manager/strategist (non chiedetemi di cosa), a diventare come lui. Sì, avete capito bene: lo scopo del programma e smerciare perle di pseudo business a un gruppetto di twenty something per insegnar loro come sfondare nel mondo dell’imprenditoria mondiale e trasformali così, da arrampicatori sociali e arrivisti quali sono, in spietati squali dell’economia italiana e non solo.
Il “fortunato vincitore” si aggiudicherà un contratto a “sei zeri” (il boss ci tiene a sottolinearlo) nella sua holding di lusso, la Billionaire Life, e avrà la fortuna di ampliare le sue conoscenze nel business, riempirsi la bocca di parole altisonanti come “team leader”, “team building”, “brand awareness”.
Caro signor Briatore, continuerò a seguirla, per vedere fino a che punto arriveremo.
Per riempirmi le orecchie con le sue frasi fatte, per ammirare la sua abbronzatura accecante e i grattacieli di Milano ripresi sullo sfondo, per invidiare tutto quel lusso e quello sfarzo che la circondano.
Ma nel mio piccolo, vorrei darle un consiglio: dica ai suoi “adepti”, a tutti quei “ragazzetti” che con un master si sentono arrivati, che non basta farfugliare qualche parola inglese, o indossare un completo elegante o un tailleur e improvvisarsi fenomeni per essere veri uomini o vere donne.
Per diventare come lei, basta vendere l’anima al diavolo, basta calpestare il prossimo.
Lo hanno fatto in tanti, mi creda.
Basta poco e lo stipendio a “6 zeri” vien da sé.
Ma si ricordi, “boss”: l’umiltà, il buon senso, l’integrità morale e il rispetto per gli altri,  una volta persi, non tornano più.

lunedì 12 dicembre 2011

Oltre le serie tv? C'è Masterchef!

Che a vincere la prima edizione di Masterchef sia stato il simpatico ed estroso Spyros Theodorisis, poca tecnica ma grandi colpi di genio dietro ai fornelli, ormai è cosa nota e risaputa, e nonostante qualche giorno di ritardo, eccomi qui a scrivere la mia sul talent show rivelazione dell’anno, terminato da giorni.
Altro che reality spazzatura o naufraghi affamati, altro che ugole d’oro (versione baby e non) o cambi radicali di look e matrimoni organizzati in pompa magna: la vera novità dell’anno, lo show di cui sentiremo parlare ancora per molto molto tempo, è senza dubbio Masterchef.
Appassionati di cucina e non, in questi mesi, si sono lasciati travolgere dall’emozionante e coinvolgente gara ai fornelli che ha visto protagonisti aspiranti cuochi da tutta l’Italia spinti dal cospicuo premio in gara: centomila euro e la possibilità di pubblicare un libro di ricette con RCS.
Casalinghe disperate, studenti, sportivi e giovani cuochi in erba, e chi più ne ha più ne metta, hanno partecipato al talent show di Sky, chi per curiosità, chi per passione vera, dando vita, alla fine dei conti, a una gara divertente e avvincente come poche altre in onda negli ultimi anni.
La cucina è stata un semplice e utile pretesto per attirare spettatori di ogni età e coinvolgerli sin dai primi episodi nelle sfide dei protagonisti, pronti a sudare con loro nel corso di gare frenetiche e complicate, come le mistery box o i pressure test.
Ottimo lo stile narrativo dello show che ha sapientemente alternato i confessionali alle sfide vere e proprie, puntando i riflettori ogni settimana sui singoli, creando simpatie e antipatie tra gli sfidanti e col pubblico stesso, ospitando spesso personaggi illustri del settore come
Moreno Cedroni o Gualtiero Marchesi. Azzeccatissimo il trio di giudici chiamati a valutare i piatti degli aspiranti chef, il feroce Joe Bastianich, il più televisivo dei tre nonché copia sbiadita di Gordon Ramsey, il severo ma ironico Carlo Cracco, e Bruno Barbieri il più clemente e affabile tra tutti.
Mastechef unisce tutti gli ingredienti indispensabili per dar vita a un programma televisivo di successo, senza scadere nel kitch dei reality o annoiare con l’interminabile votazione da casa .
Il bello sta proprio in questo: tutto è già deciso e non siamo noi a scegliere, quindi non ci resta che guardare lo spettacolo e sperare che sia il nostro “preferito” a vincere, cambiando idea, inevitabilmente, almeno dieci volte nel corso dei 22 episodi.
Masterchef dimostra che oltre ai grandi film e alle serie tv, in giro c’è ancora qualche programma per cui valga la pena accendere la televisione, a dispetto di chi crede che in tv ci sia solo spazzatura ormai e di chi pensa che trascorrere una serata a casa sul divano davanti al piccolo schermo sia solo un’enorme perdita di tempo.
L’unico suggerimento che mi viene in mente per la prossima edizione, è di prepararsi a spaghettate di mezzanotte, perché oltre a creare dipendenza, lo show mette anche un certo appetito!

lunedì 19 settembre 2011

Emmy Awards 2011: ecco i vincitori!

