There's no point to any of this. It's all just a... a random lottery of meaningless tragedy and a series of near escapes. So I take pleasure in the details. You know... a Quarter-Pounder with cheese, those are good, the sky about ten minutes before it starts to rain, the moment where your laughter become a cackle... and I, I sit back and I smoke my Camel Straights and I ride my own melt.

sabato 12 febbraio 2011

Grey’s Anatomy: nuovi amori e piccoli tradimenti nella stagione 7


Superare un trauma non è mai facile, e al Seattle Grace, medici e specializzandi, lo hanno sperimentato sulla propria pelle.
Come rialzarsi dopo una caduta? Dove cercare quel coraggio che è venuto meno? La settima stagione di Grey’s Anatomy prova a dare una risposta a tutti questi interrogativi.

Alcuni telefilm ci fanno sorridere, altri sbellicare dalle risate, altri ancora ci tengono col fiato sospeso, ma solo pochi riescono a emozionarci davvero. Grey’s Anatomy è uno di questi. Dopo quasi sette anni, la serie di Shonda Rhimes, riesce ancora a toccare le corde del cuore, travolgendo gli oltre 12 milioni di spettatori che vanta per ogni puntata, in un turbinio di emozioni irrefrenabili.
La stagione in corso, iniziata sui cocci della sparatoria avvenuta al Seattle Grace al termine della sesta, prosegue all’insegna della rinascita e del cambiamento, puntando i riflettori sulla crescita personale di ognuno.
Ancora scossi dall’accaduto e turbati dalle numerose perdite, il gruppo di medici e specializzandi, ognuno a modo proprio, reagisce in maniera differente allo shock, superando chi prima chi dopo, il trauma subito, come emerge chiaramente negli episodi
Can't Fight Biology, Almost Grown, These Arms Of Mine (girato sotto forma di documentario) e That’s Me Trying, fondamentali per approfondire la condizione psicologica ed emotiva di ogni singolo personaggio.
Cristina Yang (Sandra Oh), si rivela gradualmente come uno dei medici più sconvolti dalla sparatoria, e ancora sconcertata e impaurita, a inizio stagione decide di abbandonare il programma da specializzanda per concentrarsi su se stessa e provare a scacciare gli incubi che da mesi la perseguitano.
Questo avvenimento, punto cardine nella prima metà della stagione, non lascia ovviamente indifferente Meredith (Ellen Pompeo), che si ritrova a dover fare i conti con l’ostilità e il rancore della sua migliore amica di sempre, restia anche nei confronti del neo-marito Owen (Kevin McKidd) e di tutti gli altri colleghi dell’ospedale. Il distacco forzato della Yang, getta tutti nello scompiglio, e ad aggravare il rapporto con Mer, già di per sé molto teso, la notizia di una ostilità uterina che potrebbe causare un aborto nel caso (remoto) di gravidanza.
A stupire enormemente è la fermezza di carattere della Grey che, forte degli errori commessi più volte in passato, stavolta non getta la spugna e raccolte tutte le forze, continua a testa alta il suo cammino, dimostrandosi sempre più motivata e audace al lavoro, matura con il marito, e paziente con l’amica in crisi. Un personaggio in continua evoluzione il suo, capace ormai di affrontare qualsiasi avversità, grazie alle esperienze maturate in passato, alla sua tenacia, e forte del costante supporto di Derek, soprattutto in un momento delicato come quello che insieme stanno attraversando.
A preoccupare il buon dottor Derek Shepherd (Patrick Dempsey) non è solo il desiderio di una gravidanza apparentemente impossibile, ma anche l’inizio della sperimentazione sulla cura per l’Alzheimer, che rischia di minare il rapporto con la giovane moglie; ciò non gli impedisce però di prendersi a cuore anche la crisi esistenziale di Cristina, responsabile di avergli salvato la vita pochi mesi prima. Tra i due si instaura così un rapporto di fiducia e rispetto reciproco, un’amicizia decisamente inaspettata, che porterà a ottimi risultati, seppur molto lentamente, spingendo Cristina, nell’undicesimo episodio,
Disarm, a tornare finalmente al Seattle Grace e riprendere in mano i ferri del mestiere.
A emergere notevolmente a livello professionale è Alex Karev (Justin Chambers) che in
Something’s Gotta Give, con l’arrivo di un nuovo dispotico pediatra, il dottor Stark (Peter MacNicol, il celebre avvocato “biscottino” in Ally McBeal) e i suoi modi poco efficienti di operare, riesce a farsi spazio tra gli specializzandi, dando riprova in più di un’occasione, dei miglioramenti raggiunti in sala operatoria e della sua ottima attitudine a relazionarsi con i pazienti.
L’esordio di Stark arriva in concomitanza all’abbandono di Arizona (Jessica Capshaw) partita per l’Africa e rea di aver lasciato su due piedi Callie (Sara Ramirez) in aeroporto, con il cuore in mille pezzi. Scoraggiata e sconfitta dall’ennesima delusione amorosa, la sensuale dottoressa Torres cerca conforto tra le braccia dell’amico Mark Sloan (Eric Dane), che di fronte alla possibilità una notte di sesso bollente, non si tira certo indietro.
In
Slow Night, So Long, così, la bizzarra coppia si ricongiunge, nonostante il fantasma di Arizona continui a farsi sentire senza lasciare sola Callie neanche un minuto, e nonostante Mark non smetta di pensare e desiderare la dolce Lexie (Chyler Leigh), quest’ultima sul punto di cedere alle sue avances e concedergli quella seconda possibilità tanto attesa e sofferta.
In
Adrift and at Peace, Lexie abbandona ogni difesa e si getta tra le braccia di Mark: con il ritorno inaspettato di Arizona (disposta ad abbandonare il suo progetto di lavoro in Africa per coronare il suo sogno d’amore con Callie, che però sulle prime la respinge aspramente) il triangolo in un attimo si trasforma in un quartetto, e la situazione non tarda a complicarsi quando un colpo di scena al termine del dodicesimo episodio, Start Me Up, ci informa che la Torres aspetta un figlio da Mark.
Questa puntata verte però principalmente su tutt’altra storia, e focalizza l’attenzione sull’incerto legame instauratosi tra la dottoressa Altman (Kim Raver), e il paziente Henry Burton (Scott Foley), diventati marito e moglie in seguito a un’azzardata decisione di Teddy: privo di assicurazione sanitari e quasi in fin di vita, Henry ha accettato di buon grado la decisione della Altman di sposarsi, al fine di assicurarsi quelle cure mediche indispensabili per continuare a vivere. In questo episodio, durante un’operazione particolarmente complicata, Teddy è costretta a decidere del futuro di Henry, sotto anestesia, senza poter interpellare lui o qualche suo familiare. Uscito dalla sala operatoria in condizioni davvero delicate, il paziente racconta a Teddy la vita difficile degli ultimi anni, sballottato dentro e fuori dagli ospedali, abbandonato da fidanzata, amici e parenti. Tra i due si instaura un legame profondo, che ricorda inevitabilmente quello tra Izzie (Katherine Heigl) e Denny Duquette (Jeffrey Dean Morgan), protagonisti indiscussi della seconda tragica stagione della serie.
Teddy colpisce per la sua sensibilità e la sua dolcezza, il senso dell’umorismo e la spiccata razionalità e una storia d’amore tra i due, seppur forse un po’ scontata, potrebbe donare alla serie quell’intensità che tra alcuni personaggi, ultimamente è venuta meno. Ancora un po’ in ombra rispetto agli altri chirurghi, la Altman meriterebbe più spazio, visto il grande potenziale del suo personaggio: bella, divertente e intelligente, la dottoressa potrebbe rubare facilmente la scena a tutte le altre sue colleghe.
Don't Deceive Me (Please Don't Go), il tredicesimo episodio, apre le porte a un futuro crossover con Private Practice: la gravidanza di Callie infatti è a rischio, e presto avrà bisogno dell’aiuto della dottoressa Addison. New entry di questa puntata, la ginecologa Lucy Fields (Rachel Taylor), alle prese con lo strampalato triangolo composto dalla futura mamma e dai due “papà”, Mark e da Arizona, a confrontarsi con pregi e difetti del mettere al mondo un bambino. E se dal canto suo la compagna di Callie accetta di buon grado la situazione, Lexie non ci pensa due volte a mandare al diavolo Mark, e a negargli una seconda possibilità, e ancora una volta vediamo sfumare la tanto attesa riappacificazione tra i due.
Un’amicizia inaspettata, un nuovo amore, l’arrivo di un bambino, scelte di vita destinate a cambiare il nostro futuro, a riempire il nostro presente per aiutarci a superare il passato: così si affronta un trauma, così si supera uno shock, con il cuore e la mente pieni di speranze, con forza e tenacia, fermezza e volontà d’animo, con la consapevolezza di poter contare sugli amici, senza mai dimenticare chi ci ha accompagnato durante tutto il nostro cammino.
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venerdì 4 febbraio 2011

