There's no point to any of this. It's all just a... a random lottery of meaningless tragedy and a series of near escapes. So I take pleasure in the details. You know... a Quarter-Pounder with cheese, those are good, the sky about ten minutes before it starts to rain, the moment where your laughter become a cackle... and I, I sit back and I smoke my Camel Straights and I ride my own melt.

sabato 28 luglio 2012

The Newsroom by Aaron Sorkin VS Alphas


Stracult e Stracotti …ovvero la serie che questa settimana va su e quella che inevitabilmente va giù. Parola di Stargirl su TelefilmCult!


Aaron Sorkin e Sports Night. Aaron Sorkin e West Wing. Aaron Sorkin e Studio 60 On The Sunset Strip. E ancora: Aaron Sorkin e la sceneggiatura di The Social Network, film capolavoro sulla storia del magante di Facebook; Aaron Sorkin e Moneyball, con Brad Pitt.
Potrei continuare elencando una valanga di opere eccezionali che portano la sua firma pur non essendogli mai state accreditate. O potrei proseguire con l’elenco smisurato dei Golden Globe, dei BAFTA e degli Academy Awards che ha vinto. O potrei invece soffermarmi sulla sua nuova, incredibile opera: The Newsroom, serie rivelazione di questa calda estate, in onda dal 24 giugno sulla HBO. Lo show segue le vicende affettive e professionali, presso una fittizia tv via cavo, dell’anchorman Will McAvoy, personaggio emblematico e magnetico, interpretato da uno strepitoso Jeff Daniels. Intorno a lui gravitano attori del calibro di Emily Mortimer e Sam Waterston.
Inutile, per certi versi, dilungarsi sulla trama di The Newsroom, perché l’unico consiglio, spassionato come poche altre volte, che posso darvi oggi, è di cominciare a vederlo quanto prima. Lo show è caratterizzato da un ritmo frenetico e coinvolgente, dialoghi fulminei e diretti, una colonna sonora ad hoc e un cast che fa invidia alle migliori produzioni hollywoodiane degli ultimi anni. The Newsroom non è solo lo Stracult della settimana, è un vero e proprio gioiello di questa rovente estate.



Quando Michael Karnow e Zak Penn approdarono con il loro Alphas sul network Syfy, avevano probabilmente aspettative ben diverse da quelle che il destino avrebbe effettivamente riservato al loro show. I due creatori, paradossalmente ignari dei problemi che sarebbe scaturiti dal loro budget “limitato”, non hanno saputo fare i conti con la “cruda realtà” relegando così, Alphas, in quel limbo di “vorrei ma non posso” dove giacciono parecchie serie tv. Nonostante le buone potenzialità della season finale della prima stagione, lo show non è riuscito assolutamente a ripartire in sordina con la premiere della seconda, affondando le unghie nelle solite, fin troppo evidenti, pecche strutturali e registiche. Alphas si riconferma ancora una volta “floscia” e poco incisiva, scandita da un ritmo lento e a tratti noioso, privo anche solo di un pizzico di hype per risollevare le sorti di un plot prevedibile e scontato. I personaggi senz’anima si muovono sullo sfondo, portando inevitabilmente con la memoria alla saga degli X-Men, risultando così una copia  sbiadita di tematiche sci-fi (e non solo) già trite e ritrite, stracotte, come lo show in sé.

