There's no point to any of this. It's all just a... a random lottery of meaningless tragedy and a series of near escapes. So I take pleasure in the details. You know... a Quarter-Pounder with cheese, those are good, the sky about ten minutes before it starts to rain, the moment where your laughter become a cackle... and I, I sit back and I smoke my Camel Straights and I ride my own melt.
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giovedì 13 dicembre 2012

Awake: da stasera, alle 21 su Fox Crime




In seguito a un tragico incidente automobilistico, il detective Michael Britten (Jason Isaacs, il Lucius Malfoy della saga di Harry Potter) perde la moglie Hannah (Laura Allen) e il figlio Rex (Dylan Minnette), e si ritrova imprigionato nel dolore e in un’intricata spirale in cui il sogno non si riesce a distinguere dalla realtà.
Se in un mondo infatti Michael è vedovo e padre di un adolescente, nell’altro è ancora al fianco della sua splendida moglie ma in lutto per la morte del figlio avvenuta in seguito all’impatto.
La sua vita cambia una mattina dopo l’altra, e il risultato irreversibile è che lui si sveglia un giorno in un mondo e il giorno dopo in un altro.
Cosa gli resta per non perdere il filo del destino? Semplice, due braccialetti di colori differenti, uno rosso uno verde, da indossare secondo la realtà in cui il protagonista viene catapultato.
In entrambi i mondi si ritrova a risolvere delitti e crimini con due partner diversi, Isaiah Freeman
(Steve Harris) e Efrem Vega (Wilmer Valderrama), e contemporaneamente a cercare una via d’uscita da questo labirinto, con l’aiuto del terapista John Lee (B.D. Wong) nella realtà rossa e con quello della dottoressa Evans (Cherry Jones) nella verde.
Questo in poche parole il plot di Awake, la nuova serie della Nbc firmata Kyle Killen (Lone Star), a metà strada tra il fantasy e il crime.
Alla base c’è il paradosso del Gatto di Schrödinger e
l'idea dell’esistenza di un mondo parallelo, di una possibile realtà alternativa, tutte teorie affascinanti e misteriose da sempre così care a registi e scrittori.

Pronto a subentrare al posto di The Firm visti i disastrosi ascolti registrati sino a oggi (l’ultimo episodio ha ottenuto un misero e debole 0.8 di rating nel target demografico 18-49), il telefilm, il cui preair è già disponibile sul web, debutterà sulla Nbc giovedì 1° marzo e per vederlo in Italia dovremmo aspettare ancora qualche mese.
Risale a pochi giorni fa la notizia di un accordo con Kevin Weisman, l’indimenticabile Marshall Flinkman di Alias, per un ruolo ricorrente nella serie già dopo una manciata di episodi, in cui interpreterà l’emblematico Mr. Blonde, personaggio chiave per la risoluzione del mistero che vede protagonista Michael.
Lo spunto è interessante, la sceneggiatura discreta, ma in quanto a ritmo e hype non ci siamo affatto: nonostante Awake sia una delle serie più attese dell’anno sin dal Comic-Con 2011, l’impressione iniziale è che manchi totalmente di azione e velocità, e visto il genere, direi che si tratta di un deficit piuttosto elevato.
Qui trovate il primo episodio!

