There's no point to any of this. It's all just a... a random lottery of meaningless tragedy and a series of near escapes. So I take pleasure in the details. You know... a Quarter-Pounder with cheese, those are good, the sky about ten minutes before it starts to rain, the moment where your laughter become a cackle... and I, I sit back and I smoke my Camel Straights and I ride my own melt.
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sabato 17 marzo 2012

Focus su GCB - Good Christian Belles: la ABC si trasferisce in Texas



Sono bionde, siliconate e kitsch: vanno in Chiesa ogni domenica, e in settimana, tentano di sedurre il marito delle vicine di casa. Sono le irresistibili e irriverenti protagoniste di GCB, la nuova serie che ha debuttato sul network di Desperate Housewives

L’ottava stagione di Desperate Housewives è ormai agli sgoccioli, e alla Abc non resta che correre ai ripari, orfana di una serie che per anni ha garantito ottimi ascolti ogni settimana e un folto seguito di pubblico che è rimasto fedele nonostante gli alti e bassi nella trama. A breve dovremmo quindi dire addio agli irresistibili misteri di Wisteria Lane, a personaggi indimenticabili che porteremo sempre nel nostro cuore, alla forte e intensa componente narrativa che per anni ha caratterizzato lo show ideato da Marc Cherry. Vi sentite pronti? Forse no, e forse, come è accaduto con Lost, non accadrà mai, ma cercare altrove telefilm che possano in qualche modo tentare di riempire “quel vuoto” lasciato dalla chiusura della nostra serie preferita è la soluzione più appropriata. È proprio il network in questa circostanza, a venirci incontro tra l’altro:
sulla scia del discreto successo ottenuto dalla comedy Suburgatory, una delle principali (e più fortunate) novità di quest’anno, la Abc ha deciso di tenersi stretta l’atmosfera patinata e kitsch di questa sitcom, per trasferirla però in un’assolata cittadina del sud del Texas, dove a fare da sfondo a un gruppo di bionde quarantenni, siliconate nei punti giusti e strette in abiti succinti, troviamo rodei e anelli di cipolla fritti, musica country e cappelli da cowboy.
GCB
- Good Christian Bitches, questo il titolo originario della new entry partita in midseason lo scorso 4 marzo, trasformato subito dopo le prime polemiche in Good Christian Belles, per evitare aspre e sterili proteste da parte di conservatori e cristiani.
Creata da Robert Harling (Fiori d’Acciaio, Sister Act, Il Club delle Prime Mogli) e prodotta da Darren Star, un nome, una garanzia, GBC punta su una fotografia nitida, brillante e dagli accesi colori pastello, una sceneggiatura caratterizzata su dialoghi ironici e rapidi e una regia fresca e frizzante. Lo humour portato in scena è cinico e aspro, divertente seppur a volte prevedibile, punta i riflettori sull’ipocrisia delle apparenze, i frivoli rapporti di vicinato e i colpi bassi tra amiche, qui edulcorati ad hoc. A completare il quadretto già di per sé parecchio appetitoso, un cast di tutto rispetto [...]

Continuate a leggere su Movieplayer.it per info sul cast, sul plot e per la photogallery dei protagonisti!   


E GCB è anche lo Stracult della settimana! 
Correte su TelefilmCult scoprite quale serie è invece finita tra gli Stracotti stavolta!

lunedì 12 marzo 2012

GCB - Good Christian Bitches: casalinghe meno disperate


Proviamo per un attimo a immaginare un mondo senza le casalinghe disperate.
Tentiamo, non di dimenticarle, Dio me ne scampi, ma di immaginare già il futuro (ormai prossimo) senza l’appuntamento fisso con le protagoniste di Wisteria Lane. Sorvoliamo per un attimo sulle irresistibili storyline orizzontali che da anni ci accompagnano, sull’intensa caratterizzazione dei personaggi e sull’ineguagliabile componente narrativa e focalizziamo la nostra attenzione altrove.
Sulla scia del discreto successo ottenuto da
Suburgatory, la Abc si tiene stretta l’atmosfera patinata e kitsch della comedy e la trasferisce in un’assolata cittadina del sud del Texas, dove a farla da padrona troviamo musica country, quarantenni siliconate nei punti giusti e strette in abiti succinti, una brillante fotografia dagli accesi colori pastello e una sceneggiatura che punta tutto su dialoghi ironici e rapidi.
La nuova serie in questione,
GCB - Good Christian Bitches (modificato in seguito ad alcune aspre proteste in Good Christian Belles), creata da Robert Harling e prodotta da Darren Star (un nome, una garanzia), è partita in midseason lo scorso 4 marzo e dopo due episodi appena, si è già fatta carico di un’eredità pesante come quella delle Desperate Housewives, pur discostandosi notevolmente dal drama sia dal punto di visto del plot che da quello dei personaggi.
Amanda (la deliziosa
Leslie Bibb, Popular), ex mean girl al liceo e oggi madre di due teenager e vedova di un truffatore, ritorna nella città d’origine, in quell’angolo di Texas, per ripartire da zero e ricominciare una nuova vita, e contare sull’aiuto di una madre invadente e prepotente (interpretata da una strepitosa Annie Potts).
Per Amanda però, la strada è tutt’altro che in discesa: ad accoglierla infatti, le ormai attempate ex compagne del liceo, arricchite e affermate “cougar” ora, affamate di una famelica vendetta nei suoi riguardi.
A capeggiarle, un’irresistibile
Kristen Chenoweth (Pushing Daisies, Glee) la classica “bitch” dalla lingua tagliente, pronta a nascondersi dietro la religione per tirare le sue frecce avvelenate e colpire gli avversari. Tratto da un irriverente romanzo della scrittrice Kim Gatlin, GCB punta i riflettori sull’ipocrisia delle apparenze, i superficiali rapporti di vicinato e i colpi bassi tra amiche, qui edulcorati ad hoc.
Lo humour portato in scena è cinico e aspro, divertente seppur a volte prevedibile, la regia fresca e frizzante e il cast decisamente appetitoso.
Il mio suggerimento più spassionato è di partire col piede giusto quando vi troverete faccia a faccia col
pilot: preparatevi a vedere la puntata di una nuova dramedy ben scritta e ben diretta e con un ottimo potenziale, senza darle subito l’appellativo di “erede” di Desperate: evitate di cadere nello stesso errore che molti di noi hanno fatto con Lost, solo così non resterete delusi.
GCB va visto con la giuste dose di leggerezza, senza eccessive aspettative, con la speranza che andando avanti non deluda ed evitando di paragoni inopportuni con Bree, Susan & Co.
Perché se è vero che nella vita le certezze non sono poi molte, di una cosa possiamo però esser sicuri:
Desperate Housewives è una serie che non dimenticheremo mai, che resterà per sempre nel nostro cuore e nessun altro telefilm potrà mai eguagliarla.