mercoledì 25 luglio 2012

Jonathan Rhys Meyers diventa Dracula per la NBC


L'innegabile talento di Jonathan Rhys Meyers, conosciuto dal grande pubblico per il ruolo del mister nel delizioso Sognando Beckham (2002), venne fuori senza dubbio in Match Point, celebre pellicola del maestro Woody Allen del 2005, la migliore, a parer mio, del periodo "alleniano post moderno", come mi piace definirlo.
Dopo un paio di campagne pubblicitarie per Hugo Boss e qualche comparsata qua e là, tra un presunto tentativo di suicidio e un enorme successo riscosso tra il pubblico femminile, merito della sua naturale bellezza, è nel 2007 che Rhys Meyers raggiunge l'apice della carriera per il ruolo del Re Enrico VIII nei Tudors, serie della Showtime durata 4 stagioni (fino al 2011), decisamente poco fortunata in Italia, complice anche la programmazione "ballerina" riservata dai palinsesti allo show.
La "soffiata" di oggi, direttamente dalla Television Critics Association, vuole Jonathan Rhys Meyers come protagonista del prossimo Dracula, serie in onda dal prossimo autunno sulla NBC, prodotta dal trio formato da Tony Krantz (24, Sports Night) da Colin Callender ex presidente della HBO Films e Cole Haddon, produttore esecutivo e scrittore.
Dracula, che sulla NBC tornerà alle origini, mettendo da parte i più "modaioli" e "eccessivi" True Blood, Twilight e The Vampire Diaries, vedrà il protagonista arrivare a Londra verso la finire del 1800 per vendicarsi di tutti i nemici incontrati nella vita precedente.
Avremmo quindi a che fare con l'ennesimo vampiro anche il prossimo anno, ora che anche un network come la NBC ricorre al principe delle tenebre per alzare gli ascolti. Che sia la volta buona?
Di certo, la scelta ricaduta su un fior fior di figliolo come Rhys Meyers, farà sì che la sua irresistibile bellezza, si trasformi nell'arma in più per il nuovo Dracula.

Goodbye George Jefferson

Aveva "solo" 74 anni Sherman "papà Jefferson" Hemsley, eppure, la maggior parte di noi, pensava ne avesse molti di più.
11 stagioni, dal 1975 al 1985, per "I Jefferson" vero e proprio cult degli anni Ottanta, irresistibile sitcom che i più giovani sicuramente non ricorderanno.
Burbero, arrogante, misogino: George Jefferson è a tutti gli effetti il "nonno" televisivo di Gregory House, e in fondo in fodno, è un po' il nonno di tutti noi.
C'è chi oggi lo saluta come se avesse perso un amico di lunga data, chi invece ne sente parlare per la prima volta: vuoto generazionale meno, oggi ci ha lasciato l'ennesima pietra miliare della storia delle tv, e la giornata, stenta a iniziare con un sorriso.
Ciao George, hai già trovato una lavanderia lassù? :-)


sabato 21 luglio 2012

Breaking Bad - stagione 5 - Il ritorno del Re


Stracult e Stracotti - …ovvero la serie che questa settimana va su e quella che inevitabilmente va giù. Parola di Stargirl su TelefilmCult!

All Hail the King recitano le immagini promozionali: tutti acclamano il re. Walter White ritorna sulla Amc, per la quinta, attesissima stagione di Breaking Bad, Stracult indiscusso della settimana. Freschi dalle recenti nomination agli Emmy come miglior attore e migliore attore non protagonista, Bryan Cranston e Aaron Paul riprendono il loro cammino esattamente da dove l’avevano lasciato: i due si ritrovano infatti a fare i conti con le conseguenze dello scorso finale di stagione. Breaking Bad è, da sempre, una garanzia di qualità: recitazione, così come regia e sceneggiatura, si confermano (se mai ce ne fosse stato bisogno) ad altissimi livelli. Pochi show possono vantare le stesse caratteristiche e ancora meno possono vantare lo stesso senso del ritmo. In una serie tv o in un film, gli accadimenti possono avvenire in maniera molto concitata, volta all’azione, o, viceversa, in maniera molto lenta e scandita, ma solitamente a catturarci è il ritmo. Se c’è un buon ritmo, lento o veloce che sia, allora saremo in grado di immergerci nel mondo che ci viene presentato: in Breaking Bad, questa sensazione di immersione, è pressoché totale. Vince Gilligan, creatore e sceneggiatore dello show, ha dichiarato già un anno fa che questa sarebbe stata l’ultima stagione (seguita probabilmente da un “film” conclusivo): si tratta di una scelta azzardata, soprattutto per un prodotto di punta come questo, ma che permette agli autori di evitare un abbassamento di qualità e soprattutto di chiudere tutte le fila e regalarci un finale degno di un re.


