There's no point to any of this. It's all just a... a random lottery of meaningless tragedy and a series of near escapes. So I take pleasure in the details. You know... a Quarter-Pounder with cheese, those are good, the sky about ten minutes before it starts to rain, the moment where your laughter become a cackle... and I, I sit back and I smoke my Camel Straights and I ride my own melt.

lunedì 23 maggio 2011

Gossip Girl: la quarta stagione vince ma non convince

La CW ha deciso di concedere un’altra chance alla serie rinnovandola per la quinta stagione, nonostante gli ascolti sempre più bassi.
Ma il pubblico non si dimostra per nulla soddisfatto, stanco delle storie ripetitive e prive di spessore raccontate da Schwartz.

Poco meno di un milione di spettatori ha seguito la season finale di Gossip Girl, confermando il triste e allarmante calo di ascolti riscosso dalla serie nel corso di quest’anno. La quarta stagione che si è appena conclusa, ha deluso pubblico e critica, e anche chi fino a oggi aveva tentato di salvare il salvabile, stavolta è rimasto a bocca asciutta.
La sceneggiatura inconsistente e povera di intrecci originali e divertenti, i personaggi privi ormai di un qualsivoglia spessore e l’impressione generale che non ci sia più nulla da raccontare, hanno contribuito a trasformare una serie spassosa e frizzante in un’accozzaglia di avvenimenti monotoni e spesso senza senso.
Il cammino di Gossip Girl sembra lo stesso di The O.C., partito in sordina con le prime due stagioni, peggiorato nel corso della terza e crollato definitivamente al termine della quarta. Anche in quel caso infatti, Josh Schwartz non riuscì a superare quella che, col senno di poi, possiamo definire “la crisi del terzo anno”, il momento decisivo in cui tutte le sue serie avvertono un netto calo a livello narrativo e strutturale e imboccano la ripida discesa verso la fine, particolarità riscontrabile anche in un'altra serie tv, Chuck, in onda sulla Nbc.
Se allo show che ha per protagonista Zachary Levi però, quest’anno è andata bene e dopo la crisi della terza stagione la quarta si è rivelata un gran successo meritando una nuova tornata di 13 episodi per il prossimo anno, lo stesso non si può dire per Gossip Girl, che si ritrova invece sulla stessa barca di The O.C., senza più nulla da raccontare, e con l’unica differenza di essere stata graziata per il quinto anno.
Situazioni ai limiti del possibile e fuori da ogni logica, anche nelle peggiori favole contemporanee, hanno caratterizzato l’ultima parte della stagione, degenerando, se possibile, soprattutto negli episodi finali, a partire da
The Princesses and The Frog, in cui Blair (Leighton Meester) tenta l’ascesa al trono di Monaco al fianco del fantomatico principe Louis Grimaldi (Hugo Becker), giunto a New York per chiederla in moglie.
Entrata con fatica nelle grazie della Regina madre, Blair accetta incredula la proposta di matrimonio e si prepara a vestire i panni di una moderna principessa, sulla scia di Kate Middleton versione Upper East Side.
Neanche la straziante dichiarazione d’amore di Chuck (Ed Westwick), che ferito e ancora innamorato le chiede di tornare insieme, riesce a far cambiare idea alla giovane Waldorf, in quest’occasione davvero decisa a proseguire in solitaria sulla sua strada.
Per Chuck, come d’abitudine, i guai non vengono mai soli e in
Shattered Bass, a movimentare le sue giornate, oltre ai tormenti amorosi ci pensano le diatribe finanziarie e familiari, nell’eterna lotta con Russel Thorpe (Michael Boatman) e la figlia Raina (Tika Sumpter).
Il ritorno sulla scena di Jack Bass (Desmond Harrington), stavolta si rivela piuttosto utile per Chuck, poiché anziché mettergli i bastoni tra le ruote, lo zio contribuisce a spianargli la strada contro il magnate Thorpe, svelandone l’autentica e crudele natura agli occhi di Raina.
Reo di aver assassinato sua moglie, Russel getta la spugna, consegna a Chuck il suo impero finanziario e implora invano il perdono di Raina. Un intrigo patriarcale degno del peggior Beautiful, che ha come epilogo l’addio di Raina a New York e a Nate (Chace Crawford), o a quel che resta del suo personaggio, pressoché invisibile nel contesto generale.
In ombra dall’inizio della stagione, Nate ha perso il suo ruolo da latin lover affascinante e ammaliante, lasciandosi surclassare da un ormai irriconoscibile Dan Humphrey (Penn Badgley) che, archiviata la fugace e inconsistente liason con Blair, ripiega ora sull’ennesimo personaggio improbabile, quello di Charlie (Kaylee DeFer), cugina di Serena (Blake Lively).
The Wrong Goodbye, la season finale, scorre per 40 minuti sullo schermo dando la costante impressione di essere in procinto di chiudere i battenti al termine di ogni scena, per poi continuare invece a sfornare sequenze di avvenimenti scontati e banali, ai limiti quasi della sopportazione. Il ritorno insensato e improvviso di Georgina Sparks (Michelle Tracthenberg) che, comme d’habitude, fa capolino in ogni finale di stagione, inutile ai fini narrativi, annoia e non diverte, così come non sconvolge il colpo di scena finale, in cui ci viene rivelato che Charlie altri non è che un’attrice ingaggiata dalla zia di Serena per sottrarre denaro alla famiglia Van Der Woodsen.
E anche l’unico intreccio che fino a oggi ci aveva tenuti legati alla serie, il destino di Chuck e Blair e la speranza che potessero tornare insieme, alla fine ci ha lasciati di sasso, poiché ad averla vinta, alla fine è Louis.
Senza lottare più di tanto per averla, Chuck la lascia andare, augurandole gioia e felicità e giurandole al contempo amore eterno, mettendo da parte, per il suo bene, il costume da cavaliere oscuro per arrendersi una volta per tutte al Principe Azzurro. E sul fatto che Blair non batta ciglio, la dice lunga quel test di gravidanza con esito positivo che la telecamera lascia intravedere nella sua stanza nel corso dell’ultima scena, promettendo un futuro turbolento per la prossima, improbabile, principessa di Monaco.
Con la speranza che gli autori rinsaviscano da qui al prossimo settembre, salutiamo i ragazzi dell’Upper East Side anche per quest’anno, fiduciosi che il nostro Chuck Bass, nella season 5, ritorni a combinarne delle belle e a movimentare un po’ la scena. Continua con news, foto e molto altro, su Movieplayer.it!

