There's no point to any of this. It's all just a... a random lottery of meaningless tragedy and a series of near escapes. So I take pleasure in the details. You know... a Quarter-Pounder with cheese, those are good, the sky about ten minutes before it starts to rain, the moment where your laughter become a cackle... and I, I sit back and I smoke my Camel Straights and I ride my own melt.
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mercoledì 7 agosto 2013

Underemployed - una delle tante "generazioni in saldo"



Se avete trent’anni o poco più, guardando Underemployed – Generazione in saldo, vi tornerà in mente il periodo dell’università che sembra già così lontano, e se vi siete dimenticati quali fossero all’epoca i vostri sogni e le vostre aspirazioni, con questa serie, vi torneranno in mente.
Gli stereotipi, banali e non, ci sono tutti, gli “aspiranti”, ci sono tutti: la cantante, la scrittrice, l’ambientalista, la manager in carriera, l’attore/modello.
Non manca nessuno e anzi, ognuno incarna perfettamente il cliché di sé stesso: Raviva (Inbar Lavi), Sophia (Michelle Ang), Lou (Jared Kusnitz), Daphne (Sarah Habel) e Miles (Diego Boneta) sono i cinque amici protagonisti che, l’anno dopo la laurea si ritrovano a fare i conti con i loro sogni infranti e le loro speranze dissolute, faccia a faccia con una realtà prevedibile quanto scontata, quella rappresentata da un mondo del lavoro diverso rispetto quello che avevano immaginato, duro, severo, spietato.
Se avete trent’anni o poco più, Undereployed vi sarà sì sorridere, ma non senza irritarvi, profondamente, per come affronta in maniera superficiale e leggera, problemi “ordinari” che oggi, in tempi di crisi, quasi non vi lasciano dormire. 

Se siete ventenni in procinto di terminare gli studi, affamati di successo e disposti a tutto pur di veder coronati i vostri sogni, questa è senza dubbio la serie che fa per voi. Prodotta da MTV, Underemployed riuscirà a coinvolgervi e appassionarvi tanto che non riuscirete a sottrarvi a un binge watching di quelli seri, e a divorare i dodici episodi della prima (e unica) stagione, tutti in un colpo.
Le tragicomiche avventure di Sophie e i suoi amici vi appariranno, come per magia, molto simili alle vostre, tra colloqui di lavoro disastrosi, provini imbarazzanti, delusioni e grandi speranze.
Sullo sfondo di una splendente Chicago, i ragazzi di Underemployed, “giovani, carini e disoccupati”, vi trascineranno nei loro sogni rendendoli vostri, e vi sembreranno talmente coraggiosi da darvi la spinta necessaria per guardare al futuro con il giusto ottimismo.

Che abbiate trenta o vent’anni, Generazione in saldo non vi sembrerà certo una delle migliori serie degli ultimi anni, vi troverete anzi di fronte a un telefilm piuttosto scontato sì, ma allo stesso tempo piacevole.
Uno show tipicamente in stile Mtv, con le musiche giuste, il cast perfetto e una sceneggiatura frizzante che però, ahimè, alla base, si rivelerà totalmente privo di quello script valido tanto da farlo proseguire per una seconda stagione.
Visti i deludenti ascolti dei primi dodici episodi infatti (meno di un milione a puntata), il network non ha rinnovato Underemployed per un altro anno, mettendo la parola “fine” ai sogni di Miles&Co.
Forse un’altra chance l’avrebbe meritata, soprattutto se pensiamo ai competitor in onda sullo stesso canale, Hollywood Heights e Ninas Mal per esempio, indubbiamente meno interessanti e addirittura ancor meno originali se vogliamo.
Certo è che, se siete alla ricerca di una serie divertente e senza troppe pretese in questa calda e afosa estate, un’occhiata a Underemployed, dovreste darla.
Rigorosamente in inglese, inutile sottolineare, ancora una volta, che il doppiaggio italiano è a dir poco pessimo. 

lunedì 15 aprile 2013

MTV Movie Awards 2013: ecco tutti i vincitori



Si sono tenuti poche ore fa, negli Sony Studios di Culver City, in California, gli Mtv Movie Awards 2013.
A trionfare e a far incetta di premi, due pellicole molto amate sia dal pubblico dal pubblico che dalla critica, The Avengers e
Silver Linings Playbook, a dispetto dei pronostici che vedevano super favoriti Ted e Django.
A bocca asciutta quest’anno (o quasi!) la Twilight Saga, che ha visto “brillare” l’aitante Taylor Lautner nella bizzarra categoria “Miglior performance senza maglietta”.
A presentare la cerimonia, Rebel Wilson.
Di seguito, l’elenco completo di tutti i premi:
Miglior film
Django Unchained
Silver Linings Playbook
TED