La notte appena trascorsa, ha visto sul palcoscenico del Nokia Theatre di Los Angeles volti celebri del piccolo (e grande) schermo come Lea Michele, Drew Barrymore, Gwyneth Paltrow, Ian Somerhlader e Hugh Laurie, consegnare e ricevere premi durante la cerimonia degli Emmy Awards 2011.
Cicerone della serata, l’istrionica Jane “Sue Sylvester” Lynch, spalleggiata da una folta schiera di comici ad animare la serata, su tutti Jimmy Fallon e l’adorabile Zachary Levi.
Trionfo a man bassa di Modern Family, vincitore di ben 5 premi, uno in più rispetto a Dowtown Abbey, drama in costume di produzione inglese dello sceneggiatore Julian Fellowes. Inossidabile, da quattro anni a questa parte ormai, Mad Men, eletto miglior drama anche in questa stagione.
Di seguito le nomination con i relativi vincitori:


MIGLIOR SERIE DRAMMATICA
Mad Men
Boardwalk Empire
Dexter
Friday Night Lights
Game of Thrones
The Good Wife


MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA (drama)
Julianna Margulies, The Good Wife
Kathy Bates, Harry’s Law
Connie Britton, Friday Night Lights
Mireille Enos, The Killing
Mariska Hargitay, Law & Order: SVU
Elisabeth Moss, Mad Men


MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA (drama)
Kyle Chandler, Friday Night Lights
Steve Buscemi, Boardwalk Empire
Michael C. Hall, Dexter
Jon Hamm, Mad Men
Hugh Laurie, House
Timothy Olyphant, Justified


MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA (drama)
Peter Dinklage, Game of Thrones
Josh Charles, The Good Wife
Alan Cumming, The Good Wife
Walton Goggins, Justified
John Slattery, Mad Men
Andrew Braugher, Men of a Certain Age


MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA (drama)
Margo Martindale, Justified
Kelly Macdonald, Boardwalk Empire
Archie Panjabi, The Good Wife
Christine Baranski, The Good Wife
Michelle Forbes, The Killing
Christina Hendricks, Mad Men


MIGLIOR COMEDY
Modern Family
The Big Bang Theory
Glee
The Office
Parks and Recreation
30 Rock


MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA (comedy)
Melissa McCarthy, Mike & Molly
Edie Falco, Nurse Jackie
Tina Fey, 30 Rock
Laura Linney, The Big C
Martha Plimpton, Raising Hope
Amy Poehler, Parks and Recreation


MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA (comedy)
Jim Parsons, The Big Bang Theory
Alec Baldwin, 30 Rock
Louis C.K., Louie
Steve Carell, The Office
Johnny Galecki, The Big Bang Theory
Matt LeBlanc, Episodes


MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA (comedy)
Ty Burrell, Modern Family
Chris Colfer, Glee
Jesse Tyler Ferguson, Modern Family
Ed O’Neill, Modern Family
Eric Stonestreet, Modern Family
Jon Cryer, Two and a Half Men


MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA (comedy)
Julie Bowen, Modern Family
Jane Lynch, Glee
Betty White, Hot In Cleveland
Sofia Vergara, Modern Family
Kristen Wiig, Saturday Night Live
Jane Krakowski, 30 Rock


MIGLIOR MINISERIE O FILM TV
Downton Abbey, PBS
Cinema Verite, HBO
The Kennedys, ReelzChannel
Mildred Pierce, HBO
The Pillars of the Earth, Starz

Too Big To Fail, HBO


MIGLIOR SCENEGGIATURA (comedy)
Steve Levitan e Jeffrey Richman per Sorpreesaaa!!!
in Modern Family
David Crane e Jeffrey Klarik per Episode 7 in Episodes
Louis C.K. per Poker/Divorce in Louie
Greg Daniels per Goodbye Michael in The Office
Matt Hubbard per Reaganing in 30 Rock