Ma come ogni settimana per uno Stracult, c’è sempre uno Stracotto e questa volta si tratta di Continuum, serie sci-fi canadese della Showcase. Siamo nel 2077, i governi mondiali, a causa della crisi, sono stati costretti ad appoggiarsi all’aiuto delle grandi corporazioni, le multinazionali che ora governano il mondo. Otto terroristi che hanno causato la morte di oltre 30.000 persone durante un attacco, sono condannati a morte, ma il loro piano è ben più complesso. Il gruppo ha una missione: tornare nel passato e cambiare il futuro. Qualcosa però va storto e durante il salto temporale i terroristi sono inseguiti dalla poliziotta Keira Cameron (Rachel Nichols): la donna, insieme agli altri, finisce nel 2012, anche se a quanto sembra il piano originale era quello di tornare indietro di appena sei anni (cioè nel 2071). Giunta nel nostro presente, in maniera del tutto “discutibile”, Keira, si mette in contatto col genio dei computer Alec Sandler (Eric Knudsen, Jericho), proprietario, nel 2077, di una delle più grandi multinazionali della terra. Le premesse sono assolutamente interessanti, peccato però che già dal pilot si diluiscano come un bicchiere d’acqua tra paradossi temporali e buchi logici e narrativi talmente evidenti da farti alzare dal divano e urlare al televisore. Se Continuum fosse stata sviluppata in maniera più intelligente e strutturata, con un occhio di riguardo alla logica e alla sceneggiatura, avrebbe potuto avere maggiore successo, ma a meno che non si risollevi con gli ultimi tre (dei dieci) episodi della prima stagione, il flop è garantito.

giovedì 19 luglio 2012

Emmy Awards 2012: ecco tutte le nomination

Jimmy Kimmel e Kerry Washington di Scandal hanno da poco annunciato, da Los Angeles, le nomination per i prossimi Emmy Awards che il 23 settembre saranno trasmessi sulla Abc.
Poche le novità, molte le "certezze", soprattutto per le serie drama e qualche new entry nelle categorie legate al genere comedy.
Inutile dilungarsi troppo, la supremazia a Breaking Bad, non può toglierla nessuno.
E speriamo che quest'anno, Modern Family smetta di portarsi a casa tutti i premi. Punto tutto su Girls.
Ecco a voi le nomination, in azzurro i miei pronostici (aka le mie preferenze), aspetto di conoscere i vostri! 

Miglior Drama
Boardwalk Empire (Hbo)
Breaking Bad (Amc)
Downton Abbey (Itv)
Game of Thrones (Hbo)
Homeland (Showtime)
Mad Men (Amc)

Miglior Comedy
The Big Bang Theory (Cbs)
Curb Your Enthusiasm (Hbo)
Girls (Hbo)
Modern Family (Abc)
30 Rock (Nbc)
Veep (Hbo)

Miglior miniserie o film-tv
American Horror Story (Fx)
Game Change (Hbo)
Hatfields & McCoys (History Channell)
Hemingway and Gellhorn (Hbo)
Luther (Bbc One)
Sherlock: A Scandal in Belgravia (Bbc One)

Miglior attore di una serie drama
Hugh Bonneville, per il ruolo di Robert Crawley in “Downton Abbey” (Itv)
Steve Buscemi, per il ruolo di Nucky Thompson in “Boardwalk Empire” (Hbo)
Bryan Cranston, per il ruolo di Walter White in “Breaking Bad” (Amc)
Michael C. Hall, per il ruolo di Dexter Morgan in “Dexter”
Jon Hamm, per il ruolo di Don Draper in “Mad Men” (Amc)
Damian Lewis, per il ruolo di Nicholas Brody “Homeland” (Showtime)


Miglior attrice di una serie drama
Kathy Bates, per il ruolo di Harriet “Harry” Korn in “Harry’s Law” (Nbc)
Glenn Close, per il ruolo di Patty Hewes in “Damages” (Direct Tv)
Claire Danes, per il ruolo di Carrie Mathison in “Homeland” (Showtime)
Michelle Dockery, per il ruolo di Josephine Crawley in “Downton Abbey” (Itv)
Julianna Margulies, per il ruolo di Alicia Florrick in “The Good Wife” (Cbs)
Elisabeth Moss, per il ruolo di Peggy Olson in “Mad Men” (Amc)

Miglior attore di un serie comedy
Alec Baldwin, per il ruolo di Jack Donaghy in “30 Rock” (Nbc)
Don Cheadle, per il ruolo di Marty Kaan in “House of Lies” (Showtime)
Louis CK, per il ruolo di sè stesso in “Louie” (Fx)
Jon Cryer, per il ruolo di Alan Harper in “Due uomini e mezzo” (Cbs)
Larry David, per il ruolo di sè stesso in “Curb Your Enthusiasm” (Hbo)
Jim Parsons, per il ruolo di Sheldon Cooper in “The Big Bang Theory” (Cbs)