The Avengers
The Dark Knight Rises

Miglior attrice

Anne Hathaway – Les Miserables
Mila Kunis – TED
Jennifer Lawrence – Silver Linings Playbook
Emma Watson – The Perks of Being a Wallflower
Rebel Wilson – Pitch Perfect

Miglior attore

Ben Affleck – Argo
Bradley Cooper – Silver Linings Playbook
Daniel Day-Lewis – Lincoln
Jamie Foxx – Django Unchained
Channing Tatum – Magic Mike

Miglior performance emergente

Ezra Miller – The Perks of Being a Wallflower
Eddie Redmayne – Les Miserables
Suraj Sharma – Life of Pi
Quvenzhane Wallis – Beasts of the Southern Wild
Rebel Wilson – Pitch Perfect

Miglior coppia

Leonardo DiCaprio and Samuel L. Jackson – Django Unchained
Bradley Cooper and Jennifer Lawrence – Silver Linings Playbook
Mark Wahlberg and Seth MacFarlane as Ted – Ted
Robert Downey Jr. and Mark Ruffalo – The Avengers
Will Ferrell and Zach Galifianakis – The Campaign

Miglior performance “senza maglietta”
Christian Bale – The Dark Knight Rises
Daniel Craig – Skyfall
Taylor Lautner – The Twilight Saga: Breaking Dawn – Part 2
Seth MacFarlane as Ted – Ted
Channing Tatum – Magic Mike

Miglior performance terrificante
Jessica Chastain – Zero Dark Thirty
Alexandra Daddario – Texas Chainsaw 3D
Martin Freeman – The Hobbit: An Unexpected Journey
Jennifer Lawrence – House at the End of the Street
Suraj Sharma – Life of Pi


Miglior combattimento

Jamie Foxx vs. Candieland Henchmen – Django Unchained
Daniel Craig vs. Ola Rapace – Skyfall
Mark Wahlberg vs. Seth MacFarlane as Ted – Ted
Robert Downey Jr., Chris Evans, Mark Ruffalo, Chris Hemsworth, Scarlett Johansson and Jeremy Renner vs. Tom Hiddleston – The Avengers
Christian Bale vs. Tom Hardy – The Dark Knight Rises

Miglior bacio

Kerry Washington and Jamie Foxx – Django Unchained
Kara Hayward and Jared Gilman – Moonrise Kingdom
Jennifer Lawrence and Bradley Cooper – Silver Linings Playbook
Mila Kunis and Mark Wahlberg – Ted
Emma Watson and Logan Lerman – The Perks of Being a Wallflower

Miglior cattivo

Javier Bardem – Skyfall
Leonardo DiCaprio – Django Unchained
Marion Cotillard – The Dark Knight Rises
Tom Hardy – The Dark Knight Rises
Tom Hiddleston – The Avengers

Miglior performance musicale
Anne Hathaway – Les Miserables
Channing Tatum, Matt Bomer, Joe Manganiello, Kevin Nash and Adam Rodriguez – Magic Mike
Anna Kendrick, Rebel Wilson, Anna Camp, Brittany Snow, Alexis Knapp, Ester Dean and Hana Mae Lee – Pitch Perfect
Bradley Cooper and Jennifer Lawrence – Silver Linings Playbook
Emma Watson, Logan Lerman and Ezra Miller – The Perks of Being a Wallflower

sabato 30 giugno 2012

Stracult&Stracotti: Sigle Ladies Vs. Teen Wolf


Stracult e Stracotti …ovvero la serie che questa settimana va su e quella che inevitabilmente va giù. Parola di Stargirl su TelefilmCult!


Sono belle, audaci, dirompenti. Sono passionali, sexy e irriverenti. Sono le Single Ladies prodotte da Queen Latifah, in onda sulla VH1.
Val (Stacey Dash) guru della moda ad Atlanta, alla continua ricerca del Principe Azzurro; Keisha (LisaRaye McCoy), ex ballerina dalle curve mozzafiato alla ricerca di miliardario da spennare; April (Charity Shea) vita perfetta, marito perfetto, amante… perfetto!
Certo, questa dramedy tutta al femminile non brilla certo per originalità, ma porta una ventata di fresco in questa caldissima estate, per il secondo anno di seguito.
Le tre donne si muovono in un’atmosfera patinata e griffata, frequentando esclusivi locali alla moda, uomini con carte di credito illimitate e VIP da abbindolare, e lo fanno con una nonchalance tale, da sembrare verosimile.
Le protagoniste ci guidano nei meandri del mondo “black”, colorando lo show con battute impertinenti e mosse seducenti, il tutto condito da un’eccezionale colonna sonora tutta R’n’B, da Arika Kane a Kirsten Price, da Nikki Lynette a Nycole Valentina, fino a Naomi & The Courteous Rudeboys.
Uno stracult estivo da non perdere assolutamente!