(500) Days of Summer: quante anime gemelle esistono per ognuno di noi?

Per arrivare dritti al cuore del grande pubblico, a volte non occorre una pellicola d’autore o il capolavoro di un regista rinomato: spesso, film a basso budget, indipendenti e poco pretenziosi, riescono a centrare pienamente l’obiettivo, laddove un maestro del cinema invece fallirebbe.
È questo il caso di (500) Days of Summer (500 giorni insieme), romantic comedy del 2009, opera dell’esordienteMarc Webb, dietro la macchina da presa in passato per numerosi videoclip musicali di artisti del calibro di LennyKravitz, Anastacia, Counting Crows e Greenday, solo per citarne alcuni.
Il film, che non colpisce per la trama (la storia risulta indubbiamente già vista molte altre volte sul grande schermo), spicca invece per altre qualità, su tutte per quel velo di cinismo, ironia e sacrosanta verità, con cui una moderna favola d’amore viene raccontata al pubblico in sala.
(500) Days of Summer è la storia, breve ma intensa, di due persone comuni, in una grande e dispersiva città, cornice del loro casuale ma decisivo incontro. Due anime molto simili, eppure altrettanto diverse, che un giorno per caso, s’imbattono l’una nell’altra, senza capire che un semplice “ciao”, di lì in avanti, cambierà inevitabilmente il loro destino.
La loro è una storia come tante, una storia d’amore simile a molte altre forse, o forse no. Uno di quegli amori disperati e impossibili, destinati a lasciare per sempre una grossa cicatrice in fondo al cuore. Un sentimento esploso inaspettatamente, un giorno all’improvviso.
Uno di quegli amori capaci di togliere il fiato, di far toccare il cielo con un dito e di spezzare il cuore in mille piccolissimi pezzi impossibili da ricongiungere, di regalare emozioni uniche e irripetibili, di far soffrire come non mai.
Protagonisti Tom (Joseph Gordon-Levitt) e Summer (Zooey Deschanel), giocherellone e in cerca del vero amore lui, schiva, controversa e con la testa altrove lei.
Inciampati l’uno nell’altra durante un party aziendale, tra i due sono subito scintille, nonostante le mille remore di lei, terrorizzata all’idea di impegnarsi, e la spiccata insicurezza di lui, fin troppo affascinato dalla bellezza e dalla spigliatezza della collega. In un attimo, sono farfalle nello stomaco.
Webb sceglie di non barricarsi dietro una pellicola convenzionale, e punta più in alto, adottando scelte narrative e registiche originali e dinamiche: la storia va a ritroso, tra flashback e ricordi, per ricostruire il percorso sentimentale di Tom e Summer, dal primo incontro fino ai titoli di coda.
Attraverso sequenze spezzate ma costantemente ritmiche, il regista racconta la relazione tra i due, introducendo ogni scena clou, ogni momento cruciale, con un riferimento temporale (il numero dei giorni trascorsi), che spesso va a ritroso nel tempo, per colmare lacune nella storia e descrivere ad arte il progredire dei sentimenti di ciascun personaggio.
Sulle note di splendidi brani degli Smiths, dei Black Lips, dei Temper Trap e di Simon & Garfunkel, Tom e Summer si innamorano inevitabilmente, nonostante i mille paletti costruiti da lei per evitare che ciò accadesse, e le mille paure di lui; entrambi aprono il proprio cuore al vero amore, timidi e complici, in un andirivieni di dubbi, interrogativi e tante promesse non mantenute.
La storia è raccontata dal punto di vista di Tom e si discosta nettamente dai consueti stereotipi sugli uomini, senza scadere minimamente nel maschilismo spicciolo, ma spingendosi invece verso un romanticismo puro e profondo, forse atipico ma sicuramente genuino.
Webb ci stupisce, e andando controcorrente, sceglie di non concludere il film con il classico “e vissero felici e contenti”: Summer spezza il cuore a Tom, sposa un altro uomo, e quando i due si rincontrano dopo qualche mese, lo rincuora però assicurandogli che non lo dimenticherà mai.
Ma il regista, purtroppo, non è coraggioso fino all’ultimo, e al termine della pellicola decide di lasciarci comunque con il sorriso sulle labbra, e anziché salutarci con l’immagine di un Tom triste, affranto e col cuore in mille pezzi (come accadrebbe nella vita di tutti i giorni), gli mostra subito di fronte la prospettiva di un nuovo amore, Luna.
Ed è proprio questa l’unica pecca del film, il coraggio del regista che proprio alla fine viene meno, privandoci di un’amara ciliegina sulla torta, e dipingendo una visione, forse, troppo ottimistica dell’amore.
Perché l’amore vero, quello con la A maiuscola, si incontra una sola volta nella vita, e chi lo ha sperimentato sulla propria pelle, questo lo sa.
A Webb invece sfugge, forse perché non ha ancora incontrato la sua anima gemella.
Forse perché è ancora in cerca della sua metà della mela.

