There's no point to any of this. It's all just a... a random lottery of meaningless tragedy and a series of near escapes. So I take pleasure in the details. You know... a Quarter-Pounder with cheese, those are good, the sky about ten minutes before it starts to rain, the moment where your laughter become a cackle... and I, I sit back and I smoke my Camel Straights and I ride my own melt.
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martedì 3 giugno 2014

Calendario completo (o quasi!) alle serie tv dell'estate!

Tra season e series finale, non tutto è perduto e questa stagione telefilmica, non è ancora giunta al capolinea, anzi! L’estate infatti, ci regalerà tanti graditi ritorni e nuove emozionanti serie.
Di seguito, la guida completa (o quasi) alle serie tv in onda negli States nei prossimi mesi
Enjoy!



Giugno
1 giugno
Halt and Catch Fire – AMC, series premiere
2 giugno
Longmire - A&E, stagione 3
Jennifer Falls -  TV Land, series premiere
6 giugno
Orange Is the New Black – Netflix, stagione 2 premiere
7 giugno
Power - Starz, series premiere
9 giugno
Major Crime – TNT, stagione 3 premiere
Murder in the First – TNT, series premiere
11 giugno
Duck Dynasty - A&E, stagione 6
17 giugno
Rizzoli & Isles – TNT stagione 5
Perception – TNT, stagione 3
19 giugno
Defiance – Syfy, stagione 2
Dominion -  Syfy, series premiere
Rectify – SundanceTV, stagione 2
Rookie Blue – ABC, stagione 5
20  giugno
Cold Justice – TNT, stagione 2
21 giugno
Almost Royal – BBC America, series premiere
22 giugno
The Last Ship – TNT, series premiere
True Blood – HBO, stagione 7
Falling Skies – TNT,  stagione 4
The Musketeers - BBC America, series premiere
23 giugno
Teen Wolf - MTV, stagione 4
24 giugno
Tyrant – FX, series premiere
25 giugno
Wilfred – FXX, stagione 4
29 giugno
Reckless – CBS, series premiere
The Leftovers – HBO, series premiere
Vicious - PBS, series premiere
30 giugno
Under the Dome – CBS, stagione 2


Luglio
2 luglio
Witches of East End – Lifetime, stagione 2
8 luglio
Finding Carter – MTV, series premiere
9 luglio
Extant -  CBS, series premiere
The Bridge – FX, stagione 2
11 luglio
Hemlock Grove – Netflix, stagione 2
13 luglio
Ray Donovan – Showtime, stagione 2
Masters of Sex -  Showtime, stagione 2
The Strain – FX, series premiere
17 luglio
Married – FX. series premiere
You're the Worst – FX, series premiere
20 luglio
The Lottery – Lifetime, series premiere



Agosto
7 agosto
7 Deadly Sins – Showtime, series premiere
9 agosto
Outlander – Starz, series premiere
18 agosto
Dallas – TNT, stagione 3