Miglior attrice di una serie comedy
Zoey Deschanel, per il ruolo di Jessica “Jess” Day in “New Girl” (Fox)
Lena Dunham, per il ruolo di Hannah Horvath in “Girls” (Hbo)
Edie Falco, per il ruolo di Jackie Peyton in “Nurse Jackie” (Showtime)
Tina Fey, per il ruolo di Liz Lemon in “30 Rock” (Nbc)
Julia Louis-Dreyfus, per il ruolo di Selina Meyer in “Veep” (Hbo)
Melissa McCarthy, per il ruolo di Molly Flynn in “Mike & Molly” (Cbs)
Amy Poehler, per il ruolo di Leslie Knope in “Parks and Recreation” (Nbc)

Miglior attore in una miniserie o film-tv
Kevin Costner, per il ruolo di William Anderson Hatfield in “Hatfields & McCoys”
Benedict Cumberbatch, per il ruolo di Sherlock Holmes in “Sherlock: A Scandal in Belgravia” (Bbc One)
Idris Elba, per il ruolo di John Luther in “Luther” (Bbc One)
Woody Harrelson, per il ruolo di Steve Schmidt in “Game Change” (Hbo)
Clive Owen, per il ruolo di Ernest Hemingway in “Hemingway and Gellhorn” (Hbo)
Bill Paxton, per il ruolo di Randolph McCoy in “Hatfields & McCoys” (History Channell)

Miglior attrice in una miniserie o film-tv
Connie Britton, per il ruolo di Vivien Harmon in “American Horror Story” (Fx)
Ashley Judd, per il ruolo di Rebecca Winstone in “Missing”
Nicole Kidman, per il ruolo di Martha Gellhorn in “Hemingway and Gellhorn” (Hbo)
Julianne Moore, per il ruolo di Sarah Palin in “Game Change” (Hbo)
Emma Thompson, per “The Song of Lunch” (Bbc)

Miglior attore non protagonista in un drama:
Aaron Paul, per il ruolo di Jesse Pinkman in “Breaking Bad” (Amc)
Giancarlo Esposito, per il ruolo di Gustavo “Gus” Fring in “Breaking Bad” (Amc)
Brendan Coyle, per il ruolo di John Bates in “Downton Abbey” (Itv)
Jim Carter, per il ruolo di Charles Carson in “Downton Abbey” (Itv)
Peter Dinklage, per il ruolo di Tyrion Lannister in “Game of Thrones” (Hbo)
Jared Harris, per il ruolo di Lane Pryce in “Mad Men” (Amc)


Miglior attrice non protagonista in un drama
Anna Gunn, per il ruolo di Skyler White in “Breaking Bad” (Amc)
Maggie Smith, per il ruolo di Violet Crawley in “Downton Abbey” (Itv)
Joanne Froggatt, per il ruolo di Anna Bates in “Downton Abbey” (Itv)
Archie Panjabi, per il ruolo di Kalinda Sharma in “The Good Wife” (Cbs)
Christine Baranski, per il ruolo di Diane Lockhart in “The Good Wife” (Cbs)
Christina Hendricks, per il ruolo di Joan Harris in “Mad Men” (Amc)

Miglior attore non protagonista in una comedy
Ed O’Neill, per il ruolo di Jay Pritchett in “Modern Family” (Abc)
Jesse Tyler Ferguson, per il ruolo di Mitchell Pritchett in “Modern Family” (Abc)
Ty Burrell, per il ruolo di Phil Dunphy in “Modern Family” (Abc)
Eric Stonestreet, per il ruolo di Cameron Tucker in “Modern Family” (Abc)
Max Greenfield, per il ruolo di Schmidt in “New Girl”
Bill Hader, per il “Saturday Night Live” (Nbc)

Miglior attrice non protagonista in una comedy
Mayim Bialik, per il ruolo di Amy Farrah Fowler in “The Big Bang Theory” (Cbs)
Kathryn Joosten, per il ruolo di Karen McKlusky in “Desperate Housewives” (Abc)
Julie Bowen, per il ruolo di Claire Dunphy in “Modern Family” (Abc)
Sofia Vergara, per il ruolo di Gloria Pritchett in “Modern Family” (Abc)
Merritt Wever, per il ruolo di Zoey Barkow in “Nurse Jackie” (Showtime)
Kristen Wiig, per il “Saturday Night Live” (Nbc)