mercoledì 2 febbraio 2011

The Vampire Diaries: Damon alla conquista della seconda stagione


Lo scontro tra vampiri e licantropi, gli intrecci amorosi e i continui misteri da svelare, continuano a riscuotere un ottimo successo, e ancora una volta, The Vampire Diaries si conferma una delle serie più amate e seguite nella stagione tele filmica 2010-2011

Stabile sui 3,5 milioni di spettatori a episodio, la serie di Kevin Williamson e Julie Pec, giunta ormai a metà della seconda stagione, continua a riscuotere numerosi consensi tra pubblico e critica, tenendo i fan incollati allo schermo col il cuore in gola grazie agli inesauribili colpi di scena che caratterizzano ogni singolo episodio.
Il telefilm, che ha per protagonisti i fratelli Salvatore (
Paul Wesley e Ian Somerhalder) e la bella Elena (Nina Dobrev), vanta ormai una schiera di fedeli, grazie soprattutto a una trama coinvolgente e appassionante e all’ottima caratterizzazione dei personaggi, intensi e profondi, ai quali è impossibile non legarsi emotivamente.
Il ritmo incessante e veloce contraddistingue questa seconda stagione ricca di intrighi e misteri da svelare, di complicati intrecci amorosi e di scontri adrenalinici al cardiopalma, con al centro della storia vampiri e licantropi, in una Mystic Falls che ci appare sempre meno sicura e accogliente.
La lotta incessante tra lupi mannari e principi delle tenebre continua a mietere vittime innocenti e portare scompiglio nella vita dei protagonisti, innescando un susseguirsi di sorprendenti e inaspettate alleanze, alcune brevi, altre durature, ma tutte destinate a confluire in una guerra senza precedenti.
Decisa a sacrificarsi per salvare famiglia e amici, nel decimo episodio, dal titolo appunto
The Sacrifice, Elena prova a fuggire dal controllo serrato di Stefan, per consegnarsi a Klaus, l’anziano e potente vampiro che le dà la caccia, e instaurare così una tregua, seppur temporanea, che eviti la morte delle persone più care.
Fermata in tempo da Damon, la ragazza non riesce però a portare a termine la sua folle impresa omicida, e in
By The Light Of The Moon, escogita un nuovo piano in solitaria per mettere al sicuro tutti gli altri: stringere un patto all’insaputa dei fratelli Salvatore con Elijah (Daniel Gillies), il feroce vampiro mandato da Klaus per rapirla.
Se Elena smetterà di provare a fuggire, Elijah in cambio proteggerà lei e la sua famiglia, fino al giorno in cui, proverà a sconfiggere Klaus cogliendolo alla sprovvista e mettendo così fine ai suoi diabolici piani. L’arma segreta che permetterà a Elijah di sconfiggere uno dei più potenti vampiri della storia? Semplice: il sodalizio con streghe e stregoni, gli altri grandi protagonisti della serie, finora rimasti nell’ombra.
Ed è proprio in questo episodio, andato in onda prima del break natalizio, che fa il suo ingresso nella serie un nuovo importantissimo personaggio, Jules (
Michaela McManus, One Tree Hill), amica di Mason Lockwood, giunta a Mystic Falls per vendicare l’amico defunto e per innescare lo scontro definitivo tra vampiri e licantropi.
Da subito ostacolata sul suo cammino da Damon e Alaric (
Matt Davis), in una notte di luna piena (la stessa in cui Tyler si trasforma per la prima volta e ne esce illeso grazie all’aiuto decisivo di Caroline), Jules aggredisce Rose (Lauren Cohan) in casa Salvatore, mordendola fatalmente sulla spalla.
Il primo episodio del 2011,
The Descent, riprende la storia esattamente da dove si era interrotta, e dedica ampio spazio al personaggio di Damon, ancora una volta personaggio cardine della serie. Impotente di fronte all’imminente morte di Rose in seguito al morso di Jules, Damon si ritrova suo malgrado a combattere contro antichi sentimenti umani, sepolti da secoli nel profondo del suo cuore, che ora tentano di tornare a galla prepotentemente per distruggere ogni sua sicurezza.
La decisione di porre brutalmente fine alle sofferenze di Rose, scatena in Damon un aspro dualismo interiore di sentimenti contrastanti difficile da cancellare, una lotta interiore tra la sua natura umana e quella di vampiro, che per l’ennesima volta mette in luce la sua continua evoluzione dall’arrivo a Mystic Falls a oggi.
L’amore smisurato che nutre nei confronti di Elena lo spinge a celare con tutto sé stesso i veri sentimenti che sente nascere dal profondo, per paura di essere respinto ancora una volta, e per il timore di non essere in grado di mettere a tacere la sua sete di vendetta nei confronti di Katherine e del destino, oltre al suo incessante rancore per una condizione che lo tiene incatenato al passato, vittima del presente, incapace di vivere appieno il futuro.
Superata una volta per tutte la guerra con il fratello Stefan, per Damon inizia adesso una nuova battaglia personale, forse la più difficile, tra la sua metà umana e quella vampiresca, che al termine dell’episodio lo spinge a uccidere una vittima innocente, in preda ai fumi dell’alcool, solo per fingere di fronte a sé stesso di non essere cambiato rispetto al passato.
L’ottima e intensa interpretazione di Somerhalder, mette in ombra quella di Wesley, ancora sottotono rispetto alla prima stagione, ma che presto tornerà alla ribalta grazie a un flashback che lo mostrerà sotto una prospettiva completamente agli antipodi rispetto alla solita: in un episodio ambientato nel 1864, infatti, lo vedremo finalmente mostrare il suo lato più oscuro e lussurioso, indubbiamente più accattivante rispetto a quello cui siamo abituati.
Un grande ritorno caratterizza la dodicesima puntata, quello di John Gilbert (
David Anders, Alias), il vero padre di Elena, rintracciato da Stefan e Alaric mentre erano sulle tracce di Isobel, alla disperata ricerca di nuove informazioni per sconfiggere i licantropi.
Il ritorno di John porterà enorme inquietudine nella vita di Elena: turbamento che la spingerà ad allontanarsi inevitabilmente da Stefan, ritenuto responsabile della situazione.
Emotivamente sconvolta, la ragazza si appoggerà, inaspettatamente, proprio ad Elijah, respingendo entrambi i fratelli Salvatore e gli altri componenti della sua famiglia, dando quindi credito a un’alleanza inizialmente poco convincente.
Nei prossimi episodi Stefan e Damon si troveranno impegnati a contrastare l’arrivo di Brady (
Stephen Arnell), grande amico di Mason e Jules, giunto in città per capeggiare l’onda di lupi mannari che, secondo la stessa Jules, presto arriveranno a Mystic Falls per sconfiggere i vampiri.
In questa situazione pronta a esplodere come una bomba a orologeria, Tyler (
Michael Trevino) ricoprirà un ruolo chiave, anche se il suo coinvolgimento nei confronti di Caroline (Candice Accola) e del loro legame appena nato, rischierà di mettere a repentaglio l’alleanza coi suoi simili. A gettare altra carne sul fuoco ci penserà Matt (Zach Roerig), ancora innamorato di Caroline e pronto a indagare sul suo misterioso rapporto con Ty che sin dall’inizio lo aveva convinto poco.
Ma quello tra Caroline, Tyler e Matt, non sarà l’unico triangolo amoroso della stagione, e presto anche Bonnie (
Katerina Graham) dovrà scegliere tra lo stregone Luka (Bryton James) e il buon Jeremy Gilbert (Steven R. McQueen), due pedine fondamentali all’interno della storia.
I prossimi episodi faranno finalmente luce sui numerosi misteri emersi dall’inizio della stagione fino a oggi, e presto ogni intreccio verrà sbrigliato, in un crescendo di incessanti e emozionanti colpi di scena che lascerà gli spettatori letteralmente a bocca aperta.
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domenica 30 gennaio 2011