Sarà che i vampiri mi son sempre stati più simpatici, ma andare inevitabilmente giù questa settimana, sono gli stracotti lupetti di Teen Wolf.
In un’atmosfera che vorrebbe apparire a tutti i costi gotica, dark e vagamente velata da una componente comedy, ma che in realtà risulta solo smaccatamente posticcia, si muove infatti un gruppo di personaggi che ahimè, a seconda stagione inoltrata, proprio non riescono a convincermi.
Un gruppo di adolescenti piatti e poco interessanti, per nulla sfaccettati o affascinanti dal punto di vista psicologico, ai quali risulta praticamente impossibile affezionarsi.
La storia d’amore che muove le redini del teen drama, quella tra il protagonista tra Scott (Tyler Posey) e la bella, Alison Argent (Crystal Reed), non sorprende più di tanto, e scimmiotta il classico stereotipo alla Romeo e Giulietta rivisitato in chiave moderna, con le due famiglie rivali e nemiche da secoli (la famiglia Argent da anni dà la caccia ai lupi mannari di Beacon Hills). Lo ha fatto nella prima stagione della serie, continua anche nella seconda, dando l’impressione di non aver davvero nulla da raccontare.
i ntorno a Scott non mancano di certo i cliché: il miglior amico Stiles (Dylan O’Brien), sfigatello alla Seth Cohen di The O.C. che tenta di arricchire (inutilmente) il serialdi humour e ironia, Jackson (Colton Haynes, The Gates) il capitano della squadra di Lacrosse (in Voglia di Vincere il protagonista giocava a basket, nei college americani di oggi il Lacrosse domina) che cerca di conquistare Alison, Lydia (Holland Roden) la reginetta della scuola altezzosa e antipatica con la sua schiera di mean girls.
Tutto sa di “già visto”, nulla sorprende o diverte, sarà anche colpa delle folli temperature estive di questi giorni, ma Teen Wolf sembra proprio uno stracotto sotto al sole!

domenica 3 giugno 2012

Goodbye Ginnuts: Make It or Break It series finale



Già lo scorso anno Make It or Break It rischiò di venir chiuso: i bassi ascolti dello show della Abc Family, infatti, non convinsero del tutto i produttori.
Affetti come molti dalla febbre da Olimpiadi però, si convinsero a “regalare” alla serie altri otto episodi, lasciandosi purtroppo indietro, loro malgrado, alcuni protagonisti principali e a dir poco fondamentali: dall’allenatore Sasha Beloff (Neil Jackson, apparso in un paio di episodi appena della terza stagione) a una delle “ginnuts” stesse, Emily Kmetko (Chelsea Hobbs), oltre a una manciata di personaggi sì secondari, ma dei quali abbiamo fortemente sentito la mancanza quest’anno, da Chloe Kmetko (Susan Ward) a Damon Young (Johnny Pacar).
Nella terza stagione non cambia solo la location per le ginnuts che si ritrovano così costrette a dire addio alla Rock, ma il turn over tocca anche al coach e alle compagne di squadra e la verve, non è più la stessa: cala la qualità dei dialoghi, la compattezza degli intrecci, e tutto, sfortunatamente, si fa scontato e prevedibile.
Make It or Break It, come spesso accade a molte altre serie, si perde inevitabilmente per strada e inconsciamente smarrisce tutti i punti forti che fino a oggi lo avevano caratterizzato.
E anche se nella series finale ogni storyline trova la sua un’esaustiva e degna conclusione, il plot assume caratteri fin troppo disneyani rispetto quello cui siamo abituati, tanto da spingerci a tirare un sospiro di sollievo.
Miobi è l’esempio lampante di come sia meglio concludere una serie prima che sia troppo tardi, onde evitare di lasciare l’amaro in bocca una volta viste deluse le nostre aspettative.
Goddbye ginnuts e in bocca al lupo per Londra.

