There's no point to any of this. It's all just a... a random lottery of meaningless tragedy and a series of near escapes. So I take pleasure in the details. You know... a Quarter-Pounder with cheese, those are good, the sky about ten minutes before it starts to rain, the moment where your laughter become a cackle... and I, I sit back and I smoke my Camel Straights and I ride my own melt.
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lunedì 13 febbraio 2012

BAFTA Awards 2012: il trionfo di The Artist


Si è tenuta ieri sera a Londra, tra le mura dell’elegante Royal Opera House, la 64esima edizione dei Bafta Awards, gli Oscar della Gran Bretagna, i prestigiosi riconoscimenti cinematografici assegnati dalla British Academy of Film and Television Arts.
Una carrellata di premi, tra i quali numerose conferme, soprattutto nelle categorie più significative, proprio in vista degli
Academy Awards che si terranno il prossimo 26 febbraio. A farla da padrone, anche stavolta, più o meno gli stessi protagonisti che avevano già gremito i Golden Globe il mese scorso.
Il red carpet della Royal Opera House ha visto sfilare una parata di rinomate
celebrities del grande schermo: a brillare per charme ed eleganza, personaggi del calibro di Brad Pitt, George Clooney, Michael Fassbender, Meryl Streep, Viola Davis e molti altri.
 
Proprio come ai Golden Globe, dicevamo, anche nel corso dei Bafta 2012 è proseguita l’inarrestabile cavalcata verso il successo di The Artist, capolavoro di Michel Hazanavicius, in lizza con ben 12 statuette.
Incetta di premi per la splendida pellicola muta ambientata negli anni Venti che ha per protagonisti due attori eccellenti come
Jean Dujardin e Berenice Bejo: sette infatti le categorie in cui è riuscito a prevalere sugli altri lungometraggi in gara, tra queste  miglior film, miglior regia e miglior sceneggiatura.
Trionfo di
Meryl Streep come miglior attrice protagonista per il suo strepitoso The Iron Lady, nonostante agli scorsi Screen Actors Guild la scelta fosse ricaduta su Viola Davis, stella di The Help.
Inaspettati i premi come miglior film straniero a La pelle che abito di Pedro Almodovar e miglior film d’animazione a
Rango, piuttosto prevedibili invece quelli a Christopher Plummer (Beginners) e Octavia Spencer (The Help) nella categoria “non protagonisti”. Piccola delusione per Martin Scorsese invece, che con il suo Hugo Cabret, omaggio al cinema delle origini e al genio di Méliès, si porta a casa soltanto due statuette per miglior suono e scenografia.

domenica 5 febbraio 2012

Hugo Cabret: Scorsese e la magia del cinema



Che un grande maestro come Martin Scorsese amasse il cinema lo sapevamo da tempo, che lo amasse a tal punto da dedicare alla Settima Arte un lungometraggio che ne esplorasse origini e fondatori, tutto sommato non ce lo saremo mai aspettati.
Traendo spunto e ispirazione dal celebre romanzo per ragazzi di
Brian Selznick, La Straordinaria Invenzione di Hugo Cabret, il regista di Casinò, utilizza il suo innato virtuosismo stilistico omaggiando Georges Méliès, padre degli effetti speciali e dell'animazione dell'inanimato e i fratelli Lumière, pionieri della cinematografia. Hugo Cabret, nelle sale italiane dal 3 febbraio, ha riscosso un successo incredibile oltreoceano, aggiudicandosi, oltre al Golden Globe per la miglior regia, ben 11 candidature agli Oscar 2012 (tra le tante, miglior regia, sceneggiatura, costumi, scenografia).
Nonostante possa apparire a prima vista un semplice film per bambini, basta guardare i primi minuti della pellicola per capire che ci troviamo invece di fronte a qualcosa di totalmente diverso: un vero e proprio tributo al favoloso mondo onirico di Méliès e agli indimenticabili anni Trenta, in cui presente e passato s’intrecciano per dar vita a  un universo fantastico, non più così inavvicinabile ma vicino e vivo più che mai.
Scorsese strizza sì l’occhio alla tradizione in questo film, senza però trascurare la modernità, come dimostra l’uso del 3D (il suo primo esperimento), determinante per mettere a fuoco alcune angolazioni,
sottolineare dettagli e particolari che altrimenti passerebbero inosservati e celebrare la profondità di campo.
I sogni si mescolano alla realtà, la meraviglia si fonde con l’illusione, e la regia di Scorsese coadiuvata dall’ottima sceneggiatura di
John Logan, dona quel valore aggiunto a una storia già di per sé affascinante come poche altre.
Immersi nel mondo incantato del piccolo Cabret, ci ritroviamo a rincorrere inconsapevolmente il tempo perduto e l’innocenza che avevamo da bambini, per rispolverare l’amore per le piccole cose e riscoprirci così, ancora capaci di sognare. Nonostante tutto.