martedì 17 luglio 2012

Keep calm or become Emily Thorne


Poche volte mi sono ricreduta su una serie tv, l’esperienza non mi manca, il fiuto neanche.
Posso affermare tranquillamente e senza peccare di immodestia, di scovare uno stracotto a chilometri di distanza, e allo stesso tempo, di individuare un papabile stracult in divenire senza troppi problemi dopo una manciata di episodi appena. Spesso anche poco dopo un pilot o un pre-air.
C’è sempre una prima volta però, no?
La mia prima volta, è con Emily “Amanda Clarke” Thorne, e non c’è nulla di saffico in questo, non illudetevi.
Devo essere onesta, all’inizio, Revenge non mi aveva colpito più tanto e dopo 5 episodi appena, alla serie targata Abc, era spettato il deplorevole epiteto di “serie estiva” da recuperare nei tempi morti (pochi, anzi pochissimi) di questi caldi giorni di luglio.
Al suo posto, mi duole immensamente ammetterlo, avevo scelto Ringer, ma alla fine dei conti, Emily Van Camp batte Sarah Michelle Gellar 5 a 0.  Senza il minimo dubbio, oltretutto.
Certo, l’aria da soap opera di secondo livello con tanto di effetto chromakey a ogni inquadratura non gliela leva nessuno, ma nonostante tutto, a dispetto di intrighi per lo più prevedibili e facili da indovinare ancor prima che si compiano, Revenge il suo fascino ce l’ha.
Emily è irresistibile, nonostante la mimica facciale troppo accentuata, nonostante l’aspetto angelico e le intenzioni del serial killer.
Emily agguerrita come la sposa di Kill Bill.
Vendicativa come il Conte di Montecristo.
Emily, personaggio del quale, dopo un po’, non riesci più a fare a meno.
E anche se gli sguardi da criceto impazzito di Madeleine Stowe nel ruolo di Victoria Grayson sono davvero poco credibili, e anche se appena ti distari hai qualcuno che origlia dietro una porta e qualcun altro che ti stalkera da una telecamera, una volta "entrati" negli Hamptons di Revenge, uscirne risulta davvero difficile.
I Grayson sono i nuovi Forrester, la regina Victoria la nuova Stephanie, ma anche se a volte sia inevitabile vederli degenerare nel kitsch, poco importa: gli otto milioni di spettatori a episodio, lo show con la Vam Camp, se li merita tutti.
Buono il cast, discreta la regia, veloce e immediato lo script, anche quando tenta di risolvere superficialmente gli espedienti surreali escogitati da Emily per venire a capo dei suoi piani diabolici.
Del resto, perdonate l’off topic, ma anche Sydney Bristow spesso usciva illesa da situazioni al limite con soluzioni pressoché forzate, o sbaglio?
E allora perché a Emily non possiamo perdonarne almeno un paio?
Vendetta, inganno, sotterfugi e intrighi: queste la carte vincenti di Revenge. Queste e molte altre ancora, le promettenti prerogative della seconda stagione in arrivo a settembre.

lunedì 16 aprile 2012

Sark: lo spinoff tra Alias e Lost



Buone notizie per i fan di JJ Abrams, che potranno dormire sonni tranquilli semmai Fringe dovesse chiudere i battenti, perché un nuovo erede potrebbe davvero arrivare stavolta.
Qualche rumor indiscreto lo avevo lasciato intendere già nei mesi scorsi, ma in questi giorni la notizia ha iniziato realmente a prendere corpo e forma: Sark, lo spinoff/crossover tra Lost e Alias è sempre più vicino.
A capo di questo incredibile progetto, il primo che vedrà uno spinoff nascere dalla costola di ben due serie e non una come è accaduto fino a oggi, c’è un giovane regista di origini svedesi ma di formazione inglese, Auguste Ramberg, figlio di Lena Olin, l’Irina Derevko di Alias.
Al centro della serie, ancora in fase di “incubazione” nei cantieri Abc, ovviamente Julian Sark, acerrimo e storico nemico di Sydney Bristow, interpretato dal talentuoso
David Anders che, inutile dirlo, ha abbracciato con entusiasmo l’idea di interpretare uno show dove sarebbe il protagonista indiscusso, e non è da escludere che anche altri membri del vecchio cast possano fare la loro ricomparsa come regular o semplici guest star.
Se il progetto dovesse effettivamente essere sviluppato (teniamo tutte le dita che abbiamo incrociate, grazie), a produrlo sarà la Vandalia Films, casa di produzione di
Jennifer Garner, già dietro la quinta stagione di Alias.
Facile il collegamento con quest’ultima, più complicato quello con
Lost, ma è lo stesso regista a spiegarlo in una delle sue preziose dichiarazioni:
“Per fortuna J.J. ha la mania di usare simboli ricorrenti all’interno dei suoi lavori e questo ci ha permesso di far entrare nella storia la Dharma Initiative, il cui logo appare durante una scena della prima puntata della terza stagione di Alias”
Un punto di congiunzione concreto e per nulla forzato quindi, che farà sì che la Dharma assuma nello show un ruolo di primo piano come avvenne per Rambaldi in Alias. Ramberg afferma inoltre, per fortuna, di non avere alcuna intenzione di fare ulteriori riferimenti all’Isola: “Quella parte non mi interessa, penso sia già stata sviscerata abbastanza in Lost. La linea narrativa della Dharma invece ha ancora molto da offrire”.
Sark dovrebbe vedere la luce all’inizio del 2013, nel corso dei prossimi upfront, scopriremo senza dubbio qualche dettaglio in più.
Con l’hype alle stelle, intanto incorcio le dita.