Noi magari, ci rifaremo con Ginnaste.

giovedì 24 novembre 2011

Ginnaste - Vite Parallele: in bilico tra gioie ed emozioni



Massima concentrazione, muscoli tesi, adrenalina a mille: così ogni sportivo affronta una gara. Sudore e fatica, giorno dopo giorno, per raggiungere un unico obiettivo: la vittoria.
Sacrifici, sconfitte amare da mandare giù, una gioia immensa a ogni traguardo raggiunto: solo lo sport sa regalare emozioni simili.
Negli Usa, debutta poco più di un anno fa, sulla Abc Family,
Make It or Break It, una serie originale e appassionante che ha come tema portante la ginnastica artistica.
Lo scorso 15 ottobre, su
Mtv Italia ha debuttato Ginnaste – Vite Parallele, un interessante
docu-reality su un gruppo di giovanissime atlete (hanno dai 14 a 20 anni) impegnate nei preparativi per i Mondiali di Tokyo 2011 e le Olimpiadi di Londra 2012.
In differita di un paio di mesi, lo show segue le atlete protagoniste, Carlotta, Betta, Alessia, Giulia, Eleonora, Jessica, Sara
, 24 ore su 24, tra allenamenti al Centro Federale di Milano e trasferte in Italia ed Europa, nel corso di un’estenuante e faticosa preparazione atletica e psicologica.
Giornate complicate, impegnative, a volte
fin troppo pesanti per delle adolescenti, campionesse in erba, sottoposte a una pressione fisica e mentale molto intensa e in certi casi davvero difficile da gestire.
Teenager lontane da casa, dalla famiglia e dagli affetti più cari, che cercano e molto spesso riescono a trovare, tra le quattro mura della palestra, un nuovo “focolare domestico” in cui sentirsi sicure e protette dalle delusioni, dalle loro piccole paure e dai pericoli che lo sport agonistico comporta.
Ideata da Carlo Altinier, Stefania Colletta e Antonella Vincenzi,
Ginnaste – Vite Parallele affronta con estrema cura nei particolari, testi ben scritti e collaudati e una regia vivace (di Sara Ristori) il mondo della ginnastica artistica, uno sport forse poco noto tra il grande pubblico, ma incredibilmente coinvolgente e appassionante, in cui per vincere, occorre sottoporsi a un allenamento costante e severo, senza mollare mai la cinghia o lasciarsi travolgere da altre distrazioni.
Ispirato al libro “
Polvere di Magnesio” (che racconta i luoghi e i protagonisti degli ultimi anni della ginnastica artistica in Italia) dell’ex atleta, oggi giornalista, Ilaria Leccardi, dopo poco più di un mese di programmazione il docu-reality di Mtv ha già raccolto numerosi consensi in Italia, centrando in pieno il target cui si rivolge (donne tra i 14 e i 25 anni) e conquistando anche un pubblico maturo composto da appassionati di sport e reality show.
Un programma diverso e originale che segna una svolta interessante nel palinsesto italiano e in quello più specifico del network: Mtv dimostra ancora una volta di volersi distinguere dal resto della noiosa e banale programmazione della tv in chiaro, che molto spesso degenera miseramente nella tv-spazzatura, e con le “sue” ginnaste, conquista un altro punto.

mercoledì 31 agosto 2011

Teen Wolf: il licantropo teenager di Mtv

Dopo vampiri, cacciatori dell’occulto, stregoni e supereroi, ora sul piccolo schermo anche i lupi mannari, in versione teen, trovano spazio nel nuovo telefilm di Mtv.

Era il 1913 quando il primo lupo mannaro comparve sul grande schermo nel cortometraggio muto The Werewolf, e da quel momento in poi, il successo per questa figura mitologica, fu inarrestabile. Dal cinema alla musica, dai fumetti all’animazione, i licantropi si sono conquistati, col passare degli anni, un’ottima schiera di fedeli, e soprattutto ora che, tra vampiri e cacciatori dell’occulto, il sovrannaturale è decisamente l’elemento preferito di molti registi televisivi, è arrivata l’ora che i figli della luna debuttino anche sul piccolo schermo.

Strizzando l’occhio ai fan di Twilight e nel tentativo di accaparrarsi, almeno nella parentesi estiva, l’attenzione dei numerosi fan di Vampire Diaries, Mtv ha puntato su Teen Wolf, la nuova serie di Jeff Davis (creatore di Criminal Minds). I dodici episodi trasmessi tra il 5 giugno e il 15 agosto, hanno assicurato al network una media di 1,7 milioni di telespettatori a settimana, in seguito a una notevole premièrè che ha sfiorato i 2,5: ottimo risultato visto il periodo di pausa che precede la nuova stagione telefilmica.