MIGLIOR SCENEGGIATURA (drama)
Jason Katims per Always in Friday Night Lights
David Benioff e D.B. Weiss per Baelor in Game of Thrones
Veena Sud per Pilot in The killing
Matthew Weiner per Il compleanno in Man Men
Andre e Maria Jacquemetton per Fumo negli occhi in Mad Men


MIGLIOR SCENEGGIATURA (mini-serie)
Julian Fellowes per Downton Abbey
Todd Haynes e Jon Raymond per Mildred Pierce
Steven Moffat per Sherlock: A Study In Pink
Peter Gould per Too Big To Fail
Heidi Thomas per Upstairs Downstairs


MIGLIOR REALITY SHOW
The Amazing Race, CBS
American Idol, Fox
Dancing With the Stars, ABC
Project Runway, Lifetime
So You Think You Can Dance, Fox
Top Chef, Bravo


Per l'elenco completo, correte su Movieplayer.it qui

mercoledì 25 agosto 2010

Marcuzzi e Facchinetti: l’inaspettata coppia dell’estate 2010


Come un fulmine a ciel sereno, proprio sul finire di agosto, sbuca la nuova coppia dell’estate, che nessuno si sarebbe mai aspettato: direttamente da X-Factor e dal Grande Fratello, Francesco Facchinetti e Alessia Marcuzzi annunciano di essere follemente innamorati.

Mesi fa, il conduttore del talent show musicale di Rai2, aveva scritto sulla sua pagina personale di Facebook di aver perso la testa per la sua collega di Mediaset, impegnata con le registrazioni del Grande Fratello.
In pochi diedero realmente dato peso a quelle parole, soprattutto conoscendo il carattere burlone e scanzonato di Francesco, e nessuno mai avrebbe pensato a un loro possibile avvicinamento, neanche dopo la brusca e avventata rottura tra la Marcuzzi e del bel dottore de Un medico in famiglia, Pietro Sermonti.
Eppure, eccola qua la nuova coppia dell’estate 2010, quella che farà parlare di sé da oggi in avanti: nemici sul piccolo schermo poiché conduttori di due tra i più importanti reality show della tv italiana, e appartenenti alle due diverse “casate” Magnolia lui, Endemol lei, Francesco e Alessia sono fuggiti insieme a Ibiza per abbandonarsi a una vacanza romantica e coinvolgente e vivere fino in fondo l’amore sbocciato tra loro.
Forse ci siamo sempre amati, ma non lo sapevamo. Forse in un'altra vita siamo stati anche insieme. La Marcuzzi è una ragazza da sogno!” Con queste parole il figlio del ben più famoso Roby Facchinetti dei Pooh, ha commentato la passione scattata con l’ex conduttrice delle Iene, rinsavita velocemente dopo la fine della sua ultima storia d’amore.
Dopo la relazione nata su L’Isola dei Famosi con la ballerina Aida Yespica, e un lungo anno, quello appena trascorso, di “singletudine”, che l’ha visto impegnato soprattutto con il lavoro, Francesco, dopo il sole dell’isola spagnola, ha fatto tappa con la sua amata, sul lago di Como, per un’esclusiva colazione a villa Clooney, dove Alessia ha potuto riabbracciare la sua cara amica Elisabetta Canalis. I due hanno proseguito la loro pseudo luna di miele in Alto Adige, lasciandosi spesso immortalare in scatti affettuosi e passionali, quasi a dimostrare di non riuscire a fare a meno di un contatto fisico. Siamo certi che lo scoop dell’estate diventerà immediatamente un vero e proprio tormentone, e la coppia diventerà il bersaglio prediletto di stampa e paparazzi, nonostante non siano in molti a scommettere su di loro, sia per la differenza di età, trent’anni lui, qualcuno di più per lei, sia per la profonda diversità che riguarda il rispettivo percorso professionale, che vede la Marcuzzi come una conduttrice già affermata e Facchinetti all’inizio di una carriera in sicura ascesa.
Voci di corridoio, intanto, per zittire i più maliziosi, dicono che lui le avrebbe già presentato la suocera…

Per foto gallery e molto di più, movieplayer.it!