Gossip Girl: una quarta stagione in caduta libera


La serie di Josh Schwartz riparte dopo il lungo break natalizio, visibilmente sotto tono e apparentemente priva di spunti interessanti che possano risollevarla da qui alla fine dell’anno. I rumors secondo cui proseguirà per altri due anni, contribuiscono ad allertare i fan, sempre meno coinvolti dalla trama e dai personaggi.

La CW sta attraversando senza ombra di dubbio un anno particolare, caratterizzato dall’ottimo successo riscosso dalle due novità principali della stagione 2010-2011, Hellcats e Nikita, dal trionfo di ascolti di The Vampire Diaries e dal cospicuo seguito di pubblico di serie storiche e consolidate come Smallville e Supernatural. Tutto ciò ha contribuito a relegare in un angolo i teendrama che per anni hanno rappresentato il il capo saldo del network, provocando un forte calo di ascolti tra i fan di One Tree Hill, giunto pressoché al capolinea, di 90210 e Gossip Girl, e nel caso di Life Unexpected, addirittura alla cancellazione. E mentre quest’ultimo avrebbe meritato, con il beneficio del dubbio, una terza stagione, la serie che ha per protagoniste Blake Lively e Leighton Meester, avrebbe fatto meglio invece a chiudere le avventure dei ragazzi dell’Upper East Side lo scorso anno, onde evitare di incappare nello scoglio della ripetitività e del nonsense in cui si è andato a scontrare di recente.
Debole negli ascolti (sfiora faticosamente i due milioni e scende spesso sotto l’1,5) e nella trama, la quarta stagione di Gossip Girl, nonostante le buone premesse iniziali svanite a partire dal sesto episodio, ha intrapreso la caduta libera in un vortice di storyline approssimative e superficiali, prive di basi solide su cui appoggiarsi e il più delle volte risolte in maniera sbrigativa e poco convincente.
Dopo un paio di episodi transitori, War at the Roses e Juliet Doesn’t Live Here Anymore, incentrati principalmente su Serena e i suoi capricci sentimentali, e sul continuo tira e molla tra Chuck e Blair, la nona puntata, The Witches of Bushwick, avrebbe potuto segnare un buon giro di boa per la serie, se solo avesse preso una direzione diversa da quella scelta dagli autori.
La tanto attesa riappacificazione tra la coppia formata dalla Meester e Ed Westwick, che i fan sognavano da mesi, si è invece rivelata un effimero fuoco di paglia, e si è estinta nel giro di un paio di inquadrature appena, dopo mesi di sesso bollente e frasi dette a metà, che avevano fatto sperare in una conclusione felice, bruciata invece sul nascere. La storia d’amore su cui tutti puntavano è stata quindi messa da parte velocemente e senza spiegazione alcuna, per lasciare spazio ad altri intrecci e ad altri improbabili colpi di scena.
Neanche il ritorno fulmineo di Taylor Momsen nei panni di little J, è riuscito a ridonare brio alla serie, e il suo inverosimile sodalizio con Juliet Sharp (Katie Cassidy) e Vanessa ai danni di Serena, ha solo contribuito ad aggiungere maggiore confusione a una storyline già di per sé confusa e poco credibile. In Gaslit, infatti, Serena viene spedita in rehab, in seguito a una foto fittizia in cui è ritratta in procinto di assumere sostanze stupefacenti, opera di Juliet, che le fa scatenare contro famiglia e amici, facendo accorrere paparazzi e giornalisti fuori dalla clinica in cui è stata rinchiusa, neanche fosse una celebrità da prima pagina.
L’evolvere sconclusionato e inconsistente degli eventi, getta le basi per l’undicesimo episodio, The Townie, l’ultimo del 2010, quello “risolutivo”, se così può essere definito, in cui finalmente viene fatta luce sul personaggio di Juliet e del fratello Ben (David Call) e sul passato di Serena, ancora una volta tornato prepotentemente a incidere sul suo presente.
Personaggio chiave della puntata, inaspettatamente, Lily Van Der Woodsen, unica responsabile dell’arresto di Ben, accusato di aver approfittato di Serena anni prima, quando era uno dei suoi professori al liceo. La relazione platonica nata tra i due, spinse infatti Lily a falsificare la firma di Serena sulla denuncia ai danni di Ben, per tutelare la figlia, ancora minorenne, e per frenare sul nascere una relazione pericolosa.
Trova quindi finalmente una spiegazione l’estenuante voglia di vendetta di Juliet nei confronti dell’antagonista Serena, completamente all’oscuro di tutto, e ora intenzionata a far scagionare Ben, ingiustamente in carcere da anni e accusato di un crimine mai commesso.
La guerra interna scoppiata in casa Van Der Woodsen, si aggrava ulteriormente quando salta fuori, grazie a Rufus, la decisione di Lily, presa alle spalle di Chuck, di vendere le industrie Bass senza chiedere il suo consenso, scatenando l’ira del ragazzo e un aspro litigio tra tutti i membri della famiglia.