venerdì 20 maggio 2011

The Vampire Diaries: un bacio inaspettato sigla la fine della seconda stagione

I vampiri di Mystic Falls ci salutano anche quest’anno e ci danno appuntamento al prossimo settembre, lasciandoci ancora una volta a bocca aperta di fronte all’ennesimo colpo di scena in una memorabile season finale

Sul rinnovo da parte della CW per un altro anno The Vampire Dairies, non c’erano dubbi: seguito da quasi 3 milioni di spettatori a episodio, è diventato ormai la punta di diamante del network dedicato ai teendrama.
Forte di uno script impeccabile e di un cast ben collaudato sin dagli albori, la serie di Kevin Williamson tratta dai romanzi di Lisa J. Smith, nel corso della seconda stagione appena conclusa, ha conquistato i fan con una storyline intricata e accattivante che ha trovato il giusto epilogo negli episodi conclusivi dove non sono mancati né brividi, né emozioni, né un cliffhanger degno di questo nome.
Il diciannovesimo episodio, Klaus, finalmente fa luce sulle origini dell’omonimo vampiro, interpretato da Joseph Morgan, che dall’inizio della stagione sta dando la caccia ad Elena per rompere la presunta Maledizione del Sole e della Luna e ristabilire ordine del mondo del sovrannaturale.
Con un flashback ambientato nel 1492, Elijah (Daniel Gillies) racconta ad Elena (Nina Dobrev) tutta la verità sulla sua stirpe, quella dei vampiri più antichi che la storia ricordi, rivelando un particolare inaspettato e sostanziale sul fratello Klaus e sulla sua vera natura, quella dell’“ibrido”, un essere metà vampiro e metà licantropo. In quanto ibrido, Klaus non può essere sconfitto né con un pugnale d’acciaio imbevuto nella polvere di quercia bianca, letale per i succhia sangue, né con un proiettile d’argento micidiale per i lupi mannari. Può infatti morire solo attraverso il potere di tutte le streghe defunte, le stesse che secoli prima contribuirono a seppellire la sua vera natura, canalizzato in un’unica entità (in questo caso Bonnie).
Ed è a questo punto che emerge il particolare più inquietante di tutti, che lascia la stessa Elena a bocca aperta: non esiste in realtà alcuna maledizione che rende prigionieri del Sole e della Luna vampiri e lupi, ma solo una maledizione, indetta anni prima dalle streghe, che tiene assopita l’identità di Klaus, disposto a tutto pur di tirarla fuori. Con il sacrificio del doppelganger, il perfido originario, potrà infatti riportare a galla la sua metà da licantropo e fondare così una nuova stirpe di immortali e imbattibili ibridi.
In The Last Day, Klaus inizia a muovere le sue pedine, battendo sul tempo, mossa dopo mossa, i fratelli Salvatore, e mentre Stefan (Paul Wesley) si dimostra ancora una volta debole e sfiancato, Damon (Ian Somerhalder) prende in mano le redini della situazione, e con i suoi metodi istintivi ma per nulla riflessivi, compie un gesto incosciente e azzardato: far bere a Elena il suo sangue, mettendo a repentaglio il suo futuro senza neanche interpellarla. Il rischio che, uccisa da Klaus, Elena possa risvegliarsi vampiro, getta il gruppo nello scompiglio, si scagliano quindi tutti contro Damon, senza ascoltare ragioni e senza capire che forse, l’unica soluzione per salvare la ragazza potrebbe essere proprio quella.
Un gesto folle e sconsiderato sì, ma dettato sicuramente dal vero amore, quello che Damon nutre nei suoi confronti: un amore accecato dalla gelosia e dalla possessività, privo di leggi o di regole, puro e incontrastato, che mostra ancora una volta il ragazzo sotto una luce nuova, sempre più umano e passionale, sempre meno algido e distaccato, agli antipodi rispetto a suo fratello.
Ed è proprio Damon, leader indiscusso della stagione, forza trainante della serie, personaggio affascinante e ricco di mille sfaccettature, che in The Sun Also Rises ancora una volta si gioca il tutto per tutto per salvare la donna che ama.
Mentre Elena, imprigionata all’interno di un cerchio di fuoco assiste inerme al sacrificio di Jules e di sua zia Jenna (trasformata in vampiro da Klaus), Damon viene morso da Tyler nel corso della sua seconda trasformazione con la luna piena, e per lui il destino sembra ormai segnato. Nel corso di un combattimento serrato e letale, Klaus riesce realizzare il suo piano rompendo la maledizione, grazie al sacrificio di Elena che lascia tutti senza parole. Ancora una volta, il prodigioso intervento di Bonnie salva le sorti della nostra protagonista, e grazie a un potente incantesimo unito all’altruistico gesto di John Gilbert, che si sacrifica per ridonare la vita a sua figlia, Elena torna in vita.
Conclusa egregiamente la storyline su Klaus, che ha fornito risposte a tutti gli interrogativi sorti nel corso della stagione, sul doppelganger, sulla maledizione del sole e della luna e sul conflittuale rapporto tra lupi e vampiri, gli autori hanno scelto di dedicare la season finale a Damon, in fin di vita in seguito al morso di Tyler.
As I Lay Dying, l’ultimo episodio, racchiude in sé tutti i capisaldi della serie: l’amore e la passione, lo scontro tra fratelli, l’eterna lotta tra il bene e il male, l’altruismo, il tradimento, la disperazione.
Stefan, rinsavito dopo una stagione in cui era apparso assopito e sottotono, torna a mostrarsi in tutto il suo altruismo e sceglie di sacrificarsi per salvare suo fratello. Il suo buon cuore lo spinge così a bere il sangue di Klaus, risvegliando la sua parte crudele e violenta, per far sì che l’ibrido, tornato a Mystic Falls per portarlo via con sé, consegni a Damon l’antidoto per guarire dal morso. La generosità di Stefan è bilanciata però dall’altra faccia della medaglia, quella che lo mostra sotto un aspetto del tutto nuovo, quello di un vampiro feroce e privo di inibizioni, capace di uccidere un innocente seduta stante.
Pronto a lasciare la città con Klaus, Stefan dona a Damon una seconda chance, facendogli recapitare l’antidoto da Katherine, che per la prima volta in 500 anni di vita, si dimostra finalmente leale con uno dei due fratelli Salvatore.
E nei minuti finali, arriva finalmente quel bacio che tutti stavamo aspettando da una quarantina di episodi circa, ed Elena si lascia finalmente andare ai suoi sentimenti, posando le sue labbra su quelle di un Damon morente. Che sia un bacio d’addio, di compassione o di ringraziamento, poco importa, era il gesto che tutti volevamo, che firmasse anche solo per pochi secondi, la meravigliosa storia d’amore raccontata dagli autori di The Vampire Diaries.
Carichi di aspettative e ancora entusiasti dopo una stagione colma di emozioni e colpi di scena, salutiamo i vampiri di Mystic Falls e gli diamo appuntamento al prossimo autunno, certi che torneranno a sorprenderci anche il prossimo anno.