martedì 23 luglio 2013

Orange is the New Black: una serie con la "s" maiuscola




Negli ultimi giorni abbiamo parlato delle novità estive in onda in questo periodo negli States, da Mistresses US a Devious Maids, passando per The Bridge e altre che verranno.
Molti di noi stanno tentando il tutto per tutto per ingannare l’attesa prima della premiere di Breaking Bad, altri si distraggono con l’ultima, deludente, stagione di Dexter, altri ancora preferiscono concentrarsi su Under the Dome, il telefilm ispirato al celebre romanzo di Stephen King.
A volte poi, capita che la serie più interessante e originale dell’estate, resti in un angolo perché poco pubblicizzata. Io che non demordo mai e mi impegno ogni giorno nella folle ricerca della serie “del momento”, quella perfetta, super coinvolgente e appassionante come poche, penso di essere riuscita a centrare l’obiettivo anche stavolta con Orange is the new black.
Ve lo dirò ora, a inizio post, e cercherò di non ripetermi  nel corso dell’articolo per non essere ripetitiva: questa è, senza se e senza, la Serie dell’estate con la “s” maiuscola.
Lo show targato Netflix, è un prodotto di altissima qualità, scritto, girato e strutturato in maniera esemplare.
Un piccolo gioiello sotto tutti i punti di vista, destinato a durare parecchio tempo (il colosso dello streaming ha già rinnovato la serie per una seconda stagione).
Basato sul romanzo autobiografico di Piper Kerman, Orange Is the New Black: My Year in a Women's Prison, la serie creata da Jenji Kohan (Weeds) è una dramedy incredibilmente avvincente e accattivante.
I pregi dello show si notano sin dal pilot: nel corso dei 50 minuti, lo spettatore entra in contatto con la protagonista, Piper Chapman (Taylor Schilling), con alcuni frammenti del suo passato e col crudo presente cui deve relazionarsi: la vita dietro le sbarre.
La sensazione che si ha al termine di ogni episodio è di essere di fronte a una sceneggiatura encomiabile, e ogni volta non si vede l‘ora di scoprire cosa accadrà in futuro. Il legame tra la protagonista e lo spettatore s’instaura sin dai primi minuti, pregio che poche serie possono davvero vantare di avere.
Veniamo al plot: costretta a costituirsi per un crimine commesso dieci anni prima (non ancora caduto in prescrizione), ovvero l’aver trasportato una valigia di droga appartenente alla sua fidanzata dell’epoca, Alex (Laura Prepon), Piper ci porta con sé nei meandri di un carcere femminile, territorio ancora inesplorato dalla serialità americana.
Preoccupata per la lontananza con il fidanzato Larry (Jason Biggs), per la stagione di Mad Men in corso che non riuscirà a terminare e per i numerosi modelli di iPhone che si perderà mentre sconterà la sua pena (14 mesi), Piper fa il suo ingresso nell’istituto di correzione in un giorno di primavera, armata di forza e tanto coraggio.
Accolta con la frase “Qui non siamo a Oz”, la protagonista si troverà immediatamente di fronte a un mondo totalmente sconosciuto e ostico, fatto di bieche vendette personali, veterane agguerrite, novelline in cerca di supporto e ultima, in ordine temporale, Alex.
Nonostante Piper abbia cercato, da fuori, di “studiare” i meccanismi del carcere leggendo numerosi manuali prima di entrarvi per arrivare preparata, consigli, raccomandazioni e suggerimenti sembrano essere serviti davvero a poco.
Una frase sbagliata al momento sbagliato  il primo giorno, e per Piper inizia l’inferno…
Non voglio svelarvi di più, ma solo stuzzicare la vostra curiosità e spingervi a iniziare quest’avventura targata Netflix che davvero merita di essere vista.
Ironica e sagace, la serie non si sofferma solo su Piper, ma andando avanti con gli episodi, si concentra sulle sue compagne nella vita quotidiana del carcere, approfondendo le storie di ognuna di loro, tante facce di una stessa medaglia, tutte diverse, tutte affascinanti
Pur parlando di donne, Orange is the new black non è affatto una serie “femminile”, non solo perché lo fa con una comicità e un’intensità capaci di metter d’accordo un pubblico eterogeneo, ma anche perché l’universo maschile, seppur in maniera meno evidente, è comunque ben presente nella struttura della trama e fondamentale ai fini della storia.
A metà strada tra il drama e la comedy, lo show di Kohan, alterna momenti di spiccata e amara ilarità ad altri molto più intensi e delicati, che indagano sulla psicologia di ogni singolo personaggio dando vita a un’incredibile storia corale dove ognuno è artefice del proprio destino.

giovedì 18 luglio 2013

The Bridge: do not cross the line



Per tutti gli appassionati del genere crime, l’appuntamento è stasera alle 21.00 su canale 117 di Sky (Fox Crime) con The Bridge.
Remake di Bron (2011), serie dano-svedese ideata da Hans Rosenfeldt, The Bridge è trasmessa negli Stati Uniti dalla rete via cavo FX ed è composta da 13 episodi, sviluppati da Meredith Stiehm, Elwood Reid
Oltreoceano, la première di stagione ha ottenuto 3 milioni di spettatori, risultato che lascia ben sperare per il futuro dello show.
Al centro di The Bridge, un confine, quello tra Messico e Stati Uniti, rappresentato nel pilot dal ponte che separa El Paso e Chihuahua e da un omicidio che implica le indagini da parte di due detective appartenenti ai due diversi Stati, Sonya Cross (Diane Kruger) e Marco Ruìz (Demian Bichir).
Da una parte quindi l’America, paese di sogni e di speranze, terra dalle mille opportunità, dove il crimine viene combattuto giorno dopo giorno con fatica e dedizione.
Dall’altra il Messico, qui rappresentato come il sordido covo della criminalità, dove la popolazione sogna un vita migliore e auspica di superare, prima o poi, quel confine, quell’angolo dimenticato dal resto del mondo, dove si aggirano trafficanti di droga e di organi, prostitute e altri loschi personaggi.
Due mondi agli antipodi, totalmente diversi l’uno dall’altro seppur così vicini.
Obiettivo del serial killer cui Sonya e Marco dovranno dare la caccia, è proprio quello, a quanto pare, di mettere in evidenza le profonde differenze che intercorrono tra i due diversi mondi.
Su quel ponte che dà il nome alla serie, i detective ritrovano così due parti di due diversi cadaveri, quello di un giudice americano e quello di una prostituta messicana.
Il dualismo che ripercorre con prepotenza l’intera serie, si riversa anche sulla profonda diversità dei due detective coinvolti.
Da una lato infatti Marco, 
coi suoi modi sciolti e disinibiti, sembra disposto a superare il limite e venire meno alle regole laddove necessario; dall’altro Sonya, che opera in maniera rigorosa e distaccata, fredda e precisa come un chirurgo, nonostante soffra di una malattia complicata, la sindrome di Asperger, che pare però non compromettere minimamente il suo modo di indagare e risolvere i crimini.
Due detective, due Stati, due giurisdizioni completamente diversi, che si trovano improvvisamente costretti a dover collaborare tra loro per fermare l’efferato assassino del Ponte, in un’atmosfera cupa e misteriosa, in un mondo corrotto e pericoloso.
Sonya e Marco sono due facce della stessa medaglia, che condividono un obiettivo comune a cui però, si approcciano in maniera differente e intrinsecamente complementare.
Un perla estiva dedicata a tutti gli amanti del genere, imperdibile se si è dei veri intenditori del crime.