Dopo oltre un mese di stop, la serie è tornata in onda con la seconda metà della stagione, ma l’episodio The Kids Are Not All Right, non lascia presagire nulla di buono: le scelte degli autori continuano a non convincere affatto, e l’introduzione di nuovi personaggi poco convincenti, non aiuta di certo.
L’addio di Juliet e Jenny (che si vocifera potrebbe comunque tornare di tanto in tanto), lascia spazio a due nuovi cattivi, l’imprenditore Russel Thorpe e la figlia Raina (Michael Boatman e Tika Sumpter), intenzionati a mettere le mani sul patrimonio Bass, per distruggere Chuck e l’eredità del suo defunto padre.
Pronto a tornare a New York City anche Billy Baldwin (Parenthood), il padre di Serena, che contribuirà a far risollevare l’umore e l’autostima dell’ex moglie Lily dopo il brutto periodo attraversato di recente. È confermato nel cast David Call nei panni di Ben, uscito finalmente di prigione e in procinto di riconciliarsi con Serena, pronta a dare una seconda chance alla loro storia d’amore, anche se, come la stessa produttrice Stephanie Savage dichiara “…
il più grande ostacolo per una loro possibile frequentazione è quello di superare gli occhi diffidenti della famiglia di Serena”.
Ancora una volta, quindi, la possibilità che Dan e la Van Der Woodsen possano tornare insieme, viene messa da parte, forse definitivamente, anche se con il continuo “ripescaggio” di coppie a cui abbiamo assistito in questi anni, nulla sembra impossibile in Gossip Girl, come dimostra anche l’ultima insensata decisione degli sceneggiatori, quella di far nascere l’amore tra gli unici due personaggi rimasti, Dan e Blair: “
Il loro rapporto con Serena rappresenta tutto ciò che uno odia dell’altro, ci saranno dinamiche davvero cariche” ha assicurato la Savage, “Allo stesso tempo, sono due personaggi che hanno molto in comune,e potrebbero desiderarsi e non più odiarsi. Ci
siamo ispirati molto alle commedie degli anni ‘30 e ‘40, come Scandalo a Philadelphia con Cary Grant, Katherine Hepburn e Jimmy Stewart, dove ci sono due persone che praticamente si odiano, ma sono intelligenti a tal punto da divertirsi per le punzecchiate altrui”. E in merito ai grossi dubbi nutriti in merito a questa nuova improbabile liason, dichiara: “Sarà una storia molto divertente da scrivere. Mi aspetto una grossa partecipazione dei fedelissimi dello show. Gossip Girl ha il pregio di avere un seguito enorme di fan e siamo pronti a correggere il tiro se il loro legame non dovesse piacere al pubblico”.
Tirando le somme, a stagione inoltrata, il tiro andrebbe corretto su più fronti però, anche se forse il tempo a disposizione non è abbastanza: la sensazione è quella che si stia raschiando il fondo del barile per tirare fuori a tutti i costi un colpo di scena che sia in grado di dare una svolta alla serie, che probabilmente sarebbe stato meglio chiudere quando era al top, per evitare di arrivare a questo punto di non ritorno. Photogallery, news e altro ancora su Movieplayer.it!

giovedì 18 novembre 2010

The Vampire Diaries: Katherine domina la seconda stagione


Il piccolo break per The Vampire Diaries, in pausa fino al 2 dicembre, è l'occasione ideale per fare il punto della situazione, dopo i primi nove episodi ricchi di avvenimenti emozionanti e inaspettati, di cui Katherine è la protagonista indiscussa 



Affascinanti, sfuggenti e tenebrosi: lo charme innato dei vampiri, in tv come sul grande schermo, si è ormai ritagliato un'ampia fascia di pubblico, come testimonia l'enorme successo della Twilight Saga prima, e di The Vampire Diaries e True Blood poi.
I fratelli Salvatore e la dolce e indifesa Elena Gilbert tengono alti gli ascolti della CW, e The Vampire Diaries spicca per l'ottimo seguito di spettatori, oltre 3,5 milioni, settimana dopo settimana.
La serie, tratta dai romanzi di Lisa J. Smith, si è conquistata meritatamente il favore di pubblico e critica e continua, a seconda stagione inoltrata, a stupire e sorprendere con numerosi colpi di scena e cliffhanger ad hoc. 
La stagione, partita in sordina e dal ritmo sempre più adrenalinico, è proseguita sbrogliando intrecci aperti lo scorso anno, introducendo nuovi personaggi e approfondendo accuratamente la psicologia di quelli già conosciuti. La sceneggiatura ben curata, la regia scoppiettante e il tono corale ben orchestrato, le conferiscono una posizione privilegiata all'interno del network, che accusa un forte calo di ascolti per show già consolidati, come Gossip Girl e One Tree Hill, solo per citare i casi più eclatanti.