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Somewhere Over The Rainbow

Mi fermo, mi guardo indietro e mi domando dove sto andando.
Trattengo il respiro, metto a fuoco lo sguardo, mi concentro ma fatico a trovare un punto fisso, un punto stabile su cui focalizzare la mia attenzione.
Non so dove, non so come, né perché.
Cosa c'è oltre l'orizzonte? Quante strade da percorrere?
Quali sentieri da intraprendere, su cui perdersi e ritrovarsi?
Chi sarà sul mio cammino?
Alla costante ricerca di un motivo, una ragione, una spiegazione.
Dubbi fugaci, dubbi atroci, interrogativi perenni.
E quella felicità tanto agognata, tanto sognata.
A volte sfiorata, a volte vissuta, altre volte inseguita.
La tristezza arriva dove finiscono i sogni e inizia la realtà.
Ma i sogni a volte, ci rendono prigionieri.
E forse la felicità si nasconde sotto sotto alla realtà.
Forse un giorno lo scoprirò.
O forse no.
Ma in cuor mio, dopotutto, so che c'è, da qualche parte, oltre l'arcobaleno.

sabato 7 maggio 2011

Gossip Girl: la quarta stagione solo noie e delusioni per i fan della serie


A due episodi dalla season finale, la quarta stagione di Gossip Girl continua a non convincere affatto i fans, stufi di una trama inconsistente e ripetitiva, priva di colpi di scena e avvenimenti interessanti.