Davis prende spunto dall’indimenticabile Voglia di Vincere, storico film degli anni Ottanta di Rod Daniel con protagonista il mitico Michael J. Fox, per raccontare le vicissitudini di un liceale timido e impacciato la cui vita cambia da un giorno all’altro a causa di evento inaspettato e irreversibile.
Se Michael J. Fox però, si trasformò in licantropo a causa di un fattore genetico ereditato dal padre, qui le cose cambiano e il protagonista Scott MacCall (Tyler Posey, Smallville e Brothers&Sisters), scopre di avere poteri sovrannaturali solo dopo essere stato morso da un capo branco della specie Alpha, di notte in un bosco.
Come nel miglior b-movie
dell’orrore che si rispetti, per Scott iniziano i guai, il liceo diventa il palcoscenico perfetto del teatro degli orrori, e lui si ritrova inghiottito in una spirale di eventi antichi e misteriosi che metteranno in pericolo la sua vita e quella delle persone a lui vicine.

L’ironia e i buoni sentimenti che caratterizzavano la pellicola di Daniel, in Teen Wolf lasciano spazio a un’atmosfera più gotica e dark, con leggere venature comedy e un ritmo incalzante che aumenta col procedere della trama.
Indubbiamente nulla di nuovo sul fronte del plot e della sceneggiatura, prevedibile nella maggior parte dei casi, e a tratti forse fin troppo scontato, ma nel complesso, il teendrama (perché pur sempre di questo stiamo parlando), risulta godibile e scorrevole, soprattutto per il giovane pubblico di Mtv.

Per lo più privo di effetti speciali (tutte le scene sono girate sul set grazie a un valido gruppo di stunt-men) la serie è visivamente più matura di Buffy - L’ammazzavampiri e molto vicina al già citato Vampire Diaries, a cui si ispira inoltre per la scelta dei protagonisti, tutti muscolosi, aitanti e in gran forma, che spesso vengono mostrati a torso nudo con i pettorali in bella mostra, per la gioia delle teenager. Anche la storia d’amore tra Scott e la nuova studentessa appena sbarcata alla Beacon Hills High School, Alison Argent (Crystal Reed), non sorprende più di tanto, e risulta come il classico Romeo e Giulietta rivisitato in chiave moderna, con le due famiglie rivali e nemiche da secoli (la famiglia Argent da anni dà la caccia ai lupi mannari di Beacon Hills). Gli stereotipi intorno a Scott non mancano di certo: il miglior amico Stiles (Dylan O’Brien), sfigatello alla Seth Cohen di The O.C. che colora il telefilm di humour e ironia, Jackson (Colton Haynes, The Gates) il capitano della squadra di Lacrosse (in Voglia di Vincere il protagonista giocava a basket, nei college americani di oggi il Lacrosse domina) che cerca di conquistare Alison, Lydia (Holland Roden) la reginetta della scuola altezzosa e antipatica con la sua schiera di mean girls. E ancora, tra gli adulti che fanno da cornice agli adolescenti protagonisti, il padre di Stiles, lo sceriffo del paese (Linden Ashby) che interviene spesso in aiuto dei ragazzi contro i cattivi, Melissa (Melissa Ponzio), la mamma di Scott (giovane quasi quanto il figlio), inevitabilmente più volte in pericolo, Kate (Jill Wagner) la perfida zia di Alison che tenta di ostacolare la sua storia con Scott, e Derek Hale (Tyler Hoeclin, Settimo Cielo), alter ego del protagonista, lupo mannaro della specie beta, che aiuta Scott a sconfiggere Peter (Ian Bohen), il suo nemico numero uno: il licantropo che lo trasformò.

Un gruppo di personaggi piuttosto piatti e poco interessanti, per nulla sfaccettati o approfonditi psicologicamente ai quali risulta praticamente impossibile affezionarsi, eccezion fatta per Stiles, vera mente del telefilm e artefice di quella matrice comedy che non stona affatto. Per certi versi affascinante anche Derek, bello e dannato, saggio e egoista al punto giusto da affermarsi, sin dal pilot, come il bad guy per eccellenza, parecchio lontano però dai vari Damon Salvatore (Ian Somerhalder) e compagni.

Il cast di Teen Wolf (confermato pochi giorni fa per la seconda stagione), si ritroverà ad Atlanta il prossimo 15 novembre per iniziare le riprese dei nuovi 12 episodi previsti, in cui a quanto pare non mancheranno numerosi colpi di scena e nuovi intriganti personaggi.

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