I primi episodi, Brave New World, Bad Moon Rising e Memory Lane incentrati principalmente sul ritorno della perfida Katherine, sulla trasformazione di Caroline e sul radicato dualismo tra vampiri e lupi mannari, sono fondamentali per il dispiegarsi della trama, piuttosto intricata rispetto alla scorsa stagione. 
La maledizione dei Lockwood viene svelata pian piano grazie ai flashback sul passato di Katherine e sui legami con i fondatori della città e la famiglia Salvatore: si scopre quindi che Mason Lockwood, giunto in città alla ricerca della pietra lunare necessaria per rompere l'anatema, è anche lui agli ordini della perfida Katherine.
Lentamente i tasselli cominciano a incastrarsi e la spedizione di Damon, Alaric ed Elena alla Duke University dove dall'incontro decisivo con Vanessa Monroe (Courtney Ford), studentessa di Isobel, si evincono altri dettagli sui fenomeni folkloristici e paranormali avvenuti nel corso dei secoli a Mystic Falls. 
Le ricerche di Isobel contribuiscono a far luce su particolari ancora più inquietanti, rivelando informazioni determinanti sull'antica maledizione del sole e della luna, secondo cui il morso di un licantropo sarebbe fatale per un vampiro; l'ulteriore ritrovamento del libro sulle radici della famiglia Petrova, stabilisce che una delle condizioni per sciogliere l'incantesimo è la morte della doppelganger Elena. 


Il ritmo incalzante e dinamico contraddistingue gli episodi successivi, Kill or Be Killed, Plan Be, Masquerade elettrizzanti e densi di avvenimenti. La storyline principale va a mescolarsi inevitabilmente con altre minori, e tutti i personaggi diventano protagonisti di un infausto destino comune, a cui sembra non esserci un rimedio vero e proprio. 
Damon prende in mano le redini della situazione, e pur non riuscendo a sconfiggere Katherine, riesce a eliminare il suo alleato Mason, in uno scontro piuttosto cruento che termina con la morte del licantropo, a cui il vampiro strappa via il cuore. Parallelamente, Stefan si ritrova impegnato su diversi fronti, forse troppi, al punto di perdere il controllo della situazione: infatti il supporto offerto a Caroline nel difficile momento successivo alla trasformazione, non gli permette di focalizzare l'attenzione su Katherine, sempre più agguerrita e crudele nel voler distruggere la sua relazione con Elena. Nel corso di uno dei tanti flashback risalenti a 150 anni prima, veniamo finalmente a conoscere i veri sentimenti della donna, sinceramente innamorata del maggiore dei fratelli Salvatore, e oggi più che mai decisa a riconquistarlo. 
La storia tra Stefan ed Elena risente fortemente della situazione: per salvaguardare il bene dei suoi cari, costantemente minacciati dalla sua doppleganger, la ragazza decide di dare un taglio al legame con il bel vampiro e mettere da parte i suoi sentimenti una volta per tutte. Damon dal canto suo, non riesce invece ad accantonare ciò che prova per Elena, e non è in grado di seppellire in fondo al cuore emozioni da cui non riesce a sottrarsi. Emozioni che esplodono nell'ottavo episodio Rose, in cui si allea, per la prima volta dopo tanto tempo, con il fratello, per salvare Elena, la donna che entrambi amano.


La puntata introduce nuovi personaggi fondamentali, la Rose (Lauren Cohan) citata nel titolo, e Trevor (Trent Ford), due vampiri che si offrono, tramite il misterioso Elijah (Daniel Gillies), di rapire la doppelganger e consegnarla nelle mani di Klaus, uno dei membri più anziani e temibili delle antiche dinastie per ripagarlo così del debito di cinquecento anni prima. All'epoca furono infatti proprio i due a trasformare Katherine in vampiro.
L'alleanza tra Damon e Stefan si rivela di vitale importanza per portare Elena al sicuro sacrificando però la vita di Trevor e spingendo poi Rose a unirsi al gruppo di Mystic Falls. 
Indispensabile in questa circostanza, l'intervento di Bonnie, che grazie a un incantesimo permette a Stefan di rintracciare e portare in salvo Elena. 
Il legame tra la giovane strega e Jeremy, diventato ormai un'altra pedina fondamentale nel disegno comune che lega i personaggi l'uno all'altra, sigla forse un nuovo amore impossibile che difficilmente potrà avere un lieto fine, al pari di quello tra Damon ed Elena, che trova il suo apice al termine della puntata, quando il ragazzo le confessa per la prima volta i suoi sentimenti, in una scena romantica e indimenticabile, per poi soggiogarla immediatamente e indurla a dimenticare tutto.

È però l'episodio successivo, Katerina, che ci aiuta finalmente a comprendere la vera natura di Katherine, andando a scavare fin nel lontano 1492 in Bulgaria, nella casa della famiglia Petrova (che in seguito verrà cambiato in Pierce, l'attuale cognome di Katherine). La ragazza ci mostra ancora una volta la sua indole vendicativa ed egoista ma allo stesso tempo si rivela emotivamente fragile sotto molti aspetti (su tutti il legame con la madre), frutto di un passato turbolento e difficile.

L'ottima interpretazione della Dobrev, conferisce credibilità e spessore al personaggio di Katherine, più debole dopo essere stata rinchiusa nella cripta da Damon, ma al contempo agguerrita e pronta a dar battaglia a chiunque le ostruisca la strada. Una donna forte e determinata, tragicamente negativa, ma anche affascinante, molto simile a Damon, punto cardine della serie. L'amore-odio che lo lega al fratello, l'attrazione che nutre per Elena, l'arroganza e l'ironia che sprigiona in ogni scena e quel fare da bad guy che tanto piace alle donne, lo rendono senza dubbio il protagonista più significativo di The Vampire Diaries. 
Personaggio in continua evoluzione e dall'atteggiamento mai scontato o banale, Damon riesce a contagiare con la sua forza di carattere anche il fratello Stefan, indebolito e in ombra nel corso della stagione, ma sulla via della redenzione già da qualche episodio, soprattutto da quando, convinto da Damon, ha cominciato a tirare fuori gli artigli per proteggere Elena, scegliendo di nutrirsi di sangue umano per accrescere la sua forza e poter sconfiggere Katherine e Klaus.