Considerando la pessima annata di Gossip Girl, la cui quarta stagione si è rivelata sin dall’inizio debole sia a livello strutturale che contenutistico, la decisione della CW di rinnovare la serie per un altro anno, ha lasciato tutti piuttosto interdetti.
A che pro portare avanti uno show che mostra carenze sotto tutti i punti di vista e che non riesce più a stupire né sorprendere gli spettatori?
Perché proseguire se gli argomenti da sviluppare e le storie da raccontare sembrano ormai arrivati al capolinea?
La quarta stagione sta avendo un effetto soporifero episodio dopo episodio, e anche la coppia su cui tutti avevano puntato, quella composta da Dan e Blair, pare essersi spenta come un fuoco di paglia senza aver neanche raggiunto l’apice.
L’esile seguito di spettatori, che raggiunge a stento il milione e mezzo ormai, la dice lunga sul futuro del telefilm, che il prossimo anno conterà probabilmente i fan con il contagocce, poiché in pochi saranno davvero disposti a seguire una serie che ha davvero poco da dire ormai.
Il crollo subito dallo show di Schwartz sembra realmente irreversibile, come dimostrano le ultime puntate andate in onda, spesso caratterizzate da eventi surreali e poco credibili, da dialoghi sconclusionati e intrecci al limite del farsesco.
La noia assorbita fino a oggi non potrà certo venir cancellata da un finale di stagione epico, come promesso dagli autori, e un’ora di season finale non basterà a cancellare una stagione deludente al cento per cento.
Se Schwartz spera di riconquistare il proprio pubblico con un’ultima puntata caratterizzata da fuochi d’artificio e cliffhanger creati ad arte, si sbaglia di grosso: per svegliare un pubblico ormai assopito, a questo punto servirebbe ben altro.
Neanche il ritorno in scena di Damien Dalgaard (Kevin Zegers), il cattivo per antonomasia nella serie, in “Damien Darko” e “Panic Roomate”, è servito a movimentare la scena quel tanto che basta per rendere gli avvenimenti emozionanti: giunto a Manhattan per distruggere Ben (David Call), Damien intraprende una liason controversa e ambigua col giovane Eric (Connor Paolo), spingendolo sulla strada della droga, e tentando in tutti i modi di ostacolare il cammino di Serena (Blake Lively).
Il “destino infausto” scatena contro Damien nientemeno che Dan (Penn Badgley) e Nate (Chace Crawford), ancora alla ricerca di una funzione nell’ingranaggio generale della storia, e il giovane spacciatore viene così allontanato velocemente dalla città senza lasciare il benché minimo segno del suo passaggio, e spingendo ancor di più Serena tra le braccia di Ben.
Due nuove coppie animano (si fa per dire) gli episodi 15 e 16, It-Girl Happened One Night e While You Weren’t Sleeping, illudendo i fan che una nuova storia d’amore possa rallegrare la serie: Chuck e Raina Thorpe (Tika Sumpter), rivali negli affari, e Blair (Leighton Meester) e Dan, nemici giurati sin dagli albori della serie.
Se per i primi le ostilità tra le rispettive famiglie sembrano aver la meglio sul vero amore, per i secondi le possibilità di un happy ending sembrano più alte, ma a dispetto dei pronostici, per entrambe le coppie il futuro non promette nulla di buono.
Chuck dal canto suo cerca infatti di avvicinarsi a Raina per mettere le mani sul suo patrimonio e disintegrare l’impero economico del magnate Russsel Thorpe (Michael Boatman), ma resta invece scottato perché si invaghisce realmente di lei senza essere contraccambiato; al contrario Blair si allontana subito da Dan dopo un bacio fugace, perché convinta di non provare nulla nei suoi confronti e di essere ancora attratta da Chuck.
In casa Bass ci mette invece lo zampino Nate che in “Empire Of The Son” cerca di rubare Raina a Chuck: intanto in casa Humphrey Vanessa torna in città, senza un motivo apparente, e accende l’ennesimo litigio tra Blair e Serena che, scoperta la fulminea tresca tra la sua migliore amica e il suo ex, trova un nuovo motivo per mettere giù il broncio e tediarci ancora una volta con i suoi capricci.
Abbandonata su due piedi e senza una spiegazione da Ben, l’avvenente bionda è di nuovo single, ma esauriti stavolta tutti i personaggi maschili da mettere al suo fianco, l’unico colpo di scena ora, potrebbe essere quello di spingerla a chiudersi in un convento.
Noiosa, capricciosa e immatura, Serena non ha più nulla da comunicare o raccontare, e ci risulta davvero difficile immaginare quale futuro abbiano in mente per lei gli sceneggiatori.
L’inevitabile comparsa di una papabile antagonista sembra comunque aver già segnato il cammino del personaggio interpretato dalla Lively: in “The Kids Stay In The Picture”, l’arrivo della cugina Charlie (Kaylee DeFer), ingenua ragazzotta di campagna giunta in città in cerca di una rivalsa su una vita fino ad ora deludente, comprometterà sicuramente la reputazione di Serena e tra le due nascerà immediatamente una qualsivoglia forma di competizione, che le porterà l’una contro l’altra nonostante il grande affetto reciproco dimostrato inizialmente. Non sfuggiremo quindi, nostro malgrado, alla classica storia delle nemiche-amiche, e una volta di più saremo costretti a osservare il viso imbronciato di Serena, perennemente insoddisfatta e lamentosa.
E se fino a poco tempo fa, almeno Blair con la sua ironia e la sua simpatia riusciva a strapparci un sorriso, spezzando la monotonia della serie, anche per lei sembra essere giunta l’ora di chiudere i battenti e di omologarsi agli altri personaggi, verso un futuro caratterizzato da avvenimenti surreali e sconclusionati.
In “Pretty in Pink”, infatti, Blair si trasforma in una moderna e assai poco credibile Cenerentola, con il ritorno di quel fantomatico principe Louis Grimaldi (Hugo Becker) conosciuto pochi mesi prima a Parigi, ora a New York per chiederla in moglie, in una storyline a dir poco bizzarra e inverosimile che certo non aiuta la serie a risollevarsi dall’infausta strada intrapresa.
E poco importa se nella season finale resteremo a bocca aperta per qualche colpo di scena inaspettato (diversi rumors parlano di incendi, morti e inimmaginabili ritorni) la noia subita fino a oggi, difficilmente verrà spazzata via così.

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lunedì 25 aprile 2011

The Vampire Diaries: adrenalina e suspence sul finire della stagione 2



A pochi episodi dalla fine, la stagione 2 della serie della CW che ha per protagonisti i fratelli Salvatore, non risparmia ai suoi fedeli aficionados colpi di scena e rivelazioni inaspettate, in un crescendo di brividi e emozioni



Una manciata di puntate appena ci separa dalla season finale di The Vampire Diaries, che il prossimo 12 maggio vedrà conclusa questa seconda incredibile stagione, per salutarci fino a settembre, visto l'imminente rinnovo promesso dalla CW.
La brillante serie interpretata fra gli altri da Nina Dobrev, Paul Wesley e Ian Somerhalder è seguita ogni settimana da una schiera di oltre 3 milioni di affezionati spettatori, fedeli ai propri vampiri, e curiosi più che mai di scoprire come evolverà la battaglia tra la dolce Elena e il perfido Klaus.
Nel corso della stagione 2 la trama si è fatta via via sempre più fitta, intricata e ricca di misteri e, complice anche l'ottima regia, non ha mai lasciato spazio alla noia, evitando di sfociare nella confusione e mantenendo sempre una linea narrativa coerente e avvincente, arricchita da una colonna sonora montata ad arte e sempre protagonista nei momenti topici. 
Gli interrogativi aperti all'inizio di quest'anno, su tutti la maledizione del Sole e della Luna e la caccia senza tregua a Elena da parte di Klaus, uno dei vampiri più antichi e pericolosi della storia, stanno finalmente convogliando verso l'epilogo e tutti i tasselli iniziano a tornare al proprio posto, facendo luce sui misteri trapelati a Mystic Falls.

Gli episodi Daddy Issues e Crying Wolf, incentrati principalmente sulla battaglia tra lupi mannari e vampiri, si sono rivelati fondamentali soprattutto per il personaggio di Tyler Lockwood (Michael Trevino), combattuto tra le sue vere origini e i suoi affetti più cari.

