There's no point to any of this. It's all just a... a random lottery of meaningless tragedy and a series of near escapes. So I take pleasure in the details. You know... a Quarter-Pounder with cheese, those are good, the sky about ten minutes before it starts to rain, the moment where your laughter become a cackle... and I, I sit back and I smoke my Camel Straights and I ride my own melt.
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venerdì 22 giugno 2012

Bunheads: la nuova serie di Amy Sherman Palladino


Bunheads, il nuovo show di Amy Sherman Palladino, ha debuttato pochi giorni fa sulla Abc Family riscuotendo scarso successo, solo 1,6 milioni di spettatori, nonostante le grandi aspettative da parte del pubblico e della critica.
Nella nuov “dramedy”, se così si può definire la serie, Lorelai Gilmore sembra essersi reincarnata nel corpo di Michelle Simms (Sutton Foster), ballerina precaria di Las Vegas che si ritrova a sposare il miliardario Hubbel (Alan Ruck) in seguito all'hangover al termine di una pessima giornata.
Michelle fa pensare a Lorelai per via del suo modo di fare scanzonato ed estroverso, nel pensare ad alta voce, nel non tenere a freno commenti taglienti e battute sarcastiche, e la ricorda anche dal punto di vista estetico: alta, snella, cappelli castani lunghi.
I rimandi a Gilmore Girls non finiscono qui: la suocera di Michelle, Fanni (Kelly Bishop, già Emily Gilmore) instaura da subito con la protagonista quel rapporto burrascoso e conflittuale ma sotto sotto destinato a rafforzarsi nel tempo, che fa inevitabilmente pensare a quello tra Lor e sua madre, caratterizzato da battute al vetriolo e scambi d’opinioni piuttosto accesi.
Musica, sceneggiatura, ambientazione, cast: tutto riporta con la mente a quella “Mamma per amica” di cui tanto sentiamo la mancanza, ma senza la verve e il brio cui Rory e sua madre negli anni ci avevano abituati: Bunheads è la fotocopia sbiadita della celebre serie della Palladino, velata di una malinconia difficile da ignorare.
I fan sono divisi, spaccati a metà: qualcuno ringrazia Amy, qualcun altro la condanna.
C’è chi apprezza i continui rimandi alle Gilmore, chi invece avrebbe voluto una ventata di novità per un ritorno in grande stile della Palladino.
Nonostante il pilot mi abbia convinto poco, io per ora scelgo di astenermi, e nella speranza che lo show non venga cancellato dopo una manciata di episodi appena (come avvenne anni fa per The Return of Jezebel James cancellato dopo solo tre puntate), presto vi dirò se condannarlo negli Stracotti, o innalzarlo negli Stracult.


sabato 16 giugno 2012

Nostalgia canaglia: serie tv e repliche estive


Stracult e Stracotti - …ovvero la serie che questa settimana va su e quella che inevitabilmente va giù. Parola di Stargirl su TelefilmCult!

“Nostalgia, nostalgia canaglia!” cantava un famoso duo “folckloristico” italiano nel 1987. La nostalgia, sentimento che facilmente assale ognuno di noi: nostalgia di una persona importante, un luogo speciale, un momento particolare della propria vita, un telefilm. Ops, mi è scappato, eppure è proprio così: noi appassionati di serie tv, siamo fondamentalmente dei nostalgici e tra la novità del momento, nuovi pilot o intricati finali di stagione, nonostante tutto, con la mente siamo sempre lì, ai telefilm legati alla nostra infanzia, adolescenza o crescita, quelli che hanno lasciato un segno indelebile nel nostro cuore e che tutto sommato, nel bene o nel male non dimenticheremo mai.
L’estate è alle porte, le novità in tv scarseggiano, quale momento migliore per concedersi un vecchio telefilm del passato e approfittare delle numerose repliche programmate nei palinsesti? Per la nostra rubrica Stracult&Stracotti, oggi rispolveriamo proprio tre Stracult, da poco ripartiti in tv per allietare i primi giorni d’estate. 
Ecco a voi tre serie “vintage” (alcune più di altre, senza dubbio!) da non perdere assolutamente nei mesi a venire!