mercoledì 31 marzo 2010

Amici 9: la fabbrica di meteore

La finale di Amici andata in onda lo scorso lunedì 29 marzo si è prolungata oltre la mezzanotte e mezza, sullo stile del Festival di Sanremo, sottraendo a molti la possibilità, dopo mesi e ore di attesa, di conoscere in tempo reale il nome del vincitore, ripiegando l’indomani sul quella fonte inesauribile che è il web.
Tra canzonette del repertorio nostrano e brani di musica lirica, tra canzoni inedite confezionate ad hoc per i concorrenti e hit da super classifica, la gara si è consumata in maniera lenta e ripetitiva nell’arco di tutta la prima serata di Canale5.
A sfidarsi nel primi minuti, il Pierdavide Carone autore del brano sanremese cantato dall’altro ex “defilippiano” Valerio Scanu (presente tra il pubblico con Alessandra Amoroso e Marco Carta), e la novità di questa edizione, il tenore in erba Matteo Macchioni.
A dispetto del grande successo riscosso dal cantante veneto nel corso dell’anno (sempre primo in classifica, superato solo in un paio di occasioni dalla compagna di squadra nei blu, Loredana Errore), il primo scontro si conclude “inaspettatamente” con il trionfo del primo, molto amato dai critici e dai discografici presenti in studio, e lo sconfitto viene velocemente congedato dalla conduttrice che ne approfitta per promuovere il suo disco in uscita il prossimo 9 aprile.
Pierdavide prosegue indicando chi sfidare nel suo tortuoso cammino verso la vittoria e la scelta ricade su Loredana, partita in netto vantaggio su di lui grazie al supporto morale di buona parte dei deejay e dei giornalisti, ospiti d’onore della serata, come la Pina, Marco Baldini e il Nongiovane (a cui non sapremmo onestamente quale ruolo affibbiare).
I due si scontrano sulle note dei loro inediti (che ormai tanto inediti non sono visto che tutti vengono inquadrati a canticchiare insieme in loro) e di un paio di brani in comune: il verdetto del televoto si mostra da subito altalenante e raggiunge in più di un’occasione il pari merito.
Alla fine ha la meglio la giovane artista calabrese, che riesce a stregare i telespettatori grazie alla sua inesauribile grinta e al singolo scritto per lei da Biagio Antonacci, Ragazza Occhi Cielo (disponibile su iTunes da circa tre mesi…).
Carone saluta, la De Filippi ne approfitta per ricordare al pubblico dei consumatori il romanzo appena pubblicato dal cantante multitasking, I sogni fanno rima, e per sottolineare che il suo singolo Di Notte domina il primo posto della classifica di iTunes da più di una settimana.
Altro giro, altra corsa, altra trovata pubblicitaria.
Stavolta tocca a Platinette cimentarsi in un messaggio promozionale, e lo fa con un tempismo perfetto, nel presentare la quarta e ultima cantante in gara, l’esplosiva Emma Marrone (che ricorda forse fin troppo Alessandra Amoroso sia nello stile che nel carisma), nei negozi da due settimane con il suo primo album, Oltre, già disco di platino, e annunciata come vincitrice due mesi or sono.
La sfida tra le due ragazze, in auge sin dalle prime puntate di questa edizione, affonda le basi in un’antica (in termini di mesi) antipatia: le due si scontrano ormai dallo scorso settembre, dividendo in due professori e discografici, e dando spunto a due opposte fazioni.
Entrambe riescono a emozionare gli ascoltatori grazie a una potenza vocale incredibile e a un’ottima padronanza della scena: a loro agio sul palco, affiancate dall’orchestra di Beppe Vessicchio, emozionano il pubblico e la critica durante le loro esibizioni , scatenando una tempesta di voti.
Ad aggiudicarsi il premio finale di ben duecentomila euro, alla fine è Emma Marrone, come da pronostico, e sono in pochi a rimanerne sorpresi.
Sei milioni di telespettatori hanno seguito la nona finale del talent show più famoso e amato della tv, che ormai però, ha perso i pregi che poteva vantare nelle prime edizioni: diventato una fabbrica di artisti pre-costruiti e studiati a tavolino, ha smarrito la sua spontaneità iniziale, degenerando nella mercificazione del talento.
La sfida ha perso il sapore agonistico vantato all’inizio, ed è diventata ormai una vetrina per i produttori e le case discografiche che attingono senza remore a una carrellata di giovani vocalmente dotati per trasformarli, nell’arco di pochi mesi, in prodotti artefatti destinati a esaurirsi in breve tempo.
L’ultima serata ha sacrificato i ballerini, relegando in un angolo danza e recitazione, accantonando nelle ultime file professori e tutor per lasciare spazio ai protagonisti dello show biz e produttori, tendendo a pubblicizzare semplicemente l’operato di Sony, Sugar, Universal ed Emi, piuttosto che il talento, e contribuendo così a snaturare completamente l’identità del programma.
Una fabbrica di artisti meteore, che non ha più motivo di esistere.

giovedì 25 febbraio 2010

Quando il buongiorno si vede dal mattino….

