I’m erased. I’m gone. I’m nothing. And then the world is free to flow into me like water into an empty bowl…. And… I see. I hear. But not with eyes and ears. I’m not outside my world anymore, and I’m not really inside it either. The thing is, there’s no difference between me and the universe. The boundary is gone. I am it and it is me. I am a stone, a cactus thorn. I am rain. I like that most of all, being rain.

domenica 3 giugno 2012

Goodbye Ginnuts: Make It or Break It series finale



Già lo scorso anno Make It or Break It rischiò di venir chiuso: i bassi ascolti dello show della Abc Family, infatti, non convinsero del tutto i produttori.
Affetti come molti dalla febbre da Olimpiadi però, si convinsero a “regalare” alla serie altri otto episodi, lasciandosi purtroppo indietro, loro malgrado, alcuni protagonisti principali e a dir poco fondamentali: dall’allenatore Sasha Beloff (Neil Jackson, apparso in un paio di episodi appena della terza stagione) a una delle “ginnuts” stesse, Emily Kmetko (Chelsea Hobbs), oltre a una manciata di personaggi sì secondari, ma dei quali abbiamo fortemente sentito la mancanza quest’anno, da Chloe Kmetko (Susan Ward) a Damon Young (Johnny Pacar).
Nella terza stagione non cambia solo la location per le ginnuts che si ritrovano così costrette a dire addio alla Rock, ma il turn over tocca anche al coach e alle compagne di squadra e la verve, non è più la stessa: cala la qualità dei dialoghi, la compattezza degli intrecci, e tutto, sfortunatamente, si fa scontato e prevedibile.
Make It or Break It, come spesso accade a molte altre serie, si perde inevitabilmente per strada e inconsciamente smarrisce tutti i punti forti che fino a oggi lo avevano caratterizzato.
E anche se nella series finale ogni storyline trova la sua un’esaustiva e degna conclusione, il plot assume caratteri fin troppo disneyani rispetto quello cui siamo abituati, tanto da spingerci a tirare un sospiro di sollievo.
Miobi è l’esempio lampante di come sia meglio concludere una serie prima che sia troppo tardi, onde evitare di lasciare l’amaro in bocca una volta viste deluse le nostre aspettative.
Goddbye ginnuts e in bocca al lupo per Londra.

Noi magari, ci rifaremo con Ginnaste.

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