giovedì 8 marzo 2012

10 ragazze per me: posson bastare? 10 donne per 10 serie tv

Personalmente non amo la mimosa (il suo profumo mi irrita e mi fa innervosire), né tutto il consumismo legato a certe festività, da Natale, a San Valentino, alla Festa della Donna appunto. Con questo non voglio però neanche sentenziare troppo su chi al contrario invece, sceglie di festeggiare in tali occasioni, sempre convinta più che “il mondo sia bello (vabbè, carino dai..) proprio perché vario”. 
Detto ciò, colgo oggi la palla al balzo per confezionare un post tutto al femminile, legato sì alle donne, ma in particolar modo (as always) alle serie tv.
La televisione oggi è piena zeppa di interessanti personaggi femminili che la fan da padrone, donne dalle mille sfaccettature, dal carattere spesso complicato, difficile da decifrare, il più delle volte irresistibili e intense da sembrare reali.
Siamo lontani ormai dalla Joanie di
Happy Days, da Wonder Woman, dalle Charlie’s Angels (i tre angeli del remake recente, preferisco dimenticarle). Lontani anche dal robottino Super Vicky (sempre una donna era, no?), da Francesca Cacace (La Tata), da Maggie Seaver (Genitori in Blue Jeans). Ognuna di noi, chi più chi meno, finisce per immedesimarsi inevitabilmente nelle protagoniste dei telefilm e anche le campagne pubblicitarie dei network, insistono su questo concetto. Ricordo pochi mesi fa, enormi cartelloni pubblicitari nelle strade della città chiedere alle telespettatrici se si sentissero più come complicate come Meredith Grey (Grey’s Anatomy) o vendicative come Emily, la protagonista di Revenge. Donne determinate e coraggiose, come Nikita o Andrea di The Walking Dead, misteriose ed enigmatiche come Siobhan Martin (Ringer), ironiche e smaliziate come le 2 Broke Girls dell’omonima sitcom.
La lista, soprattutto sulle first lady degli show di ieri e di oggi, potrebbe davvero continuare all’infinito, quindi è bene che io mi dia un freno e mi dedichi invece all’idea iniziale di questo post, ovvero stilare una classifica delle 10 (sarà molto complicato impormi tale limite) “ragazze” a mio avviso più
cool del piccolo schermo. In alcune mi rispecchio, ad altre vorrei assomigliare, ad altre ancora sono semplicemente affezionata, perché sì, come ci si può affezionare a un libro, un film, un’opera d’arte, lo stesso avviene con i personaggi delle serie tv, per quanto frivolo o insensato tutto ciò possa sembrare.
10) Jess– New Girl 
Cominciamo a mettere I puntini sulle i: adoro il personaggio interpretato dalla deliziosa Zoey Deschanel, il motivo per cui si trova in ultima in posizione, deriva solo dal fatto che sia l’ultima arrivata. Fosse per me, l’avrei votata anche solo per il ruolo in 500 Days (of Summer), ma se devo attenermi al mondo “seriale”, allora è giusto che sia al decimo posto. Bizzarra, confusa, goffa e ironica, in una parola? Jess!


9) Brie – Desperate Housewives
Ammettiamolo, senza mezzi termine: in fondo, c’è una Bree in ognuna di noi. Maniaca dell’ordine e della pulizia, del controllo e dell’emotività, profondamente insicura ma all’occorrenza determinata, un pizzico (forse un po’ di più) folle, capace di compiere i gesti più estremi per perorare le sue cause, riservata, possessiva. Ok, forse c’è una Bree solo in me, forse è il caso che io senta uno psicologo. A parte questo: Marcia Cross inarrivabile qui.

