There's no point to any of this. It's all just a... a random lottery of meaningless tragedy and a series of near escapes. So I take pleasure in the details. You know... a Quarter-Pounder with cheese, those are good, the sky about ten minutes before it starts to rain, the moment where your laughter become a cackle... and I, I sit back and I smoke my Camel Straights and I ride my own melt.
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sabato 2 agosto 2014

Cineforum estivo: The Place Beyond the Pines (Come un tuono)



The Place Beyond the Pines racconta l’America di oggi, con un’intensità incredibile, un’intensità che pochi film possono vantare.
Derek Cianfrance racconta con estremo manierismo una complicata storia generazionale divisa in tre atti: nel primo il protagonista è Ryan Gosling nei panni di Luke, motociclista acrobatico e delinquente improvvisato; nel secondo Avery (Bradley Cooper), il poliziotto che proprio a Luke dà la caccia; nel terzo i loro due figli adolescenti EJ (Emory Cohen) e Jason (Dane De Haan, da tenere d’occhio, ricorda parecchio Di Caprio agli esordi).
Come un tuono, questo il titolo italiano del film, è un dramma familiare ben costruito e ben scritto, che si concentra su due aspetti fondamentali della vita di ogni essere umano: la colpa e il castigo.
Il destino ineluttabile che accomuna i quattro protagonisti, trova il suo centro nevralgico nell’incontro, dopo un’ora e quaranta circa, tra Luke e Avery, incontro che cambierà per sempre le loro vite.
Punto focale della storia infatti, è ciò che accadrà da quel preciso momento in poi e
le conseguenze che avrà nel futuro di ognuno dei protagonisti.
L’America di provincia, grigia, “umida”, faticosa emerge perfettamente grazie a una fotografia strepitosa, che regala all’intera pellicola un’estetica incredibile.
I movimenti di macchina, precisi e perfettamente studiati, sono l’arma vincente di una regia compatta e omogenea nonostante i salti temporali, caratterizzata da numerosi piani sequenza fluidi e soggettive lunghe e profonde.
La camera stringe ripetutamente sui dettagli dei personaggi, sui loro volti, e si sofferma costantemente sulla loro gestualità, e riesce a farci quasi dimenticare il paesaggio circostante, arido, freddo, inospitale.
Cianfrance porta sullo schermo istantanee di vita quotidiana, drammatica, a tratti disperata; proprio come in Blue Valentine, racconta “una famiglia qualunque” e la analizza nei minimi particolari, andando a fondo, sempre più a fondo, senza giudicare vincitori o vinti.
A metà strada tra Martin Scorsese e Clint Eastwood.
Noir, azione, melo: in The Place Beyond the Pines non manca nulla e il risultato finale, è il connubio perfetto della commistione dei generi, arricchito dalla splendida colonna sonora realizzata da Mike Patton.
Un film intenso, coinvolgente, commovente: 140 minuti difficili e impegnativi, che vanno capiti, incamerati, metabolizzati.
Gosling e Cooper, i due divi del momento, in questa pellicola danno il meglio e, soprattutto nel caso del protagonista di Drive, confermano ancora una volta di essere due tra i migliori attori in circolazione oggi a Hollywood.
Sorprendente Eva Mendes, finalmente in un ruolo serio e azzeccatissimo il cameo di Ray Liotta, nei panni del poliziotto corrotto e senza remore, uno dei ruoli che gli riesce meglio.
Una pellicola promossa a pieni voti, destinata a diventare epica, con un cast strepitoso e una regia notevole.