Giunto ormai a un punto di svolta dal quale è impossibile sottrarsi, Tyler è costretto alla fuga dopo lo scontro aspro e devastante tra Jules (Michaela McManus) ed Elijah (Daniel Gillies), che non lascia superstiti tra i licantropi, una fuga che presto volgerà al termine, e porterà il ragazzo nuovamente a Mystic Falls per lo scontro finale durante il quale ancora non sappiamo con chi sceglierà di schierarsi, se con l'amica di un tempo Caroline (Candice Accola), o con il branco a cui appartiene. 
Decisivo il ritorno del vero padre di Elena, John Gilbert (David Anders), una pedina di rilievo nel contesto generale, complice di Katherine ma propenso a schierarsi con il migliore offerente pur realizzare i propri scopi e uscire indenne da una guerra attualmente senza vincitori né vinti.

La sua natura doppiogiochista viene svelata una volta per tutte nella quindicesima puntata, The Dinner Party, capitolo clou nella faida tra i fratelli Salvatore ed Elijah, in cui si evince l'alleanza tra John e la perfida Katherine, ancora intrappolata nella cripta e pronta a tutto pur di tornare nel mondo dei vivi.
Per raggiungere tale scopo, a Katherine non resta che mentire anche al suo alleato John, spingendolo ad aiutare Damon e Alaric Saltzman (Matthew Davis) nell'omicidio di Elijah, al fine di rompere l'incantesimo e liberarsi per sempre dalla maledizione che il vampiro aveva esercitato su di lei. 
Ma con la morte di Elijah, immobilizzato con un antico pugnale e rinchiuso nella cripta, per Elena i guai proseguono, e si ritrova ora a dover tenere testa a Katherine, convinta più che mai a consegnarla a Klaus nella speranza che lui le perdoni i suoi vecchi misfatti. La donna non sa però che al vampiro servano vive entrambe per raggiungere il suo obbiettivo. 
In The House Guest, strabiliante episodio andato in onda poco prima del break primaverile, tornano protagonisti la magia, le streghe e gli stregoni, personaggi chiave nella guerra contro Klaus. Sconfitti Luka e Jonas Martin (Bryton James e Randy J. Goodwin), Bonnie (Katerina Graham) fa propri i poteri appartenuti precedentemente ai due stregoni alleati di Elijah, e si carica di una forza sovrannaturale che, se usata senza accortezza, mette a repentaglio la sua stessa vita.

Asso nella manica di Damon e Stefan, Bonnie acquisisce maggior dimestichezza con i suoi nuovi poteri, ma la sua ingenua inesperienza la metterà in pericolo in più di un'occasione. Il ruolo decisivo di Bonnie converge con quello di Jeremy (Steven R. McQueen), fratello di Elena e nuovo amore della strega, nonché suo braccio destro nel cammino spirituale di cui è protagonista. Notevole il passo avanti compiuto dal personaggio interpretato da McQueen, che da timido adolescente problematico, inizia finalmente a farsi spazio tra i protagonisti più importanti della storia, prendendo spesso in mano le redini della situazione e rivelandosi in più di una circostanza decisivo nell'aiutare Bonnie e Damon. La puntata si conclude con l'arrivo di Isobel (Mia Kirshner) che suona alla porta di Elena, lasciando di stucco la ragazza. 

La pausa primaverile ha giovato alla serie, tornata ancor più scoppiettante specie negli ultimi due episodi andati in onda, che ci hanno lasciato a bocca aperta per la girandola di colpi di scena a cui abbiamo assistito. 
Know thy Enemy riparte dal ritorno di Isobel al cospetto di Elena, incredula di fronte alla sua vera madre e poco disposta al dialogo. Senza lasciarle neanche il tempo di spiegare il perché del suo arrivo a Mystic Falls, la ragazza nega una seconda chance alla donna, respinta anche dall'ex marito Alaric e dal vecchio amore John.

Nonostante le apparenze vogliano convincerci di un'alleanza tra Isobel e Katherine, amiche di vecchia data, il destino stavolta sembra essere invece dalla parte di Elena, che si ritrova alla fine ad assistere inerme al suicidio di sua madre, senza capire esattamente in che modo la donna abbia cercato di aiutarla. Nella ricerca di un perdono che per lei non arriverà mai, Isobel contribuisce a dare un corpo a Klaus (quello di Alaric) e a consegnarli Katherine, nel tentativo di mettere in salvo sua figlia, ignara che all'antico vampiro occorra anche il doppelganger per portare a termine i suoi piani. 
Unica pecca dell'episodio, la rapida e repentina dipartita di Isobel, dissoltasi con estrema fugacità dopo la lunga attesa di un incontro tra lei ed Elena, conclusasi con un suicidio forse troppo drastico.

In The Last Dance, Klaus si manifesta quindi attraverso le fattezze di Alaric, ma solo nel successivo episodio, il diciannovesimo, vedremo le vere sembianze dell'uomo, interpretato da Joseph Morgan, in un flashback che farà luce sul suo incontro con Katherine agli albori della storia. 
Un rude e violento scontro tra Klaus e Elena viene interrotto da Bonnie che prova a sconfiggere il vampiro, cadendo vittima dei suoi stessi poteri ma riuscendo a portare in salvo l'amica.


Apparentemente deceduta nel corso dello scontro, Bonnie viene messa in salvo da Damon, disposto a ingannare la stessa Elena pur di preservare la strega, sua arma vincente, e illudere Klaus di non aver alcun colpo in serbo per distruggerlo definitivamente. 
Ancora una volta, come del resto dall'inizio della stagione, Damon si rivela il personaggio più forte, profondo e interessante tra tutti, disposto a qualsiasi cosa pur di difendere la donna di cui è innamorato. Schivo, testardo e contraddittorio, riesce a mettere in ombra il fratello Stefan, totalmente spento e sottotono dalla seconda metà della stagione ormai, relegato in un ruolo marginale che nonostante tutto gli si addice poco.