Ieri abbiamo parlato della bella Jeannie di Strega per amore per esempio: per chi se la fosse persa o ne sentisse nostalgia, l’appuntamento è su Fox Retrò, dal lunedì al venerdì alle ore 20:00.

Dal 4 giugno invece, LA5 ripropone, sempre dal lunedì al venerdì, alle 20.25, le favolose, uniche, inimitabili Gilmore Girls di Una mamma per amica, uno degli show più amati di tutti i tempi, concluso ormai 5 anni fa. Coppia indimenticabile, quella formata da Lorelai (Lauren Graham) e Rory (Alexis Bledel), ci ha tenuto compagnia per sette lunghe stagioni, mantenendo il pregio che poche serie recenti anni, di non scadere cioè nella banalità e nelle ripetitività. Mai monotone né noiose, le Gilmore hanno lasciato un segno concretonel panorama telefilmico italiano e internazionale in questi anni e nessun family drama è mai riuscito a eguagliarle fino a oggi. Tornare a Stars Hollow fa sempre piacere ed è un vero e proprio toccasana per l’umore!
(Dono dal cielo per i fan, Parenthood, che vede la Graham in un ruolo molto  evicino a quello di Lorelai, a tratti però più maturo e sfaccettato.)

E per tutto coloro che la mattina hanno la fortuna di avere un po’ di tempo libero, 
a tenergli compagnia, ci pensa il caro vecchio Dawson (James Van Der Beek), ogni mattina alle 10.30, dal lunedì al venerdì.
Certo, sembra passata una vita da allora, eppure, la serie si concluse nel non troppo lontano 2003: a quell’epoca Pacey (Joshua Jackson) non era ancora un Bishop, Joey (Katie Holmes) non era ancora la signora Cruise, e Jen (Michelle Williams), non aveva ancora prestato il volto alla meravigliosa Marilyn Monroe.
Molte cose sono cambiate, ma l’affetto per Dawson’s Creek, in fondo in fondo, non passerà mai: nonostante i dialoghi troppo contorti e impegnati per dei ragazzi di sedici anni appena, nonostante piccole pecche nella sceneggiatura, nonostante le insopportabili facce di Dawson.
Il teen drama che ha raccolto per alcuni le redini lasciate da Beverly Hills 90210, e che per altri (più giovani) ha invece segnato l’inizio di un’era, ci farà sempre sorridere, riflettere, commuovere. Volenti o nolenti, tutti ci sentiamo un po’ Dawson forse, no? 