8) Kate – Lost 
La bad girl per eccellenza, la “moderna” ragazza con la pistola: vendicativa, audace, impavida, vulnerabile. Coraggiosa nella vita, fragile in amore. In bilico tra due uomini, due storie difficili tra cui scegliere: la passione e la spregiudicatezza da un lato, la purezza e la bontà d’animo dall’altra. 
Tutt’altro che perfetta, ma bella, affascinante, indimenticabile, Evangeline Lily.

7) Debra – Dexter 
Lei è la parte “maschiaccio” che si nasconde in tutte noi: sboccata, senza peli sulla lingua, sagace, spesso irritante. È una dura con la D maiuscola, più uomo di molti uomini, più sexy di molte donne.
nasconde sotto sotto una fragilità che nessuna vorrebbe avere, ma che suo malgrado, non le si scollerà mai di dosso. Cocciuta, testarda, orgogliosa, a prestarle il volto la bravissima
Jennifer Carpenter.

6) Kelly – Beverly Hills 90210
Al cuor non si comanda, c’è poco da fare. Da ragazzina, stravedevo per lei. Bionda, alla moda, frivola ma capace di crescere e diventare matura e riflessiva. La più bella della scuola, la reginetta del ballo. Se tornassi indietro, continuerei a tifare per lei e Dylan, schierandomi contro Brenda, ripetendo all’infinito il motto “Life is Better Blonde”: Jennie Garth, non di dimenticherò mai.


5) Sydney – Alias
pensate alla donna più intrepida e coraggiosa del mondo. No, fermi, la risposta ve la do io: Sydney Bristow, la spia più cool della tv e del cinema. Sydney può tutto, ancor più di Chuck Norris: è bella, furba, scaltra, forte e intelligente. È una super eroina, ma anche una donna fragile e passionale, sexy e divertente. È quella che tutte in fondo vorremmo essere. Beata Jennifer Garner, con un curriculum così, facile che la CIA un giorno, l’arruoli davvero!
4) Lily – Gravity Pochi ricorderanno questo personaggio, ancor meno questo telefilm, ma mi auguro che siano in molti ad amare e ammirare la splendida attrice che la interpretò, Krysten Ritter (di recente in Breaking Bad, prestissimo in Don’t Trust the B**** in Apartment 23. Lily è una ragazza estremamente sensibile, intelligente, confusa. È afflitta da dubbi e interrogativi, insicura e vulnerabile, e a quasi trent’anni si ferma spesso a domandarsi “dove sto andando?”. Se non fosse per i capelli neri e gli occhi azzurri, Lily sarebbe me.


3) Fiona – Shameless US
Lei ha carattere, determinazione, forza da vendere. affronta ogni situazione di petto, con forza e arroganza, per non piegarsi alle difficoltà. Fiona reagisce di pancia e cuore, e poche volte dà retta alla testa. Sgraziata, sensuale, esile e trasparente. È interpretata dalla splendida Emily Rossum, ed è forse uno dei più bei personaggi degli ultimi anni. 


2) Rachel – Friends
Bella senza esserlo in modo assoluto. Ironica, estroversa, coinvolgente. Rachel Green è la ragazza della porta accanto, quella che riesce a essere attraente anche con un paio di infradito ai piedi, o una matita tra i capelli. Ha senso dell’umorismo, gioca a prendersi in giro, le piace stare allo scherzo. È romantica, sognatrice, forse un po’ troppo credulona. Ha il taglio di capelli più famoso di tutti i tempi, che ancora oggi, Jennifer Aniston, sfoggia con eleganza.
1) Carrie – Sex and the City 
L’unica e sola. E arrivati a questo punto, sperando che un po’ abbiate imparato a conoscermi, forse è perfino superfluo che vi spieghi perché. Carrie è lo stile, l’eccesso, l’eleganza, il top. È estrema e spregiudicata, introversa e romantica, racchiude in sé tutte le fragilità e i pregi di ogni donna. Carrie Bradshaw è la mia Regina, Sarah Jessica Parker la mia unica fede. Lo so, sono ripetitiva, ma del resto manco io sono perfetta, no? 

venerdì 21 ottobre 2011

Person of Interest: troppo presto per gridare al flop?