Surclassato da Damon che spicca su tutti e brilla senza eguali, Stefan è ormai una pedina debole nella battaglia per salvare Elena, anche se alcuni rumors promettono che presto tornerà a farsi valere.
Colpo di scena finale in The Last Dance, la decisione inaspettata di Elena di liberare Elijah dalla cripta, alla disperata ricerca del suo appoggio contro Klaus, per salvaguardare il destino di Bonnie e Damon, disposti entrambi a sacrificarsi per lei.

A prevalere ancora una volta, i sentimenti, e in questo caso l'amore, protagonista essenziale e imprescindibile della serie, una delle più coinvolgenti degli ultimi anni.
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mercoledì 16 marzo 2011

Off the Map: medici a spasso nella giungla


La nuova serie di Shonda Rhimes, creatrice di Grey's Anatomy, segue le avventure di un gruppo di coraggiosi dottori alle prese con le insidie del Sud America, tra casi medici al limite e storie d'amore in perfetto stile soap opera.

Il genere medical, all'interno del panorama telefilmico internazionale, ha conquistato negli anni milioni di telespettatori affascinati dalla figura del medico-eroe pronto a tutto pur di salvare la vita ai propri pazienti. Lontano ormai anni luce il periodo d'oro di serie storiche come General Hospital e M*A*S*H*, o l'epoca dell'irresistibile dottor Ross (George Clooney) di E.R.: Medici in prima linea, col tempo abbiamo imparato ad affezionarci anche a dottori scorbutici e misogini, come il dottor House (Hugh Laurie) nell'omonima serie, piuttosto che a chirurghi estetici "sopra le righe" come quelli di Nip/Tuck.
Nel 2001 il medical ha preso una piega diversa, grazie al fare scanzonato e ironico dei protagonisti di Scrubs; una manciata di anni dopo, esattamente nel 2005, la svolta decisiva arriva con Grey's Anatomy, vero e proprio gioiello nel mondo delle serie tv, ideata e creata da Shonda Rhimes, giunto oggi alla settima stagione e da cui nel 2007 nacque lo spin-off Private Practice.

Prodotto dalla Rhimes e da Betsy Beers (Grey's Anatomy e Private Practice) e ideata da Jenna Bans (Grey's Anatomy) anche il nuovo Off The Map, in onda dal 12 gennaio sulla ABC, serie che narra le avventure di un gruppo di giovani medici nella giungla sudamericana.

Girata in un angolo paradisiaco delle Hawaii, già set ai tempi di Lost, Off the Map è ambientata nella ciudad de las estrellas, la "città delle stelle", cittadina caratteristica del Sud America, che ospita la clinica Cruz del Sur, dove un team di integerrimi e coraggiosi dottori si occupa di prestare soccorso sia agli abitanti della zona, troppo poveri per pagarsi delle cure e troppo lontani da veri ospedali, sia ai numerosi turisti che spesso e volentieri si ritrovano vittime delle insidie del luogo, tra serpenti, ponti sospesi sul nulla e impervie scogliere.

Ben Keeton (Martin Henderson), Otis Cole (Jason Winston George) e Zita Alvarez (Valerie Cruz), i tre medici che dirigono la clinica, profondamente diversi l'uno dall'altra, sono però tutti ugualmente preparati e competenti: abituati a vivere in condizioni estreme spesso caratterizzate da gravi mancanze dal punto di vista medico, i tre, con gli anni sono diventati esperti conoscitori di erbe e piante selvatiche, decisive nella cura di alcune malattie, e hanno imparato a riconoscere i mille ostacoli che la natura incontaminata gli prospetta ogni giorno. 
A supportare il loro arduo lavoro, arrivano tre giovani reclute in fuga dalla routine quotidiana e da un passato burrascoso: Lily Brenner (Caroline Dhavernas), Mina Minard (Mamie Gummer) e Tommy Fuller (Zach Gilford) giungono quindi alla Cruz del Sur con un forte bagaglio emozionale alle spalle, decisi a ripartire da zero per dimenticare una volta per tutte esperienze profondamente dolorose che hanno segnato il loro cammino.

Sensibile e istintiva, vittima di un destino infausto e crudele che le ha portato via il fidanzato in un tragico incidente pochi anni prima, Lily colpisce dalle prime battute con la sua dolcezza e la sua fragilità, che si scontrano immediatamente con il fare pragmatico e distaccato del dottor Keeton, ancora legato a un passato travagliato che non riesce a superare.

I primi scontri caratteriali si hanno però tra l'apparentemente superficiale Fuller e il dispotico Cole, così diversi eppure così simili, e che sin dal primo giorno mostrano di aver difficoltà a legare tra loro. Inevitabile il paragone, in questo caso, tra Tommy Fuller e Alex Karev (Justin Chambers) di Grey's Anatomy, due teste calde che grazie alla disciplina della medicina imparano a tenere a bada il loro carattere ribelle e indisponente, per andare incontro ai pazienti e crescere notevolmente dal punto di vista umano. Altra somiglianza con i medici del Seattle Grace, oltre al plot medical infarcito di soap opera, si ha con Mina Minard, dottoressa algida e distaccata, emotivamente frenata e estremamente razionale come la più celebre Cristina Yang (Sandra Oh).
Settimo membro del team, la misteriosa Ryan Clark (Rachelle Lefevre), una ragazza emblematica e affascinante, sentimentalmente legata a Ben e molto simile per certi versi alla dolce Izzie Stevens (Katherine Heigl) di Grey, soprattutto per il coinvolgimento emotivo che la unisce ai suoi pazienti. 

Le situazioni al limite in cui i dottori si trovano spesso a dover operare e le disavventure estreme che coinvolgono i pazienti, conferiscono la giusta dose di pathos alla serie, toccando le corde dello spettatore, travolto da una regia veloce e scattante che si sposa perfettamente alla trama coinvolgente e entusiasmante.