mercoledì 5 ottobre 2011

Suburgatory: periferia, andata senza ritorno


Tessa è un’adolescente atipica: poco interessata a shopping e make up, per nulla estroversa o frivola, è arguta e perspicace, riflessiva e molto ironica.
Tessa è l’anti Bieber per eccellenza, è una teenager che va controcorrente e segue poco le mode. Adora Manhattan, l’atmosfera frizzante e creativa di New York, e non capisce come certe mamme della City, possano trascurare le proprie figlie per dedicarsi anima e corpo alla carriera.
Nonostante l’amore che nutre per la sua città però, Tessa è costretta a dirgli addio, poiché suo padre, preoccupato che possa crescere in un ambiente malsano e dispersivo, decide di tirar su baracca e burattini, lasciare “l’isola felice” e trasferirsi in periferia. La periferia in questione non è certo quella che conosciamo noi però: qui non si parla di Quartoggiaro, Centocelle o Secondigliano, ma di una sorta di patinata e plasticosa
Wisteria Lane, con villette a schiera, praticelli impeccabili e cassette della posta perfettamente dipinte con colori pastelli.
Qui, ragazze talmente modaiole da far rabbrividire anche
Carrie Bradshaw, popolano il liceo del quartiere, pianificando party esclusivi e trascorrendo i pomeriggi nei centri commerciali, immerse nella superficialità dissacrante e prive di qualsiasi valore morale da condividere, costringendo Tessa a chiudersi a riccio, riversando la rabbia nei confronti di suo padre per averla trascinata in una sorta di purgatorio farsesco.
Anche qui, nel suo
Suburgatory personale da cui non può fuggire, Tessa osserva attentamente le mamme delle sue coetanee, tutte omologate, siliconate e capricciose, e si sente anni luce lontana da loro, senza riuscire a comprenderle pienamente. Ma del resto Tessa, una mamma non l’ha mai avuta, considerando che l’ha abbandonata quando era ancora una bambina, quindi lei cosa può saperne?
Queste sono le premesse del
pilot di Suburgatory, nuova serie della Abc (guarda caso lo stesso network di Desperate Housewives, che di Bree & Co. riprende fortemente le scenografie), prodotta dalla Warner Bros e nata da un’idea di Emily Kapnek (produttrice di Parks and Recreation).
Quasi dieci milioni di spettatori hanno seguito la premièrè di stagione, lasciando ben sperare per il futuro, e assicurando alla
comedy un ottimo punto di partenza.
Nel ruolo di Tessa, l’esordiente
Jane Levy (apparsa in Shameless in un ruolo minore), versione mignon di Emma Stone per certi versi, ma molto più semplice e genuina, e in quello di suo padre il Jeremy Sisto di Six Feet Under.
Dopo
New Girl, Suburgatory è decisamente una delle migliori novità di quest’anno, nell’ambito delle sitcom, grazie ai dialoghi sagaci e ironici, una sceneggiatura brillante e una fotografia scintillante e piacevole.
La voce narrante di Tessa ci accompagna dall’inizio alla fine dell’episodio, ci conduce su e giù per il quartiere, tra le luci ovattate e le forti tinte rosa shocking che fanno da cornice.
La serie, irrinunciabile satira dei costumi e della società americana di periferia, ricorda parecchio
Mean Girls, celebre commedia adolescenziale interpretata da Lindsay Lohan, da cui assorbe le veloci incursioni nel trash e nel grottesco, e il personaggio di Tessa è il perfetto mix tra Rory Gilmore (oggi) e Lux di Life Unexpected.
Suburgatory non è per nulla pretenzioso, è piacevole e scorrevole, e seppur apparentemente banale a causa dell’inevitabile scontro città/provincia, regala momenti divertenti e leggeri: è la serie perfetta da gustarsi in tarda serata, dopo aver versato fiumi di lacrime su uno di quei classici episodi commoventi e drammatici di Grey’s Anatomy, o dopo essersi arrovellati il cervello per decifrare l’ultima trovata del dottor Bishop.

“It’s so lame your mom died, beeyotch!”
“My mom didn’t die, she’s just gone”
“So you became a lesbian, to get back at her?”