Pregio fondamentale della serie, è senza dubbio quello di saper sbrogliare, ogni volta a tempo debito, i legami intricati tra i vari personaggi, mantenendo sempre un tono credibile e coerente con la trama generale, donando spessore alla psicologia di ogni singolo individuo, senza sacrificare nessuno. Gli sceneggiatori e i creatori si adoperano per far sì che la coralità pervada ogni singolo episodio, in un insieme sempre omogeneo e fluido di voci, alternando perfettamente la giusta dose di azione ai momenti più statici e riflessivi, valorizzati da una colonna sonora in linea con l'atmosfera della serie e da dialoghi ben scritti in cui si avvicendano quel pizzico di humour e romanticismo che non guasta mai.
L'ingresso di nuovi personaggi, ultimi in ordine cronologico, Rose ed Elijah, e lo stregone Luka, da subito legato a Bonnie, non intacca minimamente la permanenza di altri seppur minori, come nel caso di Jeremy, Caroline e Tyler, fondamentali, nel disegno generale, ai fini della storia. Ed è così che in un attimo, in The Vampire Diaries, streghe, lupi mannari, teenager comuni e vampiri, diventano protagonisti, di una storia sì ingarbugliata e imprevedibile, ma mai confusa o monotona, anzi estremamente avvincente e convincente.

Nella serie di Kevin Williamson il teendrama si sposa perfettamente con il genere vampiresco, sottolineando, ancora una volta, la commistione di generi tipica dell'era televisiva moderna, conquistando non solo quella fascia di pubblico attratta dai principi delle tenebre, ma anche tutti coloro che sono alla costante ricerca di una serie che sappia tenerli incollati allo schermo dall'inizio alla fine, riservandogli in ogni puntata colpi di scena in grado di lasciarci a bocca aperta.

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giovedì 11 novembre 2010

Maggie


Devi scegliere se salire su quel treno, Maggie, e lo sai anche tu.

Il tempo stringe, il tempo è tiranno, e per te, scorre sempre più veloce.

Fissi il vuoto, immobile, nella stazione gelida e deserta, sotto una pioggia di dubbi e paure, sola, alle prime luci dell’alba.

È ora di andare, Maggie?

O forse vuoi restare?

Tu, sempre in attesa di un riscatto, una rivincita, una nuova possibilità; tu, sola con la tua valigia di sogni.

Ma sognare, a volte, è come aver un difetto, e nonostante tutto, tu, vorresti solo essere perfetta.

Tu che sognavi l’amore, Maggie, in ogni sua forma e dimensione, e che quando finalmente l’hai trovato, non sei riuscita ad afferrarlo.

Aldilà di ogni tua fragilità, ogni tua paura o debolezza, sei inciampata, senza volerlo in un cuore nero e solitario, e senza sapere, l’hai colorato di te.

Ma ora non ti resta che scappare Maggie, e fuggire lontano, chissà dove.

Per dimenticare e sparire, perché l’amore a volte da solo non basta, e questo tu lo sai.

Raccogli le tue cose e corri via, lontano più che puoi.

Ovunque ma non qui, e non voltarti mai indietro.

Il treno è lì che ti aspetta, Maggie, e decidere se prenderlo oppure no, è una scelta tua.

C’han concesso solo una vita, soddisfatti o no, qui non rimborsano mai

Prendere o lasciare.

sabato 6 novembre 2010

Gossip Girl: Chuck e Blair protagonisti indiscussi della quarta stagione

La serie, in evidente ripresa dallo scorso anno, torna a essere frizzante ed entusiasmante, ricca di colpi di scena e nuovi intriganti personaggi. A farla da padrona, ancora una volta, la controversa storia d’amore tra Blair e Chuck.