Elemento imprescindibile di Off the Map, l'intreccio tra i personaggi e le storie d'amore che da esso derivano: e come in tutti i medical di ultima generazione, l'amore diventa il vero protagonista, punto cardine della serie e chiave di lettura tanto cara di Shonda Rhimes.
Una serie interessante e dall'ottimo potenziale su cui la Abc punta molto, ma che dovrà evitare di cadere nello stereotipo del genere per proseguire e assicurarsi un futuro solido e longevo come quello dei cugini di Grey's Anatomy.

mercoledì 2 marzo 2011

90210: prosegue la terza stagione sottotono e priva di colpi di scena

Nonostante gli ottimi spunti sviluppati nella seconda stagione, la serie non riesce a decollare, e scopiazzando qua e là da altri teendrama, inciampa in una banalità dalla quale sarà difficile discostarsi. A pochi episodi dalla season finale, ecco il punto della situazione sulle avventure dei ragazzi del West Beverly High.

A terza stagione inoltrata, 90210 accusa un forte calo di spettatori, scesi bruscamente sotto il milione e mezzo, rispetto ai due già esigui milioni contati a inizio anno. Nonostante spunti notevoli e personaggi dai tratti intriganti, la serie fatica ad affermarsi come un telefilm degno di nota nel panorama televisivo americano, e neanche le guest star musicali d’eccezione, su tutte Joe Jonas e Snoop Dogg, apparse nei recenti episodi, sembra possano salvare 90210 da una fine prematura.
La trama debole e gli intrecci ripetitivi e poco originali hanno spinto molti fan, il più delle volte stanchi e annoiati di fronte a storie già viste nel corso degli anni, ad abbandonare la serie in cerca di qualcosa di nuovo e stimolante.
Nonostante gli autori tentino di approfondire tematiche profonde e significative quali le molestie sessuali, l’omosessualità, la droga e l’Hiv, l’impressione generale è che vengano trattate con troppa superficialità, senza andare mai davvero fino in fondo, saltando spesso di palo in frasca per portare avanti più storyline contemporaneamente, senza approfondirne esaustivamente nessuna. A farne le spese gli esili ascolti riscontrati, ormai difficili da risollevare da qui al termine della stagione.
Inevitabile il paragone, ancora una volta, con la serie madre
Beverly Hills 90210, da cui ormai costantemente si attinge per tirare fuori qualche brillante spunto narrativo, in mancanza di nuove idee da parte degli sceneggiatori.
Esempio lampante, il nuovo triangolo amoroso su cui i creatori puntano davvero tutto, quello tra Navid (
Michael Steger), Silver (Jessica Stroup) e Adrianna (Jessica Lowndes), fin troppo simile sotto certi aspetti a quello tra Dylan (
Luke Perry), Brenda (Shannen Doherty) e Kelly (Jennie Garth), che negli anni Novanta coinvolse milioni di spettatori.
Priva di una storia d’amore che riesca ad appassionarci e coinvolgerci davvero, la serie ha tentato di affidarsi ad altri ménage à trois, ma con scarsi risultati: conclusa infatti piuttosto velocemente la turbolenta liason tra Dixon (
Tristan Wilds), Ivy (Gillian Zinser) e Sasha (Mekia Cox), sviluppata negli episodi iniziali, 2010 Vision, The Bachelors e Catch Me If You Cannon, e appurato dopo un veloce e fulmineo test che il ragazzo non è affetto dal virus dell’Hiv, il creatore Darren Star e compagni hanno deciso di focalizzare le loro attenzioni su altri tre protagonisti, per smuovere un po’ la situazione, puntando su Annie (Shenae Grimes), Liam (Matt Lanter) e la new entry Charlie (Evan Ross), fratellastro proprio di Liam.
Nonostante le premesse interessanti sulla misteriosa e violenta infanzia vissuta parallelamente dai due fratelli, l’intreccio amoroso si è rivelato invece poco convincente e privo del potenziale necessario per sviluppi futuri, e già intorno alla metà della stagione, nell’episodio
Holiday Madness, gli autori hanno scelto di concluderla repentinamente, per poi estromettere definitivamente Charlie dal cast di 90210 in Liars.
Da qui, la scelta autoriale di tentare il tutto per tutto ripiegando su altri tre protagonisti, venendo meno a tutto ciò che fino a oggi ci era stato mostrato, e trasformando due adolescenti moralmente integri come Navid e Silver, in due traditori sleali e scorretti, privandoli dei sani principi con cui fino a oggi erano stati dipinti. Complici l’un l’altra a partire dall’ottavo episodio,
Mother Dearest, tra i due sboccia l’amore a metà stagione, e travolti dalla passione, in It’s Getting Hot In Here, si lasciano trascinare dagli eventi senza pensare troppo alle conseguenze, agendo di sottecchi alle spalle di Ade, sempre più in difficoltà nel mondo dello showbiz dopo essere incappata in uno scandalo discografico in seguito al furto di alcune canzoni ai danni del defunto cantante Javier (Diego González Boneta).
L’amicizia profonda tra Erin e Ade prende chiaramente spunto da quella tra Brenda e Kelly, così come l’evolvere degli eventi, fino ai dettagli più minuziosi, come l’orecchino ritrovato da Adrianna in camera di Navid, stesso particolare che all’epoca alimentò i sospetti della Walsh sul presunto tradimento di Dylan. Nell’ultimo episodio andato in onda,
It’s High Time, dopo mesi di bugie e inganni, la Duncan si accorge finalmente di ciò che le sta succedendo intorno, riconoscendo Silver quale proprietaria dell’orecchino, amara scoperta che alimenterà ancor di più la sue sete di vendetta. Subito dopo il break primaverile, assisteremo così a una guerra senza precedenti tra le due, nella quale Ade darà il peggio di sé, vendicandosi dell’amica, in un mix esplosivo che metterà a repentaglio la salute di Silver, minata già in passato dal disturbo bipolare di cui soffre.

Protagoniste indiscusse di questa seconda metà di stagione, Naomi (AnnaLynne McCord)e Annie (Shenae Grimes), impegnate entrambe a combattere due diverse minacce che rischiano di compromettere la loro incolumità fisica e psicologica.