martedì 4 ottobre 2011

Hart of Dixie: la nuova serie con Rachel Bilson

Che Mark Pedowitz, presidente della CW, quest’anno avesse deciso di puntare su un target femminile ci era apparso evidente sin dagli up front di maggio, quando vennero annunciate, oltre al rinnovo di Nikita, Gossip Girl e The Vampire Diaries, nuove serie con al centro protagoniste femminili, come Ringer e The Secret Circle.
Ma Pedowitz ci ha stupiti ulteriormente stavolta, puntando, oltre che su
Sarah Michelle Gellar, anche su un’altra stella della tv seriale d’oltreoceano, Rachel Bilson, protagonista del nuovissimo Hart of Dixie.
Acclamata dal pubblico giovanile qualche hanno fa per il ruolo della divertente Summer in
The O.C., e apparsa recentemente come guest star in How I Met Your Mother e Chuck, la Bilson torna finalmente sul piccolo schermo con un ruolo da protagonista che le si addice particolarmente, firmando così la sua seconda collaborazione con Josh Schwartz, creatore, tra le tante, di The O.C.
In Hart of Dixie, che riporta alla memoria quel
Tutta colpa dell’amore con Reese Whiterspoon e Patrick Dempsey, la Bilson interpreta Zoe Hart, giovane specializzanda di chirurgia in un rinomato ospedale di Manhattan, studentessa modello laureata a pieni voti e disposta a tutto pur di affermarsi come medico.
Fin troppo precisa e distaccata sul lavoro però, Zoe viene redarguita dal direttore dell’ospedale poiché poco propensa al dialogo e alla comunicazione coi propri pazienti, e spedita in una piccola clinica dell’Alabama, un contesto più intimo e accogliente, perfetto per approfondire rapporti interpersonali.
Giunta nella cittadina di Bluebell, per Zoe iniziano subito i guai: snob, altezzosa e poco incline a fare amicizia con gli abitanti del posto, si ritroverà subito di fronte a mille difficoltà, incomprensioni e imprevisti di ogni tipo, che alla fine però, supererà brillantemente.
Un episodio pilota piuttosto prevedibile e piatto introduce una serie a prima vista banale e poco originale, ma indubbiamente divertente e appassionante, che ha come punto di forza il personaggio interpretato dalla Bilson e le sue divertenti vicissitudini amorose e lavorative.
Semplice e genuino, seppur infarcito di buoni sentimenti ed esiti inevitabilmente disneyani, Hart of Dixie è l’incrocio ben riuscito tra
Everwood e Gilmore Girls, in cui la protagonista, Zoe, è la giusta sintesi tra la Cristina Yang di Grey’s Anatomy e la Serena Van Der Woodsen di Gossip Girl.
Ideato da Josh Schwartz e
Leila Gerstein, il nuovo show della CW si rivolge principalmente a un pubblico femminile nella fascia tra i 18 e i 35 anni, non necessariamente appassionato di medical, poiché di medical c’è davvero poco. Una serie per tutte quelle donne sognatrici e fan del lieto fine, dall’animo romantico e anche un pizzico sdolcinato, al passo coi tempi e fedeli al credo che amore e carriera possano andare di apri passo. A tutte quelle “Miranda” come dice la stessa Zoe nel pilot, “che sognano di essere Carrie”.

giovedì 1 settembre 2011

Ship a couple: serie tv e triangoli amorosi

Tempo fa il NY Post ha stilato una classifica dei 20 menage à trois più famosi del piccolo schermo. Probabilmente in tanti sulla blogosfera, avran già detto la loro fino a oggi, direi che quindi adesso, tocca a me!Perché io, chi mi conosce lo sa, amo le storie d’amore, soprattutto quelle tristi, quelle senza il lieto fine, chissà poi perché. E gli amori in tv, inutile dirlo, da sempre esercitano un grande fascino su di me. Quindi colgo la palla al balzo, e ne approfitto per rispolverare la memoria e fare un elenco di tutte quelle travagliate relazioni a tre, dove a volte lei sceglie lui, altre volte lui lascia lei, altre ancora è l’altro a metterci lo zampino. Storie di grandi amori e piccoli tradimenti, amicizie svanite, legami rinati, passioni travolgenti, brevi fuochi di paglia, coppie inossidabili e novelle love story. Tutte con un loro perché, tutte così coinvolgenti da avermi tenuta, per anni, incollata alla tv prima, allo schermo del computer poi.

Ecco quindi i miei “triangoli amorosi” preferiti, correndo il rischio (inevitabile, direi!) di dimenticarne qualcuno, questo è certo!