Gli ascolti di Gossip Girl, in media sui due milioni di spettatori a episodio, non rendono pienamente giustizia alla serie di Josh Schwartz, decisamente in risalita rispetto al momento di crisi vissuto lo scorso anno e, oggi più che mai, divertente e stuzzicante come una volta.
Rispolverate alcune armi vincenti fondamentali (accantonate chissà dove nel corso della terza stagione), su tutte il prepotente e invadente ritorno della blogger Gossip Girl che getta veleni e indiscrezioni sull’Upper East Side, la serie ha recuperato la verve che l’aveva portata al successo nel 2007, riacquistando quel tono scanzonato e irriverente che da sempre la contraddistingue.
Dopo la parentesi parigina di inizio stagione, il secondo episodio, Double Identity, porta in scena da subito l’incontro-scontro tra Chuck e Blair nella capitale francese, ancora amareggiati e feriti per come si era conclusa la loro relazione in seguito “all’uragano Jenny”, e ancora indecisi sul da farsi.
Un’indecisione latente, che ancora oggi, dopo la sesta puntata, continua ad aleggiare nell’aria, a confermare la volontà degli autori di tenere i fan col fiato sospeso fino all’ultimo e non rivelare quale finale il destino riserverà alla coppia.
Un gioco di tradimenti e dispetti anima la loro liason, e neppure la forte presenza di Eva (Clemencé Poésy) nella vita di Chuck, riesce a mettere i bastoni tra le ruote a un’agguerrita Blair, disposta a tutto pur di infliggere al suo ex le peggiori sofferenze. Quest’ultimo, sulla via della redenzione dopo la brutta avventura di Praga e deciso a ricominciare daccapo senza inciampare negli errori già commessi in passato, torna a New York con le migliori intenzioni, nonostante tutti si dimostrino ostili nei suoi confronti.
Ancora una volta, come in passato, l’unica disposta a chiudere un occhio sul comportamento discutibile del ragazzo, è Lily, che anche in quest’occasione gli offre il conforto necessario per superare il difficile rientro in società, alimentato dalla rabbia di Rufus e Eric, ancora sconvolti dall’atteggiamento irresponsabile tenuto da Chuck nei confronti di Jenny. Il legame tra il giovane Bass e la sua ex matrigna, supera anche stavolta ostacoli e pregiudizi e si conferma il miglior salvagente per Chuck, tenuto a galla, altrimenti, solo dall’amore di Eva, ingenua e altruista quanto basta per offrirgli una seconda possibilità.
Capricciosa e volubile come non mai, Blair non accetta però di buon grado la situazione, e confermandosi per l’ennesima volta senza remore o freni quando si tratta di ottenere ciò che desidera, riesce a mettere in cattiva luce la dolce francesina e in Touch of Eva, ne sentenzia la condanna, guidandola verso un inevitabile scontro con Chuck che la porta a lasciare New York con armi e bagagli.
Scoppia così una guerra senza eguali, che convince Chuck a iscriversi alla Columbia, nuovo regno di Blair, per ostacolarla nel suo cammino verso la popolarità, e che sfocia, episodio dopo episodio, in una batti e ribatti di situazioni equivoche e divertenti, che riportano alla memoria le prime due stagioni della serie, quelle che segnarono l’inizio tanto burrascoso quanto affascinante della loro storia d’amore. Una storia d’amore su cui gli autori puntano tutto, e che per ora riesce ancora, nei momenti di tregua e in quel gioco di sguardi che tiene i due protagonisti incollati l’uno all’altra, ad emozionare lo spettatore. Un amore a tratti disperato, a tratti irresistibile: indubbiamente coinvolgente e, fino ad ora, mai noioso.
Agli antipodi, le vicissitudini di Serena, sempre più confusa sul suo destino amoroso: in balia dell’infinito tira e molla con Dan e Nate, la ragazza è rimasta alla fine a bocca asciutta, poiché i due ragazzi hanno preferito focalizzare le loro attenzioni altrove, per sottrarsi alla sua estenuante e incessante indecisione. Sin dai primi giorni alla Columbia, per la bionda protagonista, i problemi non sono tardati ad arrivare, ma neanche incomprensioni e diatribe con insegnanti e preside, sono servite alla giovane Van Der Woodsen per farle mettere la testa a posto.
Il suo nuovo “hobby”, ha il nome di Colin (Sam Paige), giovane scapolo newyorkese che vive nel suo stesso stabile, nonché suo professore all’università. In Goodbye, Columbia, nonostante Lily provi a metterla in guardia, non sente ragioni, e ancora una volta, si getta a capofitto in una storia senza fondamenta e quasi sicuramente senza futuro, come dimostrano gli ultimi minuti dell’episodio, in cui Colin incontra Juliet (Katie Cassidy), nemica dichiarata di Serena in questa stagione, per discutere del piano messo a segno, a quanto pare, per distruggerla una volta per tutte.
Un alone di mistero pervade ancora la vera identità del personaggio interpretato dalla Cassidy, controverso e emblematico quanto basta per aggiungere suspense alla storia. Di lei sappiamo poco, a dispetto delle piccole rivelazioni carpite qua e là già a partire dal secondo episodio, The Undergraduates, in cui il rendez-vous dietro le sbarre con Ben (David Call), lascia intuire che il destino riserverà a Serena delle brutte sorprese. L’ostilità di Juliet nei suoi confronti, serve al personaggio della Lively per rinforzare il rapporto con Blair, ormai stabile e resistente dopo le piccole incomprensioni dello scorso anno, e coronato da una convivenza sotto lo stesso tetto, in compagnia dell’immancabile Dorotah.
E mentre Nate, soggiogato dal fascino e dalla sensualità di Juliet, è oramai cieco di fronte a ogni eclatante azione che riveli la reale identità della sua ragazza, l’amico Dan, si trascina come sempre da una parte all’altra dell’Upper Easy Side, senza prendere posizione o mettere a segno qualche azione degna di nota. Risolta (a nostro avviso troppo frettolosamente) la situazione con Georgina, tornata in Russia da Sergei, il vero padre del piccolo Milo, Dan è incappato nei soliti noiosi e ripetitivi litigi con Vanessa, barcamenandosi tra crisi d’identità e indecisioni, che a questo punto lo renderebbero senza alcun dubbio l’uomo ideale per Serena.
A portare un pizzico, o meglio una vagonata, di sale in più in casa Humphrey, nell’ultimo episodio andato in onda, Easy J, ci pensa little J, di ritorno, anche se solo per qualche ora, a Manhattan dopo il triste addio.
La piccola Jenny ricompare così dopo una “lunga” assenza e riesce subito a imporsi in tutta la sua irriverenza: si sente fin troppo nostalgia del suo personaggio, ribelle e volubile, che ha cavalcato la scena dall’inizio della serie a oggi, con le sue incoerenze e i suoi capricci, i colpi di testa e i comportamenti border line che hanno animato casa Humphrey in tutti questi anni.
Il suo ritorno a New York è sinonimo, ancora una volta, dell’eterna lotta con Blair, una guerra tra api regine iniziata per caso, quasi per gioco se vogliamo, ma sempre viva, e a quanto pare destinata a non terminare così facilmente.
Se Taylor Momsen tornerà o meno in Gossip Girl come personaggio ricorrente o semplice guest star, per ora rimane un mistero, e a noi non resta che tenere le dita incrociate e tifare per lei, e nell’attesa di scoprire qualcosa in più, aspettare i camei della popstar svedese Robyn, della designer Cynthia Rowley e di Joe Zee, direttrice creativa di Elle, scritturate per l’episodio dedicato al ventesimo compleanno di Blair. [anche su movieplayer.it con foto gallery e molto di più!]

mercoledì 3 novembre 2010

Piccoli piaceri quotidiani per affrontare la vita con un sorriso






A Stargirl invece piace....
guardare i vecchi film in bianco e nero e sognare di essere una diva d’altri tempi; sdraiarsi al sole, lasciarsi cullare dal suo calore e risvegliarsi intorpidita; ascoltare il rumore del mare che s’infrange sugli scogli e sognare luoghi lontani; leggere da cima a fondo il testo di una canzone e soffermarsi su ogni frase per far sì che diventi sua; la Tour Eiffel e il Big Ben; il mascarpone cremoso nel tiramisù; lasciarsi incantare da un improvviso e inaspettato arcobaleno e restare a guardarlo finché non fugge via; incrociare lo sguardo pacifico e sornione di un’anziana signora e ritrovarsi istintivamente a sorriderle; un bagno troppo caldo e pieno di schiuma profumata; lasciarsi scaldare il cuore dal ricordo di un’amica lontana; i girasoli e le fotografie; il bacio di Klimt e quello di Hayez; spalmare in maniera uniforme la marmellata su una fetta di pane; dormire sotto un cielo di stelle; le luci di Natale e le sciarpe di lana lunghe fino ai piedi; il profumo del pane e quello dei fiammiferi spenti; la pioggia in una sera d’estate e le stelle cadenti che non vede da tanto tempo ormai...