Puntavo molto su Person of Interest, non lo nascondo.
La notizia di una collaborazione tra J.J. Abrams e Jonathan Nolan, mesi fa, mi aveva mandato letteralmente in fibrillazione. E anche dopo il pilot, devo ammetto di averci creduto parecchio, nonostante non si fosse rivelato trascendentale. Eppure, fino a ieri sera, ero lì, pronta a scommettere su questa serie della CBS che ha per protagonista l’indimenticabile Ben di Lost, interpretato dal grandissimo Michael Emerson. Senza curarmi troppo del fatto che stranamente, non aspettassi però gli episodi successivi con trepidazione, mi sono spinta fino all’ultimo andato in onda, per rendermi conto, a malincuore, che stavolta Abrams non ce l’ha fatta a conquistarmi.
Pur apprezzando notevolmente l’idea che c’è alla base della storia (e che tra l'altro ricorda parecchio Minority Report), oltre alla regia, decisamente eccellente, non posso annoverare la serie tra le migliori novità dell’anno.
Sula tecnica niente da dire: inquadrature magnifiche e ottimi movimenti di macchina. Ma il resto, a parer mio, proprio non va. La trama scorre lenta, i dialoghi il più delle volte risultano prolissi e la scelta ricaduta su Jim Caviezel, protagonista accanto a Emerson non mi convince affatto.
Non c’è coinvolgimento, non c’è pathos, ogni episodio sembra fine a se stesso e almeno per ora non mi sembra si voglia scavare a fondo nella background e nella psicologia dei personaggi. Il potenziale c’è, ma non viene sfruttato.
Sia John Reese (Caviezel), ex agente della CIA creduto morto e oggi intento a sconfiggere i crimini in una New York oscura e pericolosa, che Harold Finch (Emerson), cervellone enigmatico artefice di un congegno informatico in grado di predire i misfatti ancora incompiuti nella metropoli, pur avendo molto da raccontare non lo fanno nella maniera adeguata. I loro personaggi, al servizio di cittadini in pericolo e il più delle volte innocenti, restano bloccati nel loro ruolo senza trovare punti di sfogo o spiragli di crescita.
Non c’è introspezione, né approfondimento e affezionarsi a uno dei due, risulta quasi impossibile. Manca quel tocco in più che possa far decollare la serie, manca l’anima che J.J ha riposto in Alias, Lost, addirittura in Felicity se vogliamo.
C’è lo scheletro, ed è senza dubbio eccellente, ma non c’è tutto il resto, e senza emozione, la strada non può che essere breve.
La puntata trasmessa ieri sera ha riscosso oltre 12 milioni di spettatori, con un rating del 2,7, e la CBS è pronta a ordinare 9 nuovi episodi per la prima stagione, ma il mio sesto senso mi dice che per l’ennesima volta siamo di fronte a un flop, come accadde per Flash Forward.
Spero che Abrams riesca a smentirmi.

giovedì 1 settembre 2011

Ship a couple: serie tv e triangoli amorosi

Tempo fa il NY Post ha stilato una classifica dei 20 menage à trois più famosi del piccolo schermo. Probabilmente in tanti sulla blogosfera, avran già detto la loro fino a oggi, direi che quindi adesso, tocca a me!Perché io, chi mi conosce lo sa, amo le storie d’amore, soprattutto quelle tristi, quelle senza il lieto fine, chissà poi perché. E gli amori in tv, inutile dirlo, da sempre esercitano un grande fascino su di me. Quindi colgo la palla al balzo, e ne approfitto per rispolverare la memoria e fare un elenco di tutte quelle travagliate relazioni a tre, dove a volte lei sceglie lui, altre volte lui lascia lei, altre ancora è l’altro a metterci lo zampino. Storie di grandi amori e piccoli tradimenti, amicizie svanite, legami rinati, passioni travolgenti, brevi fuochi di paglia, coppie inossidabili e novelle love story. Tutte con un loro perché, tutte così coinvolgenti da avermi tenuta, per anni, incollata alla tv prima, allo schermo del computer poi.