Brenda – Dylan – Kelly (Beverly Hills 90210)

Gli unici, i soli, gli inimitabili. Tutte le storie d’amore che si rispettino, ricordano la loro, e nessuna mia coetanea può aver attraversato indenne gli anni Novanta senza esprimere un’opinione a riguardo, senza commuoversi almeno un po’ con le loro avventure . Dal canto mio, io tifavo per Kelly, e direi che alla fine, mi è andata bene.
Certo, ne è passata di acqua sotto ai ponti, da quell’estate galeotta a Parigi in cui Brenda conosce Rick e Kelly consola Dylan, passando per vari tira e molla, fino ad arrivare all’ulteriore triangolo Dylan – Kelly – Brandon (chi tifava per Brandon mi chiedo io, chi?!), ma alla fine, l’ex “volpe bionda” si è portata a casa il “bel tenebroso”, e tutti vissero felici e contenti.

Dawson – Joey – Pacey (Dawson’s Creek)
Ora, seriamente, conoscete qualcuno che realmente tifasse per Dawson? Io no. E spero che questa persona non esista, o che se c’è, non abbia il coraggio di spuntar fuori e alzare la mano.
Pacey e Joey, e non si discute. Non c’è altro da dire. Dawson al rogo, biglietto di sola andata.

Carrie – Big – Aidan (Sex and the City)
Qui il dibattito è sempre aperto, e in base a come tira il vento, la maggior parte delle donne passa da Big a Aidan dicendo di preferire prima l’uno, poi l’altro, a seconda della relazione che sta vivendo al momento in cui viene formulata la domanda.
Facile scegliere Aidan, IL bravo ragazzo, quello perfetto e premuroso, gentile e comprensivo capace di perdonare anche il più grande dei tradimenti alla propria donna. Più difficile stare dalla parte di Big, “lo” stronzo per eccellenza, ma allo stesso tempo il principe azzurro che tutte sognano.
Per come la vedo io, Carrie è imprescindibile da Big, e ho tifato per lui sin dal primo momento, e dalla prima volta in cui, con lo sguardo furbo e ammaliante, guardandola le disse quel “ciao piccola!” entrato nella storia.

Lucas – Peyton – Brooke (One Tree Hill)
Seppur in età piuttosto adulta, questa è una delle storie che mi ha coinvolto di più, nonostante la serie, una delle mie preferite negli ultimi anni, sia recentemente precipitata nel baratro, in quel groviglio di noia e banalità che finisce per fartela odiare.
Sarà che a secondo me Peyton porta una gran sfiga, sarà che l’ho sempre invidiata per quella stupenda camera da letto che aveva nel telefilm, sarà che le cattive ragazze mi sono sempre piaciute di più, ma io per Lucas volevo assolutamente Brooke! Certo, qui mi è andata piuttosto male direi, visto che la mia eroina non ha trionfato, ma quanto mi ha emozionato il loro menage à trois?? Manco fossi più una teenager!

Felicity – Ben – Noel (Felicity)
Qua è dura, lo ammetto. Qui sono stata una banderuola anche io, e in questa prima, meravigliosa serie ideata da San J.J. Abrams, neanche io avrei saputo chi scegliere.
Ho avuto il periodo Ben, poi il periodo Noel, per tornare alle origini e cambiare nuovamente idea. Penso che a un certo punto, avrei voluto che stesso insieme tutti e tre. E alla fine… o mio Dio! Non mi ricordo neanche chi ha scelto Felicity alla fine! (Noel, NdR)

Sidney – Vaughn – Lauren (Alias)
Premesso che Alias secondo me racconta una delle storie d’amore più belle della tv, c’è veramente qualcuno che avrebbe voluto Lauren al fianco del bel Vaughn?
No, perché questo è proprio il classico esempio in cui l’amore, con la A maiuscola, trionfa a piè pari!

Jack – Kate – Sawyer (Lost)
La maggior parte di voi, ahimè, avrà sicuramente appoggiato da subito l’accoppiata bel dottore-bad girl in cerca di redenzione, questo è poco ma sicuro, ma anche qui, mi tocca discostarmi dall’opinione politically correct, e optare per il mio adorato Sawyer. Certo alla fine mi è andata male, ma lui e Kate che fanno l’amore dietro le sbarre, per me non han rivali. Due delinquenti e un capanno, due moderni Bonnie & Clyde, che insieme avrebbero potuto far scintille, altro che Matthew Fox e la sua faccia da bravo ragazzo. Provando a dare un senso al finale di Lost, possiamo dire che anche qui, mi è andata male, certo è che ho fatto il tifo per loro fino alla fine.

Elena – Stefan – Damon (The Vampire Diaries)
Le male lingue potrebbero dire che la mia cotta adolescenziale nei confronti di Ian Somerhalder mi annebbia la vista, e forse è davvero così, ma sfido chiunque ad affermare che il bel vampiro non possieda quel fascino da bad guy irresistibile e indisponente. Sfacciatamente bello e intrigante, irresistibilmente simpatico e ironico, forse per Elena è oltremodo sprecato, ma non si possono non prendere le sue parti e sperare che il suo sogno d’amore vada a buon fine. Fortuna che nella season finale della seconda stagione, un bacio tra i due lascia ben sperare, perché dovete dirmi quale persona sana di mente, tra i due fratelli sceglierebbe “faccia di gomma” Stefan.

Cate – Baze – Ryan (Life Unexpected)
Pur volendo bene a Ryan (più per il suo passato da Jack di Dawson’s Creek che per questo ruolo), e pur apprezzando parecchi lati del carattere del suo personaggio nella serie della CW (e stimando l’eleganza con cui si porta dietro un bel paio di corna), Baze, solo Baze, Baze e basta. E qui, visto il finale, direi che mi è andata bene.

Meredith – Dereck – Addison (Grey’s Anatomy)
Poco pathos in questo triangolo. Forse perché all’inizio la specializzanda interpretata da Ellen Pompeo non mi piaceva affatto e ho imparato ad amarla solo a quinta stagione inoltrata, ma non ho mai realmente voluto che stessa insieme al dottor Stranamore, anzi. E per un breve periodo, ho anche sperato che il neurochirurgo restasse insieme all’ ex moglie fedifraga. Il tempo mi darà ragione, e anche se ora li vediamo felici e contenti, sono certa che il fututro per loro sarà cupo, e se lei finisse, colpo di scena, con Karev, non mi dispiacerebbe affatto.

Tirando le somme, forse sono sempre andata un po’ controcorrente, e nella maggior parte dei casi, ho scelto di affidare il mio cuore ai “cattivi” della situazione: non è un caso che in
Dexter, tra Rita e Lila tifassi per l’inglese sociopatica anziché per la tenera madre di famiglia, né che in Gilmore Girls, tra Jessie e Logan, avrei voluto che Rory si mettesse con il primo, o che sua madre Lorelai scegliesse Cristopher al posto del buon Luke.
Anche se poi, a pensarci bene, ho sempre sognato
Rachel accanto a Ross (Friends), Clark al fianco di Lana (Smallville), Angel accanto alla sua Buffy (Buffy – L’Ammazzavampiri) e ultimo, solo in ordine cronologico, Zack insieme alla sua Kelly Capowsky (Bayside School).
Forse non sono poi così pessimista come voglio far credere, o semplicemente mi piace innamorarmi dell’amore, in ogni sua forma e dimensione, sul piccolo schermo, come nella vita.
Magari sono ancora quell’inguaribile romantica che ero tanti anni fa, nonostante io mi ostini a pensarla diversamente.


In questo breve excursus, avrò sicuramente dimenticato qualche triangolo, quindi ora la penna, o meglio, la tastiera, passa a voi!
Chi aggiungereste a questo elenco, o meglio ancora: qual è il vostro trio preferito?
Se passate di qui, lasciate un commento, sono curiosa!