There's no point to any of this. It's all just a... a random lottery of meaningless tragedy and a series of near escapes. So I take pleasure in the details. You know... a Quarter-Pounder with cheese, those are good, the sky about ten minutes before it starts to rain, the moment where your laughter become a cackle... and I, I sit back and I smoke my Camel Straights and I ride my own melt.

venerdì 13 settembre 2013

Dexter: l'ottava stagione da stasera su Fox Crime




Tutto iniziò sette anni fa.
‘Tonight is the night’, ve lo ricordate?
Il 1° ottobre del 2006, su Showtime andò in onda Dexter, l’episodio pilota dell’omonima serie che fra poco più di due settimane chiuderà i battenti per sempre.
Dexter Morgan, interpretato dal magnifico Michael C. Hall, ha collezionando negli anni un numero incredibile di fan, conquistando la critica e ribaltando completamente l’opinione comune sui serial killer.
Il suo personaggio è indubbiamente tra quelli più riusciti dell’ultimo decennio televisivo, non solo per come è stato ideato e successivamente scritto ma anche e soprattutto per come è stato interpretato dall’attore stesso.
Dexter è riuscito a stravolgere il nostro modo di “vedere” e giudicare un assassino, è stato capace di farci appassionare e amare un uomo spietato, misantropo, misogino se vogliamo, in lotta con un mondo che reputa incapace di accettarlo.
Nel corso dei primi quattro anni, Dex non ha mai perso la lucidità, non ha lasciato che il mondo esterno interferisse con il suo “passeggero oscuro” né che le emozioni potessero tradirlo. Per quattro anni non ha sbagliato un colpo, non ha mai perso il senno, e Michael C. Hall è riuscito a tenere in piedi una delle migliori serie tv moderne.
Poi…
Poi ci hanno detto che la quinta stagione sarebbe stata quella di “transizione”.
Dexter ha iniziato lentamente ad abbassare la guardia, a buttare giù i paletti che lo dividevano dal mondo esterno.
Nel corso della sesta stagione, è diventato un personaggio “comune”, ha ceduto alle sue debolezze, è diventato sempre più irriconoscibile.
E poi? Poi ci hanno propinato la settima stagione, dicendo che il punto forza sarebbe stato il dualismo con sua sorella Deb e tutto lentamente, stavolta passatemi il termine, è andato a puttane.
A forza di tirare troppo, la cinghia si è spezzata.
Dex ha perso i suoi punti di forza, l’intera serie ha ceduto dal punto di vista dell’originalità e della sceneggiatura, dopo Trinity nessuno è riuscito più a imporsi come un vero e proprio “villain”. Lo stesso Dexter, cresciuto negli anni grazie anche ai suoi antagonisti, ha smesso di nutrire il suo “dark passenger”.
L’ematologo più famoso del piccolo schermo è diventato sempre più irriconoscibile agli occhi degli spettatori, sempre più debole, vulnerabile, sottotono. È diventato una persona quasi normale, capace di provare emozione, passione, odio. Ciò che amavamo di lui erano la sua fermezza, la sua forza, il suo riuscire a essere sempre distaccato, disposto a tutto pur di non legarsi, disposto a tutto pur di punire “il cattivo”.
Tutte queste caratteristiche venute meno, rendono meno doloroso l’addio imminente alla serie, e visto tutto ciò che negli anni Dexter, Debra, Quinn, Angel e Masuka (e tutti gli altri personaggi secondari ma mai ”di contorno”), sono riusciti a regalarci, proviamo almeno per stavolta a chiudere un occhio.
Godiamoci l’ottava stagione, da stasera alle 23.00 su Fox Crime.
Prepariamoci a salutare l’ennesimo, indimenticabile personaggio del piccolo schermo, perché è vero che con le ultime stagioni ci ha deluso parecchio, ma è vero anche che ci mancherà.

2 commenti:

El_Gae ha detto...

Sto guardando la quarta stagione e mi spiace un sacco che sia l'ultima bella. Per lui, a casa, si mettono a letto presto i bambini.

Laura Rossiello ha detto...

Era da troppo tempo che non passavo da qui... sempre molto interessanti i tuoi post, mi piacciono!
Buon week end. Laura