There's no point to any of this. It's all just a... a random lottery of meaningless tragedy and a series of near escapes. So I take pleasure in the details. You know... a Quarter-Pounder with cheese, those are good, the sky about ten minutes before it starts to rain, the moment where your laughter become a cackle... and I, I sit back and I smoke my Camel Straights and I ride my own melt.
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venerdì 1 agosto 2014

Cineforum estivo: Ruby Sparks, un amore tra sogno e realtà



Ruby è “un rubino rosso che brilla” di luce propria.
È triste, allegra, pensierosa, arrabbiata.
È sensibile e delicata, e quasi non riesce a essere realmente aggressiva neanche quando servirebbe.

Ognuno di voi, in un mondo o nell’altro, avrà incontrato la sua Ruby, questo è certo.

E ognuna di noi, in qualche modo, si è sentita Ruby almeno una volta nella vita.

In alcuni momenti Ruby è perfetta ed eterea, in altri è un completo disastro.
Ma chi l’ha incontrata, non potrà mai dimenticarla.

- Were you disappointed when you got to know me?
- How can you ask that?
- I'm such a mess.
- I love your mess.


Per certi versi, Ruby è Clementine (Eternal Sunshine of a Spotless Mind), per altri è Sole (500 Days of Summer): difficile da decifrare, semplice da amare. 
È deliziosamente incasinata, ingenua quanto basta per far sì che il mondo la ferisca in un attimo, altrettanto ingenua da riuscire a sorridere per le piccole cose.

Calvin si innamora di Ruby ancor prima di conoscerla.

Senza perdere tempo, brucia tutte le tappe, le apre il suo cuore senza sapere molto di lei.

Perché Ruby, non possiamo imparare a conoscerla neanche in una vita intera.
Forse solo incontrandola nella vita precedente o in quella successiva, ne saremmo capaci e potremmo amarla in tutta la sua completezza.

Calvin prova a cambiare Ruby per plasmarla a sua immagine e somiglianza senza prima provare lui stesso a cambiare ciò che lo rende “sbagliato” per questo mondo.

Le chiede di amarlo per sempre.
I love you. I'll never leave you.
La implora di non lasciarlo mai, ma Ruby se ne è già andata.
Calvin ha perso Ruby nel momento stesso in cui ha iniziato a mentirle, nell’attimo in cui ha smesso di brillare davanti ai suoi occhi.
She’s out of his mind.
Ma se ne è reso conto troppo tardi, pur avendolo capito subito.
Ruby Sparks va dritto al cuore, e dopo 10 minuti appena, è facile capire che si è di fronte a un film che lascerà il segno.
Come spesso accade, tra un presunto capolavoro e l’altro, “IL” film, arriva a te per caso, in maniera inattesa e inaspettata. 
Un po’ come l’anima gemella.
Un po’ come quella persona così speciale della quale proprio non riesci a fare a meno.
Ruby Sparks è un film apparentemente poco pretenzioso, che racconta l’amore provando a reinventare la romantic comedy americana, e lo fa con una delicatezza tale, da risultare incredibilmente vero e sincero, proprio come Moonrise Kingdom, ma con una maturità che ricorda inevitabilmente pellicole intense come Garden State e 500 Days of Summer.
Musicisti, scrittori, pittori: tutti in un modo o nell’altro, hanno provato nei secoli a raccontare l’amore, ma pochi ci sono davvero riusciti.
L’amore, in qualsiasi forma esso sia, è un gran casino, cari miei. Non è facile né da raccontare, né da decifrare.
Ancor meno da dimenticare, ma questa è un’altra storia.
A volte, forse bisogna solo lasciarsi andare, anche se non è facile.
E anche se la vita ci ha indurito e ispessito, forse ne vale sempre la pena tutto sommato, anche solo per incrociare sul cammino una persona come Ruby.
A chi l’avesse già persa invece, non resta che sperare in un nuovo inizio.
Forse, per tutti noi, prima o poi, ce ne sarà uno.

Could we start again?

giovedì 22 settembre 2011

There's a New Girl in town!

Affezionarsi a un personaggio femminile solare e divertente è sempre molto facile, soprattutto nel mio caso, anche se ho il pallino e la predilezione per le girls interrupted, dall’animo dark e dal carattere complicato. Nonostante ciò, personalità ironiche e controverse, a volte anche un po’ sfigate, come Bridget Jones, Ugly Betty (lo so, il paragone è azzardato ma concedetemelo ugualmente) e compagnia bella, mi hanno sempre divertito e fatto sorridere, incappando spesso nel rischio di affezionarmi a loro.
Diventare empatiche con loro, in certi casi, risulta inevitabile, spontaneo e quasi naturale, specie se in ballo c’è l’ansia frivola per qualche chiletto in più, per quella telefonata che non arriva mai, per le difficoltà con il capo al lavoro.
Sentirsi vicine a personaggi così, ci risolleva l’umore, ci toglie l’amaro in bocca per la durata di un film o di un episodio, ci regala un sorriso velato riportandoci magari con la mente a ricordi ed emozioni che pensavamo di aver dimenticato, con una canzone, una frase, o solo un piccolo dettaglio.
È stato quindi automatico per me, guardando il
preair della single-camera comedy New Girl, nuova serie della Fox ideata da Liz Meriwether (Amici, Amanti
E…), lasciarmi travolgere immediatamente dalla protagonista Jess Day, la favolosa Zooey Deschanel, già interprete di uno dei miei film preferiti degli ultimi anni, (500) Days of Summer.
Qui Zooey, occhi da cerbiatto e sorriso caloroso, recita nel ruolo di una ragazza romantica, ingenua e sognatrice, che in seguito alla brusca rottura con il fidanzato, decide di trasferirsi e cambiare abitudini di vita, per ripartire da zero e ricominciare. Jess adora
Dirty Dancing e i film d’amore a lieto fine, è stravagante e un pizzico petulante, e come Amélie Poulain,è una ragazza diversa dalle altre, con un senso dell’umorismo tutto suo e un modo di fare bizzarro.
Solare, credulona e fin troppo onesta e sincera, si ritrova all’improvviso, e per la prima nella sua vita, a dividere l’appartamento con tre ragazzi scapestrati e disordinati, diversissimi tra loro: Coach (
Damon Wayans Jr.), personal trainer introverso e dal cuore d’oro, Schmidt (Max Greenfield), sbruffone e muscoloso, convinto di poter conquistare qualsiasi donna, e Nick (Jake M. Johnson), barman insolitamente timido e caparbio, con un sogno nel cassetto difficile da realizzare. Ultimo membro di questo variegato gruppetto, la migliore amica di Jess, Cece (Hannah Simone), modella bellissima e con la testa sulle spalle, dal carattere deciso e per nulla incline alle frivolezze.
Nonostante all’apparenza sembri la classica sitcom che ruota intorno a un gruppo di amici, tra gag divertenti e buoni sentimenti ma poco da raccontare,
New Girl si appoggia sul sex appeal e sull’ironia della Deschanel per dar vita a una serie irresistibilmente coinvolgente, vagamente cinica e indubbiamente ben scritta. Battute taglienti, flashback narrativi ricorrenti e un cast frizzante, hanno regalato all’episodio pilota un seguito di oltre dieci milioni di spettatori, con un rating di ben 4.7
nella fascia 18-49 che farebbe gola a qualsiasi network.