There's no point to any of this. It's all just a... a random lottery of meaningless tragedy and a series of near escapes. So I take pleasure in the details. You know... a Quarter-Pounder with cheese, those are good, the sky about ten minutes before it starts to rain, the moment where your laughter become a cackle... and I, I sit back and I smoke my Camel Straights and I ride my own melt.
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giovedì 6 settembre 2012

The New Normal: da vicino nessuno è normale!

 
A Ryan Murphy piace distinguersi: lui ama il chiasso, le chiacchiere, i rumors, i pettegolezzi.
Gli piace che in giro si parli di lui, nel bene o nel male.
Lo ha dimostrato, seppur velatamente, anni fa con Popular, ne ha dato ulteriore riprova con Glee per poi sottolinearlo definitivamente con American Horror Story.
Ed eccolo qui anche quest’anno, con The New Normal, a turbare la “quiete altrui”, i benpensanti, i bacchettoni, i qualunquisti, gli stessi che a tempo debito non si risparmiarono dall’additare Modern Family e Fisica e Chimica quali serie “politicamente scorrette”.
E in un attimo il suo The New Normal è stato censurato nello Utah, dall'emittente KSL-TV, ha asuscitato lo scontento e l'indignazione delle One Million Mom, ha fatto insomma esplodere un polverone e ancora prima che andasse in onda, ha fatto sì che si parlasse di Murphy e del suo voler sempre render solito l'insolito.
Partiamo dall’inizio: la nuova comedy del creatore di Glee, in onda dall’11 settembre sulla NBC, racconta le bizzarre vicissitudini di una coppia gay decisa a tutti i costi ad adottare un bebè e ad affittare così una madre surrogato.
Dopo un’accurata analisi, la scelta dei due ricade su una giovane disoccupata incasinata e alquanto bislacca già madre di una bambina,  la fotocopia della piccola (e indimenticabile) protagonista di Little Miss Sunshine.
A completare il surreale quadretto familiare, la nonna delle due, la classica donna poco propensa a invecchiare, coi i capelli ossigenati, le perle al collo e l’ironia di un serpente a sonagli.
Nel ruolo di David e Bryan, i futuri papà, rispettivamente Justin Bartha di Hangover e Andrew Rannells; in quello della madre surrogato Georgia King, mentre la sua tenera canaglia Shania, è interpretata dall’irresistibile Bebe Wood, e dulcis in fundo, nei panni della terribile granma, nientemeno che Ellen Barkin signori miei.
Il plot non è per nulla originale, il tema della coppia gay, dell’adozione con tutti gli annessi e connessi, lo avevamo senza dubbio già visto in Modern Family, e anche la comicità effettivamente non è certo quella che lascia il segno, eppure il pilot non è completamente da buttar via.
Il tono è fresco, leggero e godibile, i personaggi  adorabili, nonostante il cliché quasi d’obbligo del gay più effeminato e di quello più macho, e la storyline va giù liscia che è un piacere.
Certo è, che iniziata la guerra delle comedy il martedì sera, la lotta per la sopravvivenza sarà piuttosto faticosa per lo show del caro Ryan.