There's no point to any of this. It's all just a... a random lottery of meaningless tragedy and a series of near escapes. So I take pleasure in the details. You know... a Quarter-Pounder with cheese, those are good, the sky about ten minutes before it starts to rain, the moment where your laughter become a cackle... and I, I sit back and I smoke my Camel Straights and I ride my own melt.

lunedì 2 settembre 2013

The Carrie Diaries: il prequel di Sex and the City da stasera su Fox Life



Per il pubblico di Sky, cresce l’attesa per la premiere di questa sera alle 21.00 su Fox Life con The Carrie Diaries, l’attesissimo prequel di Sex and the City, serie pilastro del network in questione.
Quanti di voi infatti, di fronte all’ennesima replica degli episodi della serie madre, riesce a trovare la forza di cambiare canale? Pochi, ne sono certa. Io per esempio, non riesco mai a non soffermarmi almeno qualche minuto su puntate che oramai conosco praticamente a memoria. Impossibile resistere alle quattro “ragazze” di Manhattan che hanno segnato la storia del telefilm moderno.
Per molti di voi quindi (o perlomeno per tutti coloro che non hanno avuto occasione di vedere I diari di Carrie su Mya la primavera scorsa), questa sera l’appuntamento è segnato in maniera indelebile sull'agenda.
Su questo blog, della serie in onda negli States e creata dalla premiata coppia
Josh Schwartz e Stephanie Savage (Gossip Girl, Hart of Dixie), ne avevamo già parlato qualche mese fa, a prima stagione inoltrata, sottolineandone pregi e difetti per evidenziare la capacità che ha avuto nel riuscire a dividere completamente il pubblico a metà. 
Quando si tratta di The Carrie Diaries infatti, non esistono mezze misure: si ama o si odia.

Per chi ha visto la prima stagione, è facile notare ed evidenziare soprattutto i punti deboli dello show, che spesso risiedono (chi ha letto i libri della Candace Bushnell lo sa) in alcuni buchi a livello di sceneggiatura, e che fanno sì che nel telefilm, le vicissitudini della Carrie diciassettenne si discostino parecchio da quelle narrate del romanzo, su tutti il suo arrivo nella “City” che non avviene nel corso del penultimo anno di liceo dopo aver conosciuto la modaiola Larissa (Freema Agyeman), ma l’estate del diploma per frequentare un corso di scrittura (da qui infatti il titolo del secondo capitolo, Summer & the City).
Altra nota dolente, il cast: se AnnSophie Robb (la viziata Violet ne La fabbrica di cioccolato), alla lunga riesce a convincerci, nonostante il paragone con Sarah Jessica Parker pesi molto più di un macigno sulle sue spalle, debole invece il resto degli attori che la affiancano (Ellen Wong, Brendan Dooling, Stefania Owenpiuttosto “anonimi”, eccezion fatta per Austin Butler (Sebastian) volto noto del piccolo schermo.

Vero è che, pregiudizi a parte, lo show ha anche i suoi pregi. 
La ricostruzione dei patinati anni Ottanta (la serie è ambientata a Castlebury, nel Connecticut, nel 1984) è pressoché perfetta: dalla colonna sonora azzeccatissima e ricca di hit dell’epoca, agli abiti (fluo e non) fedeli alla moda del tempo.
Dalle scenografie alla regia, la serie non ha nulla da invidiare all’originale, e il ritmo frizzante unito all’atmosfera fresca e coloratissima si sposano perfettamente con il target di riferimento senza dubbio di età più bassa rispetto a quello di Sex and the City.
Oltre al mondo del fashion, sempre presente, e all’amore, protagonista indiscusso di entrambe le serie, al centro di tutto c’è sempre lei, l’unica e sola: New York.
Che venga vista con gli occhi di una diciassettenne o di una trentenne, il suo fascino resta inalterato: è la città dei sogni, delle mille possibilità, l’unico luogo al mondo dove tutto, può effettivamente accadere.
Gli anni passano, l’amore incondizionato per la Grande Mela resta, ed è sempre lì, vero, illimitato, assoluto. 
Forse l’unico vero amore che può durare davvero per sempre. 

2 commenti:

Patalice ha detto...

...mmmmh...
sono troppo innamorata della mia carrie per poterne vedere un'altra in tivù...

Barbara Jurado ha detto...

Le prime puntate erano anche carine ma poi ha preso una piega da soap inaspettata che ha rovinato la prima stagione della serie. Così l'ho lasciata lì.