There's no point to any of this. It's all just a... a random lottery of meaningless tragedy and a series of near escapes. So I take pleasure in the details. You know... a Quarter-Pounder with cheese, those are good, the sky about ten minutes before it starts to rain, the moment where your laughter become a cackle... and I, I sit back and I smoke my Camel Straights and I ride my own melt.

martedì 7 aprile 2009

Io, lui.... e l'altro (intro)

Arrivare a 30 anni con tutto ciò che hai sempre desiderato è davvero incredibile, e capita a pochi. Oggi è il mio compleanno e sono qui che fisso le 30 candeline rosa sulla torta con fragole e panna preparata dalla pasticceria preferita di mia madre, incredula di cotanta fortuna. Mi guardo intorno e vedo solo persone felici e orgogliose di me, fiere di come sono e di ciò che faccio. I miei genitori gioiosi, con la stessa espressione raggiante stampata sul volto, come nel giorno della mia laurea, e successivamente in quello del mio matrimonio; mia sorella che mi ama in maniera spropositata e con la quale condivido un rapporto magnifico sin da quando eravamo bambine; mio marito, che conosco da 15 anni, e che è al mio fianco da 8, fedele e innamorato più che mai, e che tiene tra le braccia Martina, la mia bimba di 6 anni, la più grande gioia della mia vita. La felicità è a portata di mano, l’allegria aleggia intorno a me, e tutti i miei amici mi guardano con gli occhi che brillano.

Ma allora, “cosa c’è che non va?”, vi starete chiedendo…

In realtà nulla: sono serena, soddisfatta e appagata. Se non fosse che sono geneticamente predisposta a combinare casini anche nelle situazioni a “rischio 0”.

Prendete questo momento, ad esempio: sono qui in mezzo a tutti coloro che mi amano e darebbero o farebbero qualsiasi cosa per me, e io ho la mente altrove. Completamente.

Dove?

Nel mio mondo parallelo e segreto, quello dove, settimana dopo settimana, sto lentamente perdendo il lavoro (un ottimo impiego tra l’altro, gratificante e ben remunerato), e dove la mia mente è completamente annebbiata dalla marijuana.

Ebbene sì, a trent’anni ho iniziato a farmi le canne, in perfetta tarda-adolescenza, visto che non l’ho mai fatto prima d’ora. Perché ho iniziato, vi chiederete… per provare e sperimentare, e condividere l’ennesima “prima volta” col mio amante. Ah già, dimenticavo: ho un amante. Da due mesi. D’accordo, tre. Quasi quattro, ma cosa importa? Giorno in più, giorno in meno. Il punto è che sono circondata da persone che mi credono in un modo, quando in realtà, non so neanche io come sono, e per di più, sto letteralmente perdendo la testa.

E la cosa peggiore, è che per ora non mi sento neanche in colpa, ma solo inebriata dall’euforia, ubriaca di passione, rapita totalmente dal gusto della trasgressione.
E intanto mia figlia mi guarda coi suoi occhioni da cerbiatto spalancati, e mio marito mi sorride con un’espressione fin troppo dolce per non provare un po’ di rimorso.

Ah, donna di poca fede. Fedifraga e traditrice.

Parliamoci chiaramente: ho tutto quello che ho sempre desiderato, sono fortunata sotto tutti i punti di vista e pienamente soddisfatta della mia vita, felice di essere come sono e per niente frustrata. Non sono la classica trentenne sull’orlo di una crisi di nervi, né tantomeno una casalinga disperata. Sono realizzata, innamorata e sorrido alla vita. Ma evidentemente, se sono andata a incasinarmi la vita da sola, è perché qualcosa manca.

So che tutto questo può apparire come uno schiaffo dritto dritto in faccia a chi, alla mia età, è ancora alla ricerca del vero amore, che io invece ho incontrato anni e anni fa. E so anche che ci sono trentenni che pagherebbero oro per avere un figlio, e la mia bimba ha già sei anni, per cui il periodo più impegnativo e duro è già stato superato da tempo. E lavorativamente parlando, non posso certo lamentarmi, soprattutto con il precariato che mi circonda e la miriade di laureati che finiscono a fare i cassieri da McDonald.

Ma se manca qualcosa in più, voi me lo insegnate, non c’è nulla da fare: l’essere umano, per sua natura non riesce a essere felice. Siamo sempre e continuamente alla ricerca di una felicità che a volte, pur essendo sotto il nostro naso, non vediamo, oppure fingiamo di non vederla perché vogliamo sempre di più. Ad alcuni, per essere felici, manca solo la felicità.

È una storia già sentita e risentita quindi, questa che mi appresto a raccontarvi. Una storia che a molti sembrerà “ordinaria”, e in fondo in fondo avete ragione. Ma a me ha lasciato qualcosa di speciale, e come tutte le cose davvero speciali, vale la pena di essere raccontata.

4 commenti:

Tommaso Valsecchi ha detto...

E ora vogliamo sapere come va a finireeeee!!!

Eazye ha detto...

Oggi è il mio compleanno e sono qui che fisso le 30 candeline rosaforse sono io che sono tordo...
ma sopra ci sta scritto che sei dell'81 ...

Eazye ha detto...

dopo breve riflessione mi sa che sono un vero rincoglionito

StarGirl ha detto...

Ahahahhaha! :D
scusa, leggo solo ora i tuoi commenti....
come hai scritto nel successivo post, trattasi di "fiction"...
e magari l'architetto lo salverò, non si può mai sapere... ;)
grazie per la visita!
più tardi vado a sbirciare il tuo blog!