I reality show, secondo “l’opinione pubblica” del telespettatore medio-alto, sono spazzatura mediatica, si sa, ma allo stesso tempo sono un grande spaccato della società odierna, e ormai risulta quasi impossibile non parlarne.
Tra Amici, Grande Fratello e molti altri, ieri sera è andata in onda la prima puntata della nuova edizione dell’Isola dei Famosi, assente dalla tv da oltre un anno (per lasciare spazio al talent show X-Factor), e ora di nuovo sul piccolo schermo trainata dall’entusiasmo, ormai posticcio, di Simona Ventura, vestita in occasione della prima serata, da Giorgia Armani.
Al suo fianco si avverte da subito l’assenza del co-pilota storico Francesco Facchinetti (in origine Dj Francesco), lasciato a casa per lanciare il protagonista indiscusso dell’Isola dello scorso anno, Rossano Rubicondi, in arte Trump, che già dopo un’ora di trasmissione, commette la prima gaffe, invalidando la prova del fuoco cui erano protagonisti i naufraghi.
Nel tentativo di apparire come un presentatore modello, e alternando slang americano a una marcata parlata romanesca, Rubicondi appare fuori posto e assolutamente inadatto nel ruolo del Capitano, che a suo tempo Facchinetti svolse invece in maniera impeccabile.
Non convincono neanche i due opinionisti in studio, l’ex patron di Sanremo Aragozzini, e l’attempata modella Antonia Dell’Atte, ingaggiati per sostituire Luca Giurato e Mara Venier.
Questa prima serata inizia col “botto”, nel vero senso della parola: la Ventura precipita inaspettatamente dagli altissimi tacchi che indossa, e ruzzola perdendo palesemente l’equilibrio sul palco di Via Mecenate, scatenando le risate generali in perfetto stile candid camera.
Ma la presentatrice non è certo l’unica a cadere: pronti a sbarcare sulle Lime Islands in Nicaragua, i naufraghi vengono fatti tuffare dall’elicottero a un’altezza di oltre dieci metri, su un fondale di appena un metro, mettendo a rischio da subito la loro incolumità fisica.
Primo infortunio dopo appena poche ore dall’inizio quindi: e il rugbista Denis Dallan, il più robusto e il più forte della squadra, è il primo a essere portato in ospedale per degli accertamenti, col rischio di essersi fratturato il ginocchio, mentre la produzione incrocia le dita e spero che ciò non accada, visto che i danni che lo sportivo potrebbe richiedere in seguito, supererebbero di gran lunga il budget messo in palio per il vincitore…
Tra una storta e l’altra, quindi, vengono fuori i nuovi protagonisti di quest’edizione de l’Isola, dove su tutti spiccano il gladiatore Luca Ward, l’ex tronista Federico Mastrostefano, il giornalista Aldo Busi (prolisso e logorroico sin dai primi minuti) e l’evergreen Sandra Milo (quasi 77 anni) con tanto di figlio Ciro ospite in studio dalla Ventura. A fare da “macchiette “ intorno ai quattro, oltre all’infortunato Dallan, la mastodontica Clarissa Burt, l’ambigua Loredana Lecciso, in tacco dodici per l’occasione, lo chef Simone Rugiati, e le due “soubrette” Nina Senicar e Claudia Galanti (ex-Ricucci).
Due guest star d’eccezione per la première soirée: Dan Arrow, il discusso naufrago di qualche anno fa, e il vincitore morale della categoria dei “non famosi” dello scorso anno, il bidello platinato, Carlo Capponi.
In questo trionfo del trash, non potevano di certo mancare i sei individui scelti tra la “gente comune”, un tempo spettatori dello show, oggi protagonisti: sei caricature viventi, esempi, più che della vita reale estranea alle telecamere, di un carro carnevalesco dal dubbio gusto, estrapolati da una realtà volutamente esagerata e priva di alcun interesse.
Tre “donne” e tre “uomini” che dovrebbero rappresentare la categoria dei non famosi, ma che appaiono invece addirittura più finti e snaturati delle curve e della bocca della Lecciso.
Tra le battute sagaci (e il più delle volte volgari) di Busi, e la scollatura siliconata e volutamente esagerata della Galanti, si degenera nella parodia del kitch già dopo pochi minuti dall’inizio di questa settima edizione dell’Isola dei Famosi, che siamo pronti a scommettere riuscirà, proprio per questo motivo, a superare in quanto a cattivo gusto il successo, già esagerato e inspiegabile, del Grande Fratello della verace Veronica e del principe (d’ignoranza) George Leonard.