giovedì 31 luglio 2014

Cineforum estivo: "Blue Valentine" con Ryan Gosling e Michelle Williams



Tanto tempo fa, Dean e Cindy si amavano alla follia.
Tra loro bastò un istante, un solo unico sguardo per far scoccare la scintilla.
L’amore esplose violento, una notte, tra le vie della città, tra un tip tap improvvisato e una canzone strimpellata con l’ukulele.
Blue Valentine racconta senza mezzi termini l’apice e il declino di una comune storia d’amore, nel grigiore della routine quotidiana, capace molte volte di indurire e rovinare qualsiasi rapporto umano.
È un film brutale, che non lascia spazio al lieto fine, tanto meno a situazioni melense o stucchevoli.
È un film che racconta in maniera essenziale e incredibilmente realistica, come nasce e muore un amore, senza soffermarsi sul “durante”, dando per scontato che spesso, seppur senza una ragione valida, una causa scatenante o un motivo preciso, ci pensa la vita stessa a rovinare tutto e a distruggere ciò che è stato costruito con impegno e fatica fino all’attimo prima.   
Blue Valentine è un incubo malinconico e realista, crudo laddove necessario, appassionato e a tratti disperato.
È una storia comune, forse una delle più classiche, raccontata sul grande schermo con un’intensità tale da trasformarla in un film unico nel suo genere, caratterizzato da momenti estremamente vivi e veri, ad altri magnetici, dove la disperazione è talmente toccante da generare un dolore condivisibile e incessante.
L’arma vincente risiede senza dubbio nel montaggio, elementare ma sottilmente sopraffino, che si sviluppa su due binari temporali differenti: il passato e il presente di Dean e Cindy, due facce della stessa medaglia che hanno il compito di mettere in luce non solo pregi e difetti dei protagonisti, ma anche e soprattutto le fragilità e le crepe nel loro rapporto, covate nel corso di sei anni difficili ed estenuanti.
La dolcezza e la sensibilità del passato sono intense e disarmanti tanto quanto la rabbia e la disperazione che popolano il presente, due mondi totalmente agli antipodi insomma, che disegnano il corso della parabola d’amore tra Dean e Cindy.
A separare in maniera netta e precisa (seppur fluida nell’ingranaggio generale della narrazione) la linea tra ieri e oggi, la tecnica registica, a ulteriore riprova del talento da documentarista del regista, Derek Cianfrance, che sceglie il digitale con la Red One per il presente, e il Super 16mm per il passato.
Valore aggiunto della pellicola, l’angelica Michelle Williams accanto a un Ryan Gosling più rude che mai, i due attori scelti per interpretare Dean e Cindy: coppia vincente, coinvolgente, credibile e collaudata sotto tutti i punti di vista.
La Williams, candidata al premio Oscar per questo ruolo (nel 2010, la pellicola è arrivata infatti in Italia solo quest’anno) veste perfettamente i panni di Cindy, giovane donna stanca di lottare contro la vita, rassegnata, affranta, demotivata e senza più la voglia e il coraggio di fare il benché minimo sforzo per far sì che i suoi sogni e le sue aspettative si realizzino. La disperazione radicata nel suo cuore viene fuori lentamente, con fatica, a tratti sembra addirittura sopita nel profondo. Cindy si lascia trascinare dagli eventi, finchéil campanello d’allarme non scatta nella sua testa, spingendola a reagire in qualche modo, dando libero sfogo alla sua rabbia, scagliandosi senza freni contro un marito fallito e alcolizzato. Ma Dean è molto più di questo, Dean, nonostante tutto, è un uomo che ha accettato di buon grado ciò che gli ostacoli della vita gli hanno scagliato contro, senza arrendersi in un certo senso. Nonostante un lavoro poco gratificante, nonostante le birre alle otto di mattina, nonostante un matrimonio e un figlio forse neanche mai voluti o desiderati, Dean è l’unico che alla fine dei conti, cerchi in qualche modo di lottare per salvare il salvabile, anche dove non c’è davvero più nulla da salvare.
Nonostante lui sappia perfettamente che “You always hurt the one you love. The one you shouldn't hurt at all , come cantava a Cindy sei anni prima, nonostante si renda conto di ciò che avevano, di ciò che hanno distrutto, e di ciò che hanno lasciato che la vita trascinasse via con sé.
Ryan Gosling e Michelle Williams si dimostrano ancora una volta due attori incredibili, capaci di esternare con un’intensa emotività e una gestualità innata, uno stato d’animo difficile da raccontare dietro una cinepresa, una sofferenza psicologica a fisica radicata e capace di venire fuori grazie soprattutto al loro spiccato talento recitativo.
Blue Valentine è un film lancinante e crudo, è struggente proprio perché reale, capace di alternare momenti innocenti e ingenui legati a un passato a cui fa da sfondo un arcobaleno in lontananza, ad altri radicati nel presente, privi di lucentezza, nonostante i buoni propositi, nonostante l’ottimismo, nonostante i fuochi d’artificio che esplodono nel cielo grigio nella sequenza finale del film.