Miglior show d’animazione
American Dad (Fox)
I Pinguini di Madagascar (Nickelodeon)
Futurama (Comedy Central)
Bob’s burgers (Fox)
I Simpson (Fox)

Miglior regia per una serie drama
Tim Van Patten, per l’episodio “To The Lost” di “Boardwalk Empire” (Hbo)
Vince Gilligan, per l’episodio “Face off” di “Breaking Bad” (Amc)
Brian Percival, per l’episodio “Episode 7″ di “Dowton Abbey” (Itv)
Phil Abraham, per l’episodio “The Other Woman” di “Mad Men” (Amc)
Michael Cuesta, per l’episodio “Eroe di guerra” di “Homeland” (Showtime)

Miglior regia per una serie comedy
Robert B. Weide, per l’episodio “Palestinian Chicken” di “Curb Your Enthusiasm” (Hbo)
Lena Dunham, per l’episodio “She did” di “Girls” (Hbo)
Jake Kasdan, per l’episodio “Jess” di “New Girl” (Fox)
Louis C.K., per l’episodio “Duckling” di “Louie” (Fx)
Jason Winer, per l’episodio “Segreti di famiglia” di “Modern Family” (Abc)

Miglior sceneggiatura per una serie drama
Julian Fellowes per l’episodio “Episode 7″ di “Downton Abbey” (Itv)
Semi Chellas e Matthew Weiner per l’episodio “The Other Woman” di “Mad Men” (Amc)
Andre Jacquemetton e Maria Jacquemetton per l’episodio “Commissions and fees” di “Mad Men” (Amc)
Erin Levy e Matthew Weiner per l’episodio “Far Away Places” di “Mad Men” (Amc)
Alex Gansa, Howard Gordon e Gideon Raff per l’episodio “Eroe di guerra” di “Homeland” (Showtime)

Miglior sceneggiatura per una serie comedy
Louis C.K. per l’episodio “Pregnant” di “Louie” (Fx)
Lena Dunham per l’episodio “Pilot” di “Girls” (Hbo)
Amy Poehler, per l’episodio “The Debate” di “Parks and recreation” (Nbc)
Michael Schur per l’episodio “Win, lose, or draw” di “Parks and recreation” (Nbc)
Chris McKenna per l’episodio “Rimedi alla teoria del caos” di “Community” (Nbc)

 Qui tutte le altre nomination!

The Vampire Diaries: novità sulla quarta stagione


Tempo di Comic Con, tempo di spoiler. Giorni fa abbiamo parlato delle prossime novità in casa Amc per quanto riguarda The Walking Dead, oggi ci concentriamo su The Vampire Diaries, il teen drama della CW tanto amato dal pubblico giovane e non solo.
Se ancora non avete visto lo show, leggete qui qualche buon motivo per iniziare a seguirlo
, se siete invece fan della serie e siete curiosi, gustatevi questi piccoli rumors emersi dopo la conferenza stampa con Kevin Williamson, Julie Plec e il cast della serie.
Al centro della season 4, ovviamente la trasformazione di Elena nel cliffhanger della season finale, come lo stesso Williamson afferma: “Il tema della prossima stagione sarà il cambiamento e il cambiamento più grande ovviamente l'ha avuto Elena”.
Ed è proprio lei a raccontarci qualcosa in più sull’evoluzione del suo personaggio: “È sempre divertente trovare nuovi modi di diversificare Elena da Katherine e adesso dobbiamo trovare il modo di creare una Elena vampira che è differente dalla versione vampira di sé stessa nel passato“.
Un futuro tutt’altro che rose e fiori per la giovane Gilbert, che a quanto pare sarà fortemente supportata dalla rinata amicizia con Matt, l’unico personaggio umano e privo di alcun tipo di potere sovrannaturale, pedina fondamentale su molteplici fronti, non solo su questo. Un estenuante tira e molla con Caroline e un’aspra diatriba con Damon infatti, lo vedranno impegnato a risolvere parecchie situazioni e a rivelarsi ancora una volta, un protagonista fondamentale della serie.
Mentre al momento circolano ancora molti dubbi sul presunto ritorno di Alaric, impegnato sulla CW con il nuovo Cult che debutterà a settembre, sembra del tutto confermato invece quello di Klaus che pare prenderà nuovamente parte alla serie sin dalla première di stagione.
Una new entry fondamentale invece riguarderà direttamente Bonnie: dopo sua madre infatti, è ora di conoscere finalmente suo padre: “E’ arrivato il momento!
– ha dichiarato la PlecQuest’anno è un anno di transizione; è la fine dell’ultimo anno di scuola e ognuno dei personaggi ha una ricca vita familiare alle spalle che finalmente andremo a esplorare”.
Jose Molina, showrunner di The Vampire Diaries promette “ una stagione da urlo”, e viste le novità, siamo convinti che sarà davvero così.
Da non tralasciare la nascita di una profonda amicizia tra Stefan e Caroline durante e dopo la trasformazione di Elena, e ancora meno l’ennesima evoluzione del personaggio interpretato da Ian Somerhalder, Damon Salvatore, vero trascinatore del teen drama: “A questo punto Damon le ha provate tutte: ha provato a essere un uomo migliore, a incontrare le aspettative degli altri, ma alla fine della giornata lui è quello che è. Ho fatto tutto quello che volevate che facessi, dirà Damon in un episodio, e se non siete contenti allora potete andarvene al diavolo".
Viste le prerogative, ci aspettiamo i fuochi d’artificio anche quest’anno!

martedì 17 luglio 2012

Keep calm or become Emily Thorne


Poche volte mi sono ricreduta su una serie tv, l’esperienza non mi manca, il fiuto neanche.
Posso affermare tranquillamente e senza peccare di immodestia, di scovare uno stracotto a chilometri di distanza, e allo stesso tempo, di individuare un papabile stracult in divenire senza troppi problemi dopo una manciata di episodi appena. Spesso anche poco dopo un pilot o un pre-air.
C’è sempre una prima volta però, no?
La mia prima volta, è con Emily “Amanda Clarke” Thorne, e non c’è nulla di saffico in questo, non illudetevi.
Devo essere onesta, all’inizio, Revenge non mi aveva colpito più tanto e dopo 5 episodi appena, alla serie targata Abc, era spettato il deplorevole epiteto di “serie estiva” da recuperare nei tempi morti (pochi, anzi pochissimi) di questi caldi giorni di luglio.
Al suo posto, mi duole immensamente ammetterlo, avevo scelto Ringer, ma alla fine dei conti, Emily Van Camp batte Sarah Michelle Gellar 5 a 0.  Senza il minimo dubbio, oltretutto.
Certo, l’aria da soap opera di secondo livello con tanto di effetto chromakey a ogni inquadratura non gliela leva nessuno, ma nonostante tutto, a dispetto di intrighi per lo più prevedibili e facili da indovinare ancor prima che si compiano, Revenge il suo fascino ce l’ha.
Emily è irresistibile, nonostante la mimica facciale troppo accentuata, nonostante l’aspetto angelico e le intenzioni del serial killer.
Emily agguerrita come la sposa di Kill Bill.
Vendicativa come il Conte di Montecristo.
Emily, personaggio del quale, dopo un po’, non riesci più a fare a meno.
E anche se gli sguardi da criceto impazzito di Madeleine Stowe nel ruolo di Victoria Grayson sono davvero poco credibili, e anche se appena ti distari hai qualcuno che origlia dietro una porta e qualcun altro che ti stalkera da una telecamera, una volta "entrati" negli Hamptons di Revenge, uscirne risulta davvero difficile.
I Grayson sono i nuovi Forrester, la regina Victoria la nuova Stephanie, ma anche se a volte sia inevitabile vederli degenerare nel kitsch, poco importa: gli otto milioni di spettatori a episodio, lo show con la Vam Camp, se li merita tutti.
Buono il cast, discreta la regia, veloce e immediato lo script, anche quando tenta di risolvere superficialmente gli espedienti surreali escogitati da Emily per venire a capo dei suoi piani diabolici.
Del resto, perdonate l’off topic, ma anche Sydney Bristow spesso usciva illesa da situazioni al limite con soluzioni pressoché forzate, o sbaglio?
E allora perché a Emily non possiamo perdonarne almeno un paio?
Vendetta, inganno, sotterfugi e intrighi: queste la carte vincenti di Revenge. Queste e molte altre ancora, le promettenti prerogative della seconda stagione in arrivo a settembre.