L’episodio, Best Lei’d Pains, segna il ritorno del diabolico professor Cannon (Hal Ozsan), carnefice impunito di Naomi, che mesi addietro la violentò senza mai scontare la pena adeguata, ora di ritorno a Beverly Hills per completare l’opera e approfittare di lei per attingere al suo cospicuo fondo fiduciario.

In seguito a una notte da incubo, degna del miglior film horror, Naomi, sequestrata da Cannon riesce finalmente a prevalere sull’uomo con il valido aiuto di Silver, spedendolo una volta per tutte in carcere. Forte di quest’esperienza, la ragazza si rimbocca le maniche per reagire alla violenza subita e superare una volta per tutte il trauma, per tornare a sorridere e a conquistare tutti con il suo humour sagace e la sua innata forza di carattere. Più in forma che mai e pronta a calcare nuovamente le scene, la Clark ricomincia a brillare e a divertire gli spettatori in Revenge of the Nerd, gettandosi a capofitto in una buffa e improbabile storia d’amore con Max, un geek timido e bruttino, esperto di computer e biologia, e stranamente indifferente di fronte alle procaci avances della provocante prom queen.

Al centro di una storyline più intricata e complessa, Annie Wilson che, dimenticato una volta per tutte l’ex fidanzato psicopatico Jasper, e finalmente felice al fianco di Liam, vede minacciata la sua ritrovata tranquillità dall’arrivo della cugina Emily (Abbie Cobb) dal Kansas, ospite in casa Wilson per motivi di studio.
Sin dall’inizio la giovane new entry mostra di non avere tutte le rotelle a posto, e quella che apparentemente sembra solo una teenager problematica in cerca di attenzioni, si rivela una vera e propria stalker intenzionata a distruggere la vita di Annie. Ispirandosi anche in questa circostanza alla serie originaria di Aaron Spelling, gli autori di 90210 hanno preso visibilmente spunto dai personaggi di Emily Valentine (
Christine Elise) e Valerie Malone (Tiffany Thiessen) per tracciare il profilo caratteriale di Emily, decisa in tutto e per tutto a intralciare la strada di Annie per impossessarsi della sua vita, alimentando congetture e pettegolezzi fittizi sul suo conto, e aizzandole contro amici e familiari. Nonostante l’intreccio sia già stato affrontato nella maggior parte dei teendrama nel corso degli anni, le prerogative perché si creino situazioni interessanti ci sono tutte stavolta, soprattutto in virtù dei rumors che circolano in rete che darebbero per certo l’addio della Grimes alla serie in seguito a circostanze misteriose.
Ultimo, ma non per questo meno importante, tra gli ultimi avvenimenti al West Beverly High, il coming out di uno dei personaggi più aitanti di
90210, Teddy Montgomery (Trevor Donovan), uscito allo scoperto in
All About a Boy, il quattordicesimo episodio, nel corso del quale ha deciso di confessare agli amici più cari la sua omosessualità, scoperta in seguito alla storia d’amore con Ian (Kyle Riabko).
Inesorabile qui la similitudine con il protagonista di un altro celebre teendrama,
Dawson’s Creek, quel Jack McPhee (
Kerr Smith) che nell’ormai lontano 2000, nella seconda stagione della serie di Kevin Williamson, sconvolse gran parte di un pubblico ancora acerbo, quando confessò a Joey (Katy Holmes) di essere gay.
Spoiler succulenti promettono incontri interessanti riservati a Teddy, senza però lasciar trapelare dettagli precisi, caricando così di aspettative il futuro di uno degli interpreti di maggior spicco, l’unico su cui la fantasia degli sceneggiatori potrebbe sbizzarrirsi maggiormente, senza attingere troppo qua e là e cercando invece, almeno per una volta, di introdurre nuove soluzioni per colmare i numerosi vuoti in cui la serie è caduta nel corso di questi due anni. Continua a leggere news e approfondimenti su
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There is Nothing Left to Lose

Gli aeroporti, erano sempre stati, chissà perché, la sua passione: luoghi asettici, freddi e impersonali.
Spesso un punto da cui partire, spesso un posto in cui tornare.
Aveva sempre amato il via vai delle persone, il caos che esplodeva all’improvviso per un piccolo ritardo, la velocità fulminea della partenza, la lentezza sorniona degli arrivi.
I volti stanchi e assonnati dei viaggiatori di ritorno sulla via di casa, quelli eccitati e impazienti di chi è invece pronto a partire per una nuova, piccola avventura.
Lì, osservava immobile le onde di viaggiatori e pendolari, mentre il mondo scorreva veloce davanti ai suoi occhi.
Il momento di dirsi addio era arrivato, e dopo mille incertezze e lacrime versate, non aveva saputo trovare niente di meglio di un aeroporto che facesse da cornice a quel triste momento, per concludere quel breve viaggio intrapreso insieme, e ripartire finalmente da zero.
“
Ci stiamo dicendo addio, stavolta per sempre, e la cosa sembra che non ti sfiori minimamente?”
“
Per sempre? Ti sbagli, non è così… Noi ci apparteniamo, tu sarai sempre con me, in questa vita, o nella prossima. Perché so che prima o poi ci rincontreremo, e allora sì che andrà diversamente”
Rimase titubante di fronte a una simile affermazione, e occhi negli occhi si soffermò, come d’abitudine, su ogni piccolo particolare del suo viso, lasciandosi travolgere da quell’incredibile bellezza.
“
Verrai con me ovunque, perché ti porterò sempre nel mio cuore, e anche se in quest’occasione il tempo con noi è stato tiranno, la prossima volta sarà diverso. Non ho paura, perché so che tu mi appartieni. E nel frattempo, se mi assalirà la nostalgia, avrò i ricordi a farmi compagnia”.
“
Perché è andata così, maledizione? Perché?”
“
Semplicemente perché non era scritto nelle stelle…”