Ecco quindi i miei “triangoli amorosi” preferiti, correndo il rischio (inevitabile, direi!) di dimenticarne qualcuno, questo è certo!



Brenda – Dylan – Kelly (Beverly Hills 90210)

Gli unici, i soli, gli inimitabili. Tutte le storie d’amore che si rispettino, ricordano la loro, e nessuna mia coetanea può aver attraversato indenne gli anni Novanta senza esprimere un’opinione a riguardo, senza commuoversi almeno un po’ con le loro avventure . Dal canto mio, io tifavo per Kelly, e direi che alla fine, mi è andata bene.
Certo, ne è passata di acqua sotto ai ponti, da quell’estate galeotta a Parigi in cui Brenda conosce Rick e Kelly consola Dylan, passando per vari tira e molla, fino ad arrivare all’ulteriore triangolo Dylan – Kelly – Brandon (chi tifava per Brandon mi chiedo io, chi?!), ma alla fine, l’ex “volpe bionda” si è portata a casa il “bel tenebroso”, e tutti vissero felici e contenti.

Dawson – Joey – Pacey (Dawson’s Creek)
Ora, seriamente, conoscete qualcuno che realmente tifasse per Dawson? Io no. E spero che questa persona non esista, o che se c’è, non abbia il coraggio di spuntar fuori e alzare la mano.
Pacey e Joey, e non si discute. Non c’è altro da dire. Dawson al rogo, biglietto di sola andata.

Carrie – Big – Aidan (Sex and the City)
Qui il dibattito è sempre aperto, e in base a come tira il vento, la maggior parte delle donne passa da Big a Aidan dicendo di preferire prima l’uno, poi l’altro, a seconda della relazione che sta vivendo al momento in cui viene formulata la domanda.
Facile scegliere Aidan, IL bravo ragazzo, quello perfetto e premuroso, gentile e comprensivo capace di perdonare anche il più grande dei tradimenti alla propria donna. Più difficile stare dalla parte di Big, “lo” stronzo per eccellenza, ma allo stesso tempo il principe azzurro che tutte sognano.
Per come la vedo io, Carrie è imprescindibile da Big, e ho tifato per lui sin dal primo momento, e dalla prima volta in cui, con lo sguardo furbo e ammaliante, guardandola le disse quel “ciao piccola!” entrato nella storia.

Lucas – Peyton – Brooke (One Tree Hill)
Seppur in età piuttosto adulta, questa è una delle storie che mi ha coinvolto di più, nonostante la serie, una delle mie preferite negli ultimi anni, sia recentemente precipitata nel baratro, in quel groviglio di noia e banalità che finisce per fartela odiare.
Sarà che a secondo me Peyton porta una gran sfiga, sarà che l’ho sempre invidiata per quella stupenda camera da letto che aveva nel telefilm, sarà che le cattive ragazze mi sono sempre piaciute di più, ma io per Lucas volevo assolutamente Brooke! Certo, qui mi è andata piuttosto male direi, visto che la mia eroina non ha trionfato, ma quanto mi ha emozionato il loro menage à trois?? Manco fossi più una teenager!

Felicity – Ben – Noel (Felicity)
Qua è dura, lo ammetto. Qui sono stata una banderuola anche io, e in questa prima, meravigliosa serie ideata da San J.J. Abrams, neanche io avrei saputo chi scegliere.
Ho avuto il periodo Ben, poi il periodo Noel, per tornare alle origini e cambiare nuovamente idea. Penso che a un certo punto, avrei voluto che stesso insieme tutti e tre. E alla fine… o mio Dio! Non mi ricordo neanche chi ha scelto Felicity alla fine! (Noel, NdR)

Sidney – Vaughn – Lauren (Alias)
Premesso che Alias secondo me racconta una delle storie d’amore più belle della tv, c’è veramente qualcuno che avrebbe voluto Lauren al fianco del bel Vaughn?
No, perché questo è proprio il classico esempio in cui l’amore, con la A maiuscola, trionfa a piè pari!

Jack – Kate – Sawyer (Lost)
La maggior parte di voi, ahimè, avrà sicuramente appoggiato da subito l’accoppiata bel dottore-bad girl in cerca di redenzione, questo è poco ma sicuro, ma anche qui, mi tocca discostarmi dall’opinione politically correct, e optare per il mio adorato Sawyer. Certo alla fine mi è andata male, ma lui e Kate che fanno l’amore dietro le sbarre, per me non han rivali. Due delinquenti e un capanno, due moderni Bonnie & Clyde, che insieme avrebbero potuto far scintille, altro che Matthew Fox e la sua faccia da bravo ragazzo. Provando a dare un senso al finale di Lost, possiamo dire che anche qui, mi è andata male, certo è che ho fatto il tifo per loro fino alla fine.

Elena – Stefan – Damon (The Vampire Diaries)
Le male lingue potrebbero dire che la mia cotta adolescenziale nei confronti di Ian Somerhalder mi annebbia la vista, e forse è davvero così, ma sfido chiunque ad affermare che il bel vampiro non possieda quel fascino da bad guy irresistibile e indisponente. Sfacciatamente bello e intrigante, irresistibilmente simpatico e ironico, forse per Elena è oltremodo sprecato, ma non si possono non prendere le sue parti e sperare che il suo sogno d’amore vada a buon fine. Fortuna che nella season finale della seconda stagione, un bacio tra i due lascia ben sperare, perché dovete dirmi quale persona sana di mente, tra i due fratelli sceglierebbe “faccia di gomma” Stefan.

Cate – Baze – Ryan (Life Unexpected)
Pur volendo bene a Ryan (più per il suo passato da Jack di Dawson’s Creek che per questo ruolo), e pur apprezzando parecchi lati del carattere del suo personaggio nella serie della CW (e stimando l’eleganza con cui si porta dietro un bel paio di corna), Baze, solo Baze, Baze e basta. E qui, visto il finale, direi che mi è andata bene.

Meredith – Dereck – Addison (Grey’s Anatomy)
Poco pathos in questo triangolo. Forse perché all’inizio la specializzanda interpretata da Ellen Pompeo non mi piaceva affatto e ho imparato ad amarla solo a quinta stagione inoltrata, ma non ho mai realmente voluto che stessa insieme al dottor Stranamore, anzi. E per un breve periodo, ho anche sperato che il neurochirurgo restasse insieme all’ ex moglie fedifraga. Il tempo mi darà ragione, e anche se ora li vediamo felici e contenti, sono certa che il fututro per loro sarà cupo, e se lei finisse, colpo di scena, con Karev, non mi dispiacerebbe affatto.

Tirando le somme, forse sono sempre andata un po’ controcorrente, e nella maggior parte dei casi, ho scelto di affidare il mio cuore ai “cattivi” della situazione: non è un caso che in
Dexter, tra Rita e Lila tifassi per l’inglese sociopatica anziché per la tenera madre di famiglia, né che in Gilmore Girls, tra Jessie e Logan, avrei voluto che Rory si mettesse con il primo, o che sua madre Lorelai scegliesse Cristopher al posto del buon Luke.
Anche se poi, a pensarci bene, ho sempre sognato
Rachel accanto a Ross (Friends), Clark al fianco di Lana (Smallville), Angel accanto alla sua Buffy (Buffy – L’Ammazzavampiri) e ultimo, solo in ordine cronologico, Zack insieme alla sua Kelly Capowsky (Bayside School).
Forse non sono poi così pessimista come voglio far credere, o semplicemente mi piace innamorarmi dell’amore, in ogni sua forma e dimensione, sul piccolo schermo, come nella vita.
Magari sono ancora quell’inguaribile romantica che ero tanti anni fa, nonostante io mi ostini a pensarla diversamente.


In questo breve excursus, avrò sicuramente dimenticato qualche triangolo, quindi ora la penna, o meglio, la tastiera, passa a voi!
Chi aggiungereste a questo elenco, o meglio ancora: qual è il vostro trio preferito?
Se passate di qui, lasciate